Buen Camino

Un film di Gennaro Nunziante. Con Checco Zalone, Beatriz Arjona, Letizia Arnò, Martina Colombari Commedia, durata 90 min. - Italia 2025. - Medusa uscita giovedì 25 dicembre 2025. MYMONETRO Buen Camino * * - - - valutazione media: 2,41 su -1 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   

Zalone - comico terminale - o di - fine anno - Valutazione 1 stelle su cinque

di Edmund


Feedback: 804 | altri commenti e recensioni di Edmund
sabato 27 dicembre 2025

“È un film per famiglie”, Il checco, dixit. Ma di quali  “famiglie” stesse parlando non è dato sapere. Secondo me, certe “famiglie” non si sognano nemmeno di andarlo a vedere un film del genere. Ma già la didascalia “Per famiglie” forse dovrebbe dirla lunga sul livello di cinema che ci apprestiamo a visionare. Gli incassi ci direbbero che anche stavolta sta avendo un buon successo quantomeno al botteghino. E l’obiettivo di “fare un sacco di soldi” verrà raggiunto anche questa volta, pare. Qualcuno la chiamerebbe “democrazia cinematografica” come un utente si premurò di scrivere su questa piattaforma seppure a proposito di tutt’altro film. L’incauto commentatore si riferiva al fatto che il tale film, avendo avuto grande successo di pubblico e di critica tendenzialmente, doveva per forza essere un "buon film"; la maggioranza si è espressa (quale maggioranza, poi?) dunque, e senza possibilità di appello. Vabbè, ok, diciamo che ce n’è per tutti i gusti e anche Zalone ha tutto il diritto di stare sul mercato se continua a piacere a certe famiglie”. Sarò sincero, se ho visto questo film è soltanto per poter confermare una mia teoria e in effetti guardando il film  sono stato confortato nel mio proposito. Allora, dirò che, e nonostante il successo che pare si potrebbe confermare (ma aspetto di vedere se gli incassi saranno all’altezza dei precedenti perché il suo successo si deve misurare sulla base di questo parametro non sulla bontà dell’opera in sé che lascia oggettivamente molto a desiderare) Zalone temo sia arrivato al capolinea “artisticamente” parlando. E ribadisco, nonostante gli attuali incassi che potrebbero definire un paradosso in questo ragionamento. Zalone mi pare una sorta di “comico terminale” che è poi il destino di tutti i comici televisivi che hanno trovato una fortunata sponda, seppure effimera, nel senso di temporanea, nel cinema sfruttando la popolarità televisiva. Il suo destino sembra essere quello di tutti i comici che fanno uscire il classico film di natale e a natale proprio e dintorni. Non è che la sua è una "fase stanca", è che la sua comicità è destinata sul breve periodo a stancare, fatalmente. Identico destino toccò, se ricordate, al compianto Nuti, lui sì che avrebbe meritato maggior considerazione, forse, o a Pieraccioni, e più recentemente ad Aldo, Giovanni e Giacomo, o a Ficarra e Picone; questi ultimi che però diversificano meglio le proprie attività dividendosi tra la,classica stanca tv, il teatro, e qualche buon film d’autore. E allora, quanto può durare una “novità?”. Certo, Zalone ha provato poi a riciclarsi come comico “progressista” per scrollarsi di dosso quella fastidiosa patinata nomea di artista fascistoide che si era cucito addosso (che gli era stata cucita?) tanto da diventare pericolosamente icona della destra sociale postfascista. Era stato sdoganato in tal senso pure dal leggendario De Gregori che ne aveva messo in mostra tutte le doti di pianista, e che attestava senza ombra di dubbio la fede democratica e persino vagamente sinistrorsa del comico pugliese per troppo tempo "frainteso". Eppure, questo spostamento "a sinistra", per così dire, più che ad un comico di fede progressista lo fa assomigliare ad un Alberto Sordi dell'ultimo periodo e non è un complimento (il vecchio sordi diventò l'ombra di se stesso soprattutto quando diventò regista dei suoi film) Ebbene dear folks, c’eravamo sbagliati, tutti quanti, e zalone il “cozzalo” si avvia, anche lui, a scomparire nel dimenticatoio dei “comici di fine anno?”. Finché farà questi incassi la “democrazia cinematografica” prevarrà, tranquilli. Tuttavia, pensavo che checco appartiene verosimilmente a quella schiera di “provocatori fasulli” cioè, meglio, “aggressivi-passivi” che ti vomitano addosso le peggio cose e poi ti dicono che stavano scherzando (alias, poi "finiscono per fare i film per famiglie"). Il cozzalo temo confidi un po’ troppo su queste “allegre famigliole natalizie”. Credo che se fosse rimasto nelle vesti di comico fascistoide avrebbe avuto la garanzia, forse, di mantenere più a lungo la popolarità e presso larghi strati di pubblico che si identificano maggiormente in certe visioni sovraniste del mondo. A tale riguardo, faccio una breve digressione che mi pare però pertinente, potrebbe avere più fortuna quell’altro comico, il tal Angelo Duro, che va tanto di moda adesso, fintamente trasgressivo pure lui, che vorrebbe dar voce alla pancia degli uomini e delle donne medie di questo paese. Egli infatti, rimane più fedele al momento all’immagine di colui che se ne frega della decenza e "libera" gli italiani medi di tutte quelle sovrastrutture politicamente corrette che sono obbligati tante volte a sopportare nella vita quotidiana. "Duro" rimane ancora molto "strong" agli occhi di certo pubblico in cerca di riscatto dai lacci e lacciuoli burocratici (certuni confondono ancora la Democrazia con la burocrazia, ma per scarsa frequentazione con la prima, verosimilmente) Ma anche la catarsi ti viene a noia ad un certo punto. E una volta che hai espresso tutto il peggio della “medietà” più squallida cos’altro ti resta da dire? Non sto dicendo che per essere “vero” o sei il Lenny Bruce o l’Andy Kaufman della situazione che avevano fatto dell’anticonformismo uno stile di vita, quasi, oppure sei nessuno. Dico che a fare il “comico di fine anno”, quello che fa l’incasso nel periodo natalizio, non si dura a lungo, mi sa, o forse non hai altre ambizioni. Perché il tuo falso ribellismo emergerà e sarà punito proprio dagli stessi botteghini cinematografici natalizi, che ne avevano decretato la fama. La tua presunta eterodossia sbiadirà fatalmente in nome dell’incasso facendoti partorire  sempre più spesso i soliti film “per famiglie” che normalmente sono quanto di più squallido si possa produrre (i film, dico, non le famiglie) Chi ha visto “Duro” al cinema e a teatro potrà apprezzarne la triste differenza. In Italia  alcuni di quelli che provano a fare i “trasgressivi” sul serio e con discreti risultati persino e fatte le debite proporzioni, non ci arrivano nemmeno in tv o al cinema. Ma bazzicano le nicchie dei circuiti alternativi del web o dei teatri e con il passaparola che fa da amplificatore della loro popolarità. Si tratta di quei “stand-up comedians” di derivazione statunitense (vi invito a vedere a tal proposito “Comedians” 2021 di Gabriele Salvatores), epur sempre epigoni dei comici nord-americani, ma ne va apprezzato almeno lo sforzo e la consapevolezza che ci sono vari gradi di successo (e vari profili di pubblico con relative “famiglie”) a questo mondo che non passano necessariamente per le becere rai o mediaset de noantri. A proprosito, Angelo Duro, mi direte, ci è arrivato al cinema dopotutto, seppure spogliato di tutte le spigolosità teatrali che lo contraddistinguono, e anche con un buon successo di pubblico. Il suo personaggio odioso e l'umorismo politicamente scorretto, ne hanno decretato il successo e inizialmente proprio sui canali alternativi del web. Questo inficia la teoria secondo cui il peggio della comicità passa soltanto attraverso i canali televisivi? No! Questo semmai dimostra che buona parte del pubblico tipicamente televisivo, e quello più giovane soprattutto, è transitato verso i canali telematici. Ma il pessimo gusto che contraddistingue certo pubblico è rimasto intatto. La mia teoria è che il “Duro” fintamente "spietato" sarà comicamente più longevo di Zalone se il primo saprà conservare la sua fama di odioso bastardo figlio di ……. del c…. (sto utilizzando il linguaggio "duro" del comico "Angelo" in questione). E faccio notare che l'ossimoro delle sue generalità la vorrebbe dire lunga, forse, sul senso effettivo della sua sbandierata spregiudicatezza che tanta fortuna gli ha assicurato. Nomen omen?
Oppure, mai identificare la persona con il personaggio che interpreta? Ok, giustissimo, e mi pare il minimo sindacale in fatto di ragionevolezza, però se fossimo partiti da questo presupposto l’avremmo finita subito qui, ma avreste pure perso tutto il piacere di leggere ‘sta tirata sui “comici di fine anno”, immagino.

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ginoro domenica 28 dicembre 2025
non mi fa ridere zalone
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Condivido la sua ''tirata''. È vero che ad un certo tipo di pubblico piace questo tipo di comicità e bisogna accettare il fatto che abbiamo gusti diversi. È un peccato che soltanto certa comicità abbia successo al cinema. Ma come affermava lei ci sono altri canali che possono decretare il successo di ben altro umorismo. Concordo sulla ''falsa trasgressività'' di certi comici e di Zalone compreso. Leggevo su la Repubblica un''intervista a Christian De Sica che ne loda la ''scorrettezza''. Secondo me qui c''è un equivoco. Dov''è la scorrettezza di Zalone? A mio parere non c''è niente di più convenzionale attualmente della comicità di Zalone. Lo stesso attore ha detto che fa ''film per famiglie'', come lei stesso ricordava. [+]

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marcellus mercoledì 31 dicembre 2025
proprio pessimo
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Ci tenevo a rispondere anche a lei di cui condivido il pensiero
Zalone più che fenomeno di costume, dovremmo dire di malcostume meglio. Il pubblico di Zalone non credo sia lo stesso pubblico che va a vedere un film come "C''è ancora domani" della Cortellesi e nonostante tutti i limiti di quest''ultimo. Ci sono proprio due visioni del mondo totalmente diverse dietro i due film, non possiamo nasconderlo. Non c''è una satira neutra. C''è la satira fatta bene e quella fatta male. Anzi, c''è la satira e poi c''è il "fenomeno nazionalpopolare", un termine questo davvero ridicolo se con questo vogliamo riferirci alla "maggioranza del popolo di una nazione". Voglio essere ottimista, ma con qualche fondamento: Zalone per nostra fortuna, il suo umorismo, non sono rappresentativi della "nazione". [+]

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