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samanta
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domenica 8 dicembre 2024
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il crollo di una società
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Il film uscito nel 1993 di genere poliziesco/drammatico psicologico ha la regia di Joel Schumaker, discreto direttore di Hollywood con molti film specie d'azione e thriller attinti talvolta da John Grisham (Batman forever, Il momento di uccidere, Il cliente, in linea con l'assassino).
Calda estate del 1992 a Los Angeles, Bill Foster (Michael Douglas) è fermo da molti minuti nell'auto incolonnata in lunga fila di auto bloccate, ad un certo punto abbandona l'auto lascia l'autostrada cittadina e si avvia a piedi nella città, cerca di raggiungere la lontana casa dove vive l'ex moglie Elisabeth (Barbara Hershey) con la figlia Adele (Joey Hope) di 10 anni che festeggia il compleanno, la moglie non lo vuole ha ottenuto un ordine restrittivo per cui non può avvicinarsi.
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Il film uscito nel 1993 di genere poliziesco/drammatico psicologico ha la regia di Joel Schumaker, discreto direttore di Hollywood con molti film specie d'azione e thriller attinti talvolta da John Grisham (Batman forever, Il momento di uccidere, Il cliente, in linea con l'assassino).
Calda estate del 1992 a Los Angeles, Bill Foster (Michael Douglas) è fermo da molti minuti nell'auto incolonnata in lunga fila di auto bloccate, ad un certo punto abbandona l'auto lascia l'autostrada cittadina e si avvia a piedi nella città, cerca di raggiungere la lontana casa dove vive l'ex moglie Elisabeth (Barbara Hershey) con la figlia Adele (Joey Hope) di 10 anni che festeggia il compleanno, la moglie non lo vuole ha ottenuto un ordine restrittivo per cui non può avvicinarsi. Altro protagonista è il sergente di polizia Martin Prendergast (Robert Duvall) che era anche lui nella colonna d'auto e quando un automobilista ha chiamato un poliziotto ha aiutato il collega a spostare l'auto memorizzando la targa. Martin è un ottimo poliziotto , ma da anni a rinunciato a fare il detective accontendasi di un lavoro d'ufficio per le insistenze della moglie, è preso in giro dai colleghi e dal superiore, ma ha un buon rapporto con la giovane collega Sandra (Rachel Ticotin) che considera come un figlia (la sua è morta a 2 anni) quello è l'ultimo giorno di lavoro va in pensione anticipata per le insistenze della moglie. Questi 2 personagggi sono destinati all'incontro/scontro nel finale del film, Bill in un delirio crescente ha i nervi senza controllo: distrugge o uccide tutto quello che gli si oppone sia perché aggredito, oppure perché qualcuno si comporta da maleducato, durante il viaggio telefona alla moglie per annunciare il suo arrivo, ma la donna chiama la polizia. Bill distruggge il negozio di un coreano villano, poi si difende da giovani teppisti ispanici che lo aggrediscono ne uccide uno e s'impadronisce di un borsone pieno d'armi, si scontra in un negozio per comprare un paio di scarpe, si scontra e uccide il proprietario un nazista omofobo che lo vuole violentare e così via qualche volta con episodi amaramente umoristici. Martin tra i dileggi dei colleghi riesce a capire che tutti questi episodi di violenza nelle parti più diverse della città hanno un unico autore e non si tratta di episodi scollegati, riesce a individure le generalità del colpevole (grazie alla targa) e lo uccide nello scontro finale con Bill che fa finta di estrarre una pistola così da permettere alla figlia di ottenere il premio assicurativo.
Shumacker è riuscito a realizzare un capolavoro cimentandosi in temi che quasi come una profezia si sono succcessivamente avverati e affrontando in modo magistrale la psicologia dei 2 protagonisti. Siamo nel 1992 è imminente l'era del cellulare e di Internet, però la gente, è sola vive in compartimenti stagni pronta ormai ad accogliere lo sfogo di Internet e una connessione che aumenterà ancora di più la solitudine, è già iniziata la ristrutturazione del personale complice la delocalizzazione che ha significato milioni di licenziati è un disagio sociale enorme (leggi Il Turbocapitalismo di Luttwack e Elegia americana di Vance) e Bill è una di queste vittime; è presente nel film la divisione razziale, nel 1965 dopo la conquista dei diritti civili da parte degli afroamericani sembrava che la way of life americana fosse trionfante, ma nel film le varie etnie non si comprendano e siano ostili tra loro, quasi tribù ognuna delle quali occupa una parte del territorio: gli ispano americani, i neri, i gialli, i bianchi ricchi rinchiusi nei loro quartieri di lusso, sono tutti contro tutto, il finale lo vediamo nell'America odierna. I 2 protagonisti sono tratteggiati esemplarmente: Bill non impazzisce all'improvviso ma i torti subiti fanno scattare la follia: la moglie che ha ottenuto un ordine restrittivo al poliziotto che le chiede se lui la picchiava risponde no mai e allo sconcerto di lui aggiunge imbarazzata "ma 2 o 3 volte ho creduto che lo pensasse!" e non vuole che veda la figlia il giorno del suo compleanno; la ditta che dopo molti anni di lavoro diligente lo licenzia perché obsoleto. Quanto a Martin sempre gentile e remissivo si sveglia contro i suoi colleghi risolve il caso e al capo che lo esalta davanti alla TV gli risponde con "vaffa ..." mentre all'amica Sandra annuncia che rimarrà in servizio e non andrà in Arizona pensionato come voleva la moglie. Sono 2 performance recitative quella di Duvall e specie quella di Douglas che, a mio avviso, è la sua migliore interpretazione cinematografica.
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eugen
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giovedì 26 settembre 2024
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un pqueno burgues, dame!
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Casi como en la pelicula italiana "UN borghese piccolo piccolo"de Monicelli, aqui'en"Falling Down"d Joel Schumacher, escrito de Ebbe Roe Smith, un hombre"normal, botado del trabajo y separado de la mujer y le hijsa pequenza, "se vuelve"loco"en una ciudad de Los Angeles muy claiente y "incomprensibile"y mata, destruje almazenes y.... Sera'un policia casi jubiladoque lo va bloquear de una manera tragica... Pelicula verdaderamente impresionante porque no monstra la realidad de una manera que"normalmente"no se considera o se quiere olvidar, mejor dicho... La vida de ahora, del mundo en que vivismos no es solamente"neurotisada"es"loca", siempre que se quiera usar una terminologia vijea y incapaz de describir verdaderamente la realidad actural, totalmnete diferente de lo que se puede esperar y pensar.
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Casi como en la pelicula italiana "UN borghese piccolo piccolo"de Monicelli, aqui'en"Falling Down"d Joel Schumacher, escrito de Ebbe Roe Smith, un hombre"normal, botado del trabajo y separado de la mujer y le hijsa pequenza, "se vuelve"loco"en una ciudad de Los Angeles muy claiente y "incomprensibile"y mata, destruje almazenes y.... Sera'un policia casi jubiladoque lo va bloquear de una manera tragica... Pelicula verdaderamente impresionante porque no monstra la realidad de una manera que"normalmente"no se considera o se quiere olvidar, mejor dicho... La vida de ahora, del mundo en que vivismos no es solamente"neurotisada"es"loca", siempre que se quiera usar una terminologia vijea y incapaz de describir verdaderamente la realidad actural, totalmnete diferente de lo que se puede esperar y pensar.... La intepretacion de michel Douglas es muyr sueperior a qualquier imaginacion y tambien Robert Duvall, como policia metodico, muy inteligente como detective y no entendido de los colegas, es verdaderamente un grande actor. Eugen
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inesperto
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sabato 16 gennaio 2021
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società ed individuo
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Ad un uomo (Douglas) in una macchina scassata, in mezzo al traffico immobile ed in una giornata torrida, scatta qualcosa nella testa, e non si torna più indietro... Il licenziamento ed il divorzio con ingiunzione restrittiva, che gl'impedisce di vedere la figlia, alla lunga erodono il suo equilibrio mentale. Molla l'auto lì dove si trova, si reca nell'alimentari d'un coreano che ama fare il furbo coi prezzi e gli sfascia il locale; incrocia due ispanici d'una gang che dapprima cercano di bullizzarlo, ricevendone mazzate, e poi di farlo fuori (mancandolo clamorosamente con la mitraglia) per poi andarsi a schiantare con la vettura e farsi sottrarre l'arsenale; entra in un fast food nel quale viene fin da subito contrariato nella sua richiesta di colazione dalla cameriera e dal direttore, così spara due colpi e terrorizza i presenti; entra nel negozio d'un fanatico nazi che dà di matto a sua volta, così lo fa fuori e si cambia d'abito per non essere riconosciuto dalla polizia che lo cerca; scavalca i muri di cinta d'un campo da golf per ricconi e fa prendere un infarto ad un vecchio.
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Ad un uomo (Douglas) in una macchina scassata, in mezzo al traffico immobile ed in una giornata torrida, scatta qualcosa nella testa, e non si torna più indietro... Il licenziamento ed il divorzio con ingiunzione restrittiva, che gl'impedisce di vedere la figlia, alla lunga erodono il suo equilibrio mentale. Molla l'auto lì dove si trova, si reca nell'alimentari d'un coreano che ama fare il furbo coi prezzi e gli sfascia il locale; incrocia due ispanici d'una gang che dapprima cercano di bullizzarlo, ricevendone mazzate, e poi di farlo fuori (mancandolo clamorosamente con la mitraglia) per poi andarsi a schiantare con la vettura e farsi sottrarre l'arsenale; entra in un fast food nel quale viene fin da subito contrariato nella sua richiesta di colazione dalla cameriera e dal direttore, così spara due colpi e terrorizza i presenti; entra nel negozio d'un fanatico nazi che dà di matto a sua volta, così lo fa fuori e si cambia d'abito per non essere riconosciuto dalla polizia che lo cerca; scavalca i muri di cinta d'un campo da golf per ricconi e fa prendere un infarto ad un vecchio. Il tutto nell'affannato tentativo di tornare a casa per fare gli auguri alla figlioletta che compie gli anni, e telefonando numerose volte alla moglie per avvertirla del suo arrivo. Insomma, a un certo punto vien persin da chiedersi se non abbia tutte le ragioni... Fa da contraltare la figura di un detective (Duvall), anch'egli coi suoi bei problemi familiari, la cui evoluzione è seconda per interesse al solo protagonista.
Il ritmo è incalzante e quasi tutti i personaggi risultano essere sopra le righe, cosicchè non ci si annoia mai. Del '93, è divenuto un cult per meriti lampanti: l'originalità dell'idea è indiscutibile. Da vedere.
Da quest'opera prende spunto il recente "Il giorno sbagliato" con Russell Crowe.
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ilduca
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domenica 17 giugno 2018
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un giorno di ordinaria follia
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Sono totalmente d'accordo con il commento di brucemyhero. Aggiungo soltanto che tutti i personaggi che gravitano nell'area di T-fense rappresentano l'indifferenza, la superficialità, l'insipienza, il distacco e la freddezza cinica di chi è omologato interamente alla società che vive. Lo stesso R. Duvall interpreta un poliziotto prossimo alla pensione che utilizza la sua apparente dolcezza solo x estorcere informazioni circa T-Fense e, non comprende minimamente che dietro le azioni di M.Douglas c'è un uomo che vive il dramma della solitudine, dell'emarginazione..... Si è già scritto della ex moglie: non aggiungo altro. L'unico personaggio del quale condivido tutto (quasi) è proprio t-fense.
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Sono totalmente d'accordo con il commento di brucemyhero. Aggiungo soltanto che tutti i personaggi che gravitano nell'area di T-fense rappresentano l'indifferenza, la superficialità, l'insipienza, il distacco e la freddezza cinica di chi è omologato interamente alla società che vive. Lo stesso R. Duvall interpreta un poliziotto prossimo alla pensione che utilizza la sua apparente dolcezza solo x estorcere informazioni circa T-Fense e, non comprende minimamente che dietro le azioni di M.Douglas c'è un uomo che vive il dramma della solitudine, dell'emarginazione..... Si è già scritto della ex moglie: non aggiungo altro. L'unico personaggio del quale condivido tutto (quasi) è proprio t-fense.
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cristianshady
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lunedì 13 luglio 2015
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spettacolo!!!!
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Interpretazione magistrale di Douglas, ottimo film, colonna sonora eccezionale, atmosfera soffocante trasmessa alla perfezione....da vedere e rivedere!
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filippo catani
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martedì 27 gennaio 2015
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un uomo in caduta libera
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Los Angeles. Un uomo abbandona la sua macchina in mezzo altraffico infuocato della città e, in preda a un crollo psicotico, inizia un folle percorso per arrivare a casa della moglie. A dargli la caccia un detective della polizia al suo ultimo giorno di servizio.
Joel Schumacher in un film adrenalinico, drammatico ma con qualche venatura ironica, traccia il ritratto di un uomo anonimo come tanti altri che improvvisamente decide di non accettare più le convenzioni della civiltà abbandonandosi alla follia e alla caduta libera. Douglas interpreta alla perfezione un personaggio deciso in tutti i modi a raggiungere la casa della ex moglie, a cui non potrebbe avvicinarsi, per trascorrere il compleanno della figlia.
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Los Angeles. Un uomo abbandona la sua macchina in mezzo altraffico infuocato della città e, in preda a un crollo psicotico, inizia un folle percorso per arrivare a casa della moglie. A dargli la caccia un detective della polizia al suo ultimo giorno di servizio.
Joel Schumacher in un film adrenalinico, drammatico ma con qualche venatura ironica, traccia il ritratto di un uomo anonimo come tanti altri che improvvisamente decide di non accettare più le convenzioni della civiltà abbandonandosi alla follia e alla caduta libera. Douglas interpreta alla perfezione un personaggio deciso in tutti i modi a raggiungere la casa della ex moglie, a cui non potrebbe avvicinarsi, per trascorrere il compleanno della figlia. Nel suo folle percorso incontrerà una miriade di personaggi che affollano la metropoli dalle gang di quartiere fino all'esaltato nostalgico nazista. A dargli la caccia un detective a sua volta messo a dura prova dall'esaurimento nervoso della moglie per la quale ha deciso di lasciare tutto per trasferirsi nel nulla. Incentivato da una collega, l'uomo cercherà di risolvere quest'ultimo caso (molto bravo Duvall). Insomma un film adrenalinico e schizzofrenico con un personaggio che in parte verrà ripreso in futuro da Schumacher nel killer-giustiziere de In linea con l'assassino.
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yurigami
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giovedì 30 ottobre 2014
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attuale dopo 21 anni
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Un film che dopo 21 anni è ancora molto attuale,la cosa che ho apprezzato di più di questo film è il confronto tra i due protagonisti, uguali nelle pressioni ma diversi nel modo di reagire a codeste, essere passivi come Duvall è stressante e frustrante, però ti fa arrivare alla sua età, la risposta violenta di Douglas non ti fa arrivare da nessuna parte, ma secondo egli non ne varrebbe nemmeno la pena andare avanti a vivere quando non puoi vedere tua figlia per colpa di tua moglie e quando vieni licenziato in quel modo, allora perché non andarsene senza prima aver lasciato un messaggio al mondo di come la società sia marcia? In ogni caso la cosa certa è che D-fens in questo film riflette gli effetti del lato oscuro della società, perché lui che creava sistemi di difesa per il suo paese veniva mobbato in quel modo e il chirurgo plastico aveva un enorme villa tutta sua per giocare a golf? E comunque se la società è marcia è colpa del fatto che nel mondo esistano persone come quell'armaiolo, ignoranti e xenofobe, alla fine è il popolo che elegge i presidenti del consiglio ecc.
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Un film che dopo 21 anni è ancora molto attuale,la cosa che ho apprezzato di più di questo film è il confronto tra i due protagonisti, uguali nelle pressioni ma diversi nel modo di reagire a codeste, essere passivi come Duvall è stressante e frustrante, però ti fa arrivare alla sua età, la risposta violenta di Douglas non ti fa arrivare da nessuna parte, ma secondo egli non ne varrebbe nemmeno la pena andare avanti a vivere quando non puoi vedere tua figlia per colpa di tua moglie e quando vieni licenziato in quel modo, allora perché non andarsene senza prima aver lasciato un messaggio al mondo di come la società sia marcia? In ogni caso la cosa certa è che D-fens in questo film riflette gli effetti del lato oscuro della società, perché lui che creava sistemi di difesa per il suo paese veniva mobbato in quel modo e il chirurgo plastico aveva un enorme villa tutta sua per giocare a golf? E comunque se la società è marcia è colpa del fatto che nel mondo esistano persone come quell'armaiolo, ignoranti e xenofobe, alla fine è il popolo che elegge i presidenti del consiglio ecc. (a parte Monti, Letta e Renzi) o comunque sono sempre altre persone che magari sono così, quindi il problema è alla sorgente. Film su cui bisognerebbe riflettere, fatto molto bene sia nella sceneggiatura che nella recitazione, ottimo il filtro caldo della cinepresa, per trasmetterti quella sensazione del sole che ti cuoce il cervello a ferragosto!
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gertrude
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mercoledì 27 agosto 2014
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povero bill...
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Bill, così vuole essere chiamato il protagonista interpretato da Michael Douglas, è bloccato nel traffico per lavori sotto ad un calvalcavia. Fa caldo, nessuna macchina sembra poter avanzare e qualche meccanismo nella testa del nostro pover uomo si inceppa. Non ce la fa più e abbandona la macchina andandosene a piedi. Man mano che la storia prosegue siamo proiettati non soltanto nella sua mente ma nelle vicende che lo hanno condotto a distruggere un negozio, a prendere a mazzate due aggressori, a farsi servire un panino grazie alla forza convincente di un mitra, e molto altro. Nel frattempo è anche l’ultimo giorno di servizio di un poliziotto (Robert Douvall) , costretto ad andare in pensione per la delicata situazione della moglie.
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Bill, così vuole essere chiamato il protagonista interpretato da Michael Douglas, è bloccato nel traffico per lavori sotto ad un calvalcavia. Fa caldo, nessuna macchina sembra poter avanzare e qualche meccanismo nella testa del nostro pover uomo si inceppa. Non ce la fa più e abbandona la macchina andandosene a piedi. Man mano che la storia prosegue siamo proiettati non soltanto nella sua mente ma nelle vicende che lo hanno condotto a distruggere un negozio, a prendere a mazzate due aggressori, a farsi servire un panino grazie alla forza convincente di un mitra, e molto altro. Nel frattempo è anche l’ultimo giorno di servizio di un poliziotto (Robert Douvall) , costretto ad andare in pensione per la delicata situazione della moglie. E’ l’unico della centrale di polizia che riesce a interpretare gli indizi e a trovare Bill, il quale voleva solo andare a festeggiare il compleanno della figlia alla quale per una precedente ordinanza del tribunale non si poteva avvicinare. Povero Bill… Non gliene va una giusta. D'altronde chi almeno una volta nella vita non si è trovato bloccato nel traffico con un’incredibile voglia di lasciare la macchina e mandare tutti a quel paese? O di farsi giustizia da soli? O di obbligare i negozianti a trattarci con cortesia? Questo è quello che pensiamo all’inizio dei suoi gesti. Dopo però Bill cade nell’estremo opposto, non riesce più a tenere a freno questa rabbia accumulata per tutte le sue sfortune. Arriva a spaventarci, motivo per cui è stato lasciato dalla moglie. “Un giorno di ordinaria follia”, azzeccatissimo titolo per indicare questo climax di eventi che escono sempre di più fuori dall’ordinario dopodichè, come dice Bill, non si può più tornare indietro. Mi ha sorpreso molto vedendolo perché me lo aspettavo più “sciapo”, invece mi è sembrato avvincente non solo nella trama ma anche nella critica che viene fatta relativamente alla disumanizzazione della società moderna.
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[+] perfettamente d''accordo... però non sono d''accordo
(di rominion)
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evildevin87
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giovedì 21 novembre 2013
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un titolo, un programma
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Da una parte Martin Prendergast (Robert Duvall) e dall'altra il detective William Foster (Michael Douglas) in una caldissima gionata soleggiata di luglio a Los Angeles: entrambi vittime delle tante e varie piccole ingiustizie quotidiane. Solo che mentre il primo pare fin troppo passivo e paziente, il secondo arriva al suo punto di non ritorno fino a diventare un potenziale pericolo pubblico. E sarà compito del detective Prendergast rintracciarlo e fermarlo prima che possa compiere un massacro. Un film dannatamente folle e allo stesso tempo molto realistico e attuale, e che mostra come anche il più tranquillo degli esseri umani possa diventare pericoloso soltanto affrontando tutti i piccoli problemi coi quali più o meno tutti facciamo i conti.
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Da una parte Martin Prendergast (Robert Duvall) e dall'altra il detective William Foster (Michael Douglas) in una caldissima gionata soleggiata di luglio a Los Angeles: entrambi vittime delle tante e varie piccole ingiustizie quotidiane. Solo che mentre il primo pare fin troppo passivo e paziente, il secondo arriva al suo punto di non ritorno fino a diventare un potenziale pericolo pubblico. E sarà compito del detective Prendergast rintracciarlo e fermarlo prima che possa compiere un massacro. Un film dannatamente folle e allo stesso tempo molto realistico e attuale, e che mostra come anche il più tranquillo degli esseri umani possa diventare pericoloso soltanto affrontando tutti i piccoli problemi coi quali più o meno tutti facciamo i conti. Il tutto valorizzato dall'ottima e incalzante regia di Joel Schumacher. Probabilmente il suo il film più riuscito. Piccolo appunto: solitamente non siamo molto bravi in Italia a tradurre i titoli, ma stavolta ci abbiamo azzeccato alla grande. Titolo più azzeccato dell'originale a mio parere.
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paride86
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giovedì 19 settembre 2013
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bello
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Un giorno un uomo, rimasto bloccato nel traffico, scende dalla macchina e comincia a dare di matto.
Commedia caustica sulla quotidianità borghese, tanto geniale nella prima parte quanto banale e irrisolta nella seconda.
Complessivamente è un bel film con un bravissimo Michael Douglas.
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Un giorno un uomo, rimasto bloccato nel traffico, scende dalla macchina e comincia a dare di matto.
Commedia caustica sulla quotidianità borghese, tanto geniale nella prima parte quanto banale e irrisolta nella seconda.
Complessivamente è un bel film con un bravissimo Michael Douglas.
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