"Attacco ai tre grandi"(scritto e diretto da Umberto Lenzi, 1967). Anno 1942, un gruppo di ufficiali e sottouffciali tedeschi scelti(conoscenza dell'inglese)passando per il deserto, arrivano fortunosamente(ormai solo in tre)a Casablanca dove sono incaricati(ordine del Fu"hrer)di uccidere i tre Grandi dlela Terra, che si danno convegno(incontro al vertice di Casablanca, appunto), sono: Churchill, Roosevelt e Stalin(ma quest'ultimo non arriva, mentre al suo posto ci sarà il generale Charles De Gaulle, dirigente di "France Libre"). Si tratta di un fatto storico realmente avvenuto e peraltro documentato storicamente(cfr.per ex.William Shirer, Hitler e il Terzo Reich)e quindi Lenzi , autore "totale"del film, avendo scritto anche soggetto e sceneggiatura avrebbe potuto incorrere nel"paradocumentario", sorta di"doculfim"(nel 1967 il concetto non esisteva ancora, comunque non esisteva la parola), mentre invece realizza un fiolm, che non è"di guerra", direi piuttosto, in senso lato, di"spionaggio", comunque pieno di suspense e anche, paradosalmentre, di umanità, dato che i nazisti incaricati della missione(che ovviamente fallisce, come ampiamente documentato, appunto, dunque rivelarlo non è un"crimine di leso spettatore") sono abbastanza"divisi".
[+]
"Attacco ai tre grandi"(scritto e diretto da Umberto Lenzi, 1967). Anno 1942, un gruppo di ufficiali e sottouffciali tedeschi scelti(conoscenza dell'inglese)passando per il deserto, arrivano fortunosamente(ormai solo in tre)a Casablanca dove sono incaricati(ordine del Fu"hrer)di uccidere i tre Grandi dlela Terra, che si danno convegno(incontro al vertice di Casablanca, appunto), sono: Churchill, Roosevelt e Stalin(ma quest'ultimo non arriva, mentre al suo posto ci sarà il generale Charles De Gaulle, dirigente di "France Libre"). Si tratta di un fatto storico realmente avvenuto e peraltro documentato storicamente(cfr.per ex.William Shirer, Hitler e il Terzo Reich)e quindi Lenzi , autore "totale"del film, avendo scritto anche soggetto e sceneggiatura avrebbe potuto incorrere nel"paradocumentario", sorta di"doculfim"(nel 1967 il concetto non esisteva ancora, comunque non esisteva la parola), mentre invece realizza un fiolm, che non è"di guerra", direi piuttosto, in senso lato, di"spionaggio", comunque pieno di suspense e anche, paradosalmentre, di umanità, dato che i nazisti incaricati della missione(che ovviamente fallisce, come ampiamente documentato, appunto, dunque rivelarlo non è un"crimine di leso spettatore") sono abbastanza"divisi". uno è mezzo statunintense, un altro afferma ad un certo punto"il mio migliore amico era un Ebreo", affermazione ovviamente in totale contrasto con quanto affermato dal nazismo, preiguidizialmente, come ben noto, antinazista, un altro ha un grande problema dietro di sé, avendo praticato l'eutansia nei confronti della moglie, malata molto gravemente, con quasi nessuna speranza di sopravvivenza; sono comunque"nazisti atipici", come dimostrano in varie occasioni;comunque, , ma dopo innumerevoli episodi che potrebberto portarli, anche se ormai solo in tre, alla meta. ossia all' esecuzione del"compito". Suspense continua, in particolare durante la traversata del deserto, con agguati, mine, pericoli di ogni sorta(beduini che complessivamente sono schierati contro il nazismo e chi lo incarna), ma anche prima e dopo; tra cammelli e carri armati rubati alle truppe alleate, arrivano in una Casablanca divisa, con forte presenza francese(per nulla"petainiana", dunque non certo favorevole al Terzo Reich). Un film"doppio", volendo: da una parte la loro necessità di obbedire al"dovere"imposto, dall'altro la volontà assoluta di uscire da questa"sale de guerre"(ogni guerrà è tale, in realtà), dall'altro le istanze concrete e le sofferenze patite da questi uomoini, come per es.quando uno di loro, già ferito, viene morso mortalmente da uno scorpione. Un film anche di sicuro ritmo, per nulla"noioso", anzi scorrevole e"emozioante" dall'inizio alla fine, il che non vuol dire naturalmente che si arrivi a parteggiare per i nazisti fedeli comunque(anche se in maniera contraddittoria), al "Reich millenario"(definizione dello stesso Hitler e fatta propria da tutti i gerarchi del nazismo), tanto che riabilita pienamente, se ancora ce ne fosse bisogno, la memoria di Umberto Lenzi, uno dei registi spesso incolpato di aver fatto solo"B-movies". Ci sono anche due donne, nel plot, di cui una svolge un ruolo ambiguo, ma è interdetto rivelare quale delle due sia la"doppiogiochista". Interpreti di notvole livello: Ken Clark, Horsta Frank, Carlo Hinntermann, Jeanne Valerie e Fabienne Dali. El Gato
[-]
|
|