|
|
cateri
|
lunedì 2 marzo 2026
|
gradevole
|
|
|
|
Per chi ama Albanese e compagni.
Gradevole ambientazione, sentimento provinciale, personaggi delineati quasi interessanti.
Difetti: troppi spazi fra le battute, reazioni e dialoghi, tempi comici dilatati.
Ridicolissima la scena dell'entrata in campo della figlia, pessima recitazione della relativa interprete, pessima scrittura della parte.
Noiosa la scena della escort.
Insomma, l'affetto per Albanese regge tutto.
|
|
|
[+] lascia un commento a cateri »
[ - ] lascia un commento a cateri »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
giulia di martino
|
sabato 21 febbraio 2026
|
spassoso
|
|
|
|
Visto oggi, a me e alla mia amica è piaciuto molto.
Tempi comici molto apprezzati, divertente e ottima chimica fra gli attori.
|
|
|
[+] lascia un commento a giulia di martino »
[ - ] lascia un commento a giulia di martino »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
eugenio
|
domenica 15 febbraio 2026
|
gli sbandati hanno perso
|
|
|
|
Gli sbandati hanno perso. Molto semplice questo riassunto, eppure nell’ultimo grottesco film scritto, diretto e interpretato da Antonio Albanese, Lavoreremo da grandi, l’asserzione sfuma in risata, quella di una vicenda grottesca ma malinconica, quasi gentile, delicata. Film trasgressivo, in senso buono, la pellicola racconta di persone ingenue e fallaci che vien voglia quasi di abbracciare o prendere a cazzotti per la loro disillusa capacità di buttarsi nell’ignoto senza pensare alle conseguenze. Dal tramonto all’alba di una notte in un paesino sul lago (d’Orta) tre amici di vecchia data: un musicista fallito Umberto (Albanese), un idraulico taciturno che vive ancora con la madre e non si è mai innamorato (Battiston con i bermuda), un parruccato Gigi (Rignanese) escluso dal testamento dell’anziana zia che lascia tutto alla chiesa, cui si unisce il figlio di Umberto, Nicola uscito di carcere, dopo una notte brava, urtano accidentalmente un corpo sull’asfalto.
[+]
Gli sbandati hanno perso. Molto semplice questo riassunto, eppure nell’ultimo grottesco film scritto, diretto e interpretato da Antonio Albanese, Lavoreremo da grandi, l’asserzione sfuma in risata, quella di una vicenda grottesca ma malinconica, quasi gentile, delicata. Film trasgressivo, in senso buono, la pellicola racconta di persone ingenue e fallaci che vien voglia quasi di abbracciare o prendere a cazzotti per la loro disillusa capacità di buttarsi nell’ignoto senza pensare alle conseguenze. Dal tramonto all’alba di una notte in un paesino sul lago (d’Orta) tre amici di vecchia data: un musicista fallito Umberto (Albanese), un idraulico taciturno che vive ancora con la madre e non si è mai innamorato (Battiston con i bermuda), un parruccato Gigi (Rignanese) escluso dal testamento dell’anziana zia che lascia tutto alla chiesa, cui si unisce il figlio di Umberto, Nicola uscito di carcere, dopo una notte brava, urtano accidentalmente un corpo sull’asfalto. Presi dal panico, scelgono la fuga ma la scelta avrà conseguenze inaspettate. Quattro falliti che hanno perso le battaglie della vita, con un piglio da commedia nel microcosmo di provincia che tutto inghiotte nella sua immutabilità, ecco la bellezza della risata, che in Lavoreremo da grandi, è solo superficialmente involuta. Con un registro che muta dalla satira, alla commedia nera, nel film si vedono molti stilemi dei film di Albanese: personaggi stralunati, caratteristi improbabili, con tanto di musica classica dodecafonica a farla da padrona. Uno sguardo ironico sul mondo che fa ridere e nella tensione narrativa, fa riflettere sui nostri vizi e virtù, lasciando che una liberatoria risata spezzi ogni indugio e ci lasci cadere nella sospensione incredulità di un surreale epilogo.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a eugenio »
[ - ] lascia un commento a eugenio »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
fabriziog
|
domenica 15 febbraio 2026
|
mediocremente divertente
|
|
|
|
“Lavoreremo da grandi” è il titolo infelice del settimo film come regista di Antonio Albanese (nel quale veste anche i panni dell’attore) di una classica commediola italiana, a tratti divertente, senza paramenti ideologici (ringraziando Dio!). Le doti di Albanese come attore non sono paragonabili a quelle di Albanese come regista: quanto buone le prime, quanto scarse le seconde.
La pellicola sanza ‘nfania e sanza lodo è ambientata negli splendidi spettacoli lacustri del novarese, anche se l’azione scenica è prevalentemente sviluppata negli interni, mostrando una recitazione orale e fisica più teatrale che cinematografica, tanto che a tratti sembra di assistere ad una pièce in teatro.
[+]
“Lavoreremo da grandi” è il titolo infelice del settimo film come regista di Antonio Albanese (nel quale veste anche i panni dell’attore) di una classica commediola italiana, a tratti divertente, senza paramenti ideologici (ringraziando Dio!). Le doti di Albanese come attore non sono paragonabili a quelle di Albanese come regista: quanto buone le prime, quanto scarse le seconde.
La pellicola sanza ‘nfania e sanza lodo è ambientata negli splendidi spettacoli lacustri del novarese, anche se l’azione scenica è prevalentemente sviluppata negli interni, mostrando una recitazione orale e fisica più teatrale che cinematografica, tanto che a tratti sembra di assistere ad una pièce in teatro.
Gli altri attori sono “seconde file” note del cinema italiano: Giuseppe Battiston, Nicola Rignanese e Francesco Brandi.
Fabrizio Giulimondi
[-]
[+] terribile
(di mario toniolo)
[ - ] terribile
|
|
|
[+] lascia un commento a fabriziog »
[ - ] lascia un commento a fabriziog »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
angelo umana
|
sabato 14 febbraio 2026
|
penoso
|
|
|
|
Ma perché dei bravissimi attori, che interpretano a puntino le parti assegnate da registi o sceneggiatori, si mettono in testa di diventare registi anch'essi? Se poi un film “al estreno” (la prima, così dicono gli spagnoli) viene reclamizzato con le scene più “succose” in brevi presentazioni dei media, allora si è mossi a vederlo, la promozione e commercializzazione “must go on”. E se poi, ancora, il film viene proiettato in un bel cinema d'essai per amatori con l'apparizione finale sul palco, in carne ed ossa, dei due attori principali, uno è il regista, e per l'occasione speciale si pagano due euro in più del solito cioé €10 in tutto e la sala è piena (repleta, dicono sempre in Spagna, ma le scene del film sono sul prezioso lago d'Orta), allora ci si può sentire dei privilegiati.
[+]
Ma perché dei bravissimi attori, che interpretano a puntino le parti assegnate da registi o sceneggiatori, si mettono in testa di diventare registi anch'essi? Se poi un film “al estreno” (la prima, così dicono gli spagnoli) viene reclamizzato con le scene più “succose” in brevi presentazioni dei media, allora si è mossi a vederlo, la promozione e commercializzazione “must go on”. E se poi, ancora, il film viene proiettato in un bel cinema d'essai per amatori con l'apparizione finale sul palco, in carne ed ossa, dei due attori principali, uno è il regista, e per l'occasione speciale si pagano due euro in più del solito cioé €10 in tutto e la sala è piena (repleta, dicono sempre in Spagna, ma le scene del film sono sul prezioso lago d'Orta), allora ci si può sentire dei privilegiati.
Ma non è stato così purtroppo nel caso di Antonio Albanese e Giuseppe Battiston (onore al merito comunque!) nel film Lavoreremo da grandi, anche se gli attori “grandi” e bravi lo sono già. Il film è una continua successione di frasi da cabaret che per essere tante o troppe sfiancano lo spettatore, paiono dei déjà vu di sketch televisivi. Un altro guaio è che di fronte agli spettatori dopo la proiezione gli attori cerchino di riempire lo spettacolo con altri piccoli sketch o racconti di come le riprese son state fatte, aneddoti raccontati giusto per riempimento, pochissimi i commenti di spettatori, comunque elogiativi perché così si fà.
Si voglia scusare lo spettatore che ne è rimasto deluso, dato il lavoro di due bravissimi e ormai storici attori del cinema italiano, che tante emozioni e divertimento ci han dato in passate performances, ma un aggettivo che viene in mente a chi non è piaciuto è “penoso”, sia il film sia le presunte esibizioni degli attori alla fine.
[-]
[+] charlot
(di angelo umana)
[ - ] charlot
|
|
|
[+] lascia un commento a angelo umana »
[ - ] lascia un commento a angelo umana »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
gabriella
|
martedì 10 febbraio 2026
|
l''equilibrio dei vuoti
|
|
|
|
C'è un mondo che sfuma, quella provincia raccontata prima da Carlo Mazzacurati e più recentemente da Francesco Sossai che con le "Le città di pianura "ne ha documentato la mutazione antropologica di un territorio, quasi a voler salvare dall'oblio volti e mestieri non più utili al progresso, protagonisti che si muovono tra le macerie di quel mondo, e c'è un filo conduttore che unisce il cinema dei due registi veneti, la poetica del margine. E in questo contesto si unisce e si colloca l'ultimo film di Antonio Albanese, che è anche un tentativo di recuperare quella tenerezza nel raccontare, come in questo caso, la notte brava di quattro "pasticcioni" che rappresentano quella commedia umana di perdenti , dove si ride delle loro sventure, ma con un pò di amarezza.
[+]
C'è un mondo che sfuma, quella provincia raccontata prima da Carlo Mazzacurati e più recentemente da Francesco Sossai che con le "Le città di pianura "ne ha documentato la mutazione antropologica di un territorio, quasi a voler salvare dall'oblio volti e mestieri non più utili al progresso, protagonisti che si muovono tra le macerie di quel mondo, e c'è un filo conduttore che unisce il cinema dei due registi veneti, la poetica del margine. E in questo contesto si unisce e si colloca l'ultimo film di Antonio Albanese, che è anche un tentativo di recuperare quella tenerezza nel raccontare, come in questo caso, la notte brava di quattro "pasticcioni" che rappresentano quella commedia umana di perdenti , dove si ride delle loro sventure, ma con un pò di amarezza. Tre sessantenni, che vivono in un borgo sul lago D’Orta, Umberto, musicista fallito, con due matrimoni falliti alle spalle, Beppe, un idraulico che vive ancora con la madre, Gigi che ha appena ereditato da una vecchia e ricca zia , soltanto una collezione di trucchi e parrucche, vanno a recuperare Tony, il figlio di Umberto, all’uscita dal carcere dal quale entra ed esce continuamente e per festeggiare la ritrovata libertà, vanno a bere al bar del paese, solo che sulla strada del ritorno, l’auto investe qualcosa o qualcuno. Da qui ha inizio una serie di intoppi e situazioni surreali, che si intrecciano nell’arco di una notte. Albanese dirige senza fretta, lascia che la situazione degeneri con quella naturalezza assurda che era tipica del compianto regista padovano, ed è anche dove si avverte di più la sua presenza ( qui si percepisce che il linguaggio che li accomuna non è solo artistico, ma condivisione di amicizia e rispetto reciproco), dove il tragico e il comico si danno il cambio senza avvisare, dove emerge la solidarietà tra “ultimi”e il lago che fa da sfondo, che avvolge quella notte stramba , rendendola quasi onirica. Albanese ama raccontare la provincia, , gli piace indugiare sul paesaggio , momenti in cui la narrazione si ferma e lascia parlare solo l’acqua. I personaggi di Albanese sono dei naufraghi che da soli andrebbero alla deriva, ma insieme formano una specie di zattera umana con la quale riescono a galleggiare, nessuno rinfaccia all’altro i propri fallimenti, tutti si accettano come pezzi difettosi, che però incastrati tra di loro in qualche modo riescono a funzionare. Così come funziona la coppia Albanese Battiston, il primo con le sue nevrosi e le sue ansie, l’altro con una fisicità imponente e quella malinconia negli occhi. E’ un film che ti dà una pacca sulla spalla e ti dice che tutto sommato va bene anche così, non bisogna prendersi troppo sul serio, alla fine. Forse qualche minuto in più, a mio avviso avrebbe giovato, rimane un qualcosa che non so definire, di irrisolto, proprio come i personaggi.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a gabriella »
[ - ] lascia un commento a gabriella »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
francesca meneghetti
|
martedì 10 febbraio 2026
|
la pietas verso i perdenti ? salvifica
|
|
|
|
L’ambiente è quello della regione dei laghi di origine glaciale: lo stesso in cui è nato il regista Antonio Albanese (precisamente a Olbiate, vicino a Lecco). Solo che la location del film “Lavoreremo da grandi” è spostata ad ovest: al lago di Orta, dove si svolge la prima sequenza. Una barca a motore, condotta da un individuo ubriaco, arriva non si sa come, a riva, dove lo attendono due amici in auto. Stanno per andare a prendere, in uscita dal carcere, Toni, il figlio di Umberto (Albanese), un uomo che ha fallito nel lavoro, nei matrimoni, con i figli. Nemmeno l’altro amico, Beppe (Battiston) brilla per riuscita sociale: è uno scapolone bamboccione, mamma-dipendente, l’unico idraulico che non abbia fatto i soldi.
[+]
L’ambiente è quello della regione dei laghi di origine glaciale: lo stesso in cui è nato il regista Antonio Albanese (precisamente a Olbiate, vicino a Lecco). Solo che la location del film “Lavoreremo da grandi” è spostata ad ovest: al lago di Orta, dove si svolge la prima sequenza. Una barca a motore, condotta da un individuo ubriaco, arriva non si sa come, a riva, dove lo attendono due amici in auto. Stanno per andare a prendere, in uscita dal carcere, Toni, il figlio di Umberto (Albanese), un uomo che ha fallito nel lavoro, nei matrimoni, con i figli. Nemmeno l’altro amico, Beppe (Battiston) brilla per riuscita sociale: è uno scapolone bamboccione, mamma-dipendente, l’unico idraulico che non abbia fatto i soldi. Il terzo compagnone, Gigi (quello della barca), disperato per aver ricevuto in eredità dalla zia (sulle cui spalle viveva) solo la collezione di parrucche bionde, essendosi ubriacato alla grande, dorme e russa per tutto il tempo: l’intera notte. Dopo una bevuta per festeggiare la scarcerazione, i quattro si avviano verso la casa di Umberto, ma un incidente dai contorni oscuri li getta nel panico e dà la stura a una serie di avventure paurose e comiche al tempo stesso, accompagnate da gag e battute esilaranti a non finire. La più bella: “ci daranno e attenuanti generiche per imbecillità colposa”. Così trascorrono i 91 minuti del film, tra grasse risate del pubblico. Non si deve aggiungere altro per lasciare la sorpresa allo spettatore.
La comicità, che è nel più profondo DNA di Albanese, è un approccio positivo verso la vita, perché implica un punto di vista che ci consente di assorbire le tragedie, le ansie, i problemi quotidiani. È liberatoria. Per la sua natura, non può essere portatrice di tematiche importanti, come è stato per il film “Cento domeniche”, dello stesso regista, è vero. Però lo stile molto umano, se si vuole “buonista” di Albanese, figlio di muratore, c’è sempre, come la sua profonda pietas nei confronti dei perdenti. E anche l’odore della commedia italiana cinematografica.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a francesca meneghetti »
[ - ] lascia un commento a francesca meneghetti »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
|
lunedì 9 febbraio 2026
|
|
informazione
|
|
|
|
Buonasera signora, mi piacerebbe inviarle il trailer del lungometraggio "Il dottor Gibello" che difficilmente conosce. Si tratta di un film uscito da poco in dialetto piemontese proiettato con successo al cinema Mazzini di Biella (14 e 21 gennaio 2026). Bolzon Umberto 333 7176 460 Saluti.
|
|
|
[+] lascia un commento a »
[ - ] lascia un commento a »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
matk
|
sabato 7 febbraio 2026
|
questa commedia non s'ha fa fare
|
|
|
|
Albanese dirige e scrive la commedia dell'assurdo all'italiana, ma male. Lo stereotipo della scemenza umana, personaggi al limite della caricatura della pi? banale barzelletta di "La sai l'ultima", con nessuno spessore e nessuna relazione tra loro. Le batture, forzatamente sciocche e addirittura riaffermate nel corso dei dialoghi, perch? se espresse da sole lasciano il silenzio dietro. Cast attoriale improponibile e disomogeneo. Forse ? meglio tornare in teatro e abbandonare le sale cinematografice.
|
|
|
[+] lascia un commento a matk »
[ - ] lascia un commento a matk »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
angeluna56
|
venerdì 6 febbraio 2026
|
film senza grandi pretese, ma divertente. attori m
|
|
|
|
A me ? piaciuto. Film leggero, divertente, non impegnativo, ma piacevole. Gli attori sono bravissimi. Non bisogna cercare insegnamenti, trame, implicazioni filosofiche. ? un film carino, nessuna pesantezza, nessuna scena volgare, insomma, ? da vedere.
|
|
|
[+] lascia un commento a angeluna56 »
[ - ] lascia un commento a angeluna56 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|