Il grande quaderno

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Un film di Janos Szasz. Con László Gyémánt, András Gyémánt, Piroska Molnár, Ulrich Thomsen, Ulrich Matthes, Gyöngyvér Bognár, Filippo Tóth Nyulszaj, Sabin Tambrea.
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Titolo originale Le Grand Cahier. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 113 min. - Germania, Ungheria, Australia, Francia 2013. - Academy Two uscita giovedě 27 agosto 2015. MYMONETRO Il grande quaderno * * 1/2 - - valutazione media: 2,86 su 16 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
ennio giovedě 21 dicembre 2017
sfondo affascinante, un pň freddi i caratteri Valutazione 3 stelle su cinque
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No
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Il tema è molto interessante, la descrizione della brutalità della guerra non nel suo cuore pulsante ma in periferia, in un piccolo paese di campagna, laddove le conseguenze indirette del conflitto si manifestano in persone abbandonate a sè stesse, miseria estrema e sentimenti che si induriscono. Certo i due bambini sono molto bravi ma fin troppo spersonalizzati, già dopo pochi giorni dalla separazione genitoriale diventano piccoli vendicatori senza più cuore e senza regole. Più riusciti i personaggi della nonna-strega e della "labbro leporino", i miei nonni mi narravano di cose molto simili successe in tempo di guerra.

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labecca venerdě 17 febbraio 2017
spero sia l'inizio di una trilogia Valutazione 4 stelle su cinque
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No
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A a differenza di altri recensori, considero il libro uno dei più coinvolgenti che abbia letto. Freddo, asettico, terribile, bellissimo nel suo negare se stesso da un capitolo all'altro dei tre di cui è composto. Per questo spero in una trilogia, un capitolo/romanzo solo manca assolutamente di completezza. Il film è girato bene, rievoca, anche se edulcorate, le atmosfere del libro. Ma, ripeto, se finisce qui perde di efficacia e significato.

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nalipa domenica 26 giugno 2016
il libro é terribile.... Valutazione 0 stelle su cinque
100%
No
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Terribile per come é raccontato e cioé senza fronzoli o aggettivi aggrazianti, anche il modo di narrare é ...come dire... freddo ,  per questo  lo apprezzi e alla fine lo definisci  "Bello" : Mai banale, mai, prevedibile, mai scontato....
Il film non mi é dispiaciuto, ma non é per nulla equiparabile al libro....peccato.....  
 In effetti mi capita spesso di pensare che  di certi libri non bisognerebbe fare dei film oppure i film dovrebbero basarsi su una sceneggiatura più vicina alla vicenda narrata nel libro, credo che gli sceneggiatori e quindi anche i registi dovrebbero essere più coraggiosi. [+]

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pedu72 venerdě 2 ottobre 2015
un'occasione mancata Valutazione 1 stelle su cinque
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Perché il film è un'occasione mancata? Poteva seguire il filone della fiaba dark (bambini abbandonati vs adulti malvagi) e invece oscilla continuamente su altri registri e stili. Poteva esplorare le potenzialità della recitazione preadolescenziale (e gemellare...) e invece fa cadere sovente i giovani protagonisti su movenze caricate e non spontanee. Poteva approfondire risvolti psicologici e morali, e invece si fossilizza in assunti peraltro preconcetti e manichei (il male che domina e tracima, senza il necessario contraltare della tensione, o almeno della nostalgia, verso il bene). Poteva costituire una modalità interessante di costruire uno sguardo alternativo sulla storia (di bambini reclusi in un angolo defilato e in qualche modo 'salvato'), e invece riproduce i soliti clichés degli ebrei odiati e perseguitati (ancorché generosi e intelligenti. [+]

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flyanto lunedě 21 settembre 2015
quanto la guerra possa indurire gli animi Valutazione 4 stelle su cinque
86%
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14%

 Se i conflitti bellici solitamente inducono a crescere in fretta ed inaspriscono profondamente gli animi degli esseri umani, "Il Grande Quaderno" ne costituisce la conferma più esemplare.

Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, in un luogo non precisato dell'Ungheria, due fratelli gemelli adolescenti vengono mandati dai propri genitori, al fine di trovarsi più sicuri, in campagna presso la fattoria della nonna materna. Questa è una dura contadina, che ha interrotto da lungo tempo ogni rapporto con la figlia e con tutti gli individui in generale, vivendo isolata, appunto, in campagna e pertanto non accoglie bene i due giovani. Anzi, dimostrandosi palesemente ostile e contraria alla loro permanenza presso la propria fattoria, costringe i ragazzi a lavorare la terra duramente e li punisce di continuo, anche in maniera piuttosto violenta. [+]

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fabiofeli martedě 8 settembre 2015
homo homini lupus Valutazione 3 stelle su cinque
78%
No
22%

La trilogia  della città di K. di Agota Kristof e' un testo complesso è sconcertante diviso, appunto, in tre parti. Il film di Janos Szasz racconta la prima parte che narra le annotazioni di due gemelli adolescenti su un quaderno regalato loro dal padre partito in guerra. I due ragazzi vengono "lasciati al sicuro" dalla madre, che li affida alla nonna (Piroska  Molnar) che in un piccolo paese lontano dalla città. La sicurezza e' una illusione, perché la guerra con le sue conseguenze terribili sugli esseri umani e' ben presente anche lì' . La lezione di vita che i gemelli vivono viene annotata con rigore sul quaderno: giorno per giorno i ragazzi ricavano esperienze sconvolgenti che li portano a rivestirsi di una dura corazza che li aiuti a sopravvivere in quell'inferno. [+]

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miry95 sabato 5 settembre 2015
la fonte letteraria da cui č tratto fa schifo Valutazione 0 stelle su cinque
0%
No
100%

Ho letto il libro e vi assicuro che se all'inizio era interessante dopo un po' č diventato senza senso e sempre piů assurdo,senza un filo logico senza un messaggio,anche subliminale. Io ho letto il libro e non mi č rimasto assolutamente niente se non l'inquietudine e lo schifo dovuto al fatto che la maggior parte dei personsggi trattati erano dei pedofili o comunque dei pervertiti sessuali malati. Non capisco davvero com'č possibile che sia arrivato al cinema,mistero..

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no_data mercoledě 2 settembre 2015
cattiveria a quattro mani Valutazione 4 stelle su cinque
73%
No
27%

Non ho letto il libro da cui è tratto per cui il mio giudizio è su quello che il film mi ha trasmesso, lho trovato diverso rispetto agli innumerevoli film sulla seconda guerra mondiale, che tra l'altro qui appare solo in lontananza,la separazione dall'amore dei genitori e la guerra provocano una crescita sia pure nutrita dalla cattiveria che permette ai bambini di sopravvivere in ogni caso, il film è gradevole, non noioso e ha una fantastica fotografia, il mio voto è alto, mi spiace per l'insuccesso nelle sale italiane, dovrebbe essere ripresentato, spero.

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brian77 lunedě 31 agosto 2015
soggetto forte, cinema scialbo Valutazione 2 stelle su cinque
39%
No
61%

Non ho letto la fonte letteraria, quindi posso vedere serenamente il film. Che ha un ottimo spunto, ma tende a indirizzarlo verso una direzione piuttosto scontata che appiattisce gli elementi narrativamente piů liberi e forti (naturalmente c'č anche la solita grevitŕ ideologica che soffoca il racconto per rendere il film gradevole agli americani, in chiave Oscar e distribuzione internazionale...). Decisamente modesta, perň, la regia. Come film, cioč come interesse di cinema che č poi per me l'unica cosa che conta, l'ho trovato scialbo e monotono, con inquadrature dei ragazzi banalmente illustrative, o altre "drammatiche" tenute oltre il loro limite per renderle enfaticamente retoriche mentre risultano solo noiose. [+]

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marcellodangelo1979 venerdě 28 agosto 2015
convince Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
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 Non si tratta di Amour o del Nastro bianco di Haneke ma colpisce per la freddezza con cui il regista descrive la storia. Preferisco il romanzo di Ágota Kristóf ma devo dire che è un film riuscito.
La separazione credo sia il momento di svolta dell'intero film peccato che avvenga a film concluso. [+]

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