|
carloalberto
|
venerdì 11 giugno 2021
|
manca di pathos, eccelle la foster
|
|
|
|
Al di là del contenuto politico del film, che rischia di risolvere in modo banale la questione controversa, ovvero il dilemma mai posto in modo riflessivo, se sia giusto o meno applicare sempre e comunque le regole dello stato di diritto e garantire a chiunque le tutele poste dalle democrazie occidentali a difesa della libertà individuale, Macdonald non convince del tutto nemmeno nella gestione del pathos, ossia nella ripartizione dello stesso tra i personaggi, perché la trama sebbene sia incentrata sulle vicende drammatiche del protagonista, interpretato dal pur bravo Tahar Rahim, risulta sbilanciata, e forse inevitabilmente, sulla figura del suo avvocato, impersonato da una Jodie Foster in gran forma, che accentra sul suo personaggio l’attenzione dello spettatore e trasforma la storia vera di un prigioniero di Guantanamo, che vorrebbe essere una denuncia delle presunte violenze e delle ripetute violazioni dei diritti umani commesse dagli USA nella base cubana, in un legal thriller qualsiasi, con l’eroina che si erge a paladino delle garanzie costituzionali dei cittadini, ornato nella fattispecie dalla solita retorica d’oltreoceano sulla giustizia che alla fine trionfa sempre, basta sapere aspettare, poiché il sistema è capace di auto emendarsi, rinnovando così le speranze dei probi cittadini nella realizzazione utopistica del mito della dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti che prometteva libertà, uguaglianza e felicità a tutti nel nuovo mondo, a genocidio delle popolazioni indigene ultimato.
[+]
Al di là del contenuto politico del film, che rischia di risolvere in modo banale la questione controversa, ovvero il dilemma mai posto in modo riflessivo, se sia giusto o meno applicare sempre e comunque le regole dello stato di diritto e garantire a chiunque le tutele poste dalle democrazie occidentali a difesa della libertà individuale, Macdonald non convince del tutto nemmeno nella gestione del pathos, ossia nella ripartizione dello stesso tra i personaggi, perché la trama sebbene sia incentrata sulle vicende drammatiche del protagonista, interpretato dal pur bravo Tahar Rahim, risulta sbilanciata, e forse inevitabilmente, sulla figura del suo avvocato, impersonato da una Jodie Foster in gran forma, che accentra sul suo personaggio l’attenzione dello spettatore e trasforma la storia vera di un prigioniero di Guantanamo, che vorrebbe essere una denuncia delle presunte violenze e delle ripetute violazioni dei diritti umani commesse dagli USA nella base cubana, in un legal thriller qualsiasi, con l’eroina che si erge a paladino delle garanzie costituzionali dei cittadini, ornato nella fattispecie dalla solita retorica d’oltreoceano sulla giustizia che alla fine trionfa sempre, basta sapere aspettare, poiché il sistema è capace di auto emendarsi, rinnovando così le speranze dei probi cittadini nella realizzazione utopistica del mito della dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti che prometteva libertà, uguaglianza e felicità a tutti nel nuovo mondo, a genocidio delle popolazioni indigene ultimato.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a carloalberto »
[ - ] lascia un commento a carloalberto »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
fabio 3121
|
mercoledì 9 giugno 2021
|
docu-film su guantanamo diary
|
|
|
|
il film è l'adattamento cinematografico del libro di memorie "Guantanamo Diary" di Mohamedou Slahi detenuto a Cuba nel campo di prigionia dal 2002 al 2016 senza una vera accusa o un processo ma col solo sospetto di far parte di Al-Queda e di aver reclutato i terroristi che hanno dirottato gli aerei contro le Torri Gemelli. Si occupa del suo caso l'avvocatessa Nancy Hollander (Jodie Foster) che attraverso gli incontri a Guantanamo e le lettere scritte dallo stesso Slahi cerca di far emergere la verità e la sua non colpevolezza nel processo intentato contro gli Stati Uniti. L'accusa è invece affidata al colonnello Couch interpretato da Benedict Cumberbatch.
[+]
il film è l'adattamento cinematografico del libro di memorie "Guantanamo Diary" di Mohamedou Slahi detenuto a Cuba nel campo di prigionia dal 2002 al 2016 senza una vera accusa o un processo ma col solo sospetto di far parte di Al-Queda e di aver reclutato i terroristi che hanno dirottato gli aerei contro le Torri Gemelli. Si occupa del suo caso l'avvocatessa Nancy Hollander (Jodie Foster) che attraverso gli incontri a Guantanamo e le lettere scritte dallo stesso Slahi cerca di far emergere la verità e la sua non colpevolezza nel processo intentato contro gli Stati Uniti. L'accusa è invece affidata al colonnello Couch interpretato da Benedict Cumberbatch. La pellicola ha un taglio fortemente documentaristico per l'utilizzo del formato 4:3 delle scene in flashback della storia del prigioniero "il mauritiano" e per l'utilizzo dei sottotitoli per circa un terzo del film. Buono il cast di attori. Voto: 6/10.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a fabio 3121 »
[ - ] lascia un commento a fabio 3121 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|