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onufrio
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venerdì 3 aprile 2020
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un sogno chiamato cinema
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A distanza di anni, un velo di malinconia avvolge questa pellicola, una commedia all'italiana diretta da Dino Risi con protagonista Pozzetto nei panni di ingenuo ragazzotto con l'ambizione di diventare attore. Lascia così il proprio paesello sul lago e approda a Roma dove fra una disavventura e l'altra imparerà a conoscere ( a proprie spese) il mondo del cinema. Ritornerà mestamente al paesello accettando la proposta del padre come impiegato bancario (mica male!).
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elgatoloco
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venerdì 1 novembre 2019
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pozzetto bene
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il periodo cinematografico di Renato Pozzetto(senza Cochi Ponzoni)è stato in parte felice, in parte meno esaltante: tra i film da salvare senz'altro questo"Fono fotgenico, 1980, Dino Risi)dove il regista"clou"di tanto cinema comico ma anche non comico dimostra ancora una volta, anche da coautore della sceneggiatura con il fratello Marco e con Massimo Franciosa di essere a livelli comunque sempre notevoli. La storia della"sfortuna"di un aspirante attore non troppo bravo, che però è un cienfilo da paura, che ricorda le date anche di film non propriamente memorabili... Un cliché, quello del provincilae che arriva a Roma, che Pozzetto in seguito ha iterato troppe volte, ma che qui era originale.
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il periodo cinematografico di Renato Pozzetto(senza Cochi Ponzoni)è stato in parte felice, in parte meno esaltante: tra i film da salvare senz'altro questo"Fono fotgenico, 1980, Dino Risi)dove il regista"clou"di tanto cinema comico ma anche non comico dimostra ancora una volta, anche da coautore della sceneggiatura con il fratello Marco e con Massimo Franciosa di essere a livelli comunque sempre notevoli. La storia della"sfortuna"di un aspirante attore non troppo bravo, che però è un cienfilo da paura, che ricorda le date anche di film non propriamente memorabili... Un cliché, quello del provincilae che arriva a Roma, che Pozzetto in seguito ha iterato troppe volte, ma che qui era originale. Classica la rappresentazione dell'abmiente filmico e in genere dello spettacolo come"corrotto", abbastanza moralistica quanto rétro(oggi sarebbe differente, è' sperabile)la rappresentazione della realtò gay, che qui ha anche punte francamente omofobe. Tra gli interpreti oltre a Renato, Aldo Maccione, Michel Galabru, Tognazzi e Gassman in un cameo dato che rappresentano se stessi, Le due sexy-bombs dell'epoca Edwige Fenech e Barbara Bouchet, il colosso(fisicamente)Gino Santercole, qualche altra presenza interessante. Comicità surreale?Meno che nei primi film di Renato, mentre qui domiana la tematica dell'"imbranato"provincial alle prese con le abitudini e le concezioni della vita e del mondo della grande città, in particoalre dell'Urbs totalmente diverse: da qui uno scontro che il cinema made in Italy ha raccontato fin troppe volte, in questo caso abbastnaza felicemente. El Gato
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elgatoloco
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venerdì 1 novembre 2019
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pozzetto bene
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il periodo cinematografico di Renato Pozzetto(senza Cochi Ponzoni)è stato in parte felice, in parte meno esaltante: tra i film da salvare senz'altro questo"Fono fotgenico, 1980, Dino Risi)dove il regista"clou"di tanto cinema comico ma anche non comico dimostra ancora una volta, anche da coautore della sceneggiatura con il fratello Marco e con Massimo Franciosa di essere a livelli comunque sempre notevoli. La storia della"sfortuna"di un aspirante attore non troppo bravo, che però è un cienfilo da paura, che ricorda le date anche di film non propriamente memorabili... Un cliché, quello del provincilae che arriva a Roma, che Pozzetto in seguito ha iterato troppe volte, ma che qui era originale.
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il periodo cinematografico di Renato Pozzetto(senza Cochi Ponzoni)è stato in parte felice, in parte meno esaltante: tra i film da salvare senz'altro questo"Fono fotgenico, 1980, Dino Risi)dove il regista"clou"di tanto cinema comico ma anche non comico dimostra ancora una volta, anche da coautore della sceneggiatura con il fratello Marco e con Massimo Franciosa di essere a livelli comunque sempre notevoli. La storia della"sfortuna"di un aspirante attore non troppo bravo, che però è un cienfilo da paura, che ricorda le date anche di film non propriamente memorabili... Un cliché, quello del provincilae che arriva a Roma, che Pozzetto in seguito ha iterato troppe volte, ma che qui era originale. Classica la rappresentazione dell'abmiente filmico e in genere dello spettacolo come"corrotto", abbastanza moralistica quanto rétro(oggi sarebbe differente, è' sperabile)la rappresentazione della realtò gay, che qui ha anche punte francamente omofobe. Tra gli interpreti oltre a Renato, Aldo Maccione, Michel Galabru, Tognazzi e Gassman in un cameo dato che rappresentano se stessi, Le due sexy-bombs dell'epoca Edwige Fenech e Barbara Bouchet, il colosso(fisicamente)Gino Santercole, qualche altra presenza interessante. Comicità surreale?Meno che nei primi film di Renato, mentre qui domiana la tematica dell'"imbranato"provincial alle prese con le abitudini e le concezioni della vita e del mondo della grande città, in particoalre dell'Urbs totalmente diverse: da qui uno scontro che il cinema made in Italy ha raccontato fin troppe volte, in questo caso abbastnaza felicemente. El Gato
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parsifal
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sabato 22 dicembre 2018
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sogni dorati e grigie realtà
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Il Maestro Risi, con la collaborazione del figlio Marco e di Franciosa alla sceneggiatura, realizza un film sui sogni di gloria di un giovane trentenne ( R,Pozzetto), ingenuo e sognatore ed il suo spasmodico anelito nel voler diventare un attore affermato. Nato e cresciuto in una cittadina di provincia in riva al lago, in seno ad una famiglia medio-borghese ( il padre è direttore di banca) decide di inseguire i suoi sogni e si trasferisce a Roma, con il fermo intento di diventare famoso. Comincerà dalla gavetta, farà la comparsa, avrà a che fare con l'arroganza dei caporali, vivrà in una modesta pensione in prossimità della stazione Termini, in compagnia di originali personaggi, provenienti dal mondo dello spettacolo e dintorni.
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Il Maestro Risi, con la collaborazione del figlio Marco e di Franciosa alla sceneggiatura, realizza un film sui sogni di gloria di un giovane trentenne ( R,Pozzetto), ingenuo e sognatore ed il suo spasmodico anelito nel voler diventare un attore affermato. Nato e cresciuto in una cittadina di provincia in riva al lago, in seno ad una famiglia medio-borghese ( il padre è direttore di banca) decide di inseguire i suoi sogni e si trasferisce a Roma, con il fermo intento di diventare famoso. Comincerà dalla gavetta, farà la comparsa, avrà a che fare con l'arroganza dei caporali, vivrà in una modesta pensione in prossimità della stazione Termini, in compagnia di originali personaggi, provenienti dal mondo dello spettacolo e dintorni. incontrerà Cinzia, una prorompente E.Fenech ( doppiata da A.Pasanisi) bella e sfrontata di cui si innamorerà prontamente. Poi sarà la volta dell' Avvocato A.Pedretti, ( A.Maccione) cialtrone , parolaio e misero nelle sue esternazioni e nel suo vivere. Farà anche incontri di spessore come quello con il MAestro Simoni ( J.Guiomar) , omosessuale ricco e potente che cerca di sedurlo , salvo poi cacciarlo da casa sua per il ritorno del suo mantenuto. Ed anche il produttore Del Giudice ( M.Galabru) uomo potente ma infelice che lo illude su un futuro ruolo ad Hollywood, salvo poi dimenticarsi di lui in un batter d'occhio. Tutte le sue illusioni si riveleranno solo polvere di stelle e sarà costretto a tornare al suo paese natale, Laveno, ed intraprenderà la carriera bancaria al fianco della sua fidanzata storica , con i figli della sua ex fiamma, frutto di un rapporto clandestino con un uomo sposato. Tutto si dissiperà nella nebbia del lago, umida ed immota. Sorriso amaro , come speso accade nelle opere di RIsi.
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toty bottalla
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martedì 19 aprile 2011
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ironia malinconica!
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Il sogno di BAROZZI ci appare subito irrealizzabile per via della sua totale inespressività unita all'imbranatura del personaggio. Nella vita reale, però, le cose qualche volta sono diverse, altrimenti non si spiegherebbe l'ascesa incontrollata di tizi completamente sprovvisti di talento. Il film ironicamente malinconico, ci mostra in chiave leggera, l'altra faccia della medaglia, quella fatta di sacrifici, umiliazioni, e speranze che spesso, ti svegliano bruscamente dal tuo sogno. Saluti.
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lorenzomnt
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martedì 22 giugno 2010
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discreto.punto.
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Gli attori non mancano,con alcuni grandi del cinema italiano nella parte di se stessi,un Pozzetto sempre in forma e una Fenech sempre bellissima.Peccato,però,per la storia:se si tolgono le battute di Pozzetto,le volgarità e il breve spogliarello della Fenech,sembra veramente un film degli anni '50-'60(adatto a Sordi o ad altri attori dell'epoca),musica compresa.
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euwexxx
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martedì 27 gennaio 2009
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capolavoro assoluto!!!
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Struggente ed esilarante, commuove e diverte; rappresenta l'arco della vita stessa. I sogni, le aspettative, la disillusione, la cruda realtà. Cast stratosferico, un grande attore per ogni singolo ruolo, anche per il più defilato. Per il ruolo del maestro d'arte drammatica si è andati a scomodare un superlativo Julien Guiomar, per quello dell'agente cinematografico un Aldo Maccione in grande spolvero e così via in crescendo. Battute da piegarsi in due dalle risate, monologhi memorabili, personaggi che rimarranno alla storia. Un film che ancora non è stato riscoperto del tutto, destinato a diventare un cult.
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francesco
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martedì 2 dicembre 2008
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satira sul cinema italiano
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Una delle migliori commedie di Renato Pozzetto che interpreta alla perfezione un ragazzo ingenuo che sogna di diventare attore. Da vedere.
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gab
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martedì 23 settembre 2008
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fa ridere ma...
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... non è un film allegro per niente. Satira caustica e graffiante come in tutti i film di Risi
Attori un po' appannati, Pozzetto un po' fuori parte...
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love
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venerdì 29 agosto 2008
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da vedere
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Il ritratto del mondo del cinema italiano rassegnante, in una commedia di alto spessore.
[+] capolavoro !!!
(di marvelman)
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