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filippo catani
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lunedė 19 gennaio 2015
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la repressione č la risposta?
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Il documentario affronta di petto la spinosa questione della lotta alla diffusione delle droghe avvalendosi di vari personaggi più o meno famosi.
Partiamo intanto dallo stile e da una grafica accattivante. Il documentario infatti è impostato in stile videogame dove si passa da un livello all'altro passando da semplice spacciatore di strada fino al capo di un cartello. In mezzo tutta una serie di riflessioni su quanto è stato fatto nella lotta al traffico di droga specialmente negli USA che, anche correndo dietro a convenienze politiche, hanno deciso di adottare una tattica repressiva. Per ottenere? In realtà parrebbe non molto seguendo l'analisi offerta dall'autore Cooke.
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Il documentario affronta di petto la spinosa questione della lotta alla diffusione delle droghe avvalendosi di vari personaggi più o meno famosi.
Partiamo intanto dallo stile e da una grafica accattivante. Il documentario infatti è impostato in stile videogame dove si passa da un livello all'altro passando da semplice spacciatore di strada fino al capo di un cartello. In mezzo tutta una serie di riflessioni su quanto è stato fatto nella lotta al traffico di droga specialmente negli USA che, anche correndo dietro a convenienze politiche, hanno deciso di adottare una tattica repressiva. Per ottenere? In realtà parrebbe non molto seguendo l'analisi offerta dall'autore Cooke. Si è aumentata la popolazione carceraria e gli USA sono costantemente a costruire nuove prigioni. Inoltre sono state adottate pene assolutamente sproporzionate e metodi di intervento discutibili da parte di forze speciali (mobilitate anche per blitz contro piccoli spacciatori) e forze dell'ordine spesso pizzicate a condurre indagini e arresti in modo poco ortodosso. Nel frattempo il traffico, il commercio e la vendita delle sostanze stupefacenti sono costantemente in aumento. Questo è dovuto in parte alle condizioni di estrema povertà in cui larghe fette della popolazione americana sono costrette a vivere specialmente se appartenenti alle varie minoranze etniche. L'esempio portato di Detroit è fortissimo e già Moore nei suoi documentari l'aveva usato come esempio. Sarebbe quindi meglio intervenire lì e finanziare programmi di recupero e disintossicazione. Nel documentario oltre ad ex esponenti della "strada" fanno la loro comparsa anche 50 Cent, Eminem, Susan Sarandon e Woody Harrelson tutti impegnati a promuovere un nuovo approccio alla lotta alla droga. Pare davvero questa la strada giusta da seguire; urge un ripensamento.
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veritasxxx
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martedė 29 luglio 2014
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a quanto sta un grammo di coca oggi?
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Il documentario presenta in maniera ironica e disincantata i requisiti necessari per diventare commerciante di stupefacenti, dal livello base di coltivatore di marijuana e spacciatore di quartiere salendo di livello in stile videogioco fino a signore dello smercio internazionale di droga, con tanto di esercito privato e un'organizzazione al vostro servizio. Durante il film vengono intervistati personaggi più o meno celebri coinvolti con l'argomento, a partire da vari ex spacciatori, passando per celebrità come il cantante 50 cents, un poliziotto della squadra antidroga, un ex cacciatore di trafficanti della DEA ora dalla parte dei consumatori, un avvocato esperto di cause per condanne per droga e altri del settore, di una e l'altra parte della legge.
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Il documentario presenta in maniera ironica e disincantata i requisiti necessari per diventare commerciante di stupefacenti, dal livello base di coltivatore di marijuana e spacciatore di quartiere salendo di livello in stile videogioco fino a signore dello smercio internazionale di droga, con tanto di esercito privato e un'organizzazione al vostro servizio. Durante il film vengono intervistati personaggi più o meno celebri coinvolti con l'argomento, a partire da vari ex spacciatori, passando per celebrità come il cantante 50 cents, un poliziotto della squadra antidroga, un ex cacciatore di trafficanti della DEA ora dalla parte dei consumatori, un avvocato esperto di cause per condanne per droga e altri del settore, di una e l'altra parte della legge. La seconda metà della pellicola invece si concentra sul tema delle politiche adottate negli Stati Uniti per combattere il fenomeno e sull'accanimento contro ogni tipo di droghe leggere o pesanti nell'ultimo secolo. È interessante il confronto con le droghe cosiddette legali (tabacco e alcool in primis) che ogni anno generano più danni alla salute e più morti di Aids, overdose, incidenti stradali e omicidi messi insieme e mi ha colpito molto sapere che gli Stati Uniti sono il paese al mondo con il più alto numero di detenuti per droga, il che genera un vero e proprio business nell'amministrazione pubblica attorno alla questione. Intramezzati nel racconto vengono mostrati gli interventi di altri personaggi noti del mondo dello spettacolo, notoriamente a favore della legalizzazione delle droghe leggere o perlomeno della depenalizzazione dei reati minori come Susan Sarandon, Eminem e Woody Harrelson. Il documentario è ben filmato, ben montato e ha un buon ritmo e, anche se non avete mai neanche sfiorato uno spinello in vita vostra, rimarrete colpiti dalle storie di gente imprigionata per decenni o uccisa dalla polizia solo per avere avuto tra le mani un po' di polvere bianca. Probabilmente non avrà lo stesso impatto di un'opera di Michael Moore ma rimane comunque un documento interessante che cancella tanti luoghi comuni sulla materia e che vi darà gli strumenti per poter affrontare il vostro spacciatore locale con cognizione di causa la prossima volta che vi propone delle pasticchette non ben identificate prima di andare in discoteca. Almeno che mostrino dei listini con i prezzi come nei ristoranti, che diamine!
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pressa catozzo
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giovedė 3 luglio 2014
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24,000 baci
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Il mollegiato ci cantava 24,000 baci . La DAMA BIANCA ne traslocava solo 24 kg. L'ultima campagna elettorale non è stata fatta all'inno di no agli spinelli, forse per timore che si scatenasse una tormenta di neve sui palazzi del potere?
Ottimo film ben diretto e decisamente credibile e da vedere e da assolutamente consigliare. I sottotitoli sono perfetti, ma ancor di più per chi conosce l'inglese e ne può raccogliere le sfumature. Chissa se qualche cineasta avrà il coraggio di raccontarci quello che è successo all'aeroporto al rientro della bella DAMIGELLA ...BIANCA?
Noi popolo sovrano non siamo tenuti a sapere dopo mesi chi e a chi era destinata la farina.
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Il mollegiato ci cantava 24,000 baci . La DAMA BIANCA ne traslocava solo 24 kg. L'ultima campagna elettorale non è stata fatta all'inno di no agli spinelli, forse per timore che si scatenasse una tormenta di neve sui palazzi del potere?
Ottimo film ben diretto e decisamente credibile e da vedere e da assolutamente consigliare. I sottotitoli sono perfetti, ma ancor di più per chi conosce l'inglese e ne può raccogliere le sfumature. Chissa se qualche cineasta avrà il coraggio di raccontarci quello che è successo all'aeroporto al rientro della bella DAMIGELLA ...BIANCA?
Noi popolo sovrano non siamo tenuti a sapere dopo mesi chi e a chi era destinata la farina. Se ti beccano con uno spinello allora si che so kzzi amari.
W IL CINEMA SEMPRE
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