Dal gusto tipicamente latino, merito di location adatte e bellissime e di due protagonoste davvero indovinate, con la Hayek in versione svampitella particolarmente divertente, ma anche Penelope Cruz si cala in un ruolo molto più leggero e simpatico rispetto ai suoi standard. E' uno strano western di sapore messicano, prodotto da Besson e diretto da due esordienti norvegesi: una babele che ha confezionato uno storia godibilmente senza pretese, con citazioni continue a maestri e film del genere. Ma la regia dei due scandinavi lascia molto a desiderare, come latita l'originalità: non è certo la prima volta che pistolere vengono scelte come protagoniste, mettendo in mostra capacità balistiche improbabili a fronte di altre ben più probabili fisiche.
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Dal gusto tipicamente latino, merito di location adatte e bellissime e di due protagonoste davvero indovinate, con la Hayek in versione svampitella particolarmente divertente, ma anche Penelope Cruz si cala in un ruolo molto più leggero e simpatico rispetto ai suoi standard. E' uno strano western di sapore messicano, prodotto da Besson e diretto da due esordienti norvegesi: una babele che ha confezionato uno storia godibilmente senza pretese, con citazioni continue a maestri e film del genere. Ma la regia dei due scandinavi lascia molto a desiderare, come latita l'originalità: non è certo la prima volta che pistolere vengono scelte come protagoniste, mettendo in mostra capacità balistiche improbabili a fronte di altre ben più probabili fisiche. La mano di Besson è evidente solo in una scena: nei pochi attimi della sparatoria al ralenty sul treno. Sempre vivace e mai troppo impegnato, intrattenimento e nulla più.
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