Questa immagine non corrisponde alle fonti storiche.
La sua rivoluzione stava proprio nel togliere, non nell’enfatizzare.
Il risultato è una Duse addomesticata, resa compatibile con un certo immaginario femminile contemporaneo, ma snaturata.
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Duse “nevrotica” vs Duse reale
Nel film la Duse viene spesso restituita come:
isterica, instabile, quasi patologica
emotivamente sbilanciata, tormentata in modo esibito
Questa immagine non corrisponde alle fonti storiche.
La Duse era:
rigorosissima, asciutta, controllata
capace di un’intensità interiore, non isterica
lontanissima dal melodramma che invece combatteva
La sua rivoluzione stava proprio nel togliere, non nell’enfatizzare.
Proiezione contemporanea
L’operazione del film è tipica di molto cinema biografico recente:
si psicologizza il personaggio storico
lo si piega a categorie moderne (trauma, fragilità, disfunzione)
lo si rende “comprensibile oggi” sacrificando la verità storica
Il risultato è una Duse addomesticata, resa compatibile con un certo immaginario femminile contemporaneo, ma snaturata.
Bruni Tedeschi: grande attrice, ma corpo sbagliato
Qui la critica è delicata ma necessaria:
Bruni Tedeschi porta sempre sé stessa, la sua cifra nevrotica, ironica, borghese
la Duse era l’opposto: opaca, ieratica, quasi spettrale
non seduceva con il carattere, ma con il vuoto, il silenzio, la sottrazione
È come se il film dicesse più Bruni Tedeschi su Duse che Duse stessa.
Il mito tradito
Eleonora Duse non è una “figura fragile da compatire”, ma:
un evento storico del teatro
una donna che ha pagato un prezzo enorme per non tradire la propria visione
una pioniera che ha anticipato Stanislavskij e il teatro moderno
Ridurre tutto a psicodramma è, di fatto, una semplificazione ideologica.
Conclusione netta
il film è una mistificazione, nel senso che:
non mente sui fatti principali
ma tradisce il senso profondo di chi fosse davvero Eleonora Duse
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