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ultimoboyscout
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martedì 8 febbraio 2011
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parodia ben riuscita.
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Il film prende di petto in maniera molto allegra e leggera le tante brutte facce della politica, della TV, della società e del costume con un istrionico Bonolis nel ruolo del politicante intrallazzone e perbenista e un fantastico Sergio Rubini (che non gliele manda certo a dire) nel ruolo dell'amico-autista-tuttofare. Film che non fa ridere ma sorridere, girato con sapiente intelligenza da D'Alatri, che tra i suoi alti e bassi qui sfodera un discreto (abbastanza) alto. C'è un pò di tutto come detto, compresa ovviamente la gnocca arraffona di turno: un desolante quadro della nostra Italia contemporanea!
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alex_23
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giovedì 20 gennaio 2011
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finalmente!
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Finalmente un'alternativa ai soliti cinepanettoni!
Detto che la Santarelli non c'entra una mazza (merita solo per il lato B) c'è da dire che Bonolis può fare veramente di tutto. S'è improvvisato attore e se l'è cavata egregiamente, un grande!
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luca scialò
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mercoledì 19 gennaio 2011
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il potere e i suoi vizietti
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L'onorevole Massimo Bonfili (Paolo Bonolis) è il classico stereotipo del politico italiano: dalla vita apparentemente tranquilla e modello, con moglie (Stefania Rocca) e due figli, in realtà cela varie ipocrisie tra cui un'esuberante amante (Elena Santarelli) che appartiene al mondo dello spettacolo. Che lui stesso ha aiutato a emergere. Per non farsi beccare dai paparazzi, affida la giovane Martina al suo autista (Sergio Rubini), del quale si serve in tutto e per tutto. Ma il fato si sa, spesso è un vero boomerang.
Una commedia senza pretese, e forse anche per questo riuscita, sull'ipocrisia del potere, con la sua doppia faccia. Un buon cast di attori, tra i quali anche Margherita Buy e Michele placido, che rende il film gradevole.
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L'onorevole Massimo Bonfili (Paolo Bonolis) è il classico stereotipo del politico italiano: dalla vita apparentemente tranquilla e modello, con moglie (Stefania Rocca) e due figli, in realtà cela varie ipocrisie tra cui un'esuberante amante (Elena Santarelli) che appartiene al mondo dello spettacolo. Che lui stesso ha aiutato a emergere. Per non farsi beccare dai paparazzi, affida la giovane Martina al suo autista (Sergio Rubini), del quale si serve in tutto e per tutto. Ma il fato si sa, spesso è un vero boomerang.
Una commedia senza pretese, e forse anche per questo riuscita, sull'ipocrisia del potere, con la sua doppia faccia. Un buon cast di attori, tra i quali anche Margherita Buy e Michele placido, che rende il film gradevole. Per ammissione dello stesso regista D'Alatri, trattasi di una risposta ai cinepanettoni, definendolo di fatto "cinepandoro". Magari fossero anche quelli così...
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scrigno magico
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venerdì 19 novembre 2010
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finale urticante!
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Il finale in cui la Santarelli entra a casa della moglie di Rubini, Margherita Buy, col panettone (con orrendo spot della marca come altri di una nota bibita, per tutto il film, davvero irritanti) e conseguente trenino finale fa accapponare la pelle! URTICANTE! Il film vivacchia fino all'improbabilissimo intreccio finale di coppie e al finale finto allegro che è davvero ridicolo. I figli in trasmissione con papà e (presunta) amante a Porta a Porta con la mamma in ospedale poi non si possono proprio vedere! Si salvano solo Rubini e Papaleo per la recitazione, Bonolis-Sordi è agghiacciante, la Santarelli bellissima, non le si poteva chiedere altro!
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lalli
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giovedì 26 marzo 2009
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bonolis molto meglio in tv(ma non come attore)
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avevo visto questo film al cinema e devo dire, non so perchè, che mi era piaciuto molto di più ... all'inizio rispecchia VERAMENTE l'orribile corruzione e ipocrisia dei politici ma il finale è veramente assurdo ed esagerato...ottimo Rubini come sempre, bravi tutti gli attori tranne Bonolis che in tv è bravissimo ma non a recitare in un film...
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ciccio capozzi
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mercoledì 25 marzo 2009
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fortapasc/ lontano dai santini, un cinema classico
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“FORTAPASC” di MARCO RISI; ITA, 09. La sera del 23 settembre 85, sotto casa sua, è ucciso il giovane giornalista Giancarlo Siani, “reo” di aver messo a fuoco conflitti interni alla camorra e le collusioni di questa coi politici di Torre Annunziata. Nel 2001 già il giovane regista Maurizio Fiume, utilizzando come set anche la redazione di Metropolis, aveva dedicato un film a Giancarlo, “E io ti seguo”. Un film generoso, che non ebbe una circuitazione degna di questo nome. E anche per Risi la storia produttiva è complicata: era un vecchio progetto, addirittura precedente al film di Fiume, reso oggi possibile dall’interessamento di Angelo Barbagallo, che è personaggio molto interessante del cinema italiano.
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“FORTAPASC” di MARCO RISI; ITA, 09. La sera del 23 settembre 85, sotto casa sua, è ucciso il giovane giornalista Giancarlo Siani, “reo” di aver messo a fuoco conflitti interni alla camorra e le collusioni di questa coi politici di Torre Annunziata. Nel 2001 già il giovane regista Maurizio Fiume, utilizzando come set anche la redazione di Metropolis, aveva dedicato un film a Giancarlo, “E io ti seguo”. Un film generoso, che non ebbe una circuitazione degna di questo nome. E anche per Risi la storia produttiva è complicata: era un vecchio progetto, addirittura precedente al film di Fiume, reso oggi possibile dall’interessamento di Angelo Barbagallo, che è personaggio molto interessante del cinema italiano. Ha prodotto con lungimiranza i film di Moretti e credette in “La meglio gioventù” di M.T.Giordana. “Fortapàsc” è un bel film: mi ha intrigato e commosso. Ha evitato le secche della beatificazione post mortem. E’ di fronte a noi un non-eroe, che voleva, con una buona dose di incoscienza, ma anche di dignità professionale, fare “solo” il suo mestiere. A dire il vero, era uno che non capiva fino in fondo, forse, le implicazioni che scaturivano dal suo osservare con onestà e semplicità gli avvenimenti di “nera” che era chiamato a descrivere. Ma una volta mangiata la foglia, non si è sottratto ad un percorso che poteva essere pericoloso. I bravi sceneggiatori, Purgatori e Carrington, e lo stesso regista, hanno operato il massimo sforzo nel contestualizzare la vicenda umana e individuale in un importante punto di svolta della storia della criminalità. La vicenda di Siani, l’attore assai misurato e intenso Libero De Rienzo, emerge dal confronto molto serrato, dal punto di vista cinematografico, con l’ambiente mafioso che condizionava pesantemente la vita economica del grande Comune di Torre A.ta. Le connivenze tra il Sindaco e Valentino Gionta, il capo del clan locale, erano fortissime. Il Gionta, ora all’ergastolo, è qui l’attore molto bravo M. Gallo; distaccatosi dai cutoliani non solo era uscito indenne dalla distruzione della NCO, ma si era ritagliato uno spazio suo. Il suo muoversi nell’ambiente fisico della Città, in cui operava, è reso con un senso quasi corale di “partecipazione” popolare. Ma questo è un tratto che il Gionta sollecitava, con donazioni e interventi “benefici”, pur nel mentre spacciava e faceva il pizzo e lo strozzo, e di cui si gloriava. Gli veniva “ideologicamente” dalla vecchia appartenenza al Super clan di Cutolo, che faceva della Camorra addirittura una specie di movimento antistatale. La descrizione ambientale è resa con un realismo severo denso di squallore, anche attraverso eccessi cromatici. Fa pensare al cinema classico di Francesco Rosi, e non a “Gomorra”.
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gianmaria s
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mercoledì 30 aprile 2008
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insulso, banale e senza motivo.
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Insulso, banale e senza motivo. Si salva solo il sedere della Santarelli.
Margherita Buy e Sergio Rubini accusano una grande caduta di stile.
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patty
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sabato 2 febbraio 2008
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buonismo per tutti! (o quasi)
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A me non pare davvero che ci sia molto da dire su questa scadente pellicola. La "presa in giro" della classe politica media è talmente becera e scontata da risultare soporifera; l'evolversi della sceneggiatura, mentre all'inizio sembra lasciar intuire un divertente esito di "rovesciamento delle parti", tanto da farci incrociare le dita affinché il buon Mariani riesca a soffiare la desiderabilissima e trascurata amante all'odioso onorevole, si risolve invece con una fine buonista a favore di tutti, tarallucci, vino e sculettamenti brasileiri in coda compresi, e lascia in purgatorio il solo deputato. Ma solo in purgatorio! affinché non si giunga mai ad una rilettura decisiva di tutta la situazione, ma si torni sempre ad un suo re-inizio.
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A me non pare davvero che ci sia molto da dire su questa scadente pellicola. La "presa in giro" della classe politica media è talmente becera e scontata da risultare soporifera; l'evolversi della sceneggiatura, mentre all'inizio sembra lasciar intuire un divertente esito di "rovesciamento delle parti", tanto da farci incrociare le dita affinché il buon Mariani riesca a soffiare la desiderabilissima e trascurata amante all'odioso onorevole, si risolve invece con una fine buonista a favore di tutti, tarallucci, vino e sculettamenti brasileiri in coda compresi, e lascia in purgatorio il solo deputato. Ma solo in purgatorio! affinché non si giunga mai ad una rilettura decisiva di tutta la situazione, ma si torni sempre ad un suo re-inizio. La sola osservazione che mi sento di fare è riguardo all'interpretazione di Bonolis: perché, mi chiedo, per quali ragioni, l'ottimo D'Alatri gli ha permesso questo scimmiottare addirittura farsesco del grandissimo Sordi? Che senso ha? Svilente per lo stesso Bonolis, direi! Dal momento che, oltre alla già ampiamente dimostrata sua capacità imitativa del nostro grande, ci dice anche di una sua chiara intelligenza (in senso letterale) del personaggio interpretato: credo che avrebbe saputo tradurcelo in modo molto più efficace senza ricorrere alla macchietta, ma attingendo solo alla propria inventiva e forza interpretativa.
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manueffe
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mercoledì 2 gennaio 2008
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simpatico
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carino si, questo film.
e per la prima volta mi è piaciuta la buy, che
giocava sempre la parte della depressa, ma in modo
irinico e divertente, rubini: meraviglioso.
bonolis non è un attore, ma tra tanti cani che recitano
si può sopportare, lei, la bionda, era perfetta. Un film
carino. senza pretese. ciao:)
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warrenteam
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mercoledì 2 gennaio 2008
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bonolis è sordi?
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Ho visto il film su Sky, con l'intervista in apertura di Paolo Bonolis, che spiega come lui non sia un attore e quindi si rifà ad Alberto Sordi, questo aiuta a giudicare la sua interpretazione. Il film risulta piacevole a tratti, è abbastanza scorrevole, ma costruito su una storia ovvia e banale; tuttavia non credo ci possano essere aspettative diverse dal genere. Ottimi sergio Rubini e Margherita Buy.
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