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tom cine
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mercoledì 31 dicembre 2025
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la miseria morale umana
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Ci sono film che, all’epoca della loro uscita, non fanno grandi incassi ma che, con il passare del tempo, grazie anche al passaparola, diventano dei veri e propri cult movie: solitamente sono proprio questi i film che superano la prova del tempo, spesso più dei campioni d’incasso al botteghino, rimanendo grandiosi anche a distanza di moltissimi anni.
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Ci sono film che, all’epoca della loro uscita, non fanno grandi incassi ma che, con il passare del tempo, grazie anche al passaparola, diventano dei veri e propri cult movie: solitamente sono proprio questi i film che superano la prova del tempo, spesso più dei campioni d’incasso al botteghino, rimanendo grandiosi anche a distanza di moltissimi anni. “Angel heart” è uno di questi. Con questo film, basato su un romanzo di William Hjortsberg, Alan Parker confezionò, con l’aiuto di uno staff che diede risultati di grande livello, uno degli horror demoniaci più splendidi e sconvolgenti in assoluto, atmosfericamente fuori dalle mode dell’epoca in cui fu girato, di ammirevole cura visiva (anche nelle immagini più cruente) e con personaggi davvero memorabili.
Ma veniamo al sodo, cioè alla trama. Il film, ambientato nel 1955, segue la vicenda di uno squattrinato detective, Harry Angel, che viene incaricato da un misterioso individuo, Louis Cyphre, di rintracciare un cantante scomparso da dodici anni, Johnny Favorite, in quanto debitore nei suoi confronti. Harry si mette alla ricerca del cantante, cominciando un’indagine che da New York lo porta a New Orleans ma tutti quelli con cui viene in contatto e hanno avuto a che fare con Johnny, muoiono assassinati: l’investigatore comincia ad avere paura. Quello che scoprirà lo riguarderà molto da vicino.
“Angel heart” è un film assai coinvolgente ancora oggi, ma che cos’é che lo rende tale? Innanzitutto, lo stile adottato: Alan Parker girò questo film mescolando horror (è costellato di immagini oniriche e inquietanti che sottolineano splendidamente la presenza demoniaca) e noir. Non si tratta soltanto di una scelta che ha lo scopo di rendere più realistica (e quindi più convincente) l’ambientazione, ma è dovuta anche alle tematiche affrontate, il libero arbitrio e la colpa: sono tipiche del noir. Il risultato finale è una vertiginosa discesa negli abissi più profondi della miseria morale umana, con il protagonista (uno strepitoso Mickey Rourke) costretto a muoversi in ambienti sempre più opprimenti e luridi, dove i ricchi accecati dal potere non esitano a venire a patti con il diavolo mentre i poveri si esaltano in riti voodoo a scapito degli animali. Differentemente da altri film demoniaci, in “Angel heart” Lucifero non è il fattore scatenante dell’orrore ma la sua azione ne rappresenta una conseguenza: qui la colpa è principalmente umana e il film non suggerisce ambigue giustificazioni. Tutto questo rende il film un’opera straordinariamente profonda e che induce alla riflessione soprattutto durante la parte finale, quando tutti i nodi vengono al pettine e viene fornita una spiegazione alle immagini più criptiche e angoscianti. Questo film ha, infine, un dono che appartiene a rarissimi horror: si chiude con un finale intenso, fortissimo, dove, in poche sequenze, si mescolano l’orrore, la pietà e la consapevolezza che dalle proprie colpe (qui gravissime) non si può scappare e dove il Diavolo rappresenta soprattutto la coscienza sporca. Non è assolutamente da sottovalutare, infine, l’apporto dei protagonisti principali (ma anche il “coro” funziona magnificamente): oltre al già citato Mickey Rourke (a proposito, la scena dove prende in mano la catenina non si dimentica!)è doveroso fare le menzioni d’onore a Lisa Bonet e, soprattutto, a Robert De Niro nel ruolo più mefistofelico e horror della sua carriera.
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sabato 3 agosto 2024
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bella recensione
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Bella recensione, complimenti.
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jonnylogan
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venerdì 24 maggio 2024
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in louisiana c''è un avvocato che........
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Il romanzo dello scrittore Newyorchese William Hjortsberg: Falling Angel, pubblicato in patria nel 1978 e in Italia nel 1987, riuscì proprio nell' 87 a tramutarsi finalmente, e dopo due vani tentativi dell’autore, in uno splendido affresco hard boiled firmato dal regista britannico Alan Parker, capace di convertire il romanzo in una pellicola che altri non è che una presa di coscienza di una nazione reduce da un secondo conflitto mondiale ancora troppo recente.
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Il romanzo dello scrittore Newyorchese William Hjortsberg: Falling Angel, pubblicato in patria nel 1978 e in Italia nel 1987, riuscì proprio nell' 87 a tramutarsi finalmente, e dopo due vani tentativi dell’autore, in uno splendido affresco hard boiled firmato dal regista britannico Alan Parker, capace di convertire il romanzo in una pellicola che altri non è che una presa di coscienza di una nazione reduce da un secondo conflitto mondiale ancora troppo recente.
Un affresco dipinto su un’impalcatura fatta di un soggetto e una sceneggiatura estremamente solide, grazie anche a una serie di locations di rara bellezza, che spaziano dalla Grande Mela alla Louisiana, e con una fotografia capace di incastonare ogni inquadratura come si trattasse di un mini affresco di Edward Hopper. E film che una volta ultimato non ha nulla a invidiare ai romanzi di Mickey Spillane o Raymond Chandler ai quali sa fare "il verso" con pochi ma significativi accorgimenti, fra cui un uso delle luci e delle ombre molto efficace e ove a fare le veci di un investigatore tabagista e dinoccolato appare non Humphrey Bogart ma un irriconoscibile, per i giorni d’oggi, Mickey Rourke all’epoca poco più che trentenne e che era assurto agli onori della cronaca grazie al ruolo di protagonista di 9 settimane e ½ (9½ Weeks; 1986) di Adrian Lyne.
La narrazione vira con il progredire della trama dal genere thriller al dramma del protagonista, sapendosi reggere quasi completamente proprio sulle spalle da boxeur dello stesso Rourke, molto prima che le sue performance più recenti in Sin City (id.; 2005) e soprattutto The Wrestler (id.; 2005) ne decretassero un ritorno di fiamma con il cinema che conta, ma che già all'epoca seppe portare a termine una performance ingiustamente snobbata dalla critica. Completano il cast il solito monumentale Robert De Niro capace di portare in scena un avvocato dalle sembianze ben poco rassicuranti, e l'allora 19nne Lisa Bonet, all'epoca ancora impegnata all'interno del serial I Robinson (The Cosby Show; 1984-'92), nel ruolo di una ragazza madre.
Film da recuperare per farsi introdurre in un genere (il poliziesco di matrice USA) che merita di essere esplorato anche partendo da questo piccolo gioiello senza tempo.
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steffa
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martedì 21 novembre 2023
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originale
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sceneggiatura originale ed affascinante, ottime scenografie e fotografia, tuttavia Mickey Rourke un pessimo attore (o meglio come Christopher Lambert non attori ex-modelli di fronte alle telecamere), seppur gradevole abbassa sensibilmente il livello della pellicola
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luca scialo
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martedì 16 maggio 2023
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un giallo-thriller intrigante e inquietante
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Come fatto da Al Pacino ne L'avvocato del Diavolo, anche Robert De Niro indossa i panni di Lucifero. In una versione più enigmatica e misteriosa, per un film che assume le tinte di un coinvolgente giallo-thriller, che intriga e inquieta. Nella pellicola compare come protagonista un Mickey Rourke ancora in splendida forma e non ancora rovinato dal botox.
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parsifal
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venerdì 19 ottobre 2018
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una stagione all ' inferno
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Alan Parker, ispirandosi liberamente al Romanzo " Falling Angel " di W. Hjotsiberg del 1978 ed avvalendosi della collabrazione dell'autore stesso per la stesura del soggetto, realizza questo film nel 1987 , creando un enorme scalpore a causa della tematica affrontata e delle scene osèè presenti nella narrazione, forse non del tutto consapevole che sarebbe poi diventato un vero e proprio cult. IL ruolo del protagonista venne affidato ad un sex-symbol dell'epoca , M.Rourcke che a suo modo è stato un angelo caduto a causa delle vicende alterne e dell'alterna fortuna che lo hanno accompagnato nel corso della sua Vita. Harry Angel è uno scalcinato detective privato di New York, come nella migliore delle tradizioni del filone noir e viene contattato da uno strano e carismatico committente, il Signor Luis Cypher (insuperabile R.
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Alan Parker, ispirandosi liberamente al Romanzo " Falling Angel " di W. Hjotsiberg del 1978 ed avvalendosi della collabrazione dell'autore stesso per la stesura del soggetto, realizza questo film nel 1987 , creando un enorme scalpore a causa della tematica affrontata e delle scene osèè presenti nella narrazione, forse non del tutto consapevole che sarebbe poi diventato un vero e proprio cult. IL ruolo del protagonista venne affidato ad un sex-symbol dell'epoca , M.Rourcke che a suo modo è stato un angelo caduto a causa delle vicende alterne e dell'alterna fortuna che lo hanno accompagnato nel corso della sua Vita. Harry Angel è uno scalcinato detective privato di New York, come nella migliore delle tradizioni del filone noir e viene contattato da uno strano e carismatico committente, il Signor Luis Cypher (insuperabile R. de NIro), eccentrico, colto e dallo sguardo magnetico. La missione che gli viene affidata consiste nel cercare Johnny Favorite, un cantante rimasto sfigurato durante la Seconda Guerra Mondiale e misteriosamente scomparso. Inizia a seguire faticosamente le sue tracce e sin da subito il percorso tracciato da Johnny si rivela ambiguo , pericoloso e impregnato di sangue. Harry , vista la difficoltà e la pericolosità del caso, vorrebbe mollare tutto ma Louis sa essere molto convincente e l'investigatore non riuscirà a svincolarsi dalla missione. L'azione si sposta a New Orleans , terra di Voodoo, MAgia Nera e rituali macabri e cruenti,. Entra in scena Epiphany,( L.Bonet) graziosa ragazza dai poteri magici più grandi di quel che sembra che si scoprirà essere legata ad Harry da un legame del tutto inaspettato. Il bandolo della matassa sembra inestricabile, ma in questa in cui la Magia rende tutto possibile si giungerà ad una sconvolgente e scabrosa verità e Harry dovrà ammettere di fronte a sè stesso la sua vera identità; verrà indotto a farlo da Mr. Cypher che reclama , a chiare lettere il suo tributo. Ottimo intreccio narrativo, suspense dall'inizio alla fine, scene ad alto potenziale erotico e sanguinario fanno di questo film uno splendido noir.
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dandy
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mercoledì 8 marzo 2017
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johnny.....johnny....
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Dal romanzo "Falling Angel" di William Hjortsberg,un noir horrorifico dalle atmosfere lugubri e morbose.Parker(anche sceneggiatore)commette l'errore di allontanarsi troppo dal romanzo,eliminando troppi personaggi e svolgimenti indispensabili,e la trama risulta così frettolosa e in più punti confusa.Però sul piano tecnico(e sonoro),scenografico e musicale l'accuratezza è indiscutibile,gli incubi e i flashback sono efficaci e lo è anche il cast:DeNiro è controllato e sottilmente cupo,Rourke forse un tantino più impacciato di quanto il ruolo richiede ma comunque in parte,e la Bonet(allora famosa per la serie tv "I Robinson")ha una sensualità semplice e conturbante assieme.
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Dal romanzo "Falling Angel" di William Hjortsberg,un noir horrorifico dalle atmosfere lugubri e morbose.Parker(anche sceneggiatore)commette l'errore di allontanarsi troppo dal romanzo,eliminando troppi personaggi e svolgimenti indispensabili,e la trama risulta così frettolosa e in più punti confusa.Però sul piano tecnico(e sonoro),scenografico e musicale l'accuratezza è indiscutibile,gli incubi e i flashback sono efficaci e lo è anche il cast:DeNiro è controllato e sottilmente cupo,Rourke forse un tantino più impacciato di quanto il ruolo richiede ma comunque in parte,e la Bonet(allora famosa per la serie tv "I Robinson")ha una sensualità semplice e conturbante assieme.Da antologia la sequenza dell'amplesso insanguinato tra Angel ed Ephiphany,che in patria naturalmente ha suscitato clamore e scomodato la censura.Con una sceneggiatura migiore poteva diventare un capolavoro,al pari di "Il serpente e l'arcobaleno".Da confrontare anche con "The Believers-I credenti del male".Seguendo i titoli di coda si scopre l'accuratezza del sottotitolo italiano.
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pintavampiro
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sabato 28 gennaio 2017
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lo trovo assurdo
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Veramente io questo film non lo concepisco minimamente come reale: possibile che un cantante famoso dopo il trauma subito in guerra se si sa che è ricoverato in una clinica nessuno in 12 anni vada a trovarlo? E' inoltre possibile che nessuno sappia dov'è, e che quando viene chiesto informazioni da uno spiantato investigatore tutti facciano resistenza? Cosa avevano da coprire? Un omicidio rituale forse. Ma dai, se lo chiedi a uno spazzino dove si trova qualcuno di veramente famoso anche se dimenticato lo sa...
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aristoteles
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martedì 1 settembre 2015
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luis cifer
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Rourke a livelli stratosferici nella sua ,secondo me,migliore interpretazione, in un thriller voodoo veramente interessante.
A tratti, la trama risulta confusionaria ma Parker con una splendida regia riesce a "coprire" qualche falla della sceneggiatura.
Energia e dinamicità sono il sale della pellicola che non annoia mai e l'atmosfera del film,complessivamente, è pervasa da una sorta di magia nera che affascina lo spettatore.
Certo,fossi stato nei panni di Angel, qualche dubbio in più, parlando con uno che si chiama Luis Cifer, mi sarebbe venuto fin dal primo momento.
Comunque il messaggio è forte e chiaro : le anime cattive fanno una brutta fine.
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Rourke a livelli stratosferici nella sua ,secondo me,migliore interpretazione, in un thriller voodoo veramente interessante.
A tratti, la trama risulta confusionaria ma Parker con una splendida regia riesce a "coprire" qualche falla della sceneggiatura.
Energia e dinamicità sono il sale della pellicola che non annoia mai e l'atmosfera del film,complessivamente, è pervasa da una sorta di magia nera che affascina lo spettatore.
Certo,fossi stato nei panni di Angel, qualche dubbio in più, parlando con uno che si chiama Luis Cifer, mi sarebbe venuto fin dal primo momento.
Comunque il messaggio è forte e chiaro : le anime cattive fanno una brutta fine.
Bravo De Niro,bellissima la Bonet.
Consigliabilissimo per un pubblico adulto e maturo.
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inesperto
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martedì 8 luglio 2014
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amnesia "maledetta"
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Thriller con una spruzzata di diabolico. Si capisce già la prima volta che si guarda allo specchio che il nostro protagonista sta indagando su se stesso; ma nonostante questo, la storia riguardante l'amnesia è costruita molto bene. Film godibile. Gagliarda la costante della ventola... Inoltre, l'appena ventenne Lisa Bonet è un fiore.
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