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È l’ultima battuta? sembra un film “tutto di sceneggiatura”, peraltro scritta splendidamente. Ma non è vero.
Il film è un’anima pulsante, è un soffio di vita raccontato vicino ai protagonisti. Corpi e volti appiccicati alla macchina da presa, come in un film di Cassavetes.
Alex diviene stand up comedian casualmente, per non pagare i 15 dollari per un cocktail, necessario per annegare l’amarezza della crisi che lo sta avvolgendo. Ma per lui questo improvvisato hobby diviene fondamentale nel suo percorso di rigenerazione, d’indagine sui cocci matrimoniali.
Declinando le facezie di vita di coppia in battute comprende più rapidamente l’assurdità di certe dinamiche relazionali e della pericolosità di certi dubbi esistenziali che sovente affossano il ménage mettendolo sotto pressione.
Quello però che è davvero rimarchevole in questa dignitosa finta variazione nel reale che il regista e cosceneggiatore ha imbastito probabilmente pensando anche a sè, è l'interpretazione del cast, contorni compresi. Will Arnett colpisce e azzecca toni e piacionerie in una performance di assoluto livello interpretativo e Laura Dern non è da meno, brava come sempre in ruoli di estrema, comunicativa e fragile umanità.
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