La strada scarlatta

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Un film di Fritz Lang. Con Margaret Lindsay, Edward G. Robinson, Dan Duryea, Joan Bennett.
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Titolo originale Scarlet Street. Drammatico, Ratings: Kids+13, b/n durata 103 min. - USA 1946. MYMONETRO La strada scarlatta * * * - - valutazione media: 3,45 su -1 recensioni di critica, pubblico e dizionari. Acquista »
   
   
   
figliounico lunedì 30 settembre 2024
la disperazione di un uomo perbene Valutazione 4 stelle su cinque
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Remake di Lang del noir La chienne di Renoir del 1931 tratto a sua volta da un racconto di La Fouchardiere. La sequenza, memorabile, della stanza d’albergo vale da sola la visione del film. Possiamo vedere la disperazione del protagonista e la sua tragica solitudine tradotte nell’immagine della squallida camera d’albergo immersa in una cupa penombra, il battito del suo cuore, presa oramai la decisione esiziale, è resa icasticamente nell’alternanza dei lampi di luce dell’insegna al neon dell’hotel che squarciano ritmicamente il buio della stanza. Edward G. Robinson, alias Chris Cross, stimato cassiere di una ditta e artista fallito, incompreso anche dalla moglie bisbetica, già vedova di un gaglioffo, è un mostro di bravura. [+]

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samanta martedì 20 agosto 2024
un dipinto tragico Valutazione 4 stelle su cinque
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Uscito nel 1945 è un noir diretto da Fritz Lang regista austriaca che dopo la parentesi germanica in cui diresse celebri film (Dr. Mabuse, M- il mostro di Dusseldorf, Metropolis), nel 1934 arrivò in USa adeguandosi ad Hollywood pur mantenedo le sue caratteristiche, spaziando in diversi generi: dramma sociale (Furia), western (Il vendicatore di Jess, Ranche Notorious), noir/thriller (La donna della finestra, Gardenia blu, Il grande caldo, Quando la città dorme).
I protagonisti del film sono Edward G. Robinson ormai affermato star e Joan Bennet giovane e brava attrice moglie del produttore del film Wanger.
Ner York 1934 Cristopher Cross (Edward G. [+]

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onufrio martedì 23 gennaio 2018
un incontro pericoloso Valutazione 4 stelle su cinque
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Chris è un signore di mezza età con un matrimonio poco felice ed una vita tranquilla. La sua monotonia giornaliera verrà interrotta dall'incontro con una bellissima donna di nome Kitty che Chris salverà dall'aggressione di un uomo. I due faranno conoscenza, e Chris ne rimane affascinato. Peccato che la donna abbia cattive intenzioni, insieme al proprio compagno, architettano un piano per sottrarre denaro al malcapitato. La situazione sfuggirà di mano a tutti. Lang con questa pellicola conferma l'immensa bravura dietro la macchina da presa, e lo fa con il trio d'attori che un anno prima con "La donna del ritratto" ottenne un altro importante successo cinematografico. [+]

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ralphscott venerdì 12 agosto 2011
superlativo Valutazione 4 stelle su cinque
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Lang,grazie agli studi in architettura e grafica,mette a frutto il suo talento visivo,porgendoci l'ennesima delizia di rigore stilistico che,grazie ad una felicissima sceneggiatura ed a una incisiva fotografia,affascina e coinvolge ineluttabilmente. Anche questa volta il destino è beffardo,i personaggi pedine di tragici destini. Grande cinema

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mondolariano martedì 3 maggio 2011
un abisso Valutazione 4 stelle su cinque
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Efficace. Subito dopo “La donna del ritratto”, Fritz Lang staglia ancora una volta un noir di straordinaria potenza, appena inferiore al se stesso di pochi mesi prima. Meno compatto, forse, con alcuni momenti di debolezza (l’entrata in scena del primo marito) ma intriso di una malinconia satura del più profondo squallore. Non c’è soltanto il tema del cittadino onesto che si trasforma in un omicida; c’è anche il senso di colpa che lo trascina nell'abisso e la carenza di valori morali del mondo circostante. Pessima è infatti l’assurdità dell’amore, che permette ad una donna di innamorarsi di un bruto trascurando l’onestà di uomini assai più meritevoli; pessimi sono i due sfruttatori, dove la Bennett tratteggia un ruolo più negativo del film precedente; pessimo l’ambiente artistico che ruota intorno al valore venale dei quadri, con un biasimo alla critica d’arte moderna che spesso valorizza autentiche croste. [+]

[+] il rimorso (di samanta)
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il cinefilo martedì 28 dicembre 2010
la strada scarlatta Valutazione 3 stelle su cinque
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Nel tentativo di realizzare un noir a metà strada tra LA CHIENNE di Jean Renoir e,palesemente,LA DONNA DEL RITRATTO(dello stesso F.Lang)il regista(fermo restando che non riesce a raggiungere l'altezza stilistica di nessuna delle due opere e nel secondo film sopra citato l'atmosfera era di una pesantezza onirica che la pellicola in questione non riesce a eguagliare anche se forse il cineasta non ne aveva l'intenzione)innesca progressivamente un meccanismo lievemente surreale dalle interessanti valenze psicanalitiche.
Il protagonista(il bravissimo Edward G.Robinson la cui migliore interpretazione in assoluto la si può trovare nel film LA FIAMMA DEL PECCATO di Billy Wilder)è vittima,prima ancora dei due amanti sfruttatori e della moglie megera,di se stesso e delle sue profonde debolezze che gli impediscono,per lungo tempo,una qualsiasi rivalsa nei confronti di coloro che lo umiliano e quando finalmente trova la forza per reagire finisce tragicamente per sfociare nel peggiore dei crimini:l'omicidio. [+]

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eugenio sabato 18 dicembre 2010
l'eterna illusione Valutazione 4 stelle su cinque
56%
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Lui,lei,l’altro.No,non si tratta di una commedia sentimentale di infedeltà coniugale come ci ha abituato Woody Allen da qualche tempo a questa parte; o,almeno,il topos è in parte ripreso anche se non è il soggetto fondamentale della pellicola “La strada scarlatta” dell’austriaco Lang,uno degli esponenti di spicco del cinema espressionistico degli anni ‘20. Integerrimo,timido cassiere tedesco,tal Cross,(Robinson),artista naif dilettante,angariato da una moglie subdola e bisbetica, si innamora (non ricambiato) di una giovane,bella e affascinante donna,Kitty, da lui salvata durante un tentativo di aggressione.E fin qui nulla di strano,verrebbe da dire;sembrerebbe una classica storia di un mal d‘amore timido e celato. [+]

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fedeleto lunedì 27 settembre 2010
la strada tortuosa della colpa Valutazione 4 stelle su cinque
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Lang ci ha spesso regalato dei veri e propri capolavori.come ad esempio Metropolis,M-il mostro di dusseldorf,Il dottor Mabuse,la donna del ritratto,e con La strada scarlatta completa la sua collezione.Il film racconta del cassiere cristopher,che nostalgico dei suoi tempi passati in cui immaginava di essere un artista e desideroso di vedere cosa si prova ad amare una ragazza bella,si ritrova a vedere i suoi sogni trasformati nella realta' ma con il solo difetto che nascondono l'usurpazione della sua persona,infatti la donna che incontra e' una prostituta che lo sfrutta ed arriva a vendere persino i suoi quadri firmandosi ,e quando egli lo scoprira' commettera' una pazzia.Film che si concentra ancora una volta sulla tematica dell'apparenza (carissima e frequente in tutti i suoi film)e dirige un film dove l'esistenza di un uomo e' completamentre devastata dal mancato realizzarsi dei suoi sogni ,e soprattutto dall'avidita' umana che e' il perno della pazzia umana che uscira'. [+]

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breberto martedì 22 aprile 2008
vado un po' contro corrente Valutazione 3 stelle su cinque
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Non riesco ad attribuire quattro stelle a questo film di Lang, che è pur sempre un film di un grande e amato autore. L'ho visto e rivisto a non molta distanza e continuo a preferirgli LA DONNA DEL RITRATTO in cui mi sembra più riuscita l'atmosfera da incubo, malgrado il finale un po' di comodo, non certo consono allo spirito di Lang. Qui abbiamo una storia simile, la degradazione di un uomo maturo, stavolta infelicemente sposato con una moglie arpia e tiranna, che si innamora in modo infantile di una bella giovane - una poco di buono, naturalmente - scende la china della degradazione e arriva fino al delitto. In evidenza, alla fine, il tema langhiano della colpa e della responsabilità personale, quando il protagonista si sente responsabile non solo del delitto commesso, ma anche della condanna a morte dell'innocente (del delitto, non di altri misfatti). [+]

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francesco mercoledì 4 aprile 2007
cercasi un lang... Valutazione 5 stelle su cinque
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La società che Lang ci rappresentava in questo film,non è tanto diversa nei rapporti interpersonali da quella odierna.La frustrazione di fare nella vita un lavoro che non piace,e il tentativo di sublimare i propri desideri facendo altro,i rapporti umani intossicati dall'avidità,dal denaro...fino all'ultimo non si sa come finirà.CAPOLAVORO!!!

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