Max Angioni, personggio definito "scimmia urlatrice" da qualcuno, e come tale citato anche sul Corriere della Sera, è una di quelle persone che ti chiedi sempre "come mai lo fanno lavorare".
A mio avviso non ha talento, è volgare e pure come espressività mi ricorda una crepa che ho nel muro del bagno.
Eppure eccolo qua anche come protagonista di un film.
Per Diego ormai sono rassegnata: non so se per necessità economica o per partito preso ormai i film che gli fanno fare (o che si fa lui...) sono tutti uguali: una pena infinita. E lui fa sempre la stessa parte. Mi ricorda certi giochetti anni 70 dove tu avevi un corpo di carta con testa, mani e piedi, ma senza vestiti, dove tu potevi metter sopra dei vestiti, sempre di carta e ritagliati a parte, e mettendoli sopra cambiavi di volta in volta mestiere o situazione.
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Max Angioni, personggio definito "scimmia urlatrice" da qualcuno, e come tale citato anche sul Corriere della Sera, è una di quelle persone che ti chiedi sempre "come mai lo fanno lavorare".
A mio avviso non ha talento, è volgare e pure come espressività mi ricorda una crepa che ho nel muro del bagno.
Eppure eccolo qua anche come protagonista di un film.
Per Diego ormai sono rassegnata: non so se per necessità economica o per partito preso ormai i film che gli fanno fare (o che si fa lui...) sono tutti uguali: una pena infinita. E lui fa sempre la stessa parte. Mi ricorda certi giochetti anni 70 dove tu avevi un corpo di carta con testa, mani e piedi, ma senza vestiti, dove tu potevi metter sopra dei vestiti, sempre di carta e ritagliati a parte, e mettendoli sopra cambiavi di volta in volta mestiere o situazione.
Ecco: tu metti li Diego e cambi il contorno. Il prodotto non cambia però: piattume e noia.
Se poi aggiungi la ciliegina (urlante) sulla torta il floppone è servito.
Ma d'altronde in un paese dove un "che cozzalone" (si, scritto così: la vera origine del nome...) la fa da padrone cosa pretendi.
Filmetto sciapo e telefonato che ti fa spegnere il monitor dopo qualche minuto di visione.
Mi piacerebbe conoscere ad una ad una le persone che eventualmente hanno preso coraggio, hanno raggiunto un cinema ed hanno pagato un biglietto d'ingresso per vedere Angioni come protagonista.
E farei a questi una semplice domanda: "Perchè?".
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