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Triplo gioco
Un film di Neil Jordan.
Con Nick Nolte, Gérard Darmon, Emir Kusturica, Tchéky Karyo, Saïd Taghmaoui
Titolo originale The Good Thief.
Commedia,
durata 101 min.
- Canada, Francia, Gran Bretagna, Irlanda 2003.
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Rifacimento di Bob le Flambeur (1956) di J.-P. Melville, film di basso costo e di magri incassi, ma ammirato dai futuri registi della Nouvelle Vague. Un altro remake? Speciale, però. Come possa essere – discutibile fin che si vuole – originale un remake lo dimostra l'irlandese N. Jordan che l'ha scritto e diretto. Attenti al titolo inglese: allude al buon ladrone del Golgota (Luca, 26, 40-43). È Bob che vive nei bassifondi di Nizza nel 2000: rapinatore, giocatore d'azzardo, alcolista, eroinomane, ma anche capace di salvare una ragazza dell'Est dal giro della prostituzione e rispettato dal locale commissario di polizia che non vorrebbe vederlo ritornare in prigione dove ha passato i migliori anni della sua vita. All'azione provvede la preparazione di un colpo al Casinò di Montecarlo che fa da copertura a un altro colpo ancor più rocambolesco, tra contrattempi e tradimenti. Ma sono i personaggi che contano, e l'atmosfera. Conta l'anomalo percorso: dopo la marcia cupezza della 1ª parte (funzionale fotografia sporca di Chris Menges) in cui stagnano solitudine, disperazione, disagio interetnico, si passa lentamente alle aperture verso il finale. Vince l'amore per la vita. E il delitto paga. Ottimo N. Nolte tra bravi attori. |
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| La giovane Nutsa Kukhianidze e il suo maturo amante Nick Nolte | |
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La porti bene la tua età. Cioè, quale età? L’età della pietra. |
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DVD | Triplo giocoUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 7 maggio 2008
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SOUNDTRACK | Triplo giocoLa colonna sonora del film
Disponibile on line da martedì 1 aprile 2003
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di Roberto Nepoti La Repubblica
Giocatore sfortunato, cocainomane nonché romantico protettore dei deboli, il ladro Bob Montagnet si fa paladino della giovane immigrata Anne, poi organizza il colpo grosso al casinò di Montecarlo. Lo affianca la banda di un tempo; più Emir Kusturica nella parte di Vladimir, un esperto in sistemi d'allarme. Frattanto il poliziotto Roger, suo amico-nemico, si prepara a sventarne i piani: le cose, però, prenderanno una direzione inaspettata. Rifacimento di un classico di JeanPierre Melville, Bob le flambeur, un film atipico e sorprendente diretto dal bravo Neil Jordan con uno stile molto personale. » |
di Dario Zonta L'Unità
Neil Jordan alle prese del mondo delle rapine e del gioco d'azzardo L'avevamo lasciato nel mezzo di un incubo con il thriller psicoanalitico In Dreams e l'adattamento di un Greene ( Fine di una storia), lo ritroviamo sulla Costa azzurra alle prese con un noir, Triplo gioco. Sono passati quattro anni nei quali, come ammette Neil Jordan a Roma durante la presentazione del film, «ho lavorato senza risultati ha un progetto lungo e fallimentare sulla famiglia Borgia che dovevo realizzare proprio a Roma l'anno scorso e che è stato rimandato per mancanza di soldi. » |
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Basta alcol, cerco il riscatto al cinema
di Giovanna Grassi Il Corriere della Sera
In Triplo gioco - The Good Thief di Neil Jordan (il regista era ieri a Roma per presentarlo, dal 23 sarà sui nostri schermi) Nick Nolte è Bob, un americano sradicato in Francia, giocatore, ladro, alcolista, drogato. In alcune scene, il volto di Bob assomiglia alla devastata foto segnaletica che, nel settembre scorso, dopo l'arresto di Nolte per guida in preda ad alcol e droghe, ha fatto il giro del mondo. Eppure, in barba all'ironia di Steve Martin, che mostrando quella immagine agli Oscar aveva finito per parlare delle droghe che circolano a Hollywood, Nolte non ha esitato a invitare i giornalisti nella sua villa di Malibu per discutere del film di Jordan, da lui amatissimo, e di Hulk di Ang Lee, il blockbuster annunciato, in cui interpreta il padre dell'eroe verde del fumetto Marvel. » |
di Pier Maria Bocchi Film TV
Sembrava che l’operazione gridasse vendetta: mettere le mani della contemporaneità su un autore come JeanPierre Melville. Ma Neil Jordan, cineasta di cui si sono sottovalutati spesso troppi film (due per tutti: The Butcher Boy e In Dreams), agisce con una modestia intelligente che è rarissimo trovare nelle tonnellate di remake che infestano i nostri schermi. Jordan sa benissimo di non poter recuperane e rifare toni, mondi, perfino idee di Bob il giocatore, il noir del 1955 su cui The Good Thief (ma non c’era un altro titolo italiano, perlomeno diverso da quello nostrano di Romeo Is Bleeding di Medak?) si basa, Preferisce dunque scriversi da solo la sceneggiatura. » |
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