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etaalfabeta
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sabato 30 marzo 2019
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ritmo che non lascia spazio alla noia
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Bentornato Presidente è' una commedia che assomiglia molto alla realtà attuale ma che finirà per anticiparne il futuro. Immersa in un ritmo che non lascia spazi liberi alla noia, questa commedia ci racconta (anche) della nostra incapacità di comprensione e lettura della realtà, immersi come siamo nella "bolla" virtuale del sentiment, degli hastag, fagocitati da twitter e dai like. Ci racconta come ogni migliore intenzione possa essere sabotata dall'intervento creativo di squadre di social media manager, pagati per dirottare la nostra autonomia di pensiero (e di voto) a favore di interessi altrui (niente di nuovo, per carità, ma questa cosa sembra non entrarci ancora in testa).
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Bentornato Presidente è' una commedia che assomiglia molto alla realtà attuale ma che finirà per anticiparne il futuro. Immersa in un ritmo che non lascia spazi liberi alla noia, questa commedia ci racconta (anche) della nostra incapacità di comprensione e lettura della realtà, immersi come siamo nella "bolla" virtuale del sentiment, degli hastag, fagocitati da twitter e dai like. Ci racconta come ogni migliore intenzione possa essere sabotata dall'intervento creativo di squadre di social media manager, pagati per dirottare la nostra autonomia di pensiero (e di voto) a favore di interessi altrui (niente di nuovo, per carità, ma questa cosa sembra non entrarci ancora in testa). Tutto questo lo si capisce il giorno dopo aver visto il film, quando ci si riflette un po' su; quello che invece arriva fin da subito è l'impressione di essere di fronte ad una regia fortemente innovativa rispetto agli standard a cui siamo abituati, con un montaggio che guarda oltreoceano che sarà molto gradito al pubblico giovane, abituato al linguaggio veloce dei video in rete. La storia riprende dal precedente film Benvenuto Presidente ma solo per riportare a Roma i protagonisti Peppino e Janis, dopo averli fatti uscire dalla "palla di vetro con la neve" in cui si erano rinchiusi. Qui Peppino, dopo essersi liberato dal ferreo controllo dei suoi due leader, quello del Movimento Candidi e quello di Precedenza Italia, deciderà di prendersi cura delle sorti della Nazione e lo farà, anche se solo per riconquistare l'amore di Janis, proponendo una ricetta semplice quanto antica e quantomai disattesa... e non vado oltre per ovvie ragioni. La sceneggiatura, efficace e molto attuale, trova il supporto di una squadra di interpreti quantomai affiatati, che si devono essere divertiti un bel po', ben diretti e capaci di stemperare nel divertimento i difettucci e le intemperanze con cui la politica spesso ripaga il nostro voto. E l'opposizione c'è, inserita qua e là come esilarante siparietto comico, vive e lotta insieme a noi senza mai essersi ripresa dalla batosta del 4 marzo . Da vedere, senza alcun dubbio.
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lizzy
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martedì 13 gennaio 2026
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beninteso, presidente...
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Non servono un cast di eccezione o delle scenografie stupefacenti o ancora delle rocambolesche imprese per creare un buon prodotto.
E questo "Bentornato Presidente" ne è la prova provata.
Bisio è un grande artitsta. Non il solito comico "prestato al mondo della celluloide" (beh, aggettivo ormai demodè visto il predominio del digitale...) o il semplice guitto che per racimolare la paghetta si improvvisa qualunque cosa capiti.
Bisio è uno di quelli che "dove lo metti sta" e che sa sempre il fatto suo.
Se poi gli dai modo di estrinsecarsi al meglio, fornendo una trama adatta alle sue corde, beh... il piccolo capolavoro è servito.
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Non servono un cast di eccezione o delle scenografie stupefacenti o ancora delle rocambolesche imprese per creare un buon prodotto.
E questo "Bentornato Presidente" ne è la prova provata.
Bisio è un grande artitsta. Non il solito comico "prestato al mondo della celluloide" (beh, aggettivo ormai demodè visto il predominio del digitale...) o il semplice guitto che per racimolare la paghetta si improvvisa qualunque cosa capiti.
Bisio è uno di quelli che "dove lo metti sta" e che sa sempre il fatto suo.
Se poi gli dai modo di estrinsecarsi al meglio, fornendo una trama adatta alle sue corde, beh... il piccolo capolavoro è servito.
Parlare della trama del film mi pare inutile; volenti o nolenti siete tutti di fronte la realtà quotidiana di quel mondo di buffoni che fanno politica o di quella cerchia ristretta di speculatori che vive (o quantomeno cerca di farlo) sulle nostre spalle.
Questo film più che altro è una cronaca prestata alla commedia e quando si ride si ride amaro, giusto perchè si ride su fatti che vanno a toccare il più intimo tessuto sociale della nostra amata Patria.
Di tutto il film la parte a me meno piaciuta invece è proprio il siparietto nei titoli di coda: vedere quella bandiera e quelle frecce tricolori (ma di ben altri colori) non fa bene all'anima e non mi sembra alquanto verosimile (viste le vicissitudini che stanno vivendo comunque anche i nostri fratelli germanici).
Perchè loro alla fine non sono meglio di noi e il caro Belpaese non è secondo a nessuno.
(Quantomeno quello da dove provengo io...ahem...)
E leggere certi commenti inutili e sicuramente creati ad hoc per cercare di sminuire il titolo anche diminuendo il valore del gradimento... beh... fa rabbia.
Anche se, e ne sono convinta, chi ha un cervello e sa leggere comunque capirà cosa proviene da gente esperta e cosa da poveri depressi o prezzolati singoli.
Benvenuto, Bentornato...e perchè no, "Benedetto Presidente!".
Perchè non ci starebbe male un terzo capitolo...
(Ma per favore, ridateci la Smutniak! Che la Felnerbaum non è proprio cosa...)
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onufrio
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giovedì 26 marzo 2020
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peppino torna a roma
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A distanza di 8 anni dall'elezione a Presidente della Repubblica, Giuseppe Garibaldi vive sui monti in quel che sembra un quadro idilliaco della sua vita. In realtà non è proprio così, la moglie orami stanca di questa vita accetta le lusinghe del palazzo e si rituffa nel mondo della politica. Di conseguenza, il buon Peppino, per riconquistare la propria amata ritorna a Roma e si ritroverà per l'ennesima volta impegnato per il bene dell'Italia. Ma a che prezzo? Un inizio di commedia balbettante che si riprende strada facendo senza comunque toccare alti vertici di gradimento, e ancora meno di comicità. Ma in fin dei conti: era proprio necessario questo sequel?
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maramaldo
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giovedì 11 aprile 2019
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mouchodrome
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Fermati, Claudio. L'abuso di satire e commedie all'italiana ha portato alla rovina fior di talenti. La gente accorre a vederti principalmente per reazione ad altri sermoni, continuamente reloaded, del pari inutili ma più colpevoli in quanto non fanno nemmeno sorridere.
Rischioso continuare con le macchiette anche se ben riuscite. L'Uomo del Colle (Antonio Petrucelli), saggezza e pacatezza quando dice sì. L'Orco Populista (Paolo Calabresi, più convincente come Iena), sketch di stagione. Mi è piaciuto il piccolo furbetto e sornione (Danilo Stella), ha un futuro? Una sola attrice, la perfettina Sarah Felberbaum (Janis). Donna che comanda su chi comanda.
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Fermati, Claudio. L'abuso di satire e commedie all'italiana ha portato alla rovina fior di talenti. La gente accorre a vederti principalmente per reazione ad altri sermoni, continuamente reloaded, del pari inutili ma più colpevoli in quanto non fanno nemmeno sorridere.
Rischioso continuare con le macchiette anche se ben riuscite. L'Uomo del Colle (Antonio Petrucelli), saggezza e pacatezza quando dice sì. L'Orco Populista (Paolo Calabresi, più convincente come Iena), sketch di stagione. Mi è piaciuto il piccolo furbetto e sornione (Danilo Stella), ha un futuro? Una sola attrice, la perfettina Sarah Felberbaum (Janis). Donna che comanda su chi comanda. Un esempio per il femminismo. Ce n'era di bisogno di questi personaggi e di altri che ormai frequentiamo da anni in pagliacciate e talk show più o meno divertenti?
P.S. Dimenticavo, "Mouchodrome", una perfidia francese. Indica una testa... lucida, ideale pista di atterraggio per... mosche. Non la prenderai a male, sei il primo a scherzarci. Immutati, affetto, stima e riconoscenza (per Zelig), solo un sommesso suggerimento, dacci un taglio a queste svolazzanti sciocchezzuole. Caveranno un ragno dal buco? Oddio, un'altra metafora, stavolta letale. Povere mosche.
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[+] si concordo su moouchodrome .....
(di angelitas)
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