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Showgirls
Un film di Paul Verhoeven (I).
Con Kyle MacLachlan, Gina Gershon, Elizabeth Berkley, Glenn Plummer, Jack McGee
Commedia,
durata 131 min.
- USA 1995.
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Deludente
domenica 18 maggio 2008
di henry
Verhoeven torna in coppia con lo strapagato Joe Eszterhas (il sopravvalutato sceneggiatore di Basic Instinct per chi non lo sapesse) che firma senza troppe difficoltà uno dei copioni più pacchiani della storia del cinema: non che la trama richieda dei dialoghi da convento (i personaggi maschili difatti sono tutti papponi cocainomani o maniaci sessuali, la donne o sono delle troie buone -come la protagonista- o troie cattive -come Cristal, interpretata da una ridicola Gina Gershon-), però dopo un'ora continua » |
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| È una tigre: sprizza erotismo da tutti i pori. | |
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Eva contro Eva per uno strip
di Maurizio Porro Il Corriere della Sera
Sì, d’accordo, è un film grossolano nella forma e nella sostanza, di turgida volgarità interiore, superficiale come un telefilm preserale, ma non esageriamo. Leggendo la critica americana, che pecca sempre di moralismo, sembrava che il dubbio fosse: "Showgirls" è il peggio dell’anno o del decennio? In realtà, raccontando l’ascesa (e la discesa morale) di Nomi, una bionda ballerina di lap dance nel mondo cane e strip di Las Vegas, Paul Verhoeven, viziato dal successo di "Basic instinct", tenta un incrocio, per carità senza mettere in dubbio i modelli, tra "Eva contro Eva" e il capolavoro "A chorus line". » |
di Irene Bignardi La Repubblica
“Che pericolo c’è se un ragazzino di tredici anni vede questo film? Che vada a casa e si masturbi?” finge di domandarsi dalle pagine del pressbook di Showgirls il regista Paul Verhoeven(Robocop, Atto di forza, Basic Instinct), facendo sfoggio di commovente e simulato candore per polemizzare con la censura americana che ha vietato il suo nuovo film ai minori di diciassette anni, in pratica equiparandolo a un porno. Be’, spiacente per i ragazzini, che hanno però sempre a disposizione alcune pubblicazioni specializzate oltre a numerosi testi letterari di grande interesse e utihta Ma anche in Italia i tredicenni non vedranno Showgirls, e non devono avere rimpianti. » |
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di Lietta Tornabuoni La Stampa
Per i voyeurs è una festa: ragazze nude, molte e bellissime; atti sessuali variati, coiti pure subacquei, baci carezze e altro anche tra donne, stupro di gruppo con sodomia, e la lap dance in cui una ballerina nuda finge di possedere sedendogli in grembo il cliente che neppure può toccarla. Per chi ama il musical è un colpo: gli ipotetici balletti di Las Vegas, cafoni, ginnici e imprecisi, con scenografie di vulcani in eruzione e costumi di lamé d'oro, paiono quelli della peggiore tv. Per chi ama le storie è un vecchio pasticcio: ragazza ambiziosa non bada ai mezzi pur di diventare una star, lavora in locali abietti, mente, va a letto con l'uomo utile, complotta, tradisce l'amicizia, rinuncia all'amore, spinge, sgomita, seduce e rifiuta la diva lesbica di cui vuol prendere il posto e la fa rotolare dalle scale con conseguenti fratture e immobilità, vince, trionfa; purtroppo riemerge il suo passato di prostituta anche spesso arrestata, allora fugge; e rieccola fare l'autostop sulla via del successo, verso Los Angeles del cinema, pronta per Showgirls 2. » |
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