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Gangstermovie diretto dallo scozzese John Mackenzie che punta tutto su una narrazione tosta, con scene dure, e un buon ritmo incalzante. La bravura del regista risiede nell’aver valorizzato il genere cinematografico a cui appartiene la pellicola, spingendo su azione, personaggi violenti e decisi, ma molto realistici, e spietate logiche criminali.
Buona la sceneggiatura e soprattutto l’ambientazione nell’Inghilterra anni ’80, di cui viene rappresentato un affresco molto interessante.
La trama lascia il mistero su alcuni suoi elementi, realizzando un buon effetto per lo spettatore che deve cercare di venirne a capo man mano che il film procede.
Ottimo la squadra di interpreti guidata da Bob Hoskins con il phisique du role per la parte del gangster protagonista e autore di una prova particolarmente intensa, grintosa ed impegnata. Meno valorizzata Helen Mirren nell’unico ruolo femminile di rilievo. Nel resto del cast si ricordano in due piccoli ruoli, un giovanissimo Pierce Brosnan, al suo esordio sul grande schermo, e Paul Freeman, attore che si ricorda nella parte dell’archeologo nemico di Indiana Jones nel primo film della mitica serie “I predatori dell'arca perduta”.
Colpiscono e si fanno ricordare le musiche, molto anni ’80.
Il film si fa ricordare per alcune scene suggestive, su tutte quella dei malviventi appesi a testa in giù nella cella frigorifera; scena valorizzata da Mackenzie che ricorre a tecniche di ripresa molto particolari e sicuramente azzeccate.
Finale a sorpresa, che conclude in modo degno lo scontro colpo su colpo, descritto durante tutto il film.
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