|
|
jonnylogan
|
martedì 13 febbraio 2024
|
terrore a venice
|
|
|
|
Un pugno al centro dello stomaco con molto bianco e nero e numerose svastiche. Questa la prima impressione derivante dalla visione della pellicola del regista inglese Tony Kaye basata sulla breve storia firmata dallo sceneggiatore David McKenna. Ed Norton presta viso, muscoli e capacità artistica alla causa dei nazisti di Venice Beach, impersonando l’andata e il ritorno verso la prigione di stato di un ragazzo prima - e di un uomo poi - cresciuto nell’assenza di un padre, vigile del fuoco e morto in servizio, al quale sostituisce la seduzione di un fanatico con certezze naziste e a capo di un gruppo di estremisti con poche idee e molta voglia di alzare le mani.
[+]
Un pugno al centro dello stomaco con molto bianco e nero e numerose svastiche. Questa la prima impressione derivante dalla visione della pellicola del regista inglese Tony Kaye basata sulla breve storia firmata dallo sceneggiatore David McKenna. Ed Norton presta viso, muscoli e capacità artistica alla causa dei nazisti di Venice Beach, impersonando l’andata e il ritorno verso la prigione di stato di un ragazzo prima - e di un uomo poi - cresciuto nell’assenza di un padre, vigile del fuoco e morto in servizio, al quale sostituisce la seduzione di un fanatico con certezze naziste e a capo di un gruppo di estremisti con poche idee e molta voglia di alzare le mani.
Con il cranio rasato, il corpo deturpato da aquile, svastiche e convinzioni riguardanti la supremazia della razza, Norton porta a Venice terrore e idee fallaci quanto il suo odio. Un odio velocemente riveduto e corretto quando verrà arrestato senza proferire parola, salvo accorgersi quasi subito di aver seguito le idee del mentore sbagliato. La risalita di Derek (Norton)Vinyard dall’odio nel quale era sprofondato è lenta ma efficace, ma lascerà tracce inevitabili ed evidenti nel fratello liceale con il rischio che questi possa cadere nei suoi stessi errori. Una storia americana molto dura, depurata da inutili fronzoli e vissuta fra le pieghe della ‘città degli angeli’, in una zona dove le gang s’affrontano a qualunque ora del giorno e della notte e dove la soluzione più semplice potrebbe essere quella d’incolpare il proprio vicino, asiatico o di colore. Soprattutto una storia ancora profondamente attuale e mai veramente risolta.
Kaye mischia sapientemente le carte per provocare uno scossone nel cuore di chi vede. Norton furoreggia, e Furlong, nel ruolo del fratello Daniel, riesce a tenergli testa. Ai due s’aggiunge un docente ebreo dall’aspetto rassicurante di Elliott Gould e Stacy Keach, noto al pubblico TV per aver prestato il proprio viso al personaggio di Mike Hammer, in quello del mentore con croce celtica Cameron Alexander. Nel complesso pellicola imperdibile.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a jonnylogan »
[ - ] lascia un commento a jonnylogan »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
winterwake
|
lunedì 10 agosto 2020
|
che recensioni intuili
|
|
|
|
Raramente ho letto commenti più inutili di questo, non fai altro che parlare a venvera senza esprimere nulla e scommetto che ti sei anche commentato da solo.
Fortuna che i troll dopo un po' si estinguono da soli.
|
|
|
[+] lascia un commento a winterwake »
[ - ] lascia un commento a winterwake »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
trollollò
|
sabato 30 novembre 2019
|
per carità, è guardabile...
|
|
|
|
Non si può definire noioso, ma davvero banale per un film dal quale ti aspetti di trarne più che altro un significato. Cioè magari sono io a non riuscire ad apprezzarlo, però secondo me la sceneggiatura va davvero poco a fondo sulla questione dell'odio razziale sfociando ampiamente nella banalità. Mi è parso così sterile che a fine film mi sono chiesto "ma quindi Derek ha imparato a essere tollerante perché lo ha preso dietro?". Perché, davvero, capisco il senso della sua catarsi, ma faccio uno sforzo immane ad immedesimarmi nel personaggio e a prenderlo sul serio, a dare un peso a tutti gli eventi che in carcere lo hanno fatto crescere. E per insegnarmi che l'odio mi torna irrimediabilmente indietro mi metti nel film una morte così insensata?.
[+]
Non si può definire noioso, ma davvero banale per un film dal quale ti aspetti di trarne più che altro un significato. Cioè magari sono io a non riuscire ad apprezzarlo, però secondo me la sceneggiatura va davvero poco a fondo sulla questione dell'odio razziale sfociando ampiamente nella banalità. Mi è parso così sterile che a fine film mi sono chiesto "ma quindi Derek ha imparato a essere tollerante perché lo ha preso dietro?". Perché, davvero, capisco il senso della sua catarsi, ma faccio uno sforzo immane ad immedesimarmi nel personaggio e a prenderlo sul serio, a dare un peso a tutti gli eventi che in carcere lo hanno fatto crescere. E per insegnarmi che l'odio mi torna irrimediabilmente indietro mi metti nel film una morte così insensata?... La scena conclusiva - più che una morale - sembra quasi messa lì per non far finire tutto come una fiaba a lieto fine. Boh.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a trollollò »
[ - ] lascia un commento a trollollò »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
elgatoloco
|
giovedì 21 marzo 2019
|
tony kaye is a great person
|
|
|
|
Autore di pochi film e più impegnato con la realizzazione di spots pubblicitari, Tony Kaye, che ha scritto questo"American History X"(1999), è autore completo, capace di scavare profondamente nella psicologia umana e in come determinati pre-giudizi si trasmettano da padre a figlio, da fratello maggiore a fratello minore, creano un vero boomerng nei rapporti umani, quando il pregiudizio e l'odio pregiudiziale siano condizioni sine qua non, irriducibili, senza revoche, senza alcuna messa in dubbio o in mora, per così dire... Aggiungiamo il fatto che Edward Norton è interprete perfetto, probabilmente il più adeguato possibile per ricoprire la parte in questione, come il film stesso dimostra in ogni sua sequenza.
[+]
Autore di pochi film e più impegnato con la realizzazione di spots pubblicitari, Tony Kaye, che ha scritto questo"American History X"(1999), è autore completo, capace di scavare profondamente nella psicologia umana e in come determinati pre-giudizi si trasmettano da padre a figlio, da fratello maggiore a fratello minore, creano un vero boomerng nei rapporti umani, quando il pregiudizio e l'odio pregiudiziale siano condizioni sine qua non, irriducibili, senza revoche, senza alcuna messa in dubbio o in mora, per così dire... Aggiungiamo il fatto che Edward Norton è interprete perfetto, probabilmente il più adeguato possibile per ricoprire la parte in questione, come il film stesso dimostra in ogni sua sequenza. Beffardo, ma poi protagonista furibondo, demagogico, ma anche capace di commuoversi nel finale e anche nel sub.-finale, Norton rende il personaggio del razzista , poi pentito e capace di ragionare, dunque di mettere in dubbio le proprie tragiche certezze d'un tempo, con la responsabilità verso il fratello minore che, fatalmente ne segue le orme. AncheEdward Furlong, il fratrello minore, è interprete assolutamente adeguato e commuove la partecipazione, quale docente di storia, di Elliort Gould, che , oltre a tutto è scientemente nel suo ruolo, ossia in quello di un Ebreo critico di ogni fanatismo. Beverly D'Angelo, ancora Stacy Keach e altri/e rendono pieno il film, che rimane assolutamente esemplare di una filmografia intelligente, consapevole, importante, rara se messa a confronto con quella gridata e di"pura azione", che ormai sembra dominare su tutti gli schermi o quasi... El Gato
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a elgatoloco »
[ - ] lascia un commento a elgatoloco »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
emanuele 1968
|
giovedì 21 marzo 2019
|
20 anni e non sentirli
|
|
|
|
( 3,5 ) visto ieri su iris, certo che per avere 20 anni sembra uscito nelle sale ieri, il contenuto è veramente bello, un film intelligente, peccato che sia troppo estremo.
|
|
|
[+] lascia un commento a emanuele 1968 »
[ - ] lascia un commento a emanuele 1968 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
jl
|
mercoledì 4 luglio 2018
|
mein kampf
|
|
|
|
Un pugno al centro dello stomaco con molto bianco e nero e altrettante svastiche questa la prima pellicola del regista inglese Tony Kaye basata sulla breve storia firmata dallo sceneggiatore David McKenna. Ed Norton presta viso, muscoli e capacità artistica alla causa dei nazisti di Venice Beach, impersonando l’andata e il ritorno verso la prigione di stato di un ragazzo prima - e di un uomo poi - cresciuto nell’assenza di un padre, vigile del fuoco e morto in servizio, al quale sostituisce le spire seduttive di un fanatico con convinzioni naziste e a capo di un gruppo di estremisti con poche idee e molta voglia di alzare le mani.
Con il cranio rasato, il corpo deturpato da aquile, svastiche e convinzioni sulla supremazia della razza, Norton porta a Venice terrore e idee fallaci quanto il suo odio.
[+]
Un pugno al centro dello stomaco con molto bianco e nero e altrettante svastiche questa la prima pellicola del regista inglese Tony Kaye basata sulla breve storia firmata dallo sceneggiatore David McKenna. Ed Norton presta viso, muscoli e capacità artistica alla causa dei nazisti di Venice Beach, impersonando l’andata e il ritorno verso la prigione di stato di un ragazzo prima - e di un uomo poi - cresciuto nell’assenza di un padre, vigile del fuoco e morto in servizio, al quale sostituisce le spire seduttive di un fanatico con convinzioni naziste e a capo di un gruppo di estremisti con poche idee e molta voglia di alzare le mani.
Con il cranio rasato, il corpo deturpato da aquile, svastiche e convinzioni sulla supremazia della razza, Norton porta a Venice terrore e idee fallaci quanto il suo odio. Un odio velocemente riveduto e corretto quando verrà arrestato senza proferire parola o sussulti, salvo accorgersi di aver seguito le idee del mentore sbagliato. La risalita di Derek (Norton) Vinyard dall’odio nel quale era sprofondato è lenta ma efficace, ma lascerà tracce inevitabili ed evidenti nel fratello liceale Daniel con il rischio che questi possa cadere nei suoi stessi errori. Una storia americana molto dura, depurata da inutili fronzoli e vissuta fra le pieghe della ‘città degli angeli’, in una zona dove le gang s’affrontano a qualunque ora del giorno e della notte e dove la soluzione più semplice potrebbe essere quella d’incolpare il proprio vicino, asiatico o di colore che sia poco importa e soprattutto una storia ancora profondamente attuale e mai veramente risolta. Kaye mischia sapientemente le carte per provocare uno scossone nel cuore di chi vede. Norton furoreggia, e Furlong, nel ruolo del fratello Daniel, riesce a tenergli testa. Ai due s’aggiunge un docente ebreo dall’aspetto rassicurante di Elliott Gould e Stacy Keach, noto al pubblico TV per aver prestato il proprio viso al personaggio di Mike Hammer, in quello del mentore con croce celtica Cameron Alexander.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a jl »
[ - ] lascia un commento a jl »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
parsifal
|
mercoledì 7 febbraio 2018
|
ideologia e realtà
|
|
|
|
Alla fine degli anni '90, uscì il seguente film, diretto da Tony Kaye e sceneggiato da David Mc Kenna, creando un notevole scalpore sia tra i critici che nel pubblico. Tramite una lunga e dettagliata analessi, viene esaminata la vita del protagonista, Derek Vyniard, ( superbo e preparatissimo Edward Norton), attivista e leader di un gruppo di estrema destra. Identitario, estremo e suprematista, è senza dubbio un ragazzo carismatico e sicuro di sè e per questo conta un gran numero di seguaci. Tra cui troviamo il fratello minore Danny ( E. Furlong) che lo venera e lo segue ovunque, anche perchè Derek rappresenta un sostituto della figura paterna, poichè il loro padre è stato assassinato anni prima , durante un'azione di servizio.
[+]
Alla fine degli anni '90, uscì il seguente film, diretto da Tony Kaye e sceneggiato da David Mc Kenna, creando un notevole scalpore sia tra i critici che nel pubblico. Tramite una lunga e dettagliata analessi, viene esaminata la vita del protagonista, Derek Vyniard, ( superbo e preparatissimo Edward Norton), attivista e leader di un gruppo di estrema destra. Identitario, estremo e suprematista, è senza dubbio un ragazzo carismatico e sicuro di sè e per questo conta un gran numero di seguaci. Tra cui troviamo il fratello minore Danny ( E. Furlong) che lo venera e lo segue ovunque, anche perchè Derek rappresenta un sostituto della figura paterna, poichè il loro padre è stato assassinato anni prima , durante un'azione di servizio. Quest' evento cambierà notevolmente il corso delle loro vite e li orienterà verso la destra radicale. Si parte dall'antefatto; Derek compie un duplice omicidio. Durante un tentativo di rapina , ai suoi danni, esce armato di casa e fredda i due responsabili, due ragazzi di colore con cui aveva dei contenziosi in sospeso. Convinto di essere nel giusto, affronta l'arresto con un sorriso spavaldo, per nulla timoroso di ciò che lo attende. La realtà carceraria sarà molto diversa da come se l'aspettava... Alcuni eventi cambieranno completamente il suo punto di vista e sgretoleranno i castelli ideologici che sino ad allora lui stesso riteneva incrollabili. Uscirà completamente cambiato e prenderà le distanze dal suo passato e dai suoi ex seguaci, dei quali non vuole più sentir parlare. IL gerarca che gestisce il movimento a cui Derek apparteneva tenta , minacciandolo, di tenerlo accanto a sè e questa è la miccia che accende le polveri. Derek lo picchia tanto da ridurlo privo di sensi e porta con sè il fratello, che anche stavolta lo seguirà senza battere ciglio. Pronto ad iniziare una nuova vita, con uno sguardo ed nuovo atteggiamento, Derek non sa cosa sta per arrivare...Un doloroso colpo di scena spazzerà via il suo rinato ottimismo. Film estremante profondo e sfaccettato, che va ben oltre l'amore per una determinata iconografia , presente nella prima parte del film , ma che affronta quel che NIetsche definiva il crollo delle certezze, cosa che avviene di frequente nell'età adulta, poichè le delusioni sono parte integrante dell'esistenza e le ideologie di rado possono essere applicate nella vita reale. Ottimo Norton, che venne candidato all'Oscar, in virtù di questa ammirevole interpretazione.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a parsifal »
[ - ] lascia un commento a parsifal »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
ennio
|
venerdì 8 dicembre 2017
|
se non è un pò banale non è hollywood
|
|
|
|
Un buon film, molto buono se guardiamo alla recitazione dei due fratelli protagonisti, ma anche dei comprimari. Ottima anche la scenografia. Quando si arriva ai dialoghi già si scade nel mediocre (ma davvero gli americani ogni due ore di vita si dicono cento volte "va tutto bene"). La prima parte del film poteva meritare 4 stelle perchè la descrizione di stili di vita e dinamiche psicologiche delle teste rasate è abbastanza convincente. Ma poi si scade, ovviamente in quanto Hollywood, nel politically correct buonista e irrealista del pentimento-redenzione, in modo poco opportuno. La motivazione "il carcere mi ha cambiato" non potrebbe essere meno vera nel caso del protagonista, che in carcere si fa inc.
[+]
Un buon film, molto buono se guardiamo alla recitazione dei due fratelli protagonisti, ma anche dei comprimari. Ottima anche la scenografia. Quando si arriva ai dialoghi già si scade nel mediocre (ma davvero gli americani ogni due ore di vita si dicono cento volte "va tutto bene"). La prima parte del film poteva meritare 4 stelle perchè la descrizione di stili di vita e dinamiche psicologiche delle teste rasate è abbastanza convincente. Ma poi si scade, ovviamente in quanto Hollywood, nel politically correct buonista e irrealista del pentimento-redenzione, in modo poco opportuno. La motivazione "il carcere mi ha cambiato" non potrebbe essere meno vera nel caso del protagonista, che in carcere si fa inc....e a sangue e a quanto pare ciò gli rinsavisce le idee (???)
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a ennio »
[ - ] lascia un commento a ennio »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
federicomsdelvecchio
|
domenica 5 novembre 2017
|
ben oltre il classico film didascalico
|
|
|
|
American History X. Una storia americana X. Una storia come un’altra, nulla di eccezionale, un semplice racconto di ordinaria follia.
Derek Vinyard (Edwuard Norton) è un acceso neonazista degli anni ’90, una bomba a orologeria che ci ricorda per rabbia e irrequietezza Vinz, personaggio interpretato da Vincent Cassel ne ‘L’odio’. Devoto verso il potere bianco e con una svastica fieramente tatuata sul suo petto palestrato, Derek non si fa certo problemi ad uccidere due ragazzi di colore che stavano tentando di rubargli l’auto. Per questa colpa, viene incarcerato per tre anni, lasciando soli la madre, le due sorelle e suo fratello minore Danny(Edward Furlong), il quale vede suo fratello come un Dio, un ineccepibile antieroe da cui trarre ispirazione.
[+]
American History X. Una storia americana X. Una storia come un’altra, nulla di eccezionale, un semplice racconto di ordinaria follia.
Derek Vinyard (Edwuard Norton) è un acceso neonazista degli anni ’90, una bomba a orologeria che ci ricorda per rabbia e irrequietezza Vinz, personaggio interpretato da Vincent Cassel ne ‘L’odio’. Devoto verso il potere bianco e con una svastica fieramente tatuata sul suo petto palestrato, Derek non si fa certo problemi ad uccidere due ragazzi di colore che stavano tentando di rubargli l’auto. Per questa colpa, viene incarcerato per tre anni, lasciando soli la madre, le due sorelle e suo fratello minore Danny(Edward Furlong), il quale vede suo fratello come un Dio, un ineccepibile antieroe da cui trarre ispirazione. Quando viene scarcerato, Derek è dunque costantemente intimorito che Danny possa cacciarsi nei guai seguendo le sue insanguinate vestigia. Le esperienze e gli incontri avuti durante gli anni di prigionia, infatti, gli hanno donato la consapevolezza di aver sbagliato.
Colpisce profondamente il parallelismo col capolavoro di Brian De Palma ‘Carlito’s Way’, seppure sia doveroso sottolineare una sostanziale differenza:se Carlito(Al Pacino) prova per sé stesso a sfuggire al cappio mortale creatosi durante gli anni precedenti all’incarcerazione, in ‘American History X’ Derek deve difendere e condurre sulla retta via anche suo fratello Danny. Il destino per Carlito è stato inesorabile, lo sarà anche per Derek?
‘American History X’è un film del 1998 diretto da Tony Kaye. Il tema principale è il razzismo, con il rischio di scivolare nel banale dietro l’angolo; d’altronde basta farsi un giro su internet per capire come “didascalico” sia uno degli aggettivi più utilizzati per criticare negativamente questa pellicola. È proprio da questa critica mossa nei suoi confronti che voglio ripartire, in quanto, sebbene a tratti il film si dimostri zelantemente istruttivo, lo fa senza essere quasi mai scontato o melenso.
In un territorio abitato da innumerevoli popoli, i colori della pelle appaiono come divise sportive per cui giocare partite al veleno contro chiunque non indossi la stessa casacca. Un match continuo carico di odio verso il prossimo e senza alcuna esclusione di colpi per cui sono convocate tutte le comunità presenti, da quella nera a quella neonazista, da quella asiatica a quella ebrea, passando per l’ispanica. Un clima di estrema tensione sociale in cui tutti sembrano avere valide ragioni per odiare il diverso, rendendo perciò difficile capire che si sta combattendo per una causa fasulla.
Bianchi, neri o gialli, i razzisti saranno sempre una razza a parte:quella degli stronzi.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a federicomsdelvecchio »
[ - ] lascia un commento a federicomsdelvecchio »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
emanuele r.
|
mercoledì 28 dicembre 2016
|
film sconvolgente e molto vicino alla realtà
|
|
|
|
Questo film è sicuramente toccante per tutti coloro che si appresteranno a guardarlo. È incentrato sulla vita di Dereck che insieme al fratello e ad altre persone, fa parte di un gruppo neonazista, contro l'immigrazione, soprattutto quella delle persone di colore, così sono frequenti scontri con quest'ultime. Quando Dereck supererà il limite, uccidendo brutalmente due persone di colore, verrà arrestato e, da lì, la situazione cambierà totalmente. In prigione, verrà a contatto con un mondo nuovo, un mondo diverso, un mondo brutale, in cui è obbligato a stare per tre anni. Solo grazie alle persone che incontrerà lì, soprattutto grazie ad una persona di colore, che si rivelerà infine un grande amico, egli guarderà il mondo con occhi diversi e avrà ormai cambiato la sua mentalità.
[+]
Questo film è sicuramente toccante per tutti coloro che si appresteranno a guardarlo. È incentrato sulla vita di Dereck che insieme al fratello e ad altre persone, fa parte di un gruppo neonazista, contro l'immigrazione, soprattutto quella delle persone di colore, così sono frequenti scontri con quest'ultime. Quando Dereck supererà il limite, uccidendo brutalmente due persone di colore, verrà arrestato e, da lì, la situazione cambierà totalmente. In prigione, verrà a contatto con un mondo nuovo, un mondo diverso, un mondo brutale, in cui è obbligato a stare per tre anni. Solo grazie alle persone che incontrerà lì, soprattutto grazie ad una persona di colore, che si rivelerà infine un grande amico, egli guarderà il mondo con occhi diversi e avrà ormai cambiato la sua mentalità. La difficoltà starà nel comunicare ai suoi ex compagni di gruppo la sua scelta, così da scatenare il loro odio. Riuscirà a portare fuori da quel terribile giro anche il fratello. Il finale sarà inaspettato, sconvolgente e disarmante. Per certi versi, questa pellicola potrebbe essere concepita come eccessivamente cruda, ma non bisogna nascondere che era proprio quello lo scopo: dipingere la realtà così come era effettivamente e penso che l'autore ci sia riuscito in modo indiscutibile. Si può evidenziare il fatto che questo film sia davvero utile per tutti, per far capire come le persone possano effettivamente cambiare e soprattutto per far vedere la realtà americana nascosta e dimenticata, ma tuttavia esistente
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a emanuele r. »
[ - ] lascia un commento a emanuele r. »
|
|
d'accordo? |
|
|
|