Uno dei primi film di Silvio Soldini (1993), questo "Un'anima divisa in due" allude gia' nel titolo allo spirito della protagonista, Pabe, la zingara rom, occidentalizzata dal marito Pietro ma pur sempre attratta dalle sue comunita' di origine. Il finale aperto la riporta li', anche se la trasformazione urbana ha scacciato i suoi connazionali. La prima parte del film e' assai ben costruita, con il primo lavoro di Pietro, una specie di guardia giurata da grandi magazzini, e la strana attrazione/repulsione che prova per Pabe, costretta alla mendicita'. Come scrive Fofi, "commovente" davvero, pur tra momenti sdolcinati, la storia di questa coppia inusitata, tra comportamenti e culture di assoluta diversita'.
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Uno dei primi film di Silvio Soldini (1993), questo "Un'anima divisa in due" allude gia' nel titolo allo spirito della protagonista, Pabe, la zingara rom, occidentalizzata dal marito Pietro ma pur sempre attratta dalle sue comunita' di origine. Il finale aperto la riporta li', anche se la trasformazione urbana ha scacciato i suoi connazionali. La prima parte del film e' assai ben costruita, con il primo lavoro di Pietro, una specie di guardia giurata da grandi magazzini, e la strana attrazione/repulsione che prova per Pabe, costretta alla mendicita'. Come scrive Fofi, "commovente" davvero, pur tra momenti sdolcinati, la storia di questa coppia inusitata, tra comportamenti e culture di assoluta diversita'. Bentivoglio e' convincente come protagonista, e la Bako', fragile e dura insieme, e' persuasiva, indimenticabile.
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