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nanobrontolo
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venerdì 30 ottobre 2020
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più noioso della casa nella prateria
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Non c'è che dire: i luoghi comuni ci sono proprio tutti! Più scontato dei saldi!
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giorpost
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venerdì 22 dicembre 2017
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le emozioni ci sono, basta solo saperle cogliere
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Paul è un anziano e burbero olivicoltore della Provenza che non vede la figlia da vent'anni. Un giorno, a sua insaputa, arrivano da Parigi i 3 nipoti mai visti prima, mandati dalla loro madre in quanto impegnata in uno stage in Canada e, contestualmente, con l'obiettivo di far conoscere i nonni. L'approccio non è dei migliori tant'è che dei tre, soltanto il piccolo Thèo pare affezionarsi al vecchio, il quale ricambia le attenzioni anche per via della disabilità patita dall'infante, sordo dalla nascita. I due adolescenti Lèa e Adrien, frattanto, provano a sfruttare la non proprio ambita occasione per fare nuove esperienze, conoscendo coetanei del luogo e inserendosi mano a mano nel tessuto della tranquilla vita rupestre, tra disponibili giovani turiste inglesi e giovinastri (e fin troppo svegli) tuttofare del luogo, tra i quali spicca Tiago, pizzaiolo sotto mentite spoglie.
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Paul è un anziano e burbero olivicoltore della Provenza che non vede la figlia da vent'anni. Un giorno, a sua insaputa, arrivano da Parigi i 3 nipoti mai visti prima, mandati dalla loro madre in quanto impegnata in uno stage in Canada e, contestualmente, con l'obiettivo di far conoscere i nonni. L'approccio non è dei migliori tant'è che dei tre, soltanto il piccolo Thèo pare affezionarsi al vecchio, il quale ricambia le attenzioni anche per via della disabilità patita dall'infante, sordo dalla nascita. I due adolescenti Lèa e Adrien, frattanto, provano a sfruttare la non proprio ambita occasione per fare nuove esperienze, conoscendo coetanei del luogo e inserendosi mano a mano nel tessuto della tranquilla vita rupestre, tra disponibili giovani turiste inglesi e giovinastri (e fin troppo svegli) tuttofare del luogo, tra i quali spicca Tiago, pizzaiolo sotto mentite spoglie. Il percorso di avvicinamento non è per nulla facile, ma i ragazzi hanno bisogno di affetto perché i genitori stanno divorziando e allora Paul, spinto dalla sagace e paziente moglie Irene, comincia a diventare protettivo e più disponibile. Una volta fatta installare la linea adsl nella sua fattoria, i nipoti lo iscrivono su Facebook per poterne scoprire il passato, che puntualmente si va vivo: arrivano a sorpresa gli storici amici di Paul e Irene, a cavallo delle loro Harley Davidson, rivelandoci che il protagonista produttore di un ottimo olio, altri non è che un disilluso ex biker figlio dei fiori...
Il lento trascorrere dell'estate nella campagna provenzale consente ad Avis de Mistral (Fra, 2014) di avere un ritmo pacato, ma al contempo piacevolmente cadenzato; il film ci fa conoscere i bei paesaggi del Sud della Francia ma soprattutto mostra quanto possano essere complicati i rapporti familiari e come si possa, in fondo, conservare una memoria storica su chi si è stati ieri, prima di diventare ciò che siamo oggi. La lenta regressione dell'ottimo Reno verso una vita chiusa, dedicata alla natura e lontana da agi e sfarzi, ci consegna una rivisitazione (e non è certo la prima) di quella vita dissoluta e “libera” messa in atto dagli hippies degli anni '60/'70; il contrasto tra i nonni ed i giovani di oggi, totalmente presi dalla tecnologia e muniti di colorita e sprezzante parlantina, fa il resto. Tra suoni conosciuti, atmosfere rilassanti e qualche buona sequenza si muovono davvero bene i 3 giovani attori mentre, ad essere sinceri, ho giuducato poco attinente la Galiena. Jean Reno, manco a dirlo, ancora sa emozionare e sa convincere con la sua corporatura bonaria e quell'aria trasandata che solo lui riesce a far passare per vera.
Nonostante la “difficile” regista Rose Bosch non veda di buon occhio chi non è riuscito ad emozionarsi con il precedente Vento di primavera, il sottoscritto non fa fatica a ritenere Un'estate in Provenza un'opera importante, fatta con la giusta delicatezza e con una sopportabile dose di facilonerie, ivi compresa la scelta delle canzoni, in parte furba, in parte azzeccata. Le emozioni ci sono, basta soltanto saperle cogliere.
Voto: 7
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kristiana
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domenica 17 luglio 2016
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sceneggiatura e regia veramente di base
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Se vi bastano i panorami e il sole andate pure... altrimenti visto che è estate opate per panorami più reali o per un altro film. Questo è francamente improponibile: banale fino all'esasperazione.
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liuk!
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domenica 22 maggio 2016
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capolavoro di luoghi comuni
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Mettiamo insieme tutti i luoghi comuni sui giovani d'oggi, sugli anziani hippie, sui francesi, sulle svedesi, sulla campagna e sulla città, ed altro ancora, ed ecco sfornato un prodotto terribile. Aggiungiamo poi un paio di spruzzate di pietà con un bambini sordomuto, un alcolizzato con fratello morto, tre fratelli con i genitori appena separati ed il livello si abbassa ulteriormente.
Ora non mi stupisce tanto vedere un prodotto del genere, c'è anche di peggio, ma sono le buone recensioni ed i commenti positivi a lasciarmi perplesso.
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lbavassano
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domenica 8 maggio 2016
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il limite del buon gusto
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C'è un limite a tutto, all'incapacità di dar vita a personaggi in grado di oltrepassare, sia pure di un minimo, il luogo comune ed alla banalità delle storie, ai tuffi nella nostalgia più becera, per di più condita da moralismi improbabili, ed al folclore da cartolina, ma ciò che proprio non riesco a sopportare è l'uso di certi mezzucci per fare breccia nel cuore degli spettatori, l'utilizzazione dei bambini, soprattutto di quelli più sfortunati, per ricattare i buoni sentimenti, strappare un sorriso od una lacrimuccia. C'è un limite anche al buon gusto di certe attrici, che abbiamo amato, riviste devastate dai "ritocchini".
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mario nitti
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sabato 7 maggio 2016
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non bastano bravi attori per un buon film
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Tre fratelli giungono in Provenza insieme alla nonna per passare un’estate al Sud, lontano dall’amata Parigi, nel cascinale del nonno coltivatore di olive, lontano dalla civiltà e a contatto con un anziano che non hanno mai conosciuto. Lo spunto non è originale, ma nulla nel film lo è. La descrizione della Provenza è da cartolina, con uomini che giocano a bocce e cavalli che corrono allo stato brado, mentre i conflitti si sciolgono al caldo del sole, gli amori fioriscono, le fratture si sanano, gli alcolizzati guariscono e via così, da un luogo comune all’altro. Anche l'handicap del bambino sordo, che poteva essere sfruttato con efficacia dentro un film sulla difficoltà di comunicare, è sfruttato solo dal punto di vista emotivo, per suscitare tenerezza.
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Tre fratelli giungono in Provenza insieme alla nonna per passare un’estate al Sud, lontano dall’amata Parigi, nel cascinale del nonno coltivatore di olive, lontano dalla civiltà e a contatto con un anziano che non hanno mai conosciuto. Lo spunto non è originale, ma nulla nel film lo è. La descrizione della Provenza è da cartolina, con uomini che giocano a bocce e cavalli che corrono allo stato brado, mentre i conflitti si sciolgono al caldo del sole, gli amori fioriscono, le fratture si sanano, gli alcolizzati guariscono e via così, da un luogo comune all’altro. Anche l'handicap del bambino sordo, che poteva essere sfruttato con efficacia dentro un film sulla difficoltà di comunicare, è sfruttato solo dal punto di vista emotivo, per suscitare tenerezza. J. Reno è un bravo attore e tutti fanno la loro parte, ma la sceneggiatura è davvero troppo scarsa per essere salvata dalla recitazione.
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vantino99
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mercoledì 27 aprile 2016
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grande jean reno
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Commedia divertente sullo sfondo di una provenza meravigliosa, bravissimi Jean Reno e il piccolo Theo. Film piacevole e sicuramente da vedere
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vincenzo
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martedì 26 aprile 2016
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2 nonni sempre giovani...
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Forse se non si diventa nonni non si riesce a capire fino in fondo, a prima vista può sembrare la solita commedia dei buoni sentimenti, ma mi ha colpito molto che il nonno musone e taciturno va subito in empatia con il nipote sordomuto, e che alla fine dica, a suggello della sua esperienza ( e del film ) : " La più bella estate della mia vita !".
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jujitsu
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martedì 26 aprile 2016
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film piacevole ma da blockbuster
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La garanzia Jean Reno è il motivo principale per cui vedere questo film, che tutto sommato non è malaccio. Ma non è nemmeno il massimo.
Cominciamo dalla recitazione degli attori. Su tutti ovviamente il mtitico killer di Leon, ma gli altri? Anna Galiena non piace, complice una terribile doppiatura! I ragazzi, per carità se la cavano, ma il migliore resta comunque il bambino sordo muto. Come storia non c’è tanto da inventare, prevedibile e scontata, scortata dai bellissimi paesaggi della Provenza e della Camargue.
Ma in definitiva un film da non sottovalutare specialmente per il modo in cui tratta il rapporto tra il vecchio e il giovane, che in pochi ma buoni punti del film ti lascia davvero piacevolmente soddisfatto.
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La garanzia Jean Reno è il motivo principale per cui vedere questo film, che tutto sommato non è malaccio. Ma non è nemmeno il massimo.
Cominciamo dalla recitazione degli attori. Su tutti ovviamente il mtitico killer di Leon, ma gli altri? Anna Galiena non piace, complice una terribile doppiatura! I ragazzi, per carità se la cavano, ma il migliore resta comunque il bambino sordo muto. Come storia non c’è tanto da inventare, prevedibile e scontata, scortata dai bellissimi paesaggi della Provenza e della Camargue.
Ma in definitiva un film da non sottovalutare specialmente per il modo in cui tratta il rapporto tra il vecchio e il giovane, che in pochi ma buoni punti del film ti lascia davvero piacevolmente soddisfatto. Forse non un film da cinema ma sicuramente da televisione. Non un gran successo, ma comunque rilassante e piacevole.
P.S. Non so se sia voluta, ma la scelta di lasciare i sottotitoli per permettere di vedere il film anche ai sordomuti è proprio carina.
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eloita
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martedì 26 aprile 2016
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leggera
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Commedia spensierata per trascorrere due ore piacevoli
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