Scorrevole, avventuroso, spettacolare, semi biografico, film di Harper, sempre molto attento alla fotografia, stilisticamente ineccepibile, con un plot doppio costruito sul dramma umano del dolore della perdita e dei sensi di colpa della protagonista intrecciato ad un’impresa eroica passata alla storia, in cui alle immagini stratosferiche della mongolfiera tra i cumuli nembi si alternano i flashback di un passato traumatico, in un racconto che sarebbe valso la pena, forse, narrare così come si è svolto veramente, perché di per sé già straordinario e veristicamente fantastico. Felicity Jones interpreta il personaggio romanzato dell’eroina, calato dall’autore nella storia vera con un innesto artificioso di femminismo ante litteram, in modo tale da arricchire emotivamente quello che altrimenti rischiava di essere un algido docufilm, trasformandolo, esagerando in senso opposto, in un drammone da feuilleton ottocentesco, che si lascia guardare senza troppo coinvolgere, senza troppo annoiare.
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Scorrevole, avventuroso, spettacolare, semi biografico, film di Harper, sempre molto attento alla fotografia, stilisticamente ineccepibile, con un plot doppio costruito sul dramma umano del dolore della perdita e dei sensi di colpa della protagonista intrecciato ad un’impresa eroica passata alla storia, in cui alle immagini stratosferiche della mongolfiera tra i cumuli nembi si alternano i flashback di un passato traumatico, in un racconto che sarebbe valso la pena, forse, narrare così come si è svolto veramente, perché di per sé già straordinario e veristicamente fantastico. Felicity Jones interpreta il personaggio romanzato dell’eroina, calato dall’autore nella storia vera con un innesto artificioso di femminismo ante litteram, in modo tale da arricchire emotivamente quello che altrimenti rischiava di essere un algido docufilm, trasformandolo, esagerando in senso opposto, in un drammone da feuilleton ottocentesco, che si lascia guardare senza troppo coinvolgere, senza troppo annoiare.
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