Un bacio appassionato |
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Un film di Ken Loach.
Con Atta Yaqub, Eva Birthistle, Ahmad Riaz, Shamshad Akhtar, Shabana Bakhsh.
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Titolo originale Ae Fond Kiss.
Drammatico,
Ratings: Kids+16,
durata 103 min.
- Gran Bretagna 2004.
uscita venerdì 7 gennaio 2005.
MYMONETRO
Un bacio appassionato ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
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Un film ingiustamente bistrattato
di mahlerianoFeedback: 2172 | altri commenti e recensioni di mahleriano |
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domenica 10 maggio 2009 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Contrariamente a molti commenti negativi che mi è capitato di leggere, non ho trovato il film così scontato, banale o noioso. Non sarà un capolavoro, ma credo possa esistere una più che onorevole via di mezzo. Siamo semplicemente di fronte ad una storia d'amore che porta ad uno scontro fra le diverse culture dei protagonisti e mostra i condizionamenti imposti dalle rispettive società. Né mi sembra argomentazione valida per screditarlo che le tematiche possano apparire in partenza "troppo grandi" o "già viste". Trovo che la sensibilità e il ritmo con cui viene presentata la storia del film, che comunque si presenta come commedia e in quanto tale deve essere valutata (anche se con risvolti drammatici), nel complesso sia credibile e decisamente più che dignitosa. Senza contare inoltre un interessante e continuo richiamo nei dialoghi alla riflessione sulle divergenze fra i vari personaggi, che evidenzia continuamente la distinzione fra apparenza e realtà. Prendiamo ad esempio la difesa del padre da parte del ragazzo: vi si descrive la sofferenza, le discriminazioni subite, la lotta per un rispetto conquistato che forse non sarà "giusto" (rispetto a cosa?), ma, come dice il ragazzo, "non è neanche colpa della mia famiglia se i pakistani, gli stranieri, non sono trattati come dovrebbero" (e se, si lascia intendere, non tutti sono in grado di ribellarsi a questo). Tutto ciò ne mostra un lato umano che non poco contribuisce ad abbattere lo stereotipo del padre "retrogrado". E, al di là delle facili conclusioni che si potrebbero istintivamente trarre su di lui, l'invito è comunque a comprendere prima di schierarsi. Non mi sembra un'argomentazione scontata, considerando quanto la facilità all'odio fra le culture (l'argomento "sociale" del film) sia ad ogni momento dietro l'angolo ed oggi più che mai attuale. Infine, la godibile leggerezza della prima parte del racconto con la sua buona dose di umorismo, e la bravura degli attori credo premino comunque un regista come Ken Loach.
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