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nuvolesparse
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martedì 29 aprile 2025
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i registi sono altri...
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Non è cinema,sembra più una fiction tipo ' Paradiso delle signore '.La macchina da presa è sguardo,cinema è sguardo È montato e girato a mo' di filmino ...
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nuvolesparse
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mercoledì 23 aprile 2025
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i registi sono altri...
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Girare il film è diverso dall'avvicinare con la macchina da presa piano piano i soggetti del film.Girare un film è ben altra cosa!!!!!
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luciano sibio
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venerdì 21 febbraio 2025
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film puramente celebrativo
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Film decisamente mediocre. Un film puramente celebrativo con recitazioni ai limiti del risibile e credo francamente non per incapacità degli attori ma del regista stesso che ne è anche sceneggiatore. E francamente con tutto il rispetto per Placido come attore e regista (v. Romanzo Criminale) ma non può scivere di Pirandello su via. Per scrivere di Pirandello bisogna avere delle conoscenze letterarie e filosofiche pregresse che Placido evidentemente non ha. Il film pertanto si risolve in storiella di vita vissuta il cui massimo approfondimemto non riece ad andare oltre una stucchevole storia d'amore tra un anziano scrittore di novelle teatrali e la sua giovane e massima interprete sul palcoscenico.
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Film decisamente mediocre. Un film puramente celebrativo con recitazioni ai limiti del risibile e credo francamente non per incapacità degli attori ma del regista stesso che ne è anche sceneggiatore. E francamente con tutto il rispetto per Placido come attore e regista (v. Romanzo Criminale) ma non può scivere di Pirandello su via. Per scrivere di Pirandello bisogna avere delle conoscenze letterarie e filosofiche pregresse che Placido evidentemente non ha. Il film pertanto si risolve in storiella di vita vissuta il cui massimo approfondimemto non riece ad andare oltre una stucchevole storia d'amore tra un anziano scrittore di novelle teatrali e la sua giovane e massima interprete sul palcoscenico. Ma nulla, proprio nulla emerge sui veri turbamenti personali di Pirandello che invece andavanro colti con riguardo alle sue idee come più volte trasposto da lui stesso nelle sue opere letterarie e teatrali.
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[+] antonietta portulano
(di nuvolesparse)
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ralphscott
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venerdì 20 dicembre 2024
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la matta pi? brava.
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Elegante, preziosa messa in scena che, tra luci calde e costumi raffinati, esalta la bellezza della brava Vincenti, impegnata per il marito Placido a giocare il ruolo di una donna ben pi? giovane, la Musa di un Pirandello reso vulnerabile ed umanamente fallace da un superbo Bentivoglio. Ad impressionarmi ? per? la Bruni Tedeschi che, con una mimesi da lacrime agli occhi, calibra il personaggio della moglie Antonietta con una prova mostruosa, sino al suo internamento. Tutta la famiglia riunita soffre per la malattia della madre, si sfalda davanti a questa estrema prova, mentre il grande drammaturgo nulla pu?, preso dai suoi demoni.
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barbara recca
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domenica 1 dicembre 2024
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bravo placido !!
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Oggi sono andata a vedere questo film con una mia amica con cui studio Teatro da quattro anni. la prima cosa che mi ha colpito è che mi è piaciuta molto e che è una sorta di teatro nel cinema, qualcosa un po' diverso dal solito già visto, sono rimasta piacevolmente colpita dalla regia di Placido. Migliore attrice con interpretazione da Oscar per Valeria Bruni Tedeschi. Ha recitato in modo ineccepibile, una parte veramente difficile, tutta la sala che seguiva con me il film non faceva che dire fino alla fine che lei è stata la migliore, Senza nulla togliere a Bentivoglio, che è sempre una conferma e a tutti gli altri attori del cast. Consiglio di andarlo a vedere ai giovani e ai meno giovani perché finalmente si parla di uno dei più grandi scrittori della nostra letteratura italiana non solo per le sue opere ed i suoi successi, ma anche della sua vita privata molto complessa e forse sconosciuta a molti.
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Oggi sono andata a vedere questo film con una mia amica con cui studio Teatro da quattro anni. la prima cosa che mi ha colpito è che mi è piaciuta molto e che è una sorta di teatro nel cinema, qualcosa un po' diverso dal solito già visto, sono rimasta piacevolmente colpita dalla regia di Placido. Migliore attrice con interpretazione da Oscar per Valeria Bruni Tedeschi. Ha recitato in modo ineccepibile, una parte veramente difficile, tutta la sala che seguiva con me il film non faceva che dire fino alla fine che lei è stata la migliore, Senza nulla togliere a Bentivoglio, che è sempre una conferma e a tutti gli altri attori del cast. Consiglio di andarlo a vedere ai giovani e ai meno giovani perché finalmente si parla di uno dei più grandi scrittori della nostra letteratura italiana non solo per le sue opere ed i suoi successi, ma anche della sua vita privata molto complessa e forse sconosciuta a molti. Andatelo a vedere.
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spione
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martedì 26 novembre 2024
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e bravo michele
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Sarà che avevamo ancora negli occhi il Pirandello servilliano e si poteva temere un confronto dei più ostici; sarà che Bentivoglio è il tipico attore i cui standard di rendimento risentono moltissimo della "mano" registica che lo dirige (tanto è fragile ed esitante con quella di Salvatores quant'è solido e convincente con quella, per esempio, di Soldini), ma alla fine mi sento di poter dire che la scommessa è vinta e che il film ha veramente un suo perché.
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Sarà che avevamo ancora negli occhi il Pirandello servilliano e si poteva temere un confronto dei più ostici; sarà che Bentivoglio è il tipico attore i cui standard di rendimento risentono moltissimo della "mano" registica che lo dirige (tanto è fragile ed esitante con quella di Salvatores quant'è solido e convincente con quella, per esempio, di Soldini), ma alla fine mi sento di poter dire che la scommessa è vinta e che il film ha veramente un suo perché. E il merito principale, naturalmente, è anche qui del regista: di un Michele Placido che come al solito riesce a trasmettere a personaggi ed attori la passione e la sofferta vitalità da cui a quanto pare, a quasi 80 anni, continua ad essere quasi animalescamente animato.
In fondo scoccia ammetterlo, perché a me - diciamola tutta - sono sempre stati un po' sulle balle il suo narcisismo, il suo istrionismo a volte fine a se stesso, il suo eterno essere sopra le righe, sempre un tono più su di quanto appaia necessario alla mia personale sensibilità. Però, forse, alla fine la mia è soprattutto invidia per un uomo irruento e iperattivo che ha avuto cinque figli, molte donne (non necessariamente in sequenza, e di cui l'attuale ha poco più della metà dei suoi anni), ma soprattutto tanta, tanta energia, magari disordinata e non sempre incanalata nel modo più armonico ma in ogni caso oggettivamente ammirevole.
Dall'altra parte della macchina da presa lascia forse qualche riserva, ma quanto sia bravo a dirigere gli attori lo dimostra qui una volta di più. E non solo Bentivoglio, che sotto la finta pelata conserva il sorrisetto furbo di "Scialla!" e "Le acrobate": ci sono anche una Bruni Tedeschi semplicemente impeccabile (e sarebbe ingeneroso chiosare quanto, come nella "Pazza gioia", la parte le calzi a pennello) e una serie di attori che non conoscevo ma fanno davvero un'ottima figura (spazio anche per un cameo per Ute Lemper).
Il film - a mio parere - arriva benissimo ben oltre la metà, coinvolgente grazie a belle immagini e un grande ritmo. Cala leggermente nella parte ambientata in Germania (il tradimento di Murnau) e si riprende nel finale, risultando alla fine molto efficace nel tratteggiare un uomo tragicamente troppo avanti rispetto ai tempi in cui visse, ma che - anzichè lasciarsene travolgere come la moglie - seppe sublimare la relativa sofferenza riversandola nella sua arte. Perfettamente eloquente al riguardo è l'aneddoto (già mostrato in "La stranezza") degli impietosi fischi all'esordio di "Sei personaggi in cerca d'autore": troppa più modernità di quanto il pubblico dell'epoca potesse apprezzare!
Consigliato: sì!
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tommy86
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martedì 26 novembre 2024
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eterno placido
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Nel vagone letto del treno diretto a Stoccolma per ritirare il Premio Nobel, Pirandello ripercorre alcuni snodi fondamentali della sua vita. In particolare il rapporto tormentato con la moglie, che a causa della pazzia sarà internata in una clinica e l’amore impossibile con Marta Abba, primattrice della sua compagnia teatrale (Teatro d’arte di Roma) negli anni venti. Questi due legami avranno effetti profondi nella personalità, nel rapporto con i figli e nelle rivoluzionarie opere dello scrittore siciliano. Vicino agli 80 anni, con 50 anni di carriera Placido ci racconta un Pirandello che pare essere il suo specchio, con la sofferenza, le paure, gli imbarazzi per il tempo che passa e l’amore infinito per la ricerca della verità attraverso l’arte, spesso anche a spese degli affetti più vicini.
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Nel vagone letto del treno diretto a Stoccolma per ritirare il Premio Nobel, Pirandello ripercorre alcuni snodi fondamentali della sua vita. In particolare il rapporto tormentato con la moglie, che a causa della pazzia sarà internata in una clinica e l’amore impossibile con Marta Abba, primattrice della sua compagnia teatrale (Teatro d’arte di Roma) negli anni venti. Questi due legami avranno effetti profondi nella personalità, nel rapporto con i figli e nelle rivoluzionarie opere dello scrittore siciliano. Vicino agli 80 anni, con 50 anni di carriera Placido ci racconta un Pirandello che pare essere il suo specchio, con la sofferenza, le paure, gli imbarazzi per il tempo che passa e l’amore infinito per la ricerca della verità attraverso l’arte, spesso anche a spese degli affetti più vicini. Viene fuori la voglia fino all’ultimo dell’artista di lasciare un segno, di sentirsi vivo attraverso la propria opera. Si cita il fu Mattia Pascal, si sente il fischio del treno e prendono forma i sei personaggi, ma è soprattutto il lato più intimo ad essere mostrato con una sincera passione. Stranamente nessuno parla in siciliano, ma Bentivoglio è un credibile Pirandello (anche per merito del trucco), mentre la Bruni Tedeschi esprime il disagio della follia senza pudori. Placido si ritaglia il ruolo dell’agente letterario Saul Colin. Non convincono invece alcune scelte stilistiche e di montaggio che cercano di dare un tocco di modernità con luci stordenti e allucinatorie (in particolare nel concepimento dei “Sei personaggi in cerca di autore”), di cui però non se ne sente alcun bisogno.
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rosalinda gaudiano
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domenica 17 novembre 2024
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“l’unico vero realista è il visionario” federic
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IL CINEMA DA NON PERDERE…
“L’unico vero realista è il visionario” Federico Fellini
ETERNO VISIONARIO
1934.
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IL CINEMA DA NON PERDERE…
“L’unico vero realista è il visionario” Federico Fellini
ETERNO VISIONARIO
1934. Un treno. In una carrozza vagone letto, Luigi Pirandello con il suo fedelissimo agente letterario Saul Colin, è in procinto di compiere il viaggio che lo porterà a Stoccolma dove riceverà il premio Nobel per la letteratura. Disteso sul letto, l’uomo non ode più i rumori assordanti che il treno produce, ma si adagia sulla magia dei personaggi che hanno governato e poi ispirato la sua vita di scrittore e drammaturgo e forgiato la sua arte. Fantasmi, Pirandello rievoca i suoi fantasmi. La follia di sua moglie Antonietta, che non ha mai compreso l’uomo che aveva al suo fianco. Il burrascoso rapporto con i figli. La sibillina condivisione con la politica fascista. Il suo teatro, scandaloso e sovversivo, troppo avanti per il perbenismo borghese dell’epoca, e l’amore assoluto per la sua musa, Marta Abba, un amore a lui vietato per la differenza d’età e che strideva con la malattia della moglie. Michele Placido dirige e scrive a tre mani la sceneggiatura di “Eterno visionario”, mettendo in scena sul grande schermo le crisi esistenziali, le riflessioni sui valori di una vita che fugge, su l’arte dello scrittore e drammaturgo, che l’uomo Pirandello percepiva in una propria autonomia di pensiero, traducendola nelle sue opere. Placido costruisce razionalmente un film con un linguaggio antispettacolare, fenomenologico, esplicitamente affabulato, perfettamente cosciente della finzione scenica, che coinvolge a livello emozionale più che razionale lo spettatore, immerso in una sorta di fantasmagoria visiva e sonora. Il richiamo al cinema di Fellini è palese. Ma Placido centra il cerchio con una regia debordante, a tratti geniale, nell’essere riuscito a rappresentare momenti di vita di Pirandello sul filo di una fantasia dispensata a piene mani, a tratti anche invadente. Il Pirandello di Placido è caratterizzato da uno straordinario Fabrizio Bentivoglio, immerso con genio nel personaggio pirandelliano , nella sua vita , nel rapporto con la moglie(interpretata dalla bravissima Valeria Bruni Tedeschi), che da un matrimonio combinato con lo scrittore- drammaturgo gli darà tre figli, non avendo mai condiviso la passione per l’arte del marito. Alla fine Antonietta, ossessionata da una gelosia feroce, verrà ricoverata in una clinica per malati di mente fino alla sua morte. “Eterno visionario”, liberamente ispirato a “Il gioco delle parti. Vita straordinaria di Luigi Pirandello” negli altalenanti momenti narrativi si veste di una considerazione amara, ma nello stesso tempo fiduciosa di un’esistenza “visionaria” di un uomo che si è riscattato sul piano di un’umanità autentica, e che ha collocato il suo vissuto, popolato da fantasmi ,nelle sue opere, denunciandone una natura idealmente autobiografica, con una poetica esplicita e una attenta simbolizzazione della realtà. Il film gode della fotografia spettacolare di Michele D’attanasio, dell’attenta messa in scena dei costumi di Andrea Cavalletto e della scenografia coinvolgente di Tonino Zera.
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nino pellino
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domenica 17 novembre 2024
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uno straordinario michele placido alla regia
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Nell'ambito della stagione cinematografica 2024/2025 considero in assoluto "Eterno visionario" come uno dei migliori film che ho avuto la fortuna di poter andare a vedere al Cinema. Innanzitutto ho avvertito, sin dalle prime battute, una particolare ispirazione del regista Michele Pacido nel dirigere questa pellicola, scaturita senza dubbio dalla sua forte predilezione e passione nei riguardi dell'arte e la vita del grande Luigi Pirandello. Oltre naturalmente ad una regia solida e ineccepibile, ho avuto modo di entusiasmarmi di un livello interpretativo di grandissimo spessore. Fabrizio Bentivoglio è semplicemente magnifico nel ruolo di Luigi Pirandello, riuscendo in maniera egregia a trasmettere allo spettatore gli aspetti più controversi, intimi e dunque artisticamente geniali dell'indimenticabile drammaturgo e poeta italiano.
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Nell'ambito della stagione cinematografica 2024/2025 considero in assoluto "Eterno visionario" come uno dei migliori film che ho avuto la fortuna di poter andare a vedere al Cinema. Innanzitutto ho avvertito, sin dalle prime battute, una particolare ispirazione del regista Michele Pacido nel dirigere questa pellicola, scaturita senza dubbio dalla sua forte predilezione e passione nei riguardi dell'arte e la vita del grande Luigi Pirandello. Oltre naturalmente ad una regia solida e ineccepibile, ho avuto modo di entusiasmarmi di un livello interpretativo di grandissimo spessore. Fabrizio Bentivoglio è semplicemente magnifico nel ruolo di Luigi Pirandello, riuscendo in maniera egregia a trasmettere allo spettatore gli aspetti più controversi, intimi e dunque artisticamente geniali dell'indimenticabile drammaturgo e poeta italiano. Il suo viaggio in treno per ricevere il prestigioso Nobel della Letteratura nel 1934 nella città di Stoccolma è un'occasione per rivivere nella sua memoria gli avvenimenti più influenti e rilevanti, dal dramma familiare della pazzia della moglie che lo ha artisticamente ispirato alla composizione di alcune sue opere, tra cui "Sei personaggi in cerca d'autore", purtroppo non capita inizialmente dal pubblico, alla conoscenza con la giovane Marta Abba che diventerà sua musa ispiratrice, fino alle ultime opere tra cui "Il fu Mattia Pascal". Menzione a parte per la delusione del mancato accordo contrattuale con il famoso regista tedesco Friedrich Wilhelm Murnau per la prospettiva di dirigere insieme un film in cui la protagonista sarebbe stata proprio Marta Abba. Un livello recitativo dicevo di altissimo livello, non solo da parte di Fabrizio Bentivoglio, ma soprattutto della nota attrice Valeria Bruni Tedeschi nel ruolo della moglie e della stessa Federica Vincenti nel ruolo di Marta. Un film che non scade mai nell'estremo senso del drammatico come conseguenza delle vicissitudini personali del protagonista, ma anzi appassiona lo spettatore nel seguire le vicende artistiche del grande maestro, soprattutto nei momenti del film dedicati alla trasposizione teatrale di alcune opere, specchio del proprio pensiero artistico ed umano. Lo stesso Michele Placido compare come cameo in qualche scena del film. Infine una mia personalissima considerazione: la scena del film in cui Fabrizio Bentivoglio, chiuso in una camera d'albergo con la giovane Marta, si guarda in primo piano davanti allo specchio e pronuncia parole di sconforto sulla sua età avanzata, potrebbe valere da sola l'intero prezzo del biglietto. Fantastico. Assolutamente fantastico.
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athos
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domenica 17 novembre 2024
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pirandello amaro
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Un Pirandello amaro, folgorato dall'incontro con Marta Abba e dimentico della famiglia. Poi tutto si ricompone. Bravi attori e grande sorpresa di Federica Vincenti. Piaciuto.
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