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claudio
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lunedì 27 marzo 2023
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un passato non riconosciuto
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Si cambia giorno dopo giorno senza che ce ne rendiamo conto in quanto siamo sempre presenti a noi stessi e raramente riusciamo a guardarci dall’esterno. La metamorfosi graduale e inarrestabile di Giorgio inizia con una scazzottata per difendere uno sconosciuto, un baro, che lo introduce in un mondo fino ad allora a lui sconosciuto. Prima con riluttanza poi con sempre maggiore coinvolgimento Giorgio entra in un mondo di sopraffazione, violenza, imbrogli guidato dal suo cattivo consigliere Francesco. Giorgio cambia radicalmente, abbandona gli studi, stringe amicizie e rapporti con persone di dubbia moralitá, fino a commettere uno stupro ai danni di una barista a Barcellona.
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Si cambia giorno dopo giorno senza che ce ne rendiamo conto in quanto siamo sempre presenti a noi stessi e raramente riusciamo a guardarci dall’esterno. La metamorfosi graduale e inarrestabile di Giorgio inizia con una scazzottata per difendere uno sconosciuto, un baro, che lo introduce in un mondo fino ad allora a lui sconosciuto. Prima con riluttanza poi con sempre maggiore coinvolgimento Giorgio entra in un mondo di sopraffazione, violenza, imbrogli guidato dal suo cattivo consigliere Francesco. Giorgio cambia radicalmente, abbandona gli studi, stringe amicizie e rapporti con persone di dubbia moralitá, fino a commettere uno stupro ai danni di una barista a Barcellona. Solo quando vede l’amico che tenta di violentare una ragazza si risveglia dal suo trance di perversione e interviene per fermare lo stupro. Ne nasce una violenta colluttazione e un pestaggio da parte della polizia che riporta Giorgio alla realtá e alla completa consapevolezza di se. Ritroviamo Giorgio qualche anno dopo, magistrato affermato, che incontra una ragazza che lo ringrazia per averla protetta da Francesco. Giorgio appare smarrito, quasi non ricorda l’episodio che ha archiviato e ha dimenticato come se non fosse un tassello di un passato che sente non appartenergli.
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parsifal
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venerdì 9 febbraio 2018
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due bari a bari
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Pellicola diretta da D. Vicari, nata dalla penna dello scrittore Carofiglio, che ha curato la sceneggiatura ed il soggetto. La vicenda si svolge a Bari ed ha come protagonista un giovane laureando in giurisprudenza, Giorgio, interpretato da n Elio Germano al culmine della sua espressività professionale. La sua è un'esistenza piatta , prevedibile , banale , fatta di studio, famiglia e un rapporto sentimentale noioso e privo di verve. Una sera , durante una festa in una villa della Bari altolocata, Giorgio incontra Francesco ( Ottimo e tenebroso MIchele Riondino) che in quel frangente , lavora come croupier . Dopo un episodio assai movimentato, i due iniziano a frequentarsi con assiduità.
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Pellicola diretta da D. Vicari, nata dalla penna dello scrittore Carofiglio, che ha curato la sceneggiatura ed il soggetto. La vicenda si svolge a Bari ed ha come protagonista un giovane laureando in giurisprudenza, Giorgio, interpretato da n Elio Germano al culmine della sua espressività professionale. La sua è un'esistenza piatta , prevedibile , banale , fatta di studio, famiglia e un rapporto sentimentale noioso e privo di verve. Una sera , durante una festa in una villa della Bari altolocata, Giorgio incontra Francesco ( Ottimo e tenebroso MIchele Riondino) che in quel frangente , lavora come croupier . Dopo un episodio assai movimentato, i due iniziano a frequentarsi con assiduità. Giorgio scopre un sottobosco a lui del tutto sconosciuto, quello del gioco d'azzardo clandestino ed in pochi mesi diventa un baro di tutto rispetto , grazie anche agli insegnamenti del suo nuovo amico. Iniziano a giocare e a vincere ovunque sia nei bassifondi che nell' alta società. Giorgio esce dai binari , evade da quella routine che lo aveva oppresso sino quel giorno e diventa sempre più spericolato; è l'amante di una donna sposata, non si fa scrupoli di sorta, accantona gli studi , con grande preoccupazione da parte dei genitori, molto possessivi ed incapaci di capire cosa sta accadendo. Il gioco diventa sempre più pericoloso; I due partono per la Spagna , con l'intenzione di acquistare un ingente quantitativo di cocaina, per poi rivenderle sul mercato della loro città . Da qui in poi, la vicenda assume delle tinte sempre più fosche; Francesco nasconde un segreto orribile, che svelerà durante il soggiorno in Spagna e Giorgio commetterà un crimine molto più odioso di quelli commessi sino a quel momento. Tornati a Bari , i due si allontanano, fino ad una notte in cui Giorgio incotre il suo ex amico, mentre sta usando violenza, con estremo sadismo ad una ragaza che lavorava in bar da loro frequentato. Giorgio tenta il tutto per tutto e riesce a far fuggire la ragazza, ma verrà arrestato e accusato del crimine di stupro. Fortunatamente riuscirà ad uscirne ( non indenne, poichè gli agenti infieriranno su di lui senza alcuna pietà), grazie alla testimonianza a suo favore , da parte della vittima. Diventerà avvocato e le intemperanze giovanili saranno solo un ricordo: Ottima sceneggiatura, grande interpretazione dei due giovani attori per una vicenda a tinte fosche con venature ironiche.
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dario
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giovedì 29 settembre 2016
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insipido
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La storia non riesce a creare interesse. Peccato per l'impegno dei due attori. Regia lenta e involuta, sceneggiatura scritta male, Tempo perso.
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brando fioravanti
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lunedì 10 dicembre 2012
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un pugno nello stomaco
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Un bravo ragazzo, studioso di giurisprudedenza si lacia trasportare in bische clandestine da un suo amico conosciuto casualmente. Dal poker si passerà allo spaccio e uso di droghe pesanti, al sesso a pagamento e infine allo stupro. Scontata e ripetitiva la storia di un amicizia virile e ossessiva tra un bravo e un cattivo ragazzo, ma la storia e i cambiamenti sono descritti molto accuratamente. Vicari conferma uno stile folcloristico tutto suo, che comincia a funzionare.La grande dose di violenza trova sempre giustificazione e lascia il segno allo spettatore
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francescol82
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venerdì 15 ottobre 2010
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ottima trasposizione
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Dopo aver letto il libro - a mio avviso ottimo - ho scoperto l'esistenza di questo film che ovviamente non mi sono lasciato sfuggire. Il libro è stato in grado di darmi una forte e inaspettata sensazione di angoscia per questo ragazzo "modello" che attratto dai soldi facili butta la sua vita per seguire il nuovo amico baro conosciuto proprio al tavolo verde. Pagina dopo pagina aumentavano i soldi ma Giorgio sprofondava sempre di più in quell'abisso al di fuori della legalità. Ad essere sincero il film non è riuscito a rievocare pienamente le sensazioni che mi ha trasmesso il libro, devo dire che comunque l'ho trovato ottimo sia per la regia che per gli attori.
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wakeih2br
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giovedì 29 luglio 2010
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film veramente bello coinvolgente e ben riuscito
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Questo film mi è piaciuto tantissimo. Vederlo al cinema è stato veramente entusiasmante, ti lascia incollato alla sedia fino alla fine. Elio Germano e Michele Riondino sono magnifici nell'interpretazione dei loro personaggi e come coppia funzionano davvero molto bene. Quando arriva la fine del film quasi sei dispiaciuto perchè vorresti vedere continuare la pellicola ancora per ore per vedere cosa combinano e dove vanno a ficcarsi i protagonisti.
La musica, la regia e la sceneggiatura sono perfette. Tra le recensioni della critica ho letto di chi sosteneva che il personaggio di Germano risulta allo spettatore odioso e che quando lo picchiano ci si sente quasi sollevati; non concordo affatto; secondo me i due protagonisti, seppur scorretti, suscitano nello spettatore una sorta di simpatia, una specie di fascino del male.
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Questo film mi è piaciuto tantissimo. Vederlo al cinema è stato veramente entusiasmante, ti lascia incollato alla sedia fino alla fine. Elio Germano e Michele Riondino sono magnifici nell'interpretazione dei loro personaggi e come coppia funzionano davvero molto bene. Quando arriva la fine del film quasi sei dispiaciuto perchè vorresti vedere continuare la pellicola ancora per ore per vedere cosa combinano e dove vanno a ficcarsi i protagonisti.
La musica, la regia e la sceneggiatura sono perfette. Tra le recensioni della critica ho letto di chi sosteneva che il personaggio di Germano risulta allo spettatore odioso e che quando lo picchiano ci si sente quasi sollevati; non concordo affatto; secondo me i due protagonisti, seppur scorretti, suscitano nello spettatore una sorta di simpatia, una specie di fascino del male. Così come del resto accade in molti gangster movie come ' quei bravi ragazzi ' o 'pulp fiction'. Alla fine inspiegabilmente si tifa sempre un pò per loro. L'unico momento in cui ci si distacca da questa compiacenza è nel momento degli stupri. Una delle scene che preferisco è quella in cui Riondino dice a Germano di voler andare via in Spagna; la sera stessa Germano lo chiamerà e lo seguirà portando con sè tutti i soldi senza neanche sapere la destinazione. in quel momento Germano aveva un capitale esagerato ma invece di restarsene tranquillo a contare i ricavati sceglie di seguire l'amico verso oscure mete. Questo tratto di film mi piace particolarmente perchè evidenzia quella voglia che spesso si manifesta nell'essere umano di volere sempre di più, di provare emozioni sempre più forti, di superare sempre prove più dure, del piacere di rischiare, di sentirsi vivi combattendo la routine quotidiana e la noia della vita retta. l'adrenalina del pericolo. Un pò come la teoria del piacere di Leopardi.
Oppure un pò come Nichè quando ci parla dello spirito Dionisiaco e quello Apollineo.
Quanto è noiosa la festa iniziale del film in cui svogliatamente Germano accondiscende alla ragazza e si sforza di divertirsi, viceversa quanto è meraviglioso quando si recano a fare il torneo di poker fatti di anfetamina.
Inoltre mi è piaciuta la scena quando Germano alla fine del film prima di uscire dal commissariato vede l'amico, anch'egli pieno di lividi in viso, attraverso il vetro del commissariato; in quel momento è come se per un attimo si vedesse allo specchio, ammirasse sconvolto il suo lato oscuro.
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cinefila
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domenica 4 luglio 2010
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il buono e il cattivo!
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Quando il buono e il cattivo si incontrano, non ce n'è più per nessuno!!
Una Bari addobbata a festa accoglie in una serata natalizia i 2 protagonisti che, sconosciuti, si ritrovano ad un party concluso in una rissa, in cui un inconsapevole e immacolato Elio Germano salva da botte certe il più duro e misterioso Michele Riondino, cinico croupier ad un tavolo da poker.
Da quella sera il buono, studente diligente di giurisprudenza, fidanzato, buon famiglia alle spalle, diventa l'ombra del cattivo e insieme accumulano soldi facili vinti barando ai tavoli di poker, grazie ai preziosi insegnamenti di Riondino che indottrina l'attento e curioso allievo!
Da lì, denaro e sesso (una matura, sensuale e sposata Chiara Caselli strega Germano) diventano parole d'ordine che portano i due a vivere situazioni estreme in una Barcellona festaiola in cui sarà proprio Germano, in preda ai fumi della droga, a ritrovarsi prima a difendere dalle grinfie di Riondino e poi a stuprare lui stesso una cameriera conosciuta in un locale.
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Quando il buono e il cattivo si incontrano, non ce n'è più per nessuno!!
Una Bari addobbata a festa accoglie in una serata natalizia i 2 protagonisti che, sconosciuti, si ritrovano ad un party concluso in una rissa, in cui un inconsapevole e immacolato Elio Germano salva da botte certe il più duro e misterioso Michele Riondino, cinico croupier ad un tavolo da poker.
Da quella sera il buono, studente diligente di giurisprudenza, fidanzato, buon famiglia alle spalle, diventa l'ombra del cattivo e insieme accumulano soldi facili vinti barando ai tavoli di poker, grazie ai preziosi insegnamenti di Riondino che indottrina l'attento e curioso allievo!
Da lì, denaro e sesso (una matura, sensuale e sposata Chiara Caselli strega Germano) diventano parole d'ordine che portano i due a vivere situazioni estreme in una Barcellona festaiola in cui sarà proprio Germano, in preda ai fumi della droga, a ritrovarsi prima a difendere dalle grinfie di Riondino e poi a stuprare lui stesso una cameriera conosciuta in un locale.
Il ritorno in Italia riporta Germano sulla retta via, mentre Riondino non perde il vizio e mentre nella periferia di una ritrovata Bari sta per consumarsi l'ennesimo atto di violenza su una donna (Valentina Lodovini), questa volta sarà Germano a redimersi dai suoi peccati, salvando la ragazza dall'"amico" e salvando, così, anche se stesso!
Lo ritroveremo anni dopo, cresciuto, con la toga da magistrato, che si ritrova davanti agli occhi la ragazza salvata dalla violenza di quella notte lontana e che, andata lì per ringraziarlo, lo riporterà a ripercorrere quel periodo della sua vita in un flashback di due ore che riconduce alla scena d'apertura di questo apprezzabile film.
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vanessssss
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mercoledì 20 gennaio 2010
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elio germano,un talento!
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Ho finito ora d vedere il film:"Il passato è una terra straniera" devo fare davvero i complimenti al brillantissimo Elio,che è veramente un mito,un mostro del cinema italiano,continua così che mi piaci sempre più!
congratulazioni Elio
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mauro b
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lunedì 4 gennaio 2010
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non male
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Il film è abbastanza bello,ma il libro lo è ancora di più!!
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dedda
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mercoledì 9 dicembre 2009
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un bel film
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Capisco l'elemento "velocità" del film di cui parlano alcuni in queste recensioni, ma devo dire che a me il film è piaciuto molto: ho apprezzato il crescendo della situazione del bravissimo Germano nella sua "discesa" verso un mondo a lui sconoscito e da sempre giudicato come sbagliato, erroneo. Michele Riondino poi consacra la sua bravura. Nel finale a me non sembra che la ragazza abbia "l'occhio nero", ma piuttosto risulta essere una persona stanca, triste, provata. Ed anche Giorgio-Germano nel finale è una persona spenta, stanca che, nonostante il titolo, ancora risente degli eventi passati della sua esistenza. E' questa la contraddizione del film che apprezzo. Il finale si adatta bene al personaggio di Riondino (bravissimo anche lui) che svela i suoi veri problemi piano piano, creando una specie di delusione nello spettatore: non ci si aspetta, dal ragazzo che bara a poker, una persona violenta e con disturbi maniacali.
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Capisco l'elemento "velocità" del film di cui parlano alcuni in queste recensioni, ma devo dire che a me il film è piaciuto molto: ho apprezzato il crescendo della situazione del bravissimo Germano nella sua "discesa" verso un mondo a lui sconoscito e da sempre giudicato come sbagliato, erroneo. Michele Riondino poi consacra la sua bravura. Nel finale a me non sembra che la ragazza abbia "l'occhio nero", ma piuttosto risulta essere una persona stanca, triste, provata. Ed anche Giorgio-Germano nel finale è una persona spenta, stanca che, nonostante il titolo, ancora risente degli eventi passati della sua esistenza. E' questa la contraddizione del film che apprezzo. Il finale si adatta bene al personaggio di Riondino (bravissimo anche lui) che svela i suoi veri problemi piano piano, creando una specie di delusione nello spettatore: non ci si aspetta, dal ragazzo che bara a poker, una persona violenta e con disturbi maniacali. La vicenda di Giorgio-Germano che viene messa in evidenza è quella del suo percorso morale e di reazione tardìa alla famiglia. Mettere in discussione la sua famiglia borghese e cieca porta il protaginosta a un viaggio nella parte nascosta e animale di se stesso e di tutti gli uomini e, come spesso accade, il pericolo di rimanere invischiato è alto.
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