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eugen
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giovedì 3 luglio 2025
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pelicula comica"absoluta"
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Se puede hablar de"Fievre de caballo"(Steno, 1976), donde de caballos de pista se habla verdaderamente y de la "apuesstas mortales"que algunos amigos hacen con ellos come de una pelicula"absoluta"en el verdaderao sentido latin, quiere decir, sacado de cada proponiemento de sentido, de implicacion racional o emociional. "La pelicula hace reir sin problema y esa pero es la cuestion fundamental del homor, que no dee ser condicionado de otro sentido. Hacer reir, donde Bergson, Freud y PIrandello, casi en los mismo anos, non ensenaron algo, creo, es algo se rifiere al espirtitu de contradiccion, al "absurdo",si se quiere, no a algo de preciso, por ejemplo, aqui, a la plata, a las deudas que todos los amigos tieenen etc.
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Se puede hablar de"Fievre de caballo"(Steno, 1976), donde de caballos de pista se habla verdaderamente y de la "apuesstas mortales"que algunos amigos hacen con ellos come de una pelicula"absoluta"en el verdaderao sentido latin, quiere decir, sacado de cada proponiemento de sentido, de implicacion racional o emociional. "La pelicula hace reir sin problema y esa pero es la cuestion fundamental del homor, que no dee ser condicionado de otro sentido. Hacer reir, donde Bergson, Freud y PIrandello, casi en los mismo anos, non ensenaron algo, creo, es algo se rifiere al espirtitu de contradiccion, al "absurdo",si se quiere, no a algo de preciso, por ejemplo, aqui, a la plata, a las deudas que todos los amigos tieenen etc. Gigi Proietti, Enrico Montesano, Catherine Spaa, Mario Carotenuto, Adolfo Celi y los otros/las otros son perfectos/as en sus pepeles. Eugen
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albert
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giovedì 26 dicembre 2024
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proietti show
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Classica commedia all'italiana di livello più che discreto, diretta da un esperto del genere quale Steno. La tematica trattata è la passione per i cavalli, che vede come protagonisti dei personaggi del popolo, caratterizzati molto bene nei loro tratti tipici di chi vive tramite espedienti spesso truffaldini. Bravino Montesano, ma il mattatore del film è un bravissimo Proietti, che con le sue espressioni a volte guascone, a volte disperate, dimostra di essere un attore teatrale di valore che è adatto anche per il cinema e l'avanspettacolo. Film simpatico e gradevole, ma non chiamiamolo capolavoro.
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poldo
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giovedì 6 gennaio 2022
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capolavoro
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Film memorabile, una pietra miliare della commedia all'italiana. Bravi tutti.
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enzo70
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martedì 17 novembre 2020
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una bellissima commedia all''italiana
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A pochi giorni dalla morte di Gigi Proietti il miglior modo per rendergli omaggio è rivederlo per l’ennesima volta in quel film cult della commedia all’italiana che è febbre da cavallo. Gigi Proietti, Mandreke, Enrico Montesano, Er Pomata, ci portano per mano nel mondo incredibile dei giocatori di cavallo, perdenti per definizione, pronti a scommettere tutto per non vincere mai. Ma basta l’illusione del sogno, del poter diventare incredibilmente ricchi perché il cavallo su cui ha puntato correrà più forte degli altri. Non è la ludopatia di oggi, le macchinette ossessive, ma una malattia diversa, fatta di conoscenza, di approfondimento, la genealogia dei cavalli, lo stato di forma, le condizioni climatiche.
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A pochi giorni dalla morte di Gigi Proietti il miglior modo per rendergli omaggio è rivederlo per l’ennesima volta in quel film cult della commedia all’italiana che è febbre da cavallo. Gigi Proietti, Mandreke, Enrico Montesano, Er Pomata, ci portano per mano nel mondo incredibile dei giocatori di cavallo, perdenti per definizione, pronti a scommettere tutto per non vincere mai. Ma basta l’illusione del sogno, del poter diventare incredibilmente ricchi perché il cavallo su cui ha puntato correrà più forte degli altri. Non è la ludopatia di oggi, le macchinette ossessive, ma una malattia diversa, fatta di conoscenza, di approfondimento, la genealogia dei cavalli, lo stato di forma, le condizioni climatiche. E così i nostri scommettitori si trovano a raccontare i loro vizi, e le truffe fatte per racimolare i soldi da perdere, in un’aula di Tribunale dove un grandissimo Adolfo Celi interpreta un giudice ligio e duro, fino a quando qualcuno non si azzarda a dire una sciocchezza su un cavallo. Un grande film per ricordare un grande attore.
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parsifal
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mercoledì 31 gennaio 2018
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epopea comica
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Steno, regista italiano del '900, che tanto ha dato al cinema nostrano, coadiuvato da Giannetti e dal figlio Enrico per la stesura del soggetto e della sceneggiatura, crea un'epopea comica, destinata a diventare un oggetto di culto , negli anni a venire. Tratteggia con vigore e sarcasmo popolare romano i tre protagonisti; Bruno Fioretti( un giovane Proietti in forma smagliante) indossatore ed attore eternamente esordiente e spesso senza arte nè parte, sostenuto ( anche economicamente) dall'eterna fidanzata Gabriella ( una splendida C.Spaak) restia al vizio del gioco, ma follemente innamorata di Mandrake, così lo chiamano gli amici ed i compagni di gioco d'azzardo.
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Steno, regista italiano del '900, che tanto ha dato al cinema nostrano, coadiuvato da Giannetti e dal figlio Enrico per la stesura del soggetto e della sceneggiatura, crea un'epopea comica, destinata a diventare un oggetto di culto , negli anni a venire. Tratteggia con vigore e sarcasmo popolare romano i tre protagonisti; Bruno Fioretti( un giovane Proietti in forma smagliante) indossatore ed attore eternamente esordiente e spesso senza arte nè parte, sostenuto ( anche economicamente) dall'eterna fidanzata Gabriella ( una splendida C.Spaak) restia al vizio del gioco, ma follemente innamorata di Mandrake, così lo chiamano gli amici ed i compagni di gioco d'azzardo. Un altro è Armando Pellicci, ( Efficacissimo Montesano) disoccupato , ricco di idee e povero di quattrini, che ne inventa sempre una pur di trovare i soldi per le scommesse; dal Monte di Pietà, alla falsa morte della nonna, travestimenti truffaldini e scommesse ai danni dei più ingenui come Manzotin ( Ennio Antonelli) sbruffone dall'animo candido e dal corto cervello. L'ultimo è Felice( F.de Rosa) guardamacchine abusivo, forse il più assennato dei tre , ma anche il più grigio e sfortunato.Attraverso una lunga analessi, vengono rievocate le loro gesta pittoresche edi imbevute di simpatica cialtroneria; si trovano ad affrontare un processo penale per una delle loro improponibili trovate, finita, neanche a dirlo ,nel peggiore dei modi.Nell'aula di tribunale emerge di tutto ed anche il contrario di tutto, perchè chi è ammalato di gioco è capace di qualunque gesto pur di continuare a giocare, con il miraggio un giorno di poter vincere. Affiancati da un falso avvocato ( impeccabile M. Carotenuto) danno il meglio ed il peggio di sè ed il giudice si schiera dalla loro parte , essendo giocatore anche lui. E così l'epopea non finisce ed il gruppo continuerà con le sue scellerate imprese. Ottima sceneggiatura, cast di prim'ordine e scelta azzeccatissima dei tempi fanno di questo film una delle migliori commedie all'italiana degli anni '70.
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fabio57
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martedì 19 gennaio 2016
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il migliore steno
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Dissento dal critico il film pur avendo certamente un tono goliardico, è straordinario nelle sue invenzioni, estremamente esilarante e ci regala un'autentica perla di comicità nostrana,avvalendosi peraltro dei nostri migliori attori del genere.Steno firma uno dei suoi lavori più riusciti,Il sequel relativamente recente è inutile e patetico.
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aristoteles
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sabato 1 agosto 2015
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king soldatino e d'artagnan
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Da un punto di vista esclusivamente tecnico il film non è un capolavoro ,anche tutta la trama ,che non è malvagia, viene rovinata dal finale troppo confusionario,con un rapimento e un giudice poco credibili.
Tuttavia il film rimane un cult per chi scommette regolarmente,ai cavalli ,o al calcio , o ai canguri.
La poesia del film ,anche se spesso amara, risiede principalmente nella speranza e l'illusione che lo scommettitore ha di cambiare la propria esistenza con semplicità, con poco sforzo, dicendo magari tre nomi banali come appunto: king soldatino d'artagnan.
Perchè quando giochi e vinci la fortuna non è più fortuna ma diventa bravura , diventa capacità ,diventa orgoglio almeno nella mente dello scommettitore.
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Da un punto di vista esclusivamente tecnico il film non è un capolavoro ,anche tutta la trama ,che non è malvagia, viene rovinata dal finale troppo confusionario,con un rapimento e un giudice poco credibili.
Tuttavia il film rimane un cult per chi scommette regolarmente,ai cavalli ,o al calcio , o ai canguri.
La poesia del film ,anche se spesso amara, risiede principalmente nella speranza e l'illusione che lo scommettitore ha di cambiare la propria esistenza con semplicità, con poco sforzo, dicendo magari tre nomi banali come appunto: king soldatino d'artagnan.
Perchè quando giochi e vinci la fortuna non è più fortuna ma diventa bravura , diventa capacità ,diventa orgoglio almeno nella mente dello scommettitore.
Gigi Proietti e Montesano interpretano al meglio e condividono questa illusione , vivendo in un mondo particolare dove tutto è lecito,anche la truffa (ed alcune di quelle viste sono meravigliose) per l'ultima ,ma in realtà non sarà mai l'ultima,giocata.
Tutto questo avviene in una splendida Roma dal profumo anni'80.
Per questo lo premio con quattro stelle e mi raccomando evitate con cura il poco affascinante sequel.
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opidum
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lunedì 16 febbraio 2015
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consigliatissimo
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l'ho rivisto ieri sera.
Proietti è fenomenale ma tutti fanno veramente ridere.
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diabolik97
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domenica 4 dicembre 2011
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ottimo film
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Un film che difficilmente ce ne dimenticheremo anche se è del 1976..Un film che meriterebbe anche l'Oscar.
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alexlaby
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sabato 22 ottobre 2011
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bellissimo
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E' chiaro, i tempi sono cambiati e ora le battute si scopiazzano da un film all'altro. Così un film come questo può non fare effetto su un giovanissimo. Chi l'ha visto quando è uscito negli anni settanta si rende più facilmente conto che è un capolavoro e che gli attori sono dei mostri di bravura ineguagliabili dagli attori di oggi.
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