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andilento
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martedì 22 novembre 2005
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la generazione x
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Un film di dieci anni fa, geniale ma colpevolmente boicottato dalla programmazione televisiva. Cellulari, internet, webcam non avevano ancora raggiunto la capillare diffusione di oggi, ma il regista aveva visto giusto sulla china che avrebbero preso i rapporti sociali, soprattutto fra i più giovani. Poco importa che i protagonisti del film fossero legati fra loro dal filo di un vecchio telefono fisso... Resta l'idea di fondo, l'incapacità di misurarsi in relazioni amichevoli o sentimentali con persone in carne e ossa, quindi con la realtà.
Le successive innovazioni tecnologiche hanno semmai accentuato e aggravato il fenomeno, rendendo possibile o, meglio, normale che ci si veda con Marco ma si parli al cellulare con Federica e, contemporaneamente, non si rinunci alla chat con Isabella.
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Un film di dieci anni fa, geniale ma colpevolmente boicottato dalla programmazione televisiva. Cellulari, internet, webcam non avevano ancora raggiunto la capillare diffusione di oggi, ma il regista aveva visto giusto sulla china che avrebbero preso i rapporti sociali, soprattutto fra i più giovani. Poco importa che i protagonisti del film fossero legati fra loro dal filo di un vecchio telefono fisso... Resta l'idea di fondo, l'incapacità di misurarsi in relazioni amichevoli o sentimentali con persone in carne e ossa, quindi con la realtà.
Le successive innovazioni tecnologiche hanno semmai accentuato e aggravato il fenomeno, rendendo possibile o, meglio, normale che ci si veda con Marco ma si parli al cellulare con Federica e, contemporaneamente, non si rinunci alla chat con Isabella... Uno schizofrenico vortice di non-rapporti utile soprattutto a fuggire da se stessi, a non pensare. La pretesa di restare alla larga da tutto ciò che comporti impegno e concentrazione, come se si mangiasse
a un buffet, assaggiando qua e là senza sbilanciarsi, senza scegliere. Generazioni cresciute ad aperitivi, sms
e relazioni occasionali, pronte a marciare contro "l'imperialismo americano" o contro la "globalizzazione" e le "spietate multinazionali" senza neppure sapere di cosa si tratti. Importante è fingersi autonomi, maturi e vissuti già
a vent'anni, esibendo il monolocale o la smart regalati dal paparino ex sessantottino... Ma ancora più importante è restare nel gregge, omologarsi, fingersi integrati soffocando qualunque moto di autentico individualismo. Non conta essere presenti fisicamente e mentalmente a una festa, conta soprattutto parlarne, conoscere l'evento per non farsi cogliere impreparati dai "compagni di gregge". Per questo bastava una telefonata dieci anni fa e uno sgrammaticato sms oggi.
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daniele ciavatti
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venerdì 14 novembre 2025
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"hello denise!" di hal salwen : la vita? meglio se mediata.
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"Hello Denise!" di Hal Salwen e' una commedia satirica che racconta, con ironia e lucidita', un gruppo di giovani che ha scelto di vivere i propri rapporti interpersonali esclusivamente attraverso il telefono. Frank, Barbara, Jerry, Gail, Linda, Denise e Martin sono costantemente connessi: mangiano, dormono, lavorano, vanno in bagno e persino muoiono con il telefono in mano, come se ogni aspetto della loro vita trovasse senso solo attraverso una voce all?altro capo della linea. Nel film non c?e' solitudine; al contrario, questi personaggi parlano e interagiscono continuamente, a tutte le ore del giorno e della notte. Le loro conversazioni sono vivaci, brillanti, piene di energia: si confidano, si innamorano, si sostengono, litigano, organizzano la vita quotidiana senza mai sentirsi isolati.
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"Hello Denise!" di Hal Salwen e' una commedia satirica che racconta, con ironia e lucidita', un gruppo di giovani che ha scelto di vivere i propri rapporti interpersonali esclusivamente attraverso il telefono. Frank, Barbara, Jerry, Gail, Linda, Denise e Martin sono costantemente connessi: mangiano, dormono, lavorano, vanno in bagno e persino muoiono con il telefono in mano, come se ogni aspetto della loro vita trovasse senso solo attraverso una voce all?altro capo della linea. Nel film non c?e' solitudine; al contrario, questi personaggi parlano e interagiscono continuamente, a tutte le ore del giorno e della notte. Le loro conversazioni sono vivaci, brillanti, piene di energia: si confidano, si innamorano, si sostengono, litigano, organizzano la vita quotidiana senza mai sentirsi isolati. Salwen mette in scena una socialita' iperattiva e apparentemente soddisfacente, resa possibile dalla tecnologia che diventa il canale preferito e naturale per ogni forma di relazione. Gli incontri fisici, quando non strettamente necessari per motivi lavorativi, vengono evitati con cura, ma non per paura. E' una scelta culturale consapevole, una preferenza che il telefono facilita offrendo vantaggi immediati. La comunicazione telefonica, infatti, e': Efficiente: Elimina tempi morti, spostamenti, preparativi e imbarazzi. Soddisfacente: Le interazioni sono vive e immediate, capaci di dare un senso di vicinanza costante. Controllabile: Questo e' l'aspetto fondamentale. Si pu? interrompere una conversazione con un gesto, nascondere difetti fisici, ambientali ed emotivi, e manipolare la propria immagine con facilit?, senza dover affrontare la vulnerabilit? del contatto fisico. Per i protagonisti, la relazione mediata e' la forma ideale di rapporto: comoda, veloce, priva di attriti e perfettamente adeguata ai loro bisogni. Tuttavia, Salwen suggerisce che le relazioni telefoniche, pur essendo vivaci e appaganti, non evolvono mai: rimangono sospese in una superficie senza profondit?, impossibilitate a trasformarsi in qualcosa di pi? intenso. La distanza, da limite fisico, si trasforma in un limite evolutivo del rapporto. Anche in occasioni cruciali ? un funerale, un appuntamento, una festa di Capodanno ? i personaggi trovano scuse per evitare la presenza fisica, preferendo la rassicurante leggerezza del rapporto mediato. La comunicazione diviene fine a se' stessa: appagante, si', ma incapace di generare crescita. L?unica eccezione e' rappresentata da Denise e Martin, gli unici due personaggi che non si conoscono e che sono venuti a contatto tramite una doppia forma di relazione mediata: il telefono e l?anonimato della donazione di sperma. Paradossalmente, proprio loro si trovano costretti a superare la distanza per una motivazione ineludibile e concretissima: la bambina nata dalla loro singolare unione. ? qui che il film rivela la sua tesi pi? potente. La vita fisica, biologica, non mediabile irrompe nel loro mondo di connessioni virtuali e li obbliga a fare cio' che gli altri rifiutano: incontrarsi davvero. La nascita della bambina rappresenta ci? che nessuna tecnologia pu? filtrare o sostituire, l?unica forza capace di incrinare la scelta di questi personaggi. E' un ritorno brusco ma necessario alla realt?, un ponte verso un tipo di relazione che non puo' essere pi? mantenuta a distanza. Hello Denise! non ? dunque una storia di solitudine, ma una satira sulla scelta, resa possibile dallo sviluppo tecnologico e culturalmente comoda, di privilegiare la comunicazione mediata rispetto alla profondit? del contatto umano. Salwen anticipa con sorprendente lucidita' la condizione contemporanea: individui iperconnessi, continuamente in dialogo, ma spesso non interessati a superare la soglia dell?incontro reale. Una commedia dell?assurdo che diventa specchio delle nostre abitudini, e che ancora oggi risuona con una precisione quasi profetica.
Ciavatti Daniele
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