Drammatico,
Ratings: Kids+13,
durata 123 min.
- Giappone 2023.
- Lucky Red
uscita giovedì 4gennaio 2024.
MYMONETROPerfect Days
valutazione media:
4,05
su
-1
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Non posso negare che questo film mi abbia colpito, e ora mi fa riflettere. Questa sensazione è strana, fa un po’ a pugni con la noia e la sonnolenza indotta dalla ripetitività quasi ossessiva della vita di ogni giorno di questo travet, questo umile pulitore di bagni pubblici, che si sveglia sempre alla stessa ora, e svolge le sue attività (lavaggio, vestizione, innaffiamento piantine etc) sempre nello stesso ordine con cui lascia in fila sulla mensola vicino alla porta gli oggetti che ha in tasca. Un rito. L’elogio di un rito. Tutte le attività vanno fatte bene, anche quelle più umili come la pulizia dei cessi, è una questione di rispetto per sé, per le cose per il tempo e per gli altri.
[+]
Non posso negare che questo film mi abbia colpito, e ora mi fa riflettere. Questa sensazione è strana, fa un po’ a pugni con la noia e la sonnolenza indotta dalla ripetitività quasi ossessiva della vita di ogni giorno di questo travet, questo umile pulitore di bagni pubblici, che si sveglia sempre alla stessa ora, e svolge le sue attività (lavaggio, vestizione, innaffiamento piantine etc) sempre nello stesso ordine con cui lascia in fila sulla mensola vicino alla porta gli oggetti che ha in tasca. Un rito. L’elogio di un rito. Tutte le attività vanno fatte bene, anche quelle più umili come la pulizia dei cessi, è una questione di rispetto per sé, per le cose per il tempo e per gli altri. Inoltre, nella giornata di Hirayama non c’è un momento inutile, un trastullo che si potrebbe ritenere una ‘perdita di tempo’, tutto è programmato e finalizzato. Mi ha fatto pensare immediatamente a un monaco zen, non ci trovo molte differenze, un monaco trasposto in un operaio. Sempre sorridente e pacato (la grande espressività dell’ottimo attore si declina raramente in tristezza o malinconia, più spesso in interesse, accettazione o sorpresa). Non è un po’ quello che cerchiamo tutti, raggiungere una pace interiore superando le tribolazioni esistenziali? Ma non a scapito dell’emotività, non io almeno. Le emozioni di questo film sono rarefatte, filtrate. Il protagonista sembra aver raggiunto la pace dei sensi, rinunciando alla ricerca del nuovo, dell’ignoto, in favore della ritualità e delle piccole cose. E’ disponibile e contento (come sempre) a incontrare e accudire la nipote fuggita da casa, il malato depresso, ma il massimo del suo slancio affettivo è raggiunto nel fuggevole abbraccio alla sorella (gesto per un giapponese molto aperto e inusuale, per noi normalissimo). Fa sempre la stessa strada, alla stessa ora, sente le stesse bellissime vecchie canzoni, mai una nuova perché nessuno vende più musicassette. Per non destabilizzarsi ricompra il libro che ha regalato alla nipote. E non si mette in gioco, non andrà a trovare il padre gravemente malato, non fa la gita proposta dalla nipote. Forse il momento più emotivamente gratificante per me è stata la (penultima) scena, l’unica piccola evasione, in cui compra 3 birre, le sigarette che non ha mai fumato, e va davanti al fiume, dove tossendo incontra l’ex marito della barista, malato terminale. La novità, per me un sospiro di sollievo, testimoniato poi dal volto assolato e sorridente nella scena finale, subito dopo.
Superando la noia, è un film che fa riflettere e trasmette un senso di pace. [-]
[+] lascia un commento a roberto karrer »[ - ] lascia un commento a roberto karrer »
"Perfect days", l'ultima opera cinematografica del regista Wim Wenders ha inevitabilmente diviso il pubblico riguardo i differenti giudizi discordanti che sono stati espressi soprattutto da parte del pubblico. Secondo alcune persone il film è stato di una staticità e di una noia notevoli, ma secondo altre considerazioni, esso è risultato essere particolarissimo, originale e al di fuori di ogni schema convenzionale riguardo il concetto di Cinema inteso come mero strumento di svago e di distrazione per le masse. La storia è quella di un umile e normalissimo uomo giapponese che dedica, con puntualità e precisione quotidiana, la sua vita alla professione di pulitore di bagni pubblici, alzandosi presto la mattina ed effettuando le medesime abitudini prima di recarsi presso i luoghi della sua occupazione.
[+]
"Perfect days", l'ultima opera cinematografica del regista Wim Wenders ha inevitabilmente diviso il pubblico riguardo i differenti giudizi discordanti che sono stati espressi soprattutto da parte del pubblico. Secondo alcune persone il film è stato di una staticità e di una noia notevoli, ma secondo altre considerazioni, esso è risultato essere particolarissimo, originale e al di fuori di ogni schema convenzionale riguardo il concetto di Cinema inteso come mero strumento di svago e di distrazione per le masse. La storia è quella di un umile e normalissimo uomo giapponese che dedica, con puntualità e precisione quotidiana, la sua vita alla professione di pulitore di bagni pubblici, alzandosi presto la mattina ed effettuando le medesime abitudini prima di recarsi presso i luoghi della sua occupazione. Nel tempo libero pomeridiano invece la sua sensibilità e la sua cultura lo hanno spinto da anni a collezionare musica analogica e libri di vario genere. La sua vita non conosce quasi mai novità di rilievo, se non a livello occasionale o sporadico, come quando egli incontra dopo tanto tempo la sua nipotina che desidera pernottare, a causa di un bisticccio familiare, per un certo tempo presso la sua semplice casa, oppure quando rivede anche la propria sorella, madre della piccola, che diversamente da lui vive invece nell'agio e nella ricchezza. E' destinato a rimanere un mistero il passato del protagonista. Dicevo sopra di questo film nelle sue linee generali. Non è pertanto un film facile, e come tale lo si deve inquadrare concettualmente soprattutto come un documentario. Una pellicola che eccezionalmente da voce e risalto alla vita reale e borghese di ogni giorno che riguarda, per altro, la stragrande maggioranza della gente comune, soprattutto di quella che, per svariati motivi, non ha potuto avere tutto nel corso della propria esistenza. Una sorta di nuova ondata di neorealismo del Cinema contemporaneo, in questo caso dicotomicamente collocato in una metropoli vasta e caotica come Tokyo e dove i sogni di tante persone sono popolati da sbiadite immagini in bianco e nero, vivendo la propria esistenza nell'assoluta semplicità e umiltà.
[-]
[+] ha diviso quale pubblico ?!?!?!?!?! (di giovanni_b_southern)[ - ] ha diviso quale pubblico ?!?!?!?!?!
[+] lascia un commento a nino pellino »[ - ] lascia un commento a nino pellino »
Sono andata a vedere il film facendo anche una lunghissima fila piena di aspettative, fiduciosa di poter assistere
ad un film bello come Wenders sa fare! È
la prima volta che vado via a metà film!
Ma il messaggio era chiaro per niente
subliminare: dobbiamo essere sereni felici e zen anche se puliamo i gabinetti!
Totalmente inconsistente da tagliarsi le vene per la ripetitività ed il messaggio ridicolo.
[+] non per chiunque (di paolorol)[ - ] non per chiunque
[+] lascia un commento a agnese fiore »[ - ] lascia un commento a agnese fiore »
La lenta ridondanza della quotidianità del protagonista alla fine del secondo giorno ti sfianca, ma quando inizia per il terzo giorno con la ripresa delle stesse azioni dei giorni precedenti arriva il colpo del KO.
[+]
La lenta ridondanza della quotidianità del protagonista alla fine del secondo giorno ti sfianca, ma quando inizia per il terzo giorno con la ripresa delle stesse azioni dei giorni precedenti arriva il colpo del KO. Ammirevole il messaggio del poter vivere dei piaceri e delle gioie dei piccoli gesti, degli incontri fugaci, della rassicurante routine giornaliera...sarebbe stato bello avere in più un minimo di trama; non si capisce da dove venga quest' uomo, il suo passato sicuramente travagliato ma a libera supposizione dello spettatore... più che un film, un documentario. Personalmente non lo consiglio.
[-]
[+] lascia un commento a martolo »[ - ] lascia un commento a martolo »
La lenta ridondanza della quotidianità del protagonista alla fine del secondo giorno ti sfianca, ma quando inizia per il terzo giorno con la ripresa delle stesse azioni dei giorni precedenti arriva il colpo del KO. Ammirevole il messaggio del poter vivere dei piaceri e delle gioie dei piccoli gesti, degli incontri fugaci, della rassicurante routine giornaliera...sarebbe stato bello avere in più un minimo di trama; non si capisce da dove venga quest' uomo, il suo passato sicuramente travagliato ma a libera supposizione dello spettatore... più che un film, un documentario. Personalmente non lo consiglio.
[+] non per tutti (di paolorol)[ - ] non per tutti
[+] lascia un commento a martolo »[ - ] lascia un commento a martolo »
...e quindi?? E' la domanda che ti fai quando vedi i titoli di coda. Diretto bene ed interpretato magistralmente ma mancante di risposte. Chi dice che ha fatto pace con il passato francamente non capisco da cosa lo abbia intuito. Delusione per il finale zoppo.
[+] non per tutti (di paolorol)[ - ] non per tutti
[+] lascia un commento a ivvann »[ - ] lascia un commento a ivvann »
il racconto di una fuga dalla realtà ricca del Giappone dove anche i bagni sono camere di lusso con vetri miracolosi. Ma come tutte le fughe portano, se manca la ricerca o la condivisione di rapporti veri, al vuoto o meglio ad un'altra faccia del vuoto dell'opulenza cosumistica. Unica meteora la nipote che si rifuggia dallo zio e cerca di portarlo al mare sentendosi rispondere "non è questo il momento, non ora" ... quindi mai. La giovane nipote se ne va, pur apprezzando lo zio, al suo mondo di niente. Rimangono le lacrime finali del protagonista a proclamare il bluff di questo "perfetto giorno". Lo considero (dopo Paris Texas") il peggior film di Wnders.
[+]
il racconto di una fuga dalla realtà ricca del Giappone dove anche i bagni sono camere di lusso con vetri miracolosi. Ma come tutte le fughe portano, se manca la ricerca o la condivisione di rapporti veri, al vuoto o meglio ad un'altra faccia del vuoto dell'opulenza cosumistica. Unica meteora la nipote che si rifuggia dallo zio e cerca di portarlo al mare sentendosi rispondere "non è questo il momento, non ora" ... quindi mai. La giovane nipote se ne va, pur apprezzando lo zio, al suo mondo di niente. Rimangono le lacrime finali del protagonista a proclamare il bluff di questo "perfetto giorno". Lo considero (dopo Paris Texas") il peggior film di Wnders. Inutile e porta lo spettatore a credere che ci siano giorni perfetti nella fuga senza passione o amore o almeno rapprti
[-]
[+] lascia un commento a no_data »[ - ] lascia un commento a no_data »
Grande esercizio attoriale, lui è un mostro, troppo bravo, grande esercizio registico, grande esercizio fotografico, ma il tutto all' interno di un plot davvero scarso, anzi, inesistente. Un film esercizio, più che un film.
[+] lascia un commento a sasao »[ - ] lascia un commento a sasao »
La mia attenzione per il cinema di Wenders si era spenta circa 30 anni fa. La sensazione che avesse ormai detto tutto nei suoi lavori tra anni 70 e 80 era per me una certezza e gran parte della sua cinematografia recente mi pareva per lo più illuminata da una luce riflessa proveniente dai primi film di questo autore. Il suo cinema appesantito da un certo intellettualismo più volte mi ha lasciato perplesso. Imbattermi in questo film oggi mi ha fatto ricredere.
"Perfect days" è un grande film, lontanissimo dalla pruduzione media odierna in fatto di tempi, contenuti e stile. La storia all'apparenza esile e ripetitiva che si dipana agli occhi dello spettatore, assume ben presto i contorni del miracoloso.
[+]
La mia attenzione per il cinema di Wenders si era spenta circa 30 anni fa. La sensazione che avesse ormai detto tutto nei suoi lavori tra anni 70 e 80 era per me una certezza e gran parte della sua cinematografia recente mi pareva per lo più illuminata da una luce riflessa proveniente dai primi film di questo autore. Il suo cinema appesantito da un certo intellettualismo più volte mi ha lasciato perplesso. Imbattermi in questo film oggi mi ha fatto ricredere.
"Perfect days" è un grande film, lontanissimo dalla pruduzione media odierna in fatto di tempi, contenuti e stile. La storia all'apparenza esile e ripetitiva che si dipana agli occhi dello spettatore, assume ben presto i contorni del miracoloso. "Perfect days" è un film che nasconde numerose sfumature, girato in maniera impeccabile ci riporta alla necessità del servizio. Servizio per sè e per gli altri. Servire il mondo per goderne delle meraviglie. Mettersi al servizio del proprio spirito nutrendolo. Rispettare sè e gli altri come chiave per dare senso all'esistenza. E' un film delicato e gentile ma anche fermo e che orgogliosamente tiene il punto senza mai sbandare in retorica o bolsi moralismi. Non ci sono sbavature, niente manca e niente è superfluo. Si respira un senso di pienezza ed in un paio d'ore lo straordinario protagonista si erge ad eroe mite capace di annichilire tutte (ma proprio tutte) le icone che vengono idolatrate oggi. Al cinema troppo spesso la solitudine viene rappresentata attraverso ritratti di esclusi o psicotici o alcolizzati o depressi. Qui la solitudine non è mai sinonimo di emarginazione, ma diventa una delle chiavi per comprendere il mondo e sentirsi pienamente parte di esso.
Nota di merito speciale all'interprete protagonista sulle cui spalle si sostiene gran parte dell'impalcatura. La sua performance è di grandissimo livello dando corpo ad un personaggio che da rendere credibile era quasi impossibile.
Oramai sulla soglia degli ottant'anni Wenders si è fatto indulgente e sembra di scorgere uno sguardo elegiaco ma senza rassegnazione sul tramonto che si avvicina facendo propria la massima di Hesse: "la gioventù si conclude quando finisce l'egoismo; la maturità inizia quando si vive per gli altri". [-]
[+] perfect anche la recensione (di s l )[ - ] perfect anche la recensione
[+] lo stupore per le piccole cose della vita (di antonio montefalcone)[ - ] lo stupore per le piccole cose della vita
[+] lascia un commento a clavius »[ - ] lascia un commento a clavius »
Hirayama pulisce i bagni pubblici di Tokio. Lo fa con rigorosa meticolosità, si potrebbe dire con passione. La sua giornata è ripetitiva: si sveglia, si lava, si cura i baffi con estrema precisione, innaffia le piante,apre la porta di casa e saluta con un sorriso la luce del giorno, sale sul camioncino, inserisce, ogni volta, un’audiocassetta nel “mangianastri” eascolta canzoni, passando da The House of Rising Sun degli Animals fino a Perfect Days di Lou Reed,canzone che dà poi titolo al film. Nella pausa pranzo, assapora un panino sulla panchina del parco, fotografa dal basso le chiome degli alberi con una piccola macchina fotografica analogica, archivia le foto riuscite e strappa le altre. Alla fine del turno si lava accuratamente in un bagno pubblico, consuma un pasto frugale al chiosco del mercato e, a volte, in un bar, dove pare ci sia un rapporto reciproco di simpatia con la proprietaria, rincasa, legge un romanzo di Faulkner, poi di Patricia Highsmith e la notte sogni senza storie: volti di donne, alberi e così via.
In questo fluire di un tempo ripetitivo, non noioso, ma felice,perché mai consumato,accadono alcuni piccoli fatti nuovi: l’arrivo imprevisto della nipote, un ritratto vivo di ragazza, che lo accompagna al lavoro, gli fa domande, ci discute in felice sintonia e l’incontro con la sorella, arrivata a riprendersi la ragazzina. Da lì si intuisce, che Hirayana ha origine agiate, che ha scelto quella vita contro la famiglia e tuttavia l’abbraccio con la sorella, sofferto, incerto, proprio per questo, diventa emozionante, poesia.
E’ un film poetico, che, un po’ per volta,ti “prende”, se sai vedere e sentire, fino al finale splendido. Lui che guida in macchina, ascoltando Perfect Days, mentre passa più volte dal sorriso aperto-felice a lampi negli occhi di tristezza-dolore, nella luce di una Tokio, della quale il film ci lascia, delle sue strade, viadotti, negozi, un’anima.
E’ un film poetico e sottile, perché Wenders ha costruito un personaggio credibile, articolato, profondo, implicito e inattuale. E’, infatti, un personaggio novecentesco, nella sua povertà paradossalmente nobile, nell’ascetismo del suo silenzio, nel comportamento gentile; un personaggio che ha spezzato nel modo più candido e netto le catene di una società individualista, consumistica, elettronica del post-moderno. E questo Wenders ce lo rappresenta con le immagini e la musica e pochissimi dialoghi e parole. Assolutamente da vedere.
[-]
[+] un errore (di gianni quilici)[ - ] un errore
[+] lascia un commento a gianni quilici »[ - ] lascia un commento a gianni quilici »