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luca r.
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mercoledì 22 settembre 2010
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nn mi ha preso
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attori sicuramente bravi ma l ho visto poco tempo fa e nn mi ha preso mai fino i fondo....credo sia uno di quei film che sentono il peso degli anni,,,,il film fa effetto nel finale col colpo di scena che nn dico!!come si dice e il finale che fa il film(citazione dail ladro di orchidee)spesso anche quando un fim e mediocre ma azzecca il finale risalta in qualche modo!!credo sia questo il caso...insomma
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elvis shot jfk
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sabato 20 giugno 2009
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3 stelle
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l'unica scena che merita davvero è quella finale. Il resto non mi ha entusiasmato.
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gec
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lunedì 21 aprile 2008
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è forte ma...
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gli anni si fanno sentire,purtroppo;rivederlo oggi,dopo tarantino e molti altri,non dà più la stessa botta di allora.comunque bel film,e viva gli anni 80,dove tutto ebbe inizio.
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stefano
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domenica 15 gennaio 2006
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un capolavoro del cinema noir
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Roy Dillon (John Cusack) è un giovane imbroglione dalla mano lesta che vive di piccole truffe ed è sempre a caccia di polli da spennare; Lilly Dillon (Anjelica Huston), la madre di Roy, è un’agente del racket determinata e senza scrupoli che scommette sulle corse di cavalli truccate per conto di un potente boss della mala; Myra Langtry (Annette Bening) è una donna astuta e sensuale, esperta nell’arte del raggiro, in cerca di un complice per grossi colpi. Questo poco raccomandabile terzetto è al centro dello splendido thriller “Rischiose abitudini”, capolavoro del regista inglese Stephen Frears tratto da un romanzo di Jim Thompson. I “grifters” del titolo originale sono appunto i tre protagonisti del film, piccoli criminali senza speranza in una Los Angeles claustrofobica e violenta in cui domina la legge del più forte.
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Roy Dillon (John Cusack) è un giovane imbroglione dalla mano lesta che vive di piccole truffe ed è sempre a caccia di polli da spennare; Lilly Dillon (Anjelica Huston), la madre di Roy, è un’agente del racket determinata e senza scrupoli che scommette sulle corse di cavalli truccate per conto di un potente boss della mala; Myra Langtry (Annette Bening) è una donna astuta e sensuale, esperta nell’arte del raggiro, in cerca di un complice per grossi colpi. Questo poco raccomandabile terzetto è al centro dello splendido thriller “Rischiose abitudini”, capolavoro del regista inglese Stephen Frears tratto da un romanzo di Jim Thompson. I “grifters” del titolo originale sono appunto i tre protagonisti del film, piccoli criminali senza speranza in una Los Angeles claustrofobica e violenta in cui domina la legge del più forte. Come ne “Le relazioni pericolose”, il suo film più famoso, anche qui Frears ci mostra le rivalità, gli inganni e i giochi di potere di un torbido triangolo in cui ciascuno conduce una propria partita personale, ed è disposto a tutto, perfino a uccidere, pur di raggiungere i propri obiettivi. Il bravissimo John Cusack è perfetto nel ruolo di un cattivo ragazzo diviso tra la fedeltà nei confronti della madre e l’irresistibile attrazione per la sua alleata Myra; Anjelica Huston, attrice straordinaria, è una memorabile dark-lady con indosso la maschera cupa e distorta della sofferenza e del male; l’eccezionale Annette Bening è una spietata femme-fatale degna delle più grandi cattive del cinema. Ben presto, non appena il rispettivo interesse per Roy le metterà l’una contro l’altra, le due donne inizieranno una terrificante battaglia senza esclusione di colpi. Cinico e disperato come una tragedia greca, “Rischiose abitudini” è un magnifico e indimenticabile film noir, la crudele storia di tre personaggi diretti all’inferno senza alcuni possibilità di redenzione, coinvolti in un reciproco gioco al massacro che li porterà a sacrificare ogni sentimento, perfino il più stretto legame familiare. Alla fine, com’è inevitabile, ne sopravviverà solo uno: ma per quanto tempo?
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