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cenox
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martedì 18 dicembre 2012
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quando la distruzione è sinonimo di popolarità
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Tre ragazzi come tanti, diciamo non proprio popolari nella scuola che frequentano, vogliono festeggiare il compleanno di uno di loro, e approfittando di un viaggio d'anniversario dei suoi genitori organizzano una festa. Festa però sarà un termine assai riduttivo per definire questo evento...infatti questa sarà la giusta occasione per riuscire a farsi conoscere da tutti e divenire una leggenda locale! La festa sarà pubblicizzata da chiunque e complici internet ed i social network, la voce si spanderà fin troppo. Ma in fondo era proprio quello l'obiettivo no? Peccato che una volta arrivata la folla sarà davvero difficile far rispettare un minimo di regole ed evitare caos e disastri vari.
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Tre ragazzi come tanti, diciamo non proprio popolari nella scuola che frequentano, vogliono festeggiare il compleanno di uno di loro, e approfittando di un viaggio d'anniversario dei suoi genitori organizzano una festa. Festa però sarà un termine assai riduttivo per definire questo evento...infatti questa sarà la giusta occasione per riuscire a farsi conoscere da tutti e divenire una leggenda locale! La festa sarà pubblicizzata da chiunque e complici internet ed i social network, la voce si spanderà fin troppo. Ma in fondo era proprio quello l'obiettivo no? Peccato che una volta arrivata la folla sarà davvero difficile far rispettare un minimo di regole ed evitare caos e disastri vari. Il film è interamente girato in presa diretta (ed io ribadisco che come spesso accade si tratta di una forzatura piuttosto inutile) e pur senza avere una trama complessa (tutt'altro) riuscirà a evidenziare tutto ciò che non si deve fare (se preso per vero diventa piuttosto diseducativo). Da sottolineare l'evidente irrealtà della reazione dei genitori al ritorno..
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bartleby corinzio
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mercoledì 14 novembre 2012
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la pietosa metafisica del tutto
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Potrei sbilanciarmi con un ammanto alcolico di accelerazione interna ma preferisco leggere quello che mi son scritto sul palmo della mano con il pennarello. Una citazione di Foucault che dice all'incirca così: "Noi moderni cominciamo a renderci conto che sotto la follia, la nevrosi, le inadattabilità sociali, circola una comune esperienza dell'angoscia." E, usando un'espressione che dal mio punto di vista non è proprio entusiasmante, Foucault parla di fascino della "sragione" per l'uomo classico. Fascino che cede invece sotto il rigetto attuato dall'uomo moderno, atto liberatorio dalla "sragione" simboleggiato dall'intenzione da parte di Pierre Paul Royer-Collard di cacciare de Sade dall'ospizio di Charenton, ove è imprigionato per oscenità.
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Potrei sbilanciarmi con un ammanto alcolico di accelerazione interna ma preferisco leggere quello che mi son scritto sul palmo della mano con il pennarello. Una citazione di Foucault che dice all'incirca così: "Noi moderni cominciamo a renderci conto che sotto la follia, la nevrosi, le inadattabilità sociali, circola una comune esperienza dell'angoscia." E, usando un'espressione che dal mio punto di vista non è proprio entusiasmante, Foucault parla di fascino della "sragione" per l'uomo classico. Fascino che cede invece sotto il rigetto attuato dall'uomo moderno, atto liberatorio dalla "sragione" simboleggiato dall'intenzione da parte di Pierre Paul Royer-Collard di cacciare de Sade dall'ospizio di Charenton, ove è imprigionato per oscenità. Il Marchese de Sade, "il suo solo delirio è quello del vizio, e questa specie di vizio non può essere represso in una casa consacrata alla cura medica dell'alienazione". La crisi, nonché la filosofia della crisi, può anche essere speculare alla "sragione", nonché -andando un po' più nei crismi di Foucault - alla "metafisica" del potere. Studiare il potere ed impedire che si tramuti in dominio, contrastarlo anche con occasionali eresie e pungolate eccedenze. Ora, queste sono solo indicazioni di sorta o di scorta, ma dal mio punto di vista -seppur nella loro stramba incompletezza - possono essere una chiave di lettura. Il potere è un'arma che nasce anche dalla contestazione su di esso, contrasto il potere e divengo io potere. Una insidia concreta no? Ora, tutto ciò è paradigmatico di una festa che degenera in caos: una risposta.
Il festeggiato è quello che anche gli stessi genitori riconoscono come uno sfigato. E' uno sfigato, alla sua festa verranno in cinque o sei. Non abbiamo di che preoccuparci e soprattutto, poverino, è giusto che cerchi di divertirsi. I genitori partono per festeggiare - loro sì - l'anniversario di matrimonio e lasciano la casa al figlio e ai suoi due migliori amici. Ed è grazie ad uno dei due amici (quello meno incline a cedere alla sfigataggine di cui godono) che gli invitati supereranno di gran lunga il numero di quattro gatti. Lo svolgersi degli eventi è raccontato grazie alla telecamera di un uomo ombra, l'unico nel gruppo a non bere alcolici e grazie, successivamente, alle riprese fatte da cellulari e altri mezzi. Una sorta quindi di finto documentario sugli eventi e di per sé -anche se stra-abusata- questa è una trovata assai calzante. Il film è il racconto della nascita e del concretizzarsi di una degenerazione. Una generazione in degenerazione. Tette, culi, birra, cannucce, salti, balli, vomiti. Eppure, e datemi pure dello psicopatico, io in tutto questo ci ho visto un che di profondo.
Tecnicamente il film è ben girato e quindi un punto a favore di partenza ma è poi il resto a destare attenzione. Il documentato è un delirante salto heideggeriano, non fate caso se è singolare o inquietante ma dobbiamo saltare dal familiare al non familiare, saltare sul saldo suolo delle nostre vite. Saltare per arrivare dove già siamo, sull'adesso. Solo che l'adesso è critico. Economicamente critico, politicamente critico, socialmente critico. L'altro aspetto sostanziale di una bolgia ubriaca e festaiola è che, per quanto all'apparenza essa rappresenti una massa di pecore in realtà è una forma di singolarità-plurali. Quando si cede agli effluvi alcolici, quando il muro della ragione viene violentemente rotto si è faccia a faccia con noi stessi. Non si è massa, si è nettamente nell'auto-imposizione di me a me. Parafrasando in modo volgare sento di chiamare questa condizione la spontanea autonomia kantiana. Stabilire un principio di comportamento ("vado alla festa e mi sbronzo"), determinare la modalità di azione e seguire il principio scelto. Bevo responsabilmente, ossia mi prendo la responsabilità di sbronzarmi come se non ci fosse un domani. E mi infilo nella comunità non vestito della debolezza delle mie idiosincrasie ma nudo nella forza del mio me a me. Incontro facce, struscio su corpi, capelli femminili sul mio collo, capezzoli femminili sulle mie labbra, sento odori, fumo e scambio il fumo, verso da bere, mi versano da bere. Ciao, come ti chiami? Ciao, posso chiederti una sigaretta? Le sovrastrutture strozzate sul nascere.
La pietosa metafisica del tutto piomba come un macigno il giorno dopo, quando nulla è stato concretizzato a livello dell'oggi. A livello "politico" vi è stato un momento d'aggregazione e di risposta coerente alla crisi abbracciando un'altra crisi: quella singolare nel mondo plurale irrazional-economico. Dalla cenere, o dal vomito, restante si raccoglie un grappolo di tristezza. Per quanto ci siamo scatenati nulla là fuori ha subito il colpo, anzi, siamo stati spinti ancora più indietro e forse ci giochiamo anche un futuro responsabile. E quindi allora che fare se non pensare ad un nuovo appuntamento con il contatto? Oltre all'amaro sbatter la faccia sull'adesso v'è comunque ciò che a livello umano conta di più: l'intersoggettività, il toccarsi, il curarsi l'uno dell'altro, il non restar da soli anche solo per il momento della vomitata all'aperto.
Sì, ben donde, può esser che magari tutto ciò l'ho visto solo io in questo film. Ma mi auguro di no (sempre per parlar di condivisione). Le uniche note critiche sono sulla scarsa introspezione dei personaggi, non dico una ponderosa analisi psicologica ma un pochetto di più avrebbe impreziosito il film che, ripeto, per me è solo apparentemente un film di gente 'embreaca. E, altra nota critica, è per alcuni elementi nel finale. Ma sono piccolezze per un'ora e mezza scarsa di spassosa follia giovanile ove non può che nascere nella diegesi una certa e, mi auguro, comprensiva invidia a partire da un cartello a bordo piscina che dice "solo ragazze nude"; invidia ovviamente non per il cartello ma per la piscina.
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lindo
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sabato 10 novembre 2012
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una festa che spacca le balls
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una stella per il nervoso che mi ha fatto prendere questo abominio di film, anche se secondo me non è un film.
nessuna risata, nessun sorriso, solo sbigottimento per le infinita di volgarita' che dicono i protagonisti e il loro contorno.
una festa da schifo, piena di mignotte, droga e gente incivile che spacca tutto.
se mio figlio dovesse fare una cosa del genere in futuro, lo manderei carcerato personalmente.
da non vedere assolutamente, manco da affittare!
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petersmith
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martedì 30 ottobre 2012
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tutti gli adolescenti andrebbero a una festa così.
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Film molto divertente a mio parere, degno di nota, lo stile di "una notte da leoni" c'è ma comunque non c'entra niente, è stato molto divertente dal punto di vista adolescenziale, infondo trovatemi un adolescente che non andrebbe a una festa del genere ?
Durante la festa è molto difficile da capire chi è che registra con la videocamera, anche se passa da una scena all'altra, ma penso che sia uno dei pezzi forti del film perché non ti annoia, cambiando scenario da un momento all'altro, ti fa veramente capire che è festa.
Film anche divertente con battute e scene che mi hanno fatto molto ridere, chi non vorrebbe infilare un nano nel forno ? ho trovato fantastica quella scena.
Film divertente pollice in su a mio parere.
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kyotrix
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domenica 28 ottobre 2012
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festa da sballo
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Film carino e simpatico che mi ha dato l'idea di come festeggiare il mio prossimo compleanno LoL.
Festa spettacolare a cui vorrei partecipare anche io, anche se, come dire, un tantino esagerata verso la fine ^_^( ricordatevi che e' pur sempre un film comico/demenziale ).
Film che sarebbe da vietare agli under20, non si sa mai che ispiri qualche ragazzo ( non vorrei essere nei suoi genitori ^O^ )
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liuk!
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domenica 19 agosto 2012
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politicamente scorretto!
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Opera irriverente, diseducativa e politicamente scorretta che ci mostra, esasperandolo, un lato marcio della gioventù borghese americana. Il prodotto è divertentissimo!
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annu83
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domenica 5 agosto 2012
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una festa riuscita...
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Quando comincio a scrivere è un caldissimo pomeriggio estivo, non l’ideale per essere di buonumore. Anzi, non lo sono proprio, e il ventilatore non mi allieta a sufficienza. Eppure, nonostante il malumore, qualcosa mi spinge a scrivere bene di questa pellicola, che rapisce lo spettatore fin dall’inizio, grazie a una regia lineare e pulita, nonostante il metodo utilizzato.
La storia è semplice e immediata: 3 giovani imbranati e smaniosi di diventare “famosi” tra i compagni di scuola, un nugolo di persone in procinto di diventare più di mille all’interno di una festa epica destinata a imperitura memoria, la promessa (mantenuta) di “un mare di gnocca”, una casa da “sbranare” insieme a litri di alcolici, centinaia di pasticche e tanta erba da far impallidire Jack Herer…
Nourizadeh e Todd Phillips mischiano diversi mazzi delle migliori carte “trashpop” americane e si lanciano, grazie all’ausilio del sempre interessante found footage, che dopo Chronicle sembra aver preso nuovo vigore, in un’impresa importante, come la festa descritta.
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Quando comincio a scrivere è un caldissimo pomeriggio estivo, non l’ideale per essere di buonumore. Anzi, non lo sono proprio, e il ventilatore non mi allieta a sufficienza. Eppure, nonostante il malumore, qualcosa mi spinge a scrivere bene di questa pellicola, che rapisce lo spettatore fin dall’inizio, grazie a una regia lineare e pulita, nonostante il metodo utilizzato.
La storia è semplice e immediata: 3 giovani imbranati e smaniosi di diventare “famosi” tra i compagni di scuola, un nugolo di persone in procinto di diventare più di mille all’interno di una festa epica destinata a imperitura memoria, la promessa (mantenuta) di “un mare di gnocca”, una casa da “sbranare” insieme a litri di alcolici, centinaia di pasticche e tanta erba da far impallidire Jack Herer…
Nourizadeh e Todd Phillips mischiano diversi mazzi delle migliori carte “trashpop” americane e si lanciano, grazie all’ausilio del sempre interessante found footage, che dopo Chronicle sembra aver preso nuovo vigore, in un’impresa importante, come la festa descritta. Tutto in una notte, la notte del delirio assoluto, della psichedelia sintetica, dei “nani da forno” e tanto altro… la notte in cui un intero quartiere è vittima di una conquista barbara da parte dell’anarchia assoluta. Una sorta di Gotham City dove i Joker della situazione sono tre ragazzini sbarbati che vogliono solo festeggiare un compleanno, senza nemmeno riuscire ad immaginare quello che potrà succedere quando le luci si spegneranno e si tornerà alla realtà. Una pellicola altamente degenerativa, dove ogni minuto è sempre più basso (o più alto, punti di vista) di quello precedente.
Un’idea obsoleta, ma un metodo di narrazione che la rende più interessante di quel che realmente sarebbe, 3 attori giovani che recitano bene la loro parte, e alcuni spunti molto interessanti che rendono realistica tutta la narrazione. L’abuso di sostanze “illegali” non è la chicca, bensì la è la superficialità e la naturalezza con cui vengono utilizzate, a puro scopo ludico, quasi a rivivere le emozioni degli anni 70 e della beat generation, ormai troppo lontana ma non ancora completamente dimenticata. Sesso, droga, ben 2 dj che spingono musica “giusta”, tette e culi a manciate buttate lì su tavoli e divani e il piatto è servito. Perché il trucco del successo è proprio questo, la leggerezza con cui la pellicola volta le spalle al buon senso. In un regime di completa anarchia, il pregio della sceneggiatura è anche quella di evitare il colpo ad effetto finale. Nessun dramma, la festa viene soppressa nella maniera più naturale possibile, e la gloria degli ideatori sarà salva. Addirittura il proprietario della villa distrutta accennerà un moto di invidia per la festa appena svolta, roba da fare accapponare la pelle.
Qualcuno mormorava: “è come guardare American pie… ma da strafatti”… e il senso è proprio quello. Project X non ha la carica di ironia che hanno altri film a lui accostati, come appunto American Pie o Una notte da leoni, ma ha qualcosa di più. Ha la plausibilità, che di questi tempi, per una “trashcom” non è mica da buttare.
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doc steve
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lunedì 23 luglio 2012
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senza limiti
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Trama: un gruppo di amici, "sfigati" decide di dare una festa per il compleanno di uno di loro, Thomas, la cosa finira' ovviamente per sfuggirgli di mano.
Questo film ha due caratteristiche che lo rendono godibile, l'idea di unire il modello "American Pie" oramai stra-usato, con la tecnica in presa diretta (tipo Rec, per intendersi) in modo da reinventare entrambi, cosi d'avere una festa ricca di personaggi e scene bizzarre (lo gnomo, il nano, la modella, il cane volante, etc..) e tuttavia sembrare realistico; secondo e' il tema, una festa colossale a cui tutti vorrebbero parecipare...ci si esalta per forza durante il film ad un certo punto...anche perche' il film mostra il volto vero di un party, droghe, sesso, giochi alcolici.
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Trama: un gruppo di amici, "sfigati" decide di dare una festa per il compleanno di uno di loro, Thomas, la cosa finira' ovviamente per sfuggirgli di mano.
Questo film ha due caratteristiche che lo rendono godibile, l'idea di unire il modello "American Pie" oramai stra-usato, con la tecnica in presa diretta (tipo Rec, per intendersi) in modo da reinventare entrambi, cosi d'avere una festa ricca di personaggi e scene bizzarre (lo gnomo, il nano, la modella, il cane volante, etc..) e tuttavia sembrare realistico; secondo e' il tema, una festa colossale a cui tutti vorrebbero parecipare...ci si esalta per forza durante il film ad un certo punto...anche perche' il film mostra il volto vero di un party, droghe, sesso, giochi alcolici..
Il problema e' la seconda parte del film...hanno voluto spingere per forza oltre ogni limite, oltre ogni possibilita'...distruzione e distruzione....se vogliamo, vuole mostrare cosa porta la voglia di divertimento spinta senza freni...pero' questo rovina quello che era il realismo, l'atmosfera e le sensazioni che lo spettatore provava nella prima parte del film..ti chiedi ad un certo punto solo quando il regista decidera' di finirla e non che cosa succedera' ai protagonisti....il tutto torna infine nella classica conclusione divertente dei film per ragazzi.
Il film si presta quindi a una visione leggera, ad una serata tra amici ma anche a una riflessioni sull'adolescenza americana, sull'esigenza di conferme sociali, sullo sballo senza freni.
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doc steve
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lunedì 23 luglio 2012
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una festa troppo esagerata
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Trama: un gruppo di amici, "sfigati" decide di dare una festa per il compleanno di uno di loro, Thomas, la cosa finira' ovviamente per sfuggirgli di mano.
Questo film ha due caratteristiche che lo rendono godibile, l'idea di unire il modello "American Pie" oramai stra-usato, con la tecnica in presa diretta (tipo Rec, per intendersi) in modo da reinventare entrambi, cosi d'avere una festa ricca di personaggi e scene bizzarre (lo gnomo, il nano, la modella, il cane volante, etc..) e tuttavia sembrare realistico; secondo e' il tema, una festa colossale a cui tutti vorrebbero parecipare...ci si esalta per forza durante il film ad un certo punto...anche perche' il film mostra il volto vero di un party, droghe, sesso, giochi alcolici.
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Trama: un gruppo di amici, "sfigati" decide di dare una festa per il compleanno di uno di loro, Thomas, la cosa finira' ovviamente per sfuggirgli di mano.
Questo film ha due caratteristiche che lo rendono godibile, l'idea di unire il modello "American Pie" oramai stra-usato, con la tecnica in presa diretta (tipo Rec, per intendersi) in modo da reinventare entrambi, cosi d'avere una festa ricca di personaggi e scene bizzarre (lo gnomo, il nano, la modella, il cane volante, etc..) e tuttavia sembrare realistico; secondo e' il tema, una festa colossale a cui tutti vorrebbero parecipare...ci si esalta per forza durante il film ad un certo punto...anche perche' il film mostra il volto vero di un party, droghe, sesso, giochi alcolici..
Il problema e' la seconda parte del film...hanno voluto spingere per forza oltre ogni limite, oltre ogni possibilita'...distruzione e distruzione....se vogliamo, vuole mostrare cosa porta la voglia di divertimento spinta senza freni...pero' questo rovina quello che era il realismo, l'atmosfera e le sensazioni che lo spettatore provava nella prima parte del film..ti chiedi ad un certo punto solo quando il regista decidera' di finirla e non che cosa succedera' ai protagonisti....finisce nel decadente, nell' "Americanata" piu' classica
Alla fine questo film si presta molto bene a una visione leggera, senza pretese, una serata tra amici,
ma anche (senza volermi sbilanciare se sia solo un esercizio forzatamente voluto) a una lettura piu' profonda su cosa siano le nuove generazioni, il concetto di divertimento, rapporto tra ragazzi e famiglia (il padre che considera il figlio sempre e comunque uno sfigato), alle conseguenze dell'agire senza pensare e all'affermazione di se' ( un esempio e' l'acclamazione di Thomas, come culmine della vita sociale del ragazzo), lasciando un amaro in bocca dopo l'allegria
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regi1991
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sabato 21 luglio 2012
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*.* bellissimo per i festaioli
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Io sono un festaiolo!!!!! chi non vorrebbe esserci stato, un film pazzesco bellissimo! Ti carica tantissimo, si ride e ti fa venire voglia di chiamare Crosta e dirgli di organizzarti una festa epica :)
Film magnifico per chi appunto piace il genere e la festa esagerata, capisco anche molti che criticano il film perchè non hanno il gusto del genere oppure lo trovano spunto di imitazione non certo gradito (pensando ai genitori), rispetto le loro decisioni, ma per quanto mi riguarda prenderò il dvd non appena esce e lo guarderò ogni sabato prima di uscire :) ahahah ripeto WOW!!!!!!!!!!
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