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figliounico
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lunedì 26 maggio 2025
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un altro episodio della serie
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Il film di Sollima quello che un tempo si sarebbe detto un polar alla francese si confonde sin da subito con un episodio di gomorra o di suburra o di romanzo criminale anzi sarebbe tal quale preso da una delle serie in cui eccelle sollima figlio del regista delle serie televisive famoso per sandokan se non fosse per la trovata fanta post apocalittica degli incendi perenni che ardono nelle periferie e minacciosi alle porte di una roma irriconoscibile invasa da cenere, traffico e bolgia umana, come irriconoscibile si presenta favino nel personaggio del cammello, che purtroppo somiglia a un willis anziano e ormai malato. Il quartiere dove abita il protagonista con il vecchio padre servillo, sempre eccezionale, sembra una scampia in formato ridotto, il boss della magliana cieco una invenzione azzeccata ma finisce troppo presto in una scena grandguignolesca e il mastandrea che cresce di film in film e se continua in tal modo finisce che alla fine diventa un grande attore, come pure convincente risulta la performance attoriale del figlio di giannini, cattivissimo e antipatico come peraltro deve essere, e che dire infine di di leva bravo come pochi.
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Il film di Sollima quello che un tempo si sarebbe detto un polar alla francese si confonde sin da subito con un episodio di gomorra o di suburra o di romanzo criminale anzi sarebbe tal quale preso da una delle serie in cui eccelle sollima figlio del regista delle serie televisive famoso per sandokan se non fosse per la trovata fanta post apocalittica degli incendi perenni che ardono nelle periferie e minacciosi alle porte di una roma irriconoscibile invasa da cenere, traffico e bolgia umana, come irriconoscibile si presenta favino nel personaggio del cammello, che purtroppo somiglia a un willis anziano e ormai malato. Il quartiere dove abita il protagonista con il vecchio padre servillo, sempre eccezionale, sembra una scampia in formato ridotto, il boss della magliana cieco una invenzione azzeccata ma finisce troppo presto in una scena grandguignolesca e il mastandrea che cresce di film in film e se continua in tal modo finisce che alla fine diventa un grande attore, come pure convincente risulta la performance attoriale del figlio di giannini, cattivissimo e antipatico come peraltro deve essere, e che dire infine di di leva bravo come pochi. E tuttavia si rimane in superficie, forse per colpa dei troppi personaggi nessuno esce dalla striscia del fumetto, nessuno riesce ad essere vero, per un attimo soltanto il grande SERVILLO. Troppo poco per un grande film. Un altro episodio della serie
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shablo88
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martedì 30 luglio 2024
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ottimo film italiano
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Ogni tanto qualche bel film italiano viene prodotto, questo è il caso
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felicity
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giovedì 18 luglio 2024
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crime movie disperato
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Adagio è un noir metropolitano, un crime movie disperato che riposiziona i codici del genere e procede dilatando l’azione.
Calato dentro un continuo gioco di specchi e disvelamenti, mette al centro personaggi già morti, fantasmi che si muovono tra le ombre e le rovine.
La Roma di Sollima è inedita, emorragica e tentacolare.
Che sia la pioggia fitta di Suburra o la calura asfissiante di Adagio, è sempre la metafora di un mondo che sta per collassare.
Gli attori sono tutti straordinari, per mimica, gestica, corporalità.
Ma il Daytona di Servillo merita un discorso a parte. Il suo personaggio viene presentato svanito e senile.
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Adagio è un noir metropolitano, un crime movie disperato che riposiziona i codici del genere e procede dilatando l’azione.
Calato dentro un continuo gioco di specchi e disvelamenti, mette al centro personaggi già morti, fantasmi che si muovono tra le ombre e le rovine.
La Roma di Sollima è inedita, emorragica e tentacolare.
Che sia la pioggia fitta di Suburra o la calura asfissiante di Adagio, è sempre la metafora di un mondo che sta per collassare.
Gli attori sono tutti straordinari, per mimica, gestica, corporalità.
Ma il Daytona di Servillo merita un discorso a parte. Il suo personaggio viene presentato svanito e senile. Poi di colpo torna ad essere l’uomo ferino che azzanna, colpisce, intimidisce. Di quel vecchietto non c’è più traccia. Capiamo quindi che la sua era una recita, un travestimento. A Servillo basta una camminata lungo un passage per ripristinare la maschera del demente. Da spavaldo fino ad un attimo prima, spettinandosi solo un po’ i capelli e tornando a deambulare, il suo criminale Daytona ritorna nel buio surrettizio di una sopravvivenza mortifera.
Adagio è un film di semitoni, di chiaroscuri, di passi cadenzati che aprono voragini profonde e inquietanti sul rapporto pubblico/privato, sull’imprevedibilità del destino, sull’incombenza della morte.
Indefinibile nel genere, sospeso come è tra thriller e dramma esistenziale, sorprendente sia per la storia, sia per il suo svolgimento, sia per il dosaggio di suspance e ritratti di diverse fisionomie dell’Italia di oggi, racconta una vicenda che sembra iniziare per caso in attesa che prenda il via quella vera, per poi coinvolgere con una strana, inesorabile calma, ogni cosa e volto presente nel film.
Sollima sa dirigere con efficacia straordinaria attori a loro volta straordinari, disposti a farsi spostare dalle loro abituali zone di comfort. E curando i dettagli in modo maniacale.
Ma è l’atmosfera ad avvolgere. Quell’aria di sconfitta imminente, mentre il fuoco avanza dalla periferia e la stazione Tiburtina di Roma si appresta a trasformarsi in una sorta di nuova Grand Central Station di New York City.
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calla65
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mercoledì 12 giugno 2024
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duro ma vero
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Grandi attori, strepitosa interpretazione (Favino su tutti). Un pugno allo stomaco la storia, ma di fatto rappresenta la cruda realtà.
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jean
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domenica 19 maggio 2024
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l´ ultima parte della trilogia del roma criminale:
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Il Regista Sefano Solima presenta la sua ultima Pellicola "Adagio" un Noir- Thriller con sfaccettature drammatiche in una Roma Dark, quasi irriconoscibile all occhio dello spettatore. Il Regista ha provato a rappresentare con grande sucesso una Roma di Viabilita,dispotica,di movimento, che sì adatta perfettamente per la sua funzione narrativa incevce della solita città famosa per i suoi bei monumenti. In un Cast davvero azzecato per i ruoli uno su tutti il poliedrico Pierfrancesco Favino, anche se c´e da citare le ottime interpretazioni di Toni Sevillo,Adriano Giannini, e Valerio Mastandrea che danno un certo verve hai personaggi interpetrati. La pellicola e accompagnato dalle musiche dei Subsonica dove il film viene premiato come miglior compositore hai David di Donatello 2024 unico premio incassato su 5 nomiation totali.
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Il Regista Sefano Solima presenta la sua ultima Pellicola "Adagio" un Noir- Thriller con sfaccettature drammatiche in una Roma Dark, quasi irriconoscibile all occhio dello spettatore. Il Regista ha provato a rappresentare con grande sucesso una Roma di Viabilita,dispotica,di movimento, che sì adatta perfettamente per la sua funzione narrativa incevce della solita città famosa per i suoi bei monumenti. In un Cast davvero azzecato per i ruoli uno su tutti il poliedrico Pierfrancesco Favino, anche se c´e da citare le ottime interpretazioni di Toni Sevillo,Adriano Giannini, e Valerio Mastandrea che danno un certo verve hai personaggi interpetrati. La pellicola e accompagnato dalle musiche dei Subsonica dove il film viene premiato come miglior compositore hai David di Donatello 2024 unico premio incassato su 5 nomiation totali.
Cosa va: -Adriano Gianinni è perfetto nella parte dell'Antagonista.
-Ottima Fotografia anche se non ha vinto nessun premio.
Cosa non va:
- Audio avvolte non perfetto, in alcune scene gli attori sussurrano o parlano in dialetto è non si capiscono le battute.
-FIlm avvolte un po rude non adatto alla vista di tutti i spettatori.
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serpina
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giovedì 16 maggio 2024
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doloroso.
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Premetto che ho una grande simpatia umana per questo regista, maturata dalla lettura di alcune sue interviste e dalle dichiarazioni di tutti gli attori che hanno collaborato con lui: un talento infallibile e palpabile in ogni messa in scena, SEMPRE associato a semplicità e umiltà, come se fosse un artista miracolosamente non del tutto consapevole delle sue grandi risorse, anche commerciali... Ma ammetto che quest'ultima è solo un'impressione nella quale mi piace indulgere, quasi per partito preso. In breve: è uno che ci sa fare come narratore per immagini, per istinto, per "mestiere" acquisito (dal padre, ovviamente), per apprendistato rigoroso sulle opere altrui. Il risultato è un artista ANTOLOGICO, e non occorre essere critici di cinema o spettatori seriali per scorgere le tracce delle sue ispirazioni , anche in un senso semplicemente evocativo ed emozionale.
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Premetto che ho una grande simpatia umana per questo regista, maturata dalla lettura di alcune sue interviste e dalle dichiarazioni di tutti gli attori che hanno collaborato con lui: un talento infallibile e palpabile in ogni messa in scena, SEMPRE associato a semplicità e umiltà, come se fosse un artista miracolosamente non del tutto consapevole delle sue grandi risorse, anche commerciali... Ma ammetto che quest'ultima è solo un'impressione nella quale mi piace indulgere, quasi per partito preso. In breve: è uno che ci sa fare come narratore per immagini, per istinto, per "mestiere" acquisito (dal padre, ovviamente), per apprendistato rigoroso sulle opere altrui. Il risultato è un artista ANTOLOGICO, e non occorre essere critici di cinema o spettatori seriali per scorgere le tracce delle sue ispirazioni , anche in un senso semplicemente evocativo ed emozionale. E poi, l'esito delle ispirazioni/citazioni cinefile - anche in senso puramente stilistico - si risolve sempre in un risultato in qualche modo originale e creativo, come sempre accade per questo tipo di autori, che ho scelto di definire "antologici", quando si tratti di veri talenti. Le mie prime emozioni "atmosferiche" per questo film sono state il Garrone di Gomorra , come ovvio, e soprattutto il docu-film SACRO GRA, opera di lancinante, dolorosa bellezza, specie per chi è nato nella Capitale (come me...), un Leone d'oro all'epoca sacrosanto. Poi ci sono le vistose ispirazioni - stilistiche e tematiche - del Mann notturno e panoramico, sempre imprescindibile nei noir contemporanei, come sanno bene i tanti cinefili cultori del genere che leggono e scrivono su questo sito (io, tra questi). C'è pure un "quanto basta" del Winding Refn notturno, panoramico e pure "silenzioso ", a sua volta ispirato da Mann e (forse...) da Wenders. Ma, - ripeto- si tratta di EMOZIONI: chiunque potrebbe contraddirle sulla base della propria esperienza e sensibilità. Non potevano mancare le crudezze del maestro Tarantino, sebbene, da tarantiniana, le consideri sicuramente più potabili di tutti i suoi emuli: allegri massacri, come li definí Mereghetti, con una brillante sintesi concettuale. E che dire del cupo riferimento agli edifici lambiti (letteralmente, purtroppo...) dalla Tangenziale Est di Roma, come nel Borghese piccolo piccolo? Gli attori sono certamente i migliori, non solo l'immenso Servillo. Anche il ragazzino è notevole, perfetto nella parte. Sono contenta di aver visto un cast di eccellenze riunito in un unico film: vedere per credere. Per chiudere, credo che Sollima abbia ormai un posto stabile tra i cineasti italiani di maggiore rilievo. Questo film è da vedere e apprezzare. E da ri-vedere se si è dell'umore giusto per reggere alla prova. Per me troppo doloroso, temo.
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jean
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martedì 14 maggio 2024
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l´ ultima parte della trilogia del roma criminale:
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Il Regista Sefano Solima presenta la sua ultima Pellicola "Adagio" un Noir- Thriller con sfaccettature drammatiche in una Roma Dark, quasi irriconoscibile all occhio dello spettatore.Il Regista ha provato a rappresentare con grande sucesso una Roma di Viabilita,dispotica,di movimento, che fa si adatta perfettamente per la sua funzione narrativa incevce della solita citta famosa per i suoi bei monumenti.
In un Cast davvero azzecato per i ruoli uno su tutti il poliedrico Pierfrancesco Favino,anche se c´e da citare gli ottimi Toni Sevillo,Adriano Giannini, e Valerio Mastroandrea che danno un certo verve hai personaggi interpetrati.
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Il Regista Sefano Solima presenta la sua ultima Pellicola "Adagio" un Noir- Thriller con sfaccettature drammatiche in una Roma Dark, quasi irriconoscibile all occhio dello spettatore.Il Regista ha provato a rappresentare con grande sucesso una Roma di Viabilita,dispotica,di movimento, che fa si adatta perfettamente per la sua funzione narrativa incevce della solita citta famosa per i suoi bei monumenti.
In un Cast davvero azzecato per i ruoli uno su tutti il poliedrico Pierfrancesco Favino,anche se c´e da citare gli ottimi Toni Sevillo,Adriano Giannini, e Valerio Mastroandrea che danno un certo verve hai personaggi interpetrati.
La pellicola e accompagnato dalle musiche dei Subsonica dove il film viene premiato come miglior compositore hai David di Donatello 2024
unico premio incassato su 5 nomiation totali.
Cosa va:
-Adriano Gianinni e perfetto nella parte dell Antagonista.
-ottima Fotografia anche se non ha vinto nessun premio.
Cosa non va:
- Audio avvolte non perfetto, in alcune scene gli attori sussurrano o parlano in dialetto e non si capisce bene cosa dicono.
-FIlm avvolte un po rude non adatto alla vista di tutti i spettatori.
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jean
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martedì 14 maggio 2024
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l´ ultima parte della trilogia del roma criminale:
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Il Regista Sefano Solima presenta la sua ultima Pellicola "Adagio" un Noir- Thriller con sfaccettature drammatiche in una Roma Dark,
quasi irriconoscibile all occhio dell spettatore in certi versi passatemi il termine un po alla "Gotham City".
Il Regista ha provato a rappresentare e con grande sucesso una Roma di Viabilita, dispotica, di movimento, dove si adatta perfettamente
per la sua funzione narrativa incevce della solita citta famosa per i suoi bei monumenti.
In un Cast davvero azzecato per i ruoli uno su tutti il poliedrico Pierfrancesco Favino, anche se c´e da citare gli ottimi Toni Sevillo,Adriano Giannini,
e Valerio Mastroandrea che danno un certo verve hai personaggi interpetrati.
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Il Regista Sefano Solima presenta la sua ultima Pellicola "Adagio" un Noir- Thriller con sfaccettature drammatiche in una Roma Dark,
quasi irriconoscibile all occhio dell spettatore in certi versi passatemi il termine un po alla "Gotham City".
Il Regista ha provato a rappresentare e con grande sucesso una Roma di Viabilita, dispotica, di movimento, dove si adatta perfettamente
per la sua funzione narrativa incevce della solita citta famosa per i suoi bei monumenti.
In un Cast davvero azzecato per i ruoli uno su tutti il poliedrico Pierfrancesco Favino, anche se c´e da citare gli ottimi Toni Sevillo,Adriano Giannini,
e Valerio Mastroandrea che danno un certo verve hai personaggi interpetrati.
La pellicola e accompagnato dalle musiche dei Subsonica dove il film viene premiato come miglior compositore hai David di Donatello 2024
unico premio incassato su 5 nomiation totali.
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Cosa mi e piaciuto:
-Adriano Gianinni e perfetto nella parte dell Antagonista.
-ottima Fotografia anche se non ha vinto nessun premio.
- un Cast alla altezza
Cosa non va:
-Audio avvolte non perfetto, in alcune scene gli attori sussurrano o parlano piano o in dialetto e non si capisce bene cosa dicono.
-FIlm avvolte un po rude non adatto a tutti.
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rosebud
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martedì 14 maggio 2024
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una riflessione crepuscolare sull’apocalisse prossima ventura.
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Una Roma assediata da un incendio che pare inestinguibile ed oppressa da un’ondata di caldo eccezionale vede svilupparsi la vicenda di Vasco, carabiniere dal doppio volto, e di Manuel pischello senza esperienza di vita né di malavita. Ex malavitosi invece, membri di una banda della Magliana assurta quasi a valore di leggenda se paragonata allo sfacelo in cui oggi vivono, sono Daytona ( che di Manuel sarebbe pure il padre ) affetto da demenza senile, Polniuman diventato cieco ed Il Cammello, uscito di prigione sperando di trascorrere tranquillo gli ultimi mesi di vita. Ma quando, nel bel mezzo della notte Manuel bussa disperato alla sua porta, capisce che neppure questo gli sarà concesso, non dà in escandescenze e non segue neppure il consiglio della moglie : sceglie di aiutarlo e lo farà fino in fondo.
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Una Roma assediata da un incendio che pare inestinguibile ed oppressa da un’ondata di caldo eccezionale vede svilupparsi la vicenda di Vasco, carabiniere dal doppio volto, e di Manuel pischello senza esperienza di vita né di malavita. Ex malavitosi invece, membri di una banda della Magliana assurta quasi a valore di leggenda se paragonata allo sfacelo in cui oggi vivono, sono Daytona ( che di Manuel sarebbe pure il padre ) affetto da demenza senile, Polniuman diventato cieco ed Il Cammello, uscito di prigione sperando di trascorrere tranquillo gli ultimi mesi di vita. Ma quando, nel bel mezzo della notte Manuel bussa disperato alla sua porta, capisce che neppure questo gli sarà concesso, non dà in escandescenze e non segue neppure il consiglio della moglie : sceglie di aiutarlo e lo farà fino in fondo. Un film tragico in cui nessun personaggio è positivo ad eccezione di Manuel e del figlio maggiore di Vasco che nell’ultima scena si incontrano e si scambiano un paio di cuffie, un regalo simbolo di una speranza, di un futuro che forse spetterà alle nuove generazioni realizzare visto che i loro genitori hanno fatto di tutto per rovinarglielo. Nell’attesa Sergio Sollima ci propone una serie eloquente di botte, sangue, pallottole ed ammazzamenti vari inseriti nel solito marciume della corruzione e dell’intrigo politico. Uno spaccato dell’Italia di oggi? Sì senza dubbio.
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luigiluke
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lunedì 13 maggio 2024
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la fine della magliana
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Storia minima, che serve solo da spunto per una specie di ma come siamo ridotti dei reduci della Magliana. Vecchi, sporchi ma all'occorrenza ancora cattivi. Migliori comunque di quelle guardie che uccidono come i fratelli Savi ai tempi della Uno bianca. Per soldi e senza onore.
Sollima pesca un po' qua e un po' là, dal suo repertorio e non solo (c'è anche una Roma alle prese con black out elettrici che uin po' ricorda quella senz'acqua di Siccità di Virzì) per riproporre un tema figlio di Suburra, e un nuovo intreccio a incastri,
Lasciando però maggiore spazio ai virtuosismi di attori che aldilà di qualche eccesso, sostengono a dovere una narrazione non sempre lineare e avvincente.
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Storia minima, che serve solo da spunto per una specie di ma come siamo ridotti dei reduci della Magliana. Vecchi, sporchi ma all'occorrenza ancora cattivi. Migliori comunque di quelle guardie che uccidono come i fratelli Savi ai tempi della Uno bianca. Per soldi e senza onore.
Sollima pesca un po' qua e un po' là, dal suo repertorio e non solo (c'è anche una Roma alle prese con black out elettrici che uin po' ricorda quella senz'acqua di Siccità di Virzì) per riproporre un tema figlio di Suburra, e un nuovo intreccio a incastri,
Lasciando però maggiore spazio ai virtuosismi di attori che aldilà di qualche eccesso, sostengono a dovere una narrazione non sempre lineare e avvincente.
È comunque un film per certi aspetti crepuscolare, come se il regista avesse voluto salutare con forti note pessimistiche un mondo, di criminali e tutori della legge, che non c'è più. Ucciso prima ancora che dalle pistole, dalle tecnologie che ora favoriscono nettamente i secondi, che perciò possono ora farsi loro stessi banditi e farla franca.
Senza che i giovani delinquenti della nuova generazione appaiano in grado di emulare i padri.
Peccato quindi per alcune lacune di scrittura, compreso un finale piuttosto anonimo.
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