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giovanni morandi
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giovedì 29 settembre 2022
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un difficile viaggio di catarsi. giovanni morandi
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Il 30 luglio 1972 esce nelle sale statunitensi il film Un tranquillo weekend di paura (Deliverance) diretto da John Boorman.
Nel cast Jon Voight e Burt Reynolds, il film è tratto dal romanzo Dove Porta il fiume di James Dickey.
Il film avrebbe dovuto avere Jack Nicholson e Marlon Brando nelle parti principali, ma dovette ripiegare su Jon Voight e Burt Reynolds per motivi di budget, ma i due “sostituti” si dimostrarono davvero straordinari, sia per la recitazione, che per avere girato tutte le scene più pericolose in prima persona.
La sfida musicale(vedi sopra), a colpi di chitarra e banjo tra Drew e un ragazzino "un po' strano", è entrata nella storia del cinema.
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Il 30 luglio 1972 esce nelle sale statunitensi il film Un tranquillo weekend di paura (Deliverance) diretto da John Boorman.
Nel cast Jon Voight e Burt Reynolds, il film è tratto dal romanzo Dove Porta il fiume di James Dickey.
Il film avrebbe dovuto avere Jack Nicholson e Marlon Brando nelle parti principali, ma dovette ripiegare su Jon Voight e Burt Reynolds per motivi di budget, ma i due “sostituti” si dimostrarono davvero straordinari, sia per la recitazione, che per avere girato tutte le scene più pericolose in prima persona.
La sfida musicale(vedi sopra), a colpi di chitarra e banjo tra Drew e un ragazzino "un po' strano", è entrata nella storia del cinema.
Il film è stato candidato a tre premi Oscar tra cui "miglior film" del 1973 e a vari Golden Globe.
Due canoe e quattro personalità diverse, alla ricerca introspettica forse dell'autore del romanzo dal quale prende spunto la pellicola.
Lewis, l'uomo sicuro di sé, ma con istinti lontani dalla spiritualità, un superman a metà, che l'autore, alla fine, condanna proprio nella sia fisicità, immobilizzato, per una grave ferita ad una gamba, Drew, l'esatto opposto: un uomo di cultura, ma forse anche troppo vincolato in un mondo che è troppo violento, sarà la vittima predestinata.
Gli altri due sono più adatti alla crudeltà del mondo contemporaneo, Bobby, cicciotto, il classico tipo sul quale tutto passa senza lasciare tracce indelebili (come la violenza fisica in senso stretto subita dai due delinquenti).
Solo Ed riuscirà a vincere la dura battaglia della vita.
Ho dato per scontato che l'autore del libro è lo sceneggiatore volessero rappresentare questo processo di maturazione di sé stesso, ma il film può fornire altre chiavi di lettura; un mondo che sta scomparendo, come la zone ai piedi degli Appalachi, ai margini del fiume, che, secondo la narrazione della pellicola scomparirà, sommerso in un lago artificiale, per una diga in costruzione.
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onufrio
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sabato 12 marzo 2016
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non sarà un'avventura...
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Quattro amici decidono di trascorrere un fine settimana immersi nella natura con l'obiettivo di attraversare il fiume con delle canoe, ma durante l'escursione si imbattono in due uomini del luogo non proprio brave persone, la situazione degenera,ci scappa il morto e la stessa natura inghiotte i 4 amici in un viaggio di ritorno lungo e difficoltoso. Colonna sonora storica.
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fedson
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mercoledì 29 maggio 2013
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lungo il fiume
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Quattro amici decidono di intraprendere un week-end in mezzo alla natura più verde e totale, discendendo il fiume Cahulawassee che si trova in una zona prossima ad un'inondazione. Ciò che doveva essere una semplice gita sul fiume con gli amici, si tramuterà in un'incubo all'insegna della violenza, della paura e della morte. Boorman si immerge nuovamente nel mondo della natura, esplorandola stavolta con la sua macchina da presa in un gioco di campi lunghi e lunghissimi, come ad evidenziare l'importanza e la grande imponenza delle sue forze al confronto di quella dei quattro minuscoli omuncoli, le cui presenze umane vengono totalmente inghiottite e travolte dall'ambito naturale.
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Quattro amici decidono di intraprendere un week-end in mezzo alla natura più verde e totale, discendendo il fiume Cahulawassee che si trova in una zona prossima ad un'inondazione. Ciò che doveva essere una semplice gita sul fiume con gli amici, si tramuterà in un'incubo all'insegna della violenza, della paura e della morte. Boorman si immerge nuovamente nel mondo della natura, esplorandola stavolta con la sua macchina da presa in un gioco di campi lunghi e lunghissimi, come ad evidenziare l'importanza e la grande imponenza delle sue forze al confronto di quella dei quattro minuscoli omuncoli, le cui presenze umane vengono totalmente inghiottite e travolte dall'ambito naturale. Con tutto questo, il regista individua chiaramente la superiorità della natura, classificandola come un qualcosa di potente, magnifico e molto pericoloso, un mondo dove non esistono certo le regole della civiltà che l'uomo stesso si è costruito, ma dove alberga la sola paura, prima causa dello scatenamento di una sopravvivenza all'ultimo sangue. La natura è meschina, infima, misteriosa in tutta la sua naturale bellezza, ma è anche un qualcosa che viene ripetutamente messo in pericolo dall'ideologia umana e dai suoi atti di supremazia verso la stessa. Il rapporto tra uomo e natura, viene studiato anche dagli elementi umani al contatto con una realtà selvaggia, pura e fredda, popolata da individui violenti e tanto ostili da costringere lo stesso uomo a prendere "le sue" precauzioni e a guadagnarsi così la vita, sostenuta dall'incommensurabile peso della sopravvivenza. I quattro protagonisti (anche se il "vero protagonista" è Ed), vengono dotati di psicologie totalmente differenti l'una dall'altra, cosa che ci viene anche chiarita dal contatto con la natura e l'ignoto nei loro confronti e di come reagiscono alla stessa, anche se a spiccare su tutti è il buon Ed (Jon Voight): un uomo indifeso, debole e passivo, ma che metterà in gioco anima e corpo in questa lotta per la sopravvivenza, cercando di aiutare anche i suoi amici. La fotografia maestosa e le spaesate ed immense scenografie risaltano a fondo tutte le qualità, positive e negative, che la natura è pronta a mostrarci non appena noi tentiamo di scavalcare il suo proibito cancello al caro prezzo della vita. Ben diretto ed interpretato (bravissimi tutti gli attori). Ci si immerge completamente nella natura filmica sin dall'inizio, grazie anche ad una storia macabra ma efficace (soprattutto al tempo dell'uscita della pellicola) ed una regia che, è il caso di dirlo: scorre come un fiume in piena!
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gianleo67
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venerdì 24 febbraio 2012
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piccolo trattato di antropologia
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La principale connotazione del film di Boorman sta nello sviluppo delle tematiche interconnesse: ecologismo ed etica. La prima come assunto di base in un'opera che sviluppa ed evidenzia il contrasto tra la civilta' e la natura selvaggia (l'uomo urbano che sfida "per gioco" la natura, l'imminente costruzione di una diga con un forte impatto ambientale, etc); la seconda come misura della trasformazione che subisce il comportamento umano di fronte alla necessità di sopravvivere in un ambiente ostile e selvaggio.L'etica della natura e l'etica della civiltà urbana sono antitetici in quanto riflettono esigenze diverse nella convivenza e sopravvivenza in ambienti diversi.
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La principale connotazione del film di Boorman sta nello sviluppo delle tematiche interconnesse: ecologismo ed etica. La prima come assunto di base in un'opera che sviluppa ed evidenzia il contrasto tra la civilta' e la natura selvaggia (l'uomo urbano che sfida "per gioco" la natura, l'imminente costruzione di una diga con un forte impatto ambientale, etc); la seconda come misura della trasformazione che subisce il comportamento umano di fronte alla necessità di sopravvivere in un ambiente ostile e selvaggio.L'etica della natura e l'etica della civiltà urbana sono antitetici in quanto riflettono esigenze diverse nella convivenza e sopravvivenza in ambienti diversi.L'etica della natura è quindi rappresentata come una sorta di nemesi alla trasgressione dell'uomo civilizzato contro le regole di un mondo estraneo e ostile. D'altro canto il rispetto delle leggi dell'uomo inurbato finisce per assecondare logiche relativistiche che ne decretano l'inconsistenza, la nullità, l'inutilità in un mondo dove vige la regola del più forte.
Film comunque spettacolare e avvincente con un' ottima caratterizzazione dei personaggi e delle dinamiche psicologiche.
Imperdibile.
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michele95
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martedì 7 settembre 2010
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ritorno alla natura
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In questo film tetro, e anche cattivo volendo, Boorman dà un'altra prospettiva al ritorno alla natura, mitizzato, negli anni sessanta e settanta come possibilità per ritrovare la felicità, ma anche dal cinema americano. Quattro borghesi, diversi tra loro, che decidendo di conoscere il selvaggio ne vengono aggrediti ferocemente. Ma questo film sembra anche dimostrare come sia debole la linea di confine tra "civile" e non. Dopo lo stupro tre di loro decidono di rifiutare la civiltà, rappresentata dalla legge e di adattarsi alle regole tribali dell'incivile. Solo Drew rifiuta questo meccanismo. Per ciò ne sarà ucciso. Ed, il vero protagonista, l'unico di cui si segua veramente l'aspetto e il cambiamento psicologico, è il più indeciso, ma finirà per diventare incredibilmente cinico nel corso del film.
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In questo film tetro, e anche cattivo volendo, Boorman dà un'altra prospettiva al ritorno alla natura, mitizzato, negli anni sessanta e settanta come possibilità per ritrovare la felicità, ma anche dal cinema americano. Quattro borghesi, diversi tra loro, che decidendo di conoscere il selvaggio ne vengono aggrediti ferocemente. Ma questo film sembra anche dimostrare come sia debole la linea di confine tra "civile" e non. Dopo lo stupro tre di loro decidono di rifiutare la civiltà, rappresentata dalla legge e di adattarsi alle regole tribali dell'incivile. Solo Drew rifiuta questo meccanismo. Per ciò ne sarà ucciso. Ed, il vero protagonista, l'unico di cui si segua veramente l'aspetto e il cambiamento psicologico, è il più indeciso, ma finirà per diventare incredibilmente cinico nel corso del film. Questo passaggio è rappresentato dalla scena in cui sul crepaccio la foto gli scivola nel vuoto. Essa rappresenta metaforicamente, la sua umanità, perduta. Infatti poco dopo non si mostrerà preoccupato di aver ucciso un uomo, tra l'altro forse un innocente e non un folle maniaco omicida. I difetti principali di questo film sono probabilmente il calo di tensione che c'è nella seconda parte del film, e il non approfondire molti dei temi che propone. Inoltre, anche se il cast è tutt'altro che insignificante, non mi è piaciuta molto la recitazione dei quattro protagonisti
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andrea 47
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martedì 21 aprile 2009
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la violenza corre nel fiume e nel sangue dell'uomo
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premessa....intanto il film è tratto da uno scrittore che ha aiutato a fare la sceneggiatura con Boorman (inizio film è scritto).....e quindi il film segue molto bene in immagini il libro....conseguenza= film eccezionale nelle scene fotografiche e nella prima parte descrizione dei 4 protagonisti di varia estrazione sociale e caratteri diversi, venuti dalla città x farsi un tranquillo weekend nella natura che ,sarà poi distrutta dalla civiltà dell'uomo x esigenze economiche e di necessità(purtroppo).....la recitazione dei 4 protagonisti è buona e in crescita......con la tensione che si accumola dopo la sodomizzazione di uno dei protagonisti cioè Bobby e uccisione di uno dei bifolchi incontrati nel tragitto.
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premessa....intanto il film è tratto da uno scrittore che ha aiutato a fare la sceneggiatura con Boorman (inizio film è scritto).....e quindi il film segue molto bene in immagini il libro....conseguenza= film eccezionale nelle scene fotografiche e nella prima parte descrizione dei 4 protagonisti di varia estrazione sociale e caratteri diversi, venuti dalla città x farsi un tranquillo weekend nella natura che ,sarà poi distrutta dalla civiltà dell'uomo x esigenze economiche e di necessità(purtroppo).....la recitazione dei 4 protagonisti è buona e in crescita......con la tensione che si accumola dopo la sodomizzazione di uno dei protagonisti cioè Bobby e uccisione di uno dei bifolchi incontrati nel tragitto.....e non vado oltre x chi non ha visto il film.....insomma capolavoro cinematografico...... vedeteloooooo.
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il cavaliere
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lunedì 13 ottobre 2008
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penoso !
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Uno dei più brutti film che ho visto !
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enoch_nu
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mercoledì 1 ottobre 2008
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favoloso
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anonimo
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lunedì 18 agosto 2008
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"un tranquillo weekend di paura" di john boorman
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Dopo il quasi capolavoro "Leone l'ultimo" con Marcello Mastroianni, John Boorman trascina Jon Voight (l'artista intellettuale), Burt Reynolds (il fusto naturalista-ecologista-salutista), Ned Beatty (il grasso edonista) e Ronny Cox (l'uomo comune) sulle rapide pericolosissime del fiume Chattooga: il grasso edonista finirà sodomizzato da un montanaro; il fusto naturalista-ecologista-salutista si dimostrerà profondamente fascista, e perderà l'uso di una gamba; l'uomo qualunque annegherà; solo l'artista intellettuale rimarrà vivo, ma traumatizzato per sempre. Un reazionario elogio della modernità e della tecnologia contro la Natura e il Selvatico. Un film spaventosamente di destra, da evitare con cura.
[+] bravo anonimo !!!
(di marvelman (quello vero!))
[ - ] bravo anonimo !!!
[+] termine obsoleto
(di andrea 47)
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[+] ma la finite...
(di docphe)
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blockbuster
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lunedì 14 luglio 2008
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stupendo
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