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jonnylogan
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mercoledì 11 febbraio 2026
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eccesso di colpi di scena
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Dopo molti anni Matt Damon, e il suo storico amico d’infanzia Ben Affleck, tornano a lavorare assieme grazie a una pellicola che trasuda di corruzione e thrilling, il tutto sotto l’egida del regista e sceneggiatore Joe Carnahan, non nuovo ad ambientazioni di questo tipo; suo Smokin’ Aces (id.; 2008) pellicola con la quale aveva già coinvolto Affleck in un thriller claustrofobico avente come protagonista Ryan Reynolds. In tal caso la vicenda si svolge nell’arco di pochissime ore, all’interno di una palazzina dove la pattuglia dell’antidroga, comandata da due colleghi e amici storici, arriva per eseguire un sequestro, che nella terminologia della polizia di Miami si definisce per l’appunto “The Rip”.
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Dopo molti anni Matt Damon, e il suo storico amico d’infanzia Ben Affleck, tornano a lavorare assieme grazie a una pellicola che trasuda di corruzione e thrilling, il tutto sotto l’egida del regista e sceneggiatore Joe Carnahan, non nuovo ad ambientazioni di questo tipo; suo Smokin’ Aces (id.; 2008) pellicola con la quale aveva già coinvolto Affleck in un thriller claustrofobico avente come protagonista Ryan Reynolds. In tal caso la vicenda si svolge nell’arco di pochissime ore, all’interno di una palazzina dove la pattuglia dell’antidroga, comandata da due colleghi e amici storici, arriva per eseguire un sequestro, che nella terminologia della polizia di Miami si definisce per l’appunto “The Rip”. I due guidano la pattuglia in un’operazione che risulta fin da subito decisamente più grande delle proprie possibilità. Facendoli finire asserragliati all’interno della villetta e avvolti da un dubbio che li affliggerà per tutto il corso dell’operazione, ovvero se sia opportuno rubare il denaro sequestrato, oppure se sia il caso portarlo in centrale come da protocollo.
Tutti i protagonisti si muovono come su un palco a partire dal Sergente J.D. Byrne e dal Tenente Dane Dumars, rispettivamente Affleck e Damon, che giocano il loro legame di amicizia fra vicende travagliate che li lega al passato. Dubbi reciproci che ne denunciano sia complicità, in qualità di amici, sia termini di crimini. Facendo muovere il loro rapporto tra sguardi, messaggi sms che vanno letti segretamente e chiamate di nascosto e che diventano ulteriori protagonisti della storia. E un manipolo di criminali che minaccia i membri della pattuglia per cercare di rientrare velocemente in possesso della refurtiva.
Pellicola che affonda le proprie radici fra le pieghe di vicende realmente accadute e narrate da un amico poliziotto di Carnahan, al regista. Una storia poi riadattata per il grande schermo dal regista con la collaborazione di Michael McGrale alla sceneggiatura. Ma film che al tempo stesso frammenta eccessivamente i colpi di scena e le interpretazioni che risultano eccessive e sopra le righe, incluse quelle di Damon e di Affleck, che non riescono a separare le loro performance da litigi e dubbi reciproci e perenni. Oltre a scene di azione che alla fine hanno il sopravvento su tutto il resto, trama compresa.
Gli stessi Damon e Affleck hanno anche creduto fin da subito in una storia che li ha riportati in pista assieme, al punto di co-produrla. Protagonisti di un film nel quale nulla è come sembra, fino all’ultimo istante e fino all’ultimo afflato. Ma un film che al tempo stesso, a causa di continui colpi di scena, non riesce nemmeno in questo, a convincere del tutto.
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decatur555
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giovedì 22 gennaio 2026
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un thriller vecchio stile, ben fatto e senza complessi
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Ci sono film che non cercano di reinventare nulla e che, proprio per questo, funzionano. The Rip ? esattamente cos?: un thriller classico, diretto, ben costruito, che sa cosa vuole essere fin dal primo minuto. Non punta su effetti spettacolari o colpi di scena improbabili, ma su tensione, ritmo narrativo e coinvolgimento dello spettatore. E nel mio caso, centra l?obiettivo.
Gran parte del fascino sta, senza girarci intorno, nel rivedere insieme Ben Affleck e Matt Damon. C?? chimica, esperienza e una naturalezza evidente nel modo in cui si muovono nella storia. Si vede che conoscono questo tipo di cinema e che ci credono. Ma sarebbe riduttivo fermarsi a loro: Teyana Taylor, Steven Yeun e Kyle Chandler aggiungono sfumature, presenza e personalit? a un cast compatto, senza punti deboli.
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Ci sono film che non cercano di reinventare nulla e che, proprio per questo, funzionano. The Rip ? esattamente cos?: un thriller classico, diretto, ben costruito, che sa cosa vuole essere fin dal primo minuto. Non punta su effetti spettacolari o colpi di scena improbabili, ma su tensione, ritmo narrativo e coinvolgimento dello spettatore. E nel mio caso, centra l?obiettivo.
Gran parte del fascino sta, senza girarci intorno, nel rivedere insieme Ben Affleck e Matt Damon. C?? chimica, esperienza e una naturalezza evidente nel modo in cui si muovono nella storia. Si vede che conoscono questo tipo di cinema e che ci credono. Ma sarebbe riduttivo fermarsi a loro: Teyana Taylor, Steven Yeun e Kyle Chandler aggiungono sfumature, presenza e personalit? a un cast compatto, senza punti deboli.
Il film parte da una premessa semplice e la sviluppa con intelligenza. Non tutto ? perfettamente calibrato ? alcune scelte sono discutibili e ci sono momenti meno riusciti ? ma il risultato complessivo regge. Il ritmo ? costante, la tensione ben dosata e c?? una sensazione di pericolo che non svanisce mai del tutto. Per un thriller, ? gi? molto.
Si apprezza anche il tono asciutto, privo di eccessi emotivi. Niente lacrime forzate o discorsi altisonanti. Tutto passa attraverso gesti, silenzi e sguardi. Forse questo limita l?impatto emotivo, ma ? coerente con ci? che il film vuole essere.
Non ? un film destinato a lasciare il segno per anni, ma ? uno di quelli che si guardano volentieri, che intrattengono davvero e che ricordano un tipo di cinema oggi sempre pi? raro sulle piattaforme. Un thriller solido, onesto ed efficace, sostenuto da un cast che valorizza il materiale.
A volte, basta cos
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