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alexfioravanti
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martedì 13 ottobre 2020
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l''inquietudine interiore di un sovrano
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Il film racconta la gioventù e le caratteristiche interiori del protagonista principale, forse anche troppo. Il re appare in una veste completamente diversa. Un re che è costretto a governare, a diventare quello che lui aveva sempre rifiutato di essere, ovvero un sovrano. Il film spinge il pubblico a concepire un nuovo messaggio. Forse la gloria non è cosi bella, non è cosi ricercata. Dopo la netta vittoria, ottenuta con furbizia nei confronti del delfino francese, al re rimane ancora quel senso di disagio interiore che lo ha accompagnato dal momento in cui è diventato tale. Tutto troppo cupo. Anche la scenografia è abbastanza tetra, come a voler rappresentare al di fuori ciò che sente dentro il protagonista.
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Il film racconta la gioventù e le caratteristiche interiori del protagonista principale, forse anche troppo. Il re appare in una veste completamente diversa. Un re che è costretto a governare, a diventare quello che lui aveva sempre rifiutato di essere, ovvero un sovrano. Il film spinge il pubblico a concepire un nuovo messaggio. Forse la gloria non è cosi bella, non è cosi ricercata. Dopo la netta vittoria, ottenuta con furbizia nei confronti del delfino francese, al re rimane ancora quel senso di disagio interiore che lo ha accompagnato dal momento in cui è diventato tale. Tutto troppo cupo. Anche la scenografia è abbastanza tetra, come a voler rappresentare al di fuori ciò che sente dentro il protagonista. Lo spettatore si alza dalla sedia dopo aver visto questo film, secondo me, appagato per la recitazione altissima di tutti i personaggi, ma forse con qualche punto interrogativo.
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decatur555
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mercoledì 28 gennaio 2026
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un re senza epica, con i piedi nel fango
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Questa versione di The King ha qualcosa di curioso: si guarda con facilit? e a tratti riesce a coinvolgere, ma non decolla mai del tutto. Funziona come una rilettura volutamente anti-shakespeariana, pi? interessata a smontare il mito di Enrico V che a celebrarlo. Questo la rende diversa, certo, ma anche pi? fredda e meno memorabile di quanto potrebbe essere.
Timoth?e Chalamet interpreta un re introspettivo, trattenuto, quasi spento. Non ? una cattiva prova, ma non impone nemmeno una vera presenza scenica. Il suo Enrico sembra sempre sospeso tra il peso della corona e una malinconia un po? piatta, e questo finisce per indebolire il film. La pellicola si affida pi? al tono e all?atmosfera che al carisma del protagonista, e questa mancanza di forza drammatica si avverte.
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Questa versione di The King ha qualcosa di curioso: si guarda con facilit? e a tratti riesce a coinvolgere, ma non decolla mai del tutto. Funziona come una rilettura volutamente anti-shakespeariana, pi? interessata a smontare il mito di Enrico V che a celebrarlo. Questo la rende diversa, certo, ma anche pi? fredda e meno memorabile di quanto potrebbe essere.
Timoth?e Chalamet interpreta un re introspettivo, trattenuto, quasi spento. Non ? una cattiva prova, ma non impone nemmeno una vera presenza scenica. Il suo Enrico sembra sempre sospeso tra il peso della corona e una malinconia un po? piatta, e questo finisce per indebolire il film. La pellicola si affida pi? al tono e all?atmosfera che al carisma del protagonista, e questa mancanza di forza drammatica si avverte.
Il film prende davvero slancio nei personaggi secondari. Joel Edgerton porta umanit? e solidit?, mentre Robert Pattinson ruba ogni scena in cui appare. Il suo Delfino di Francia ? eccessivo, ridicolo e perfettamente consapevole di esserlo, e paradossalmente ? l?unico personaggio che sembra capire che questa storia pu? permettersi anche ironia e deviazione. La sua presenza rompe la solennit? e dimostra che c?era spazio per qualcosa di pi? audace.
Visivamente, David Mich?d sceglie un realismo sporco, fatto di battaglie pesanti, fango, corpi e stanchezza. Non c?? una grande epica, solo logoramento. La guerra non ? eroica, ? scomoda e confusa, e questo approccio funziona? anche se a tratti risulta troppo piatto o ripetitivo. Il film si prende molto sul serio e, in alcuni momenti, questo gioca a suo sfavore.
Alla fine, The King resta una proposta solida, seria e ben interpretata, ma anche piuttosto impersonale. ? pi? interessante come esercizio di demistificazione che come grande dramma storico. L?intento ? apprezzabile, ci sono momenti godibili, ma ? difficile ricordare qualcosa di davvero potente una volta terminato. Un re diverso, s?, ma non uno che lasci il segno.
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