Ondine

Un film di Neil Jordan. Con Colin Farrell, Alicja Bachleda, Tony Curran, Dervla Kirwan, Stephen Rea.
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Drammatico, durata 111 min. - Irlanda, USA 2009. MYMONETRO Ondine * * * - - valutazione media: 3,17 su -1 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   

Una fiaba irlandese Valutazione 3 stelle su cinque

di dario carta


Feedback: 4414 | altri commenti e recensioni di dario carta
giovedý 25 novembre 2010

Il pubblico del cinema che accetta l'invito da una pellicola di fantasia di lasciarsi alle spalle per due ore la scansione regolare della propria quotidianità,per aprirsi al temporaneo privilegio dell' immaginario,lo fa in vista della previsione di muoversi in luoghi e tempi liberi dai vincoli di una realtà esistenziale ordinaria regolata dal ritmo monotono della prevedibilità.
Per cui il viaggio offre soluzioni che sconvolgono l'idea di spazio e tempo come elementi di natura conosciuta,per sostituirli con la semente di una proiezione fantastica e di un mondo illusorio.
Neil Jordan ("Breakfast on Pluto","Il buio nell'anima","Intervista col vampiro") scrive per "Ondine" una sceneggiatura - la prima,originale,dopo l'Oscar del '93 per lo script de "La moglie del soldato"- dove raccoglie i componenti di tematiche potenzialmente incompatibili fra loro,per realizzare una storia fantastica inserita nella vita di tutti i giorni di gente comune in luoghi ordinari.
E' un racconto di sirene,mogli che appartengono al mare,mistero e amore,ambientato nel suggestivo paesaggio della costa irlandese di questo tempo. Syracuse (Colin Farrell),un ex alcolista,è un pescatore che sbarca il lunario nelle difficoltà della sua professione,teso a non ricadere nel vizio e a portare a casa il necessario per poter vivere ed assistere alla figlia adolescente Annie (Alison Barry),vittima di un collasso renale che la costringe alla carrozzina e a continue dialisi.
Un giorno Circus - soprannominato così da chi lo considera un clown - trova nella sua rete una bellissima donna (Alicja Bachleda),misteriosa e sfuggente,che rifiuta all'uomo ogni tipo di spiegazione sul suo passato ed ogni forma di contatto con altre persone.
L'aspetto trasognato e maliconico della donna fa subito pensare a Syracuse ad un frutto della sua fantasia che lo rende incerto sulla realtà di quell'incontro.
Quando Ondine,come la ragazza dice di chiamarsi,incontra la bambina di Circus,questa la identifica come una selkie,una creatura marina che abita le leggende scozzesi,una foca che,uscita dalle onde,perde il suo manto e lo seppellisce per restare sulla terraferma con l'uomo che ama.
In "Ondine" viene raccontata una fiaba dai toni drammatici e romantici,permeati dal senso di mistero che il regista razionalizzerà nell'epilogo della storia snaturando il respiro fantastico di un racconto che richiama "Il labirinto del Fauno".
Jordan,tornato nella sua Irlanda,fissa l'attenzione sul rapporto fra realtà e fantasia estraniandosi per quasi tutta la durata del film dai termini di una spiegazione naturale dei fatti.
Il film si discosta dalle commedie romantiche di genere ("Splash-Una sirena a Manhattan") e punta ad esteriorizzare l'equilibrio che si crea fra tre persone accomunate dalle forze opposte che si agitano nel gioco fra leggenda,amore e mistero.
Il ritmo è lento e pacato e scandisce con calma metodica gli argomenti,sfogliando le pagine di un'indagine fra fantasia e realtà.
Il richiamo alla dimensione favolistica è costante nel film,nei dialoghi di Annie con il padre,nell'ossessiva ricerca della bambina sulla natura delle selkie,nei colloqui fra Syracuse ed Ondine,che assumono l'aspetto di un amore fiabesco ed irreale.
In alcune scene è evidente l'intenzione del regista di trasferire il rapporto tra padre e figlia nella dimensione onirica ove si muovono Syracuse e Ondine,creando un ponte fra la realtà famigliare e l'immaginazione .
C'è un senso di pacato mistero che respira nella storia,senza che se ne afferri la sostanza o se ne avverta il peso,la maliconia di una realtà sfuggente ed eterea che permea un racconto languido ed impalpabile.
E' un silenzio che mormora in quieti avvenimenti,senza svelarsi,parlare o schiudersi ad una soluzione sensoriale.
Neil Jordan danza con queste sensazioni di magica irrealtà,evocate anche dalla splendida fotografia di Christopher Doyle che spazia dai paesaggi di una terra palcoscenico di storie fantastiche ,miti e leggende,ai costumi di popoli in festa,dove realtà e fantasia si confondono nella nebbia dei sogni.
Sotto il cielo d'Irlanda.

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francesco2 domenica 6 febbraio 2011
complimenti
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Che bell'articolo....

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