Lavoreremo da grandi

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Un film di Antonio Albanese. Con Antonio Albanese, Giuseppe Battiston, Nicola Rignanese, Niccolò Ferrero.
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Commedia, durata 91 min. - Italia 2026. - PiperFilm uscita giovedì 5 febbraio 2026. MYMONETRO Lavoreremo da grandi * * 1/2 - - valutazione media: 2,58 su -1 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
fabrizio friuli martedì 2 giugno 2026
quattro uomini e un " morto che cammina " Valutazione 2 stelle su cinque
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Un compositore decaduto, un idraulico, un truffatore e un tizio che si veste da donna sono i protagonisti di una storia che sembra essere tragica, poiché credono di essere i responsabili dell' omicidio di un uomo che loro stessi conoscono (oppure conoscevano) e quindi, devono riuscire ad evadere da una brutta situazione prima di finire nei guai, per giunta, uno di loro è stato recentemente rilasciato dalle autorità, ma è improbabile che soggetti come loro, siano in grado di sopravvivere in un penitenziario.

Lavoreremo da Grandi è una commedia italiana del celebre Antonio Albanese, che ha lavorato sia come regista che come attore, ed è stato affiancato da Nicola Rignanese, Niccolò Ferrero e Giuseppe Battiston, che hanno rivestito i ruoli dei personaggi principali del film, e nessuno di loro è stato deludente, ma il film stesso risulta essere appartenente a quella categoria di film che possono essere visti solamente una volta, per poi essere dimenticati, perché non ci sono delle battute divertenti, non c'è una storia originale e ci sono anche dei personaggi che, fortunatamente, appaiono solamente in una singola scena : l' altra figlia del protagonista (interpretato dallo stesso Antonio Albanese), caratterizzata da una certa bellezza ma soprattutto da un caratteraccio che la rende orribilmente antipatica e dal suo fidanzato, l' ennesimo " rapper " italiano che si limita soltanto a scimmiottare i cosiddetti " rapper americani ". [+]

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jonnylogan martedì 2 giugno 2026
dopo cento domeniche Valutazione 3 stelle su cinque
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Albanese, regista, attore e autore di quest'ultima pellicola, torna dietro la macchina da presa per la settima volta e a soli tre anni di distanza dal precedente Cento Domeniche (id.; 2023). Questa volta per narrare una storia ambientata nei suoi luoghi d’origine e solo all'apparenza più leggera. Perché se nella sua ultima fatica era l'inganno della società capitalista, sotto forma di un dissesto di un istituto bancario, a piegare i sogni di un uomo come tanti e con lui la sua vita fin dalle fondamenta. Questa volta sono i declivi del Lago d'Orta che in maniera rurale e dolce, esattamente come le sue acque, accolgono le storie di una serie di personaggi che calzano alla perfezione sulle spalle dei membri del cast. [+]

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lizzy domenica 24 maggio 2026
se son rose... Valutazione 5 stelle su cinque
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Antonio Albanese è come il buon vino (rosso): invecchiando migliora.
Se agli inizi egli era interessante come artista ironico e pungente, pur se assolutamente nonsense (io adoro il nonsense: sono nata con Cochi e Renato, Enzo Jannacci e altri mostri sacri come loro), con l'andare del tempo si è rivelato anche fine osservatore del mondo che lo circonda.
Certo un mondo fatto di acqua (dolce), di provincie (sonnacchiose), di vie laterali, di edilizia popolare, di personaggi di tutti i giorni.
Ma se, appunto, prima tendevo a vedere l'Albanese come un artista secondario, dopo l'eccellente prova ne "L'Intrepido", di Gianni Amelio, ho capito la vera caratura dell'uomo ed ho rivalutato tutta la sua carriera vedendola da tutt'altra prospettiva. [+]

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cateri lunedì 2 marzo 2026
gradevole Valutazione 3 stelle su cinque
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Per chi ama Albanese e compagni. 
Gradevole ambientazione, sentimento provinciale, personaggi delineati quasi interessanti.
Difetti: troppi spazi fra le battute, reazioni e dialoghi, tempi comici dilatati. 
Ridicolissima la scena dell'entrata in campo della figlia, pessima recitazione della relativa interprete, pessima scrittura della parte. 
Noiosa la scena della escort. 
Insomma, l'affetto per Albanese regge tutto. 

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giulia di martino sabato 21 febbraio 2026
spassoso Valutazione 4 stelle su cinque
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Visto oggi, a me e alla mia amica è piaciuto molto.
Tempi comici molto apprezzati, divertente e ottima chimica fra gli attori.

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eugenio domenica 15 febbraio 2026
gli sbandati hanno perso Valutazione 3 stelle su cinque
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Gli sbandati hanno perso. Molto semplice questo riassunto, eppure nell’ultimo grottesco film scritto, diretto e interpretato da Antonio Albanese, Lavoreremo da grandi, l’asserzione sfuma in risata, quella di una vicenda grottesca ma malinconica, quasi gentile, delicata.  Film trasgressivo, in senso buono, la pellicola racconta di persone ingenue e fallaci che vien voglia quasi di abbracciare o prendere a cazzotti per la loro disillusa capacità di buttarsi nell’ignoto senza pensare alle conseguenze. Dal tramonto all’alba di una notte in un paesino sul lago (d’Orta) tre amici di vecchia data: un musicista fallito Umberto (Albanese), un idraulico taciturno che vive ancora con la madre e non si è mai innamorato (Battiston con i bermuda), un parruccato Gigi (Rignanese) escluso dal testamento dell’anziana zia che lascia tutto alla chiesa, cui si unisce il figlio di Umberto, Nicola uscito di carcere, dopo una notte brava, urtano accidentalmente un corpo sull’asfalto. [+]

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fabriziog domenica 15 febbraio 2026
mediocremente divertente Valutazione 1 stelle su cinque
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 “Lavoreremo da grandi” è il titolo infelice del settimo film come regista di Antonio Albanese (nel quale veste anche i panni dell’attore) di una classica commediola italiana, a tratti divertente, senza paramenti ideologici (ringraziando Dio!). Le doti di Albanese come attore non sono paragonabili a quelle di Albanese come regista: quanto buone le prime, quanto scarse le seconde.
La pellicola sanza ‘nfania e sanza lodo è ambientata negli splendidi spettacoli lacustri del novarese, anche se l’azione scenica è prevalentemente sviluppata negli interni, mostrando una recitazione orale e fisica più teatrale che cinematografica, tanto che a tratti sembra di assistere ad una pièce in teatro. [+]

[+] terribile (di mario toniolo)
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angelo umana sabato 14 febbraio 2026
penoso Valutazione 1 stelle su cinque
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 Ma perché dei bravissimi attori, che interpretano a puntino le parti assegnate da registi o sceneggiatori, si mettono in testa di diventare registi anch'essi? Se poi un film “al estreno” (la prima, così dicono gli spagnoli) viene reclamizzato con le scene più “succose” in brevi presentazioni dei media, allora si è mossi a vederlo, la promozione e commercializzazione “must go on”. E se poi, ancora, il film viene proiettato in un bel cinema d'essai per amatori con l'apparizione finale sul palco, in carne ed ossa, dei due attori principali, uno è il regista, e per l'occasione speciale si pagano due euro in più del solito cioé €10 in tutto e la sala è piena (repleta, dicono sempre in Spagna, ma le scene del film sono sul prezioso lago d'Orta), allora ci si può sentire dei privilegiati. [+]

[+] charlot (di angelo umana)
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gabriella martedì 10 febbraio 2026
l''equilibrio dei vuoti Valutazione 3 stelle su cinque
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 C'è un mondo che sfuma, quella provincia raccontata prima da Carlo Mazzacurati e più recentemente da Francesco Sossai che con le "Le città di pianura "ne ha documentato la mutazione antropologica di un territorio, quasi a voler salvare dall'oblio volti e mestieri non più utili al progresso, protagonisti che si muovono tra le macerie di quel mondo, e c'è un filo conduttore che unisce il cinema dei due registi veneti, la poetica del margine. E in questo contesto si unisce e si colloca l'ultimo film di Antonio Albanese, che è anche un tentativo di recuperare quella tenerezza nel raccontare, come in questo caso, la notte brava di quattro "pasticcioni" che rappresentano quella commedia umana di perdenti , dove si ride delle loro sventure, ma con un pò di amarezza. [+]

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francesca meneghetti martedì 10 febbraio 2026
la pietas verso i perdenti ? salvifica Valutazione 0 stelle su cinque
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L’ambiente è quello della regione dei laghi di origine glaciale: lo stesso in cui è nato il regista Antonio Albanese (precisamente a Olbiate, vicino a Lecco). Solo che la location del film “Lavoreremo da grandi” è spostata ad ovest: al lago di Orta, dove si svolge la prima sequenza. Una barca a motore, condotta da un individuo ubriaco, arriva non si sa come, a riva, dove lo attendono due amici in auto. Stanno per andare a prendere, in uscita dal carcere, Toni, il figlio di Umberto (Albanese), un uomo che ha fallito nel lavoro, nei matrimoni, con i figli. Nemmeno l’altro amico, Beppe (Battiston) brilla per riuscita sociale: è uno scapolone bamboccione, mamma-dipendente, l’unico idraulico che non abbia fatto i soldi. [+]

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