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onufrio
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martedì 19 febbraio 2019
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a spasso "col" tempo
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Sequel meno fortunato (dati alla mano, visto il flop ai botteghini) del primo episodio diretto da Tim Burton, "Alice attraverso lo specchio" sotto la regia di James Bobin è un piacere visivo,grazie ai numerosi effetti speciali e pochi attimi di pausa, ritmi incalzanti che intrattengono lo spettatore per una storia che in certi aspetti non appare molto lineare e ben connessa, ma nel complesso è divertente e godibile.
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sellerone
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mercoledì 7 marzo 2018
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tempo ben speso
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Vi confesso che il primo, non l'ho visto, ma se è bello come il secondo, tanto di cappello. Scenografie eccezionali, dialoghi divertenti e chissenefrega se la storia non ha quasi nulla a che vedere con l'originale disney. Gli attori sono nel mazzo di quelli che preferisco e Deep come al solito estasia. Visto, rivisto e stravisto, ovviamente sono passato al BRay che adesso campeggia nella mia vasta collezione. Da vedere con tutta la famiglia stando stretti stretti e apprezzando questi momenti che la vita ci dona col contagocce...sigh!
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elgatoloco
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lunedì 27 novembre 2017
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onirismo bloccato dalle immagini
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"Oht nirismo bloccato dalle immagini", intitolavo, dove invece si dovrebbe aggiungere: dalle troppe immagini, da un surplus iconografico, peraltro affascinante, ma sostanzialmente fuorviante. "Alice through the looking glass", dal romanzo(e da qualche altro suo testo)di Lewis Carroll, come regista non ha più, come nel primo"Alice"Tim Burton-qui presente come produttore-ma James Bobin, elemento che non può passare inosservato: quanto viene detto in Carroll e il messaggio qui in parte recepito, per cui"Non è impossibile, è solo non possibile"("Not impossible, but only not possible"), ossia quelll'inversione della logica binaria e comunemente accettata, in Bobin tende a evaporare, a svanire, pur se le immagini sono indubbiamente affascinante, ma tendono a creare una megastruttura barocca, dove la produzione di senso tende a perdersi.
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"Oht nirismo bloccato dalle immagini", intitolavo, dove invece si dovrebbe aggiungere: dalle troppe immagini, da un surplus iconografico, peraltro affascinante, ma sostanzialmente fuorviante. "Alice through the looking glass", dal romanzo(e da qualche altro suo testo)di Lewis Carroll, come regista non ha più, come nel primo"Alice"Tim Burton-qui presente come produttore-ma James Bobin, elemento che non può passare inosservato: quanto viene detto in Carroll e il messaggio qui in parte recepito, per cui"Non è impossibile, è solo non possibile"("Not impossible, but only not possible"), ossia quelll'inversione della logica binaria e comunemente accettata, in Bobin tende a evaporare, a svanire, pur se le immagini sono indubbiamente affascinante, ma tendono a creare una megastruttura barocca, dove la produzione di senso tende a perdersi. Difatti, dietro tutto c'è la ricerca della tranquillitià della più matura Alice, alle prese con i matrimonio e la famiglia in genere(riterritorializzazione), dove invece l'elemento "extra"(divagante, deterritorializzante)è presente solo per accidens, nel film, mentre in Carroll(logico e matematico oltre che scrittore), che scrive nella seconda metà le sicurezze gnoseologiche e ontologiche sono cadure,dopo che Locke, Berkeley e soprattutto Hume hanno messo in dubbio i concetti di spazio, di tempo, di rapporto necessariamente implicante tra causa(A)ed effetto(B). UNa realtà che si sfalda, per dirla in termini più semplici, il che nel film di Bobin non si avverte chiaramente, anzi, appunto, tende a"svanire", a far posto ad oltro, Mia Wasikowska, Anne Hathaway, Johnny Deep(il cappellaio matto)sono interpreti di sicuro valore, ma il tutto(ossia la produzione di senso complessiva)noN è sempre all'altezza e tende a disperdere, a tratti, il loro rilievo. Il che non toglie, certo, la fascinazione legata alla bellezza delle immagini. El Gato
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vepra81
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venerdì 12 maggio 2017
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gran favola
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Rispetto a tanti altri film fantasy almeno questo sa gestire trama e personaggi. Film piacevole e carino per passare una serata.
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elly
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mercoledì 1 marzo 2017
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da vedere!
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Un film curato nei dettagli e nelle scenografie. Nulla sembra fato al computer!
Lo consiglio a chi vuole sognare ma anche riflettere sulla vita.
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kyotrix
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venerdì 14 ottobre 2016
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noioso
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Come il suo precedente, non ho apprezzato, un genere fantasy che mal digerisco e annoia parecchio. C'è una morale? Bah, poco importa se tutto il film stanca.
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g_andrini
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venerdì 23 settembre 2016
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simpatico
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Gli effetti sono di prim'ordine, frutto di ricercatezza. La storia è semplice, ben raccontata.
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rush98
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domenica 17 luglio 2016
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una brutta alice
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Alice attraverso lo Specchio, adattamento dell'omonimo libro(che premetto di non aver letto), è un sequel/prequel del non entusiasmante Alice in Wonderland di Tim Burton, che qui veste i panni del produttore lasciando la regia a James Bobin.
Il film narra le origini di alcuni dei personaggi con il pretesto del viaggio nel tempo per salvare il Cappellaio, turbato dai sensi di colpa nei confronti del padre, che egli crede ancora vivo. Il risultato è una trama ricca di forzature che si fa comunque apprezzare per il buon ritmo che viene mantenuto durante tutto il film.
I personaggi sono piatti e privi del carisma che dovrebbe contraddistinguerli, ad eccezione di Tempo/Chronos.
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Alice attraverso lo Specchio, adattamento dell'omonimo libro(che premetto di non aver letto), è un sequel/prequel del non entusiasmante Alice in Wonderland di Tim Burton, che qui veste i panni del produttore lasciando la regia a James Bobin.
Il film narra le origini di alcuni dei personaggi con il pretesto del viaggio nel tempo per salvare il Cappellaio, turbato dai sensi di colpa nei confronti del padre, che egli crede ancora vivo. Il risultato è una trama ricca di forzature che si fa comunque apprezzare per il buon ritmo che viene mantenuto durante tutto il film.
I personaggi sono piatti e privi del carisma che dovrebbe contraddistinguerli, ad eccezione di Tempo/Chronos.
Nemmeno gli effetti visivi di ottimo livello e i costumi sfarzosi riescono a salvare il film dalla sua mediocrità.
Nota negativa anche per il finale, eccessivamente moralista e prevedibile.
Va comunque ricordato che il film è indirizzato ad un pubblico piuttosto giovane.
Male, ma non malissimo.
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opidum
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venerdì 1 luglio 2016
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bel film
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io non adoro Tim Burton e quando anni orsono andai a vedere alice non mi piacque: grandiosi effetti speciali ma una storia che perde i pezzi.
qui invece la storia( semplice per carità) procede dritta fino alla conclusione.
bel film che piacerà a tutti .
spiace dirlo ma Jonny Depp pur con 20 kg di cerone appare sfatto e incicccionito.
gli anni passano per tutti anche per jonny.
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prini
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lunedì 13 giugno 2016
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un finto sequel di alice nel paese delle meravigli
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Il sequel di Alice in wonderland è una gran delusione. Non c'è un viaggio "strambo" come ci aspetterebbe di trovare nel paese delle meraviglie. Si rivedono tutti i personaggi del primo film, ma la storia prende un'altra (brutta) piega. È un finto sequel.
Di per sé la storia è ben costruita, anche se scontata; però il vero difetto del film è che non ha nulla a che fare con il primo capitolo.
È un classico film in cui si viaggia indietro nel tempo, dove i personaggi sono però "normali", anziché con le loro caratteristiche da matti che contraddistingueva la saga; un vero passo falso!
Non si salva nemmeno il finale, anche quello scontato e molto soporifero.
A tutto questo si aggiunge un film molto cupo e triste: vi strapperà veramente pochi sorrisi.
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Il sequel di Alice in wonderland è una gran delusione. Non c'è un viaggio "strambo" come ci aspetterebbe di trovare nel paese delle meraviglie. Si rivedono tutti i personaggi del primo film, ma la storia prende un'altra (brutta) piega. È un finto sequel.
Di per sé la storia è ben costruita, anche se scontata; però il vero difetto del film è che non ha nulla a che fare con il primo capitolo.
È un classico film in cui si viaggia indietro nel tempo, dove i personaggi sono però "normali", anziché con le loro caratteristiche da matti che contraddistingueva la saga; un vero passo falso!
Non si salva nemmeno il finale, anche quello scontato e molto soporifero.
A tutto questo si aggiunge un film molto cupo e triste: vi strapperà veramente pochi sorrisi.
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