mauridal
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giovedì 17 settembre 2015
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napoli, sempre napoli...
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PER AMOR VOSTRO , un film di G. Gaudino, Italia, 2015 con V.Golino, M.Gallo A. Giannini
Napoli, sempre Napoli, fortissimamente Napoli.
Quando una città è il luogo, inconfondibile, unico con una sua propria umanità , quando la città è Napoli, che diventa un caso nazionale e perfino internazionale, per le tante sfumature, che possiede , positive e negative o addirittura ambigue, allora un film che se ne occupa, è un film molto difficile .
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PER AMOR VOSTRO , un film di G. Gaudino, Italia, 2015 con V.Golino, M.Gallo A. Giannini
Napoli, sempre Napoli, fortissimamente Napoli.
Quando una città è il luogo, inconfondibile, unico con una sua propria umanità , quando la città è Napoli, che diventa un caso nazionale e perfino internazionale, per le tante sfumature, che possiede , positive e negative o addirittura ambigue, allora un film che se ne occupa, è un film molto difficile . Il film Per amor vostro quasi si vuole impossessare della città per poterle assegnare la parte di fondale, di tragica scenografia, così giustificando le gesta direi sentimentali e al contempo avventurose di una degna protagonista, Anna , femmina di popolo , ma risalita faticosamente a migliore fortuna pur vivendo una condizione famigliare soggiogata dal maschio. Allora la storia è , sicuramente di Anna, della sua reietta famiglia, del figlio handicappato disabile sordomuto, tanto per usare le tonalità linguistiche del film, e del marito Gigi che si comporta come un classico guappo di cartone napoletano, cioè forte e violento con i deboli. La storie è di Anna ma lo sfondo rappresentato è Napoli in tutte le sue ,direi anche troppe , sfumature di grigio. Il personaggio di Anna è colto appieno dalla interpretazione della oramai matura, artisticamente, Valeria Golino, che riesce a fare del suo meglio per supportare tutto il film , anche lì dove per troppa esaustiva napoletaneità i personaggi risultano stereotipati . Il personaggio di Gigi il marito guappo di Anna , ottimamente interpretato da Massimiliano Gallo, cavallo di razza della scena napoletana è un personaggio quasi della Napoli della Serao, quasi come pure tutta la descrizione della città, vista sotto il profilo culturale e antropologico, una città scaramantica popolata sia da fantasmi che da mal viventi, e sono a ben vedere , tanti. Dunque un film difficile. Il regista Gaudino si è accollato un bel grande onere, ma con il suo immaginario privato, ha ben raccontato una storia, quella di Anna che al finale , dopo aver sopportato per un malinteso amore di famiglia una vita di complicità con la delinquenza del marito, si riscatta non solo denunciando gli affari di danaro sporco , ma addirittura proiettandosi al di fuori di quella triste realtà lanciandosi metaforicamente con un” volo dell'angelo” nel vuoto . Infine , ma non in ultimo la presenza di Giannini figlio, recitando in coppia con Valeria Golino non ha fatto dimenticare ai maturi di cinema, la fastosa coppia cinematografica di Giannini padre, con Mariangela Melato, ma tutto forse ormai , demodè.
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toni mais
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martedì 22 settembre 2015
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la camorra in bianco e nero
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Film totalmente allegorico e metaforico : rappresenta la condizione di riduzione in schiavitù in cui versa una bambina nata ,cresciuta e vissuta in un ambiente camorrista. Anna a quattro anni viene condotta dai genitori in una casa di correzione per espiare una colpa non sua. Nella famiglia trova gli unici momenti felici dialogando con il linguaggio dei segni a causa dell' handicap del figlio, lavora per bocca di altri ( fa la suggeritrice azionando il gobbo ) . E' muta ed il suo mutismo è la rappresentazione allegorica dell'omertà camorrista. Vive inconsapevolmente un'omertà che procura sofferenze al prossimo, ai vicini di casa, agli.
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Film totalmente allegorico e metaforico : rappresenta la condizione di riduzione in schiavitù in cui versa una bambina nata ,cresciuta e vissuta in un ambiente camorrista. Anna a quattro anni viene condotta dai genitori in una casa di correzione per espiare una colpa non sua. Nella famiglia trova gli unici momenti felici dialogando con il linguaggio dei segni a causa dell' handicap del figlio, lavora per bocca di altri ( fa la suggeritrice azionando il gobbo ) . E' muta ed il suo mutismo è la rappresentazione allegorica dell'omertà camorrista. Vive inconsapevolmente un'omertà che procura sofferenze al prossimo, ai vicini di casa, agli. Non si suicida ma cade dal terrazzo sui materassi di quei poveretti che sono stati cacciati dalla loro abitazione per colpa del marito. E' la redenzione, ha spezzato ogni legame con il passato,ride per la prima volta. Il bianco e nero cede il passo al colore che simboleggia il Giudizio universale al quale dovremo sottostare
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josetta
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domenica 4 ottobre 2015
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interminabile
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Mi dispiace doverlo dire ma il film è veramente poco proponibile . La bellezza e la bravura sempre straordinaria della Golino non riescono a sostenerlo . Lunghissimo , bisognava ridurlo di almeno trenta minuti perchè inutilmente ripetitivo . Pesante , 'succeda qualunque cosa, la più tragica, la più violenta ... purchè finisca' , è quello che molti di noi si sono augurati in quegli ultimi 45 minuti interminabili . La parte finale cade anche in un grottesco inguardabile . Peccato perchè il regista era riuscito a dipingere molto bene il personaggio e la sua problematica !
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emanuela piccioni
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lunedì 5 ottobre 2015
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per amor vostro, chi ama soccombe?
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"Non riesco a staccarmi da questo film. Parla d'amore, di famiglia, di maternità, in maniera molto originale. La coppa volpi a Venezia per la golino è meritatissima, bravi anche gli altri (Giannini, Gallo). La colonna sonora è un capolavoro, come pure gli effetti speciali. Interessante ed originale anche la rappresentazione della violenza: spiega molte cose sul permanere di fenomeni criminali in determinati contesti, senza prediche, senza retorica. Una sorta di "banalità del male" in salsa partenopea, o meglio il male che vive insieme ed accanto a sentimenti sublimi. "Per amor vostro", chi ama soccombe? Non posso dirvelo, scopritelo al cinema."
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rinogaetanoforever
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venerdì 9 ottobre 2015
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coraggioso film,che non vuole essere convenzionale
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Inevitabilmente,tra il bianco e nero d'antan molto efficace, e gli occhi veri di Valeria Golino,il pensiero vola subito a Mamma Roma,ovvero ad Anna Magnani.
Ma il film di Gaudino,è vivo di suo,senza perdersi in inutili sentimentalismi convenzionali,ci sbatte in faccia il vero volto di Napoli.Crudo,misero,disperato,affascinante,volenteroso valori che si rispecchiano in Anna,nei suoi ochhi,nella volontà di abbandonare il grigiore,sottolineato dal bianco e nero,di una vita in balia delle sofferenze altrui,ma mai dedicata al proprio bisogno d'amore.
La libertà è un peso,che Anna ha il coraggio di lanciare nel vuoto,ed ecco che all'improvviso,i colori magici della gente partenopea tornano a colorare una città che sa essere molto di più.
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Inevitabilmente,tra il bianco e nero d'antan molto efficace, e gli occhi veri di Valeria Golino,il pensiero vola subito a Mamma Roma,ovvero ad Anna Magnani.
Ma il film di Gaudino,è vivo di suo,senza perdersi in inutili sentimentalismi convenzionali,ci sbatte in faccia il vero volto di Napoli.Crudo,misero,disperato,affascinante,volenteroso valori che si rispecchiano in Anna,nei suoi ochhi,nella volontà di abbandonare il grigiore,sottolineato dal bianco e nero,di una vita in balia delle sofferenze altrui,ma mai dedicata al proprio bisogno d'amore.
La libertà è un peso,che Anna ha il coraggio di lanciare nel vuoto,ed ecco che all'improvviso,i colori magici della gente partenopea tornano a colorare una città che sa essere molto di più.
Gli incubi che attanagliano Anna,sono le frustrazioni che noi tutti,creiamo ogni giorno col nostro pensiero.Siamo noi gli artefici del nostro destino,e della presenza di fantasmi che ci rubano la vita,quella che va vissuta senza congetture mentali.Come fa Anna,con il suo coraggio,e quello del regista nel farci tuffare nella miseria dei nostri incubi,ma che basterebbe la positività di ogni giorni per liberarcene.
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robroma66
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lunedì 8 febbraio 2016
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oscuri presagi
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Non vedevo l'ora che finisse. Non perchè non sia un bel film, anzi è un prodotto di buon livello (regia, fotografia e interpretazioni, Golino in testa). E forse è pure un po' lungo, nel senso che alcune scene si potevano comprimere senza troppo nuocere alla consistenza del film. A parte questo, "Per amor vostro" trasmette un'angoscia fosca e indefinibile, un presagio di morte di qualcuno dei protagonisti che accompagna dall'inizio e che non sai come si canalizzerà.
Personaggi polarizzati tra bene e male ma non privi di sfumature.
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Non vedevo l'ora che finisse. Non perchè non sia un bel film, anzi è un prodotto di buon livello (regia, fotografia e interpretazioni, Golino in testa). E forse è pure un po' lungo, nel senso che alcune scene si potevano comprimere senza troppo nuocere alla consistenza del film. A parte questo, "Per amor vostro" trasmette un'angoscia fosca e indefinibile, un presagio di morte di qualcuno dei protagonisti che accompagna dall'inizio e che non sai come si canalizzerà.
Personaggi polarizzati tra bene e male ma non privi di sfumature. Anna, umana, fragile e forte, con un passato in riformatorio per essersi presa colpe non sue, vive a Napoli con i suoi tre figli e un marito violento e delinquente. Su come il marito porti a casa i soldi la sua anima glissa, non vuole ammettere. E' orgogliosa del suo lavoro stabile appena ottenuto in uno studio di registrazione di telenovelas. Si innamora, ricambiata, di uno degli attori ma gli sviluppi sono imprevedibili. Un finale apparentemente meno amaro di come ci si aspetta, in realtà con una tragicità ineludibile anche se deviata in rivoli collaterali.
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vincenzo ambriola
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lunedì 21 settembre 2015
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un'epifania di trucchi
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Anna ha appena ottenuto un lavoro stabile in un'emittente televisiva. Le tensioni familiari si acuiscono man mano che diventa consapevole delle vere attività criminali del marito. Emotivamente fragile cede alle pressanti richieste di uno spasimante. Ambientato a Napoli, questa opera di Gaudino vede in azione un cast molto professionale, che interpreta con naturalezza e precisione personaggi molto localizzati, senza scendere nel ridicolo e nella macchietta. Anche la trama si srotola in maniera costante e originale. Sarebbe stato un film da godere e ricordare positivamente ma il regista indulge in inutili e fastidiose metafore, realizzate mediante astrusi e spesso banali trucchi che spezzano il ritmo della storia e fiaccano la pazienza dello spettatore.
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Anna ha appena ottenuto un lavoro stabile in un'emittente televisiva. Le tensioni familiari si acuiscono man mano che diventa consapevole delle vere attività criminali del marito. Emotivamente fragile cede alle pressanti richieste di uno spasimante. Ambientato a Napoli, questa opera di Gaudino vede in azione un cast molto professionale, che interpreta con naturalezza e precisione personaggi molto localizzati, senza scendere nel ridicolo e nella macchietta. Anche la trama si srotola in maniera costante e originale. Sarebbe stato un film da godere e ricordare positivamente ma il regista indulge in inutili e fastidiose metafore, realizzate mediante astrusi e spesso banali trucchi che spezzano il ritmo della storia e fiaccano la pazienza dello spettatore.
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(di siebenzwerg)
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flyanto
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lunedì 21 settembre 2015
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un'eccezionale golino "madre courage"
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Presentato in concorso all'ultima Mostra del Cinema a Venezia, "Per Amor Vostro" è l'opera del regista Giuseppe M. Gaudino che ha valso la Coppa Volpi all'attrice Valeria Golino, consacrandola a ragione una delle più grandi attrici italiane.
La storia ruota tutta intorno alla figura di una donna partenopea interpretata, appunto, dalla Golino, la quale è una sorta di "madre courage" che interamente si adopera e si sacrifica per tutti, familiari e non, annullando in pratica la propria esistenza al servizio altrui. Assunta come suggeritrice per gli attori presso uno studio televisivo, viene a contatto con un mondo per lei del tutto nuovo e dai cui componenti per la prima volta viene e si sente rispettata e tenuta in considerazione.
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Presentato in concorso all'ultima Mostra del Cinema a Venezia, "Per Amor Vostro" è l'opera del regista Giuseppe M. Gaudino che ha valso la Coppa Volpi all'attrice Valeria Golino, consacrandola a ragione una delle più grandi attrici italiane.
La storia ruota tutta intorno alla figura di una donna partenopea interpretata, appunto, dalla Golino, la quale è una sorta di "madre courage" che interamente si adopera e si sacrifica per tutti, familiari e non, annullando in pratica la propria esistenza al servizio altrui. Assunta come suggeritrice per gli attori presso uno studio televisivo, viene a contatto con un mondo per lei del tutto nuovo e dai cui componenti per la prima volta viene e si sente rispettata e tenuta in considerazione. Infatti, ella a casa si trova ormai in forte disaccordo col marito prevaricatore e maschilista (Massimiliano Gallo) che vive di espedienti e senza un lavoro fisso ed onesto ed i figli, di cui uno sordo-muto, che le vogliono bene ma che, come tutti i giovani, pensano maggiormente alla propria vita non riuscendo a capire sino in fondo la sua anima buona e generosa nonchè i suoi desideri. La breve e dolorosa storia sentimentale con un attore conosciuto allo studio televisivo (Adriano Giannini) che la fa sentire al centro dell'attenzione e soprattutto sinceramente amata, le fa rinascere la voglia di vivere, donandole un entusiasmo mai conosciuto prima. Ma la tragedia incombe, come in tutte le opere partenopee DOC, e la donna, forse, è riuscita finalmente a distaccarsi da tutto ed a "librarsi nell'aria".
Obiettivamente parlando, la trama non aggiunge nulla di nuovo alle precedenti e molteplici opere, cinematografiche e teatrali, della tradizione napoletana. Ritratti femminili di codesta natura e portata, dediti tutti al sacrificio ed all'annullamento di se stesse, ma dotate di grande generosità e di un coraggio e di una forza inauditi, sono presenti divenendo i cardini delle vicende narrate. La regia appare un poco discutibile per le svariate e sparse nel corso della vicenda scene allegoriche e irreali, volutamente tragiche e terrificanti proprie della tradizione e della fantasia napoletane, che appesantiscono, anche se la vogliono appositamente marcare, un'atmosfera già di per sè altamente drammatica. Ma a parte ciò, quello su cui il film si poggia maggiormente, per non dire principalmente, è la magistrale interpretazione di Valeria Golino che qui, più che altrove, raggiunge un livello di altissima professionalità, consegnando un personaggio quanto mai vero e drammatico tale da essere paragonato a quelli in passato interpretati da Anna Magnani o, per rimanere in ambito campano, da Sofia Loren. Le espressioni del suo volto ed lo sguardo dei suoi occhi esprimono appieno di per sè tutti i suoi sentimenti ed il ricorso nella pellicola al bianco e nero, a volte colorato da tinte volutamente sbiadite, nulla toglie alla sua performance, anzi la arricchisce notevolmente. Molto bravi anche Vincenzo Gallo e Adriano Giannini ma a fianco della Golino si riducono, purtroppo, a meri personaggi di semplice contorno.
Da vedere principalmente per la performance di Valeria Golino.
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franzandreani
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mercoledì 30 settembre 2015
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un registra che sa "filmare" l'anima
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Oltre alle cose belle che ho letto qui e sui giornali riguardo a questo film, la poetica della storia, la grande interpretazione di Valeria Golino, le splendide musiche di Epsilon Indi, c'è una cosa che mi è arrivata molto forte. Giuseppe M. Gaudino dà prova, una volta di più, di essere in grado di "filmare l'Anima". La paura, le angosce, le preoccupazioni, ma anche la gioia e l'amore, non vengono narrate, lo spettatore le vede, ha la possibilità di confrontarvisi, i sentimenti risuonano nello spettatore attonito. Quindi non sono d'accordo con chi si ferma alla storia che, se vogliamo, è semplice: forse qualcuno vedendo il film capisce tutto prima di arrivare alla fine, ma i personaggi sono talmente reali, talmente vivi, che tu vivi con loro, non sono "altro da te" che racconta la propria vicenda, ma tu hai la possibilità, se vuoi, se accetti il confronto, di entrare nel loro essere.
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Oltre alle cose belle che ho letto qui e sui giornali riguardo a questo film, la poetica della storia, la grande interpretazione di Valeria Golino, le splendide musiche di Epsilon Indi, c'è una cosa che mi è arrivata molto forte. Giuseppe M. Gaudino dà prova, una volta di più, di essere in grado di "filmare l'Anima". La paura, le angosce, le preoccupazioni, ma anche la gioia e l'amore, non vengono narrate, lo spettatore le vede, ha la possibilità di confrontarvisi, i sentimenti risuonano nello spettatore attonito. Quindi non sono d'accordo con chi si ferma alla storia che, se vogliamo, è semplice: forse qualcuno vedendo il film capisce tutto prima di arrivare alla fine, ma i personaggi sono talmente reali, talmente vivi, che tu vivi con loro, non sono "altro da te" che racconta la propria vicenda, ma tu hai la possibilità, se vuoi, se accetti il confronto, di entrare nel loro essere.
Quando sono uscito dalla sala ho detto alla persona che era con me che eravamo stati ad una "scazzottata" perchè, da una parte il film non ti molla mai, e dall'altra, se riesci a raggiungere l'Anima dei personaggi in una storia così tormentata e comune, non puoi che soffrire e gioire con loro. Gaudino ha questo dono, ha una sensibilità che gli permette di rendere cinematograficamente l'Anima, quindi questo non può che essere un capolavoro.
Non crediate comunque di andare a vedere uno psicodrammone, si riesce anche a ridere per le situazioni paradossali, come accade nella vita, nella vita reale non è mai tutto bello o tutto brutto, ed il film, come detto prima, scorre fluido.
Un accenno in finale va alla splendida fotografia e all'uso del bianco e nero e del colore tutt'altro che mero esercizio di stile, e una nota sul suono, bellissimo, ricchissimo di effetti realistici senza quei suoni fasulli che commentano tutte le scene nelle quali ci sia della tensione, suono messo in risalto da una musica bella e originalissima, canzoni fuori dal tempo che narrano, come il Coro nel teatro greco, un film pieno zeppo di spunti per chi ha voglia di coglierli, un film che voglio andare a rivedere e del quale sono curioso di leggere da altri commentatori di questo sito.
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foffola40
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sabato 19 settembre 2015
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valeria,grande valeria
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Dialoghi spesso incomprensibili per il sonoro inesistente, non tutti sottotitolati, lo spettatore ha l'impressione di essere tagliato fuori dalla storia. Il racconto è molto suggestivo, impregnato di napoletanità alla De Filippo (Eduardo) e di sacralità profana, arricchito ancora dalle colorate e oniriche visioni degli incubi di Anna da piccola e di Anna da grande. Anna è la protagonista: la grande, viva, umana Valeria Golino alla quale va il merito del film nel suo insieme. Lo sceneggiatore voleva proprio raccontare la vita travagliata di una donna: bambina aveva trascorso 4 anni a Nisida, riformatorio per i minori, per discolpare il fratello maggiorenne e finisce con il morire volando dal cornicione del suo palazzo come da piccola era volata dal campanile della chiesa per annuncare la festa.
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Dialoghi spesso incomprensibili per il sonoro inesistente, non tutti sottotitolati, lo spettatore ha l'impressione di essere tagliato fuori dalla storia. Il racconto è molto suggestivo, impregnato di napoletanità alla De Filippo (Eduardo) e di sacralità profana, arricchito ancora dalle colorate e oniriche visioni degli incubi di Anna da piccola e di Anna da grande. Anna è la protagonista: la grande, viva, umana Valeria Golino alla quale va il merito del film nel suo insieme. Lo sceneggiatore voleva proprio raccontare la vita travagliata di una donna: bambina aveva trascorso 4 anni a Nisida, riformatorio per i minori, per discolpare il fratello maggiorenne e finisce con il morire volando dal cornicione del suo palazzo come da piccola era volata dal campanile della chiesa per annuncare la festa. foffola40
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(di maria)
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(di siebenzwerg)
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