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alex2044
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venerdì 9 febbraio 2024
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visivamente intrigante
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La prima impressione è che il film è visivamente intrigante , gli ambienti , i costumi , le musiche più che azzeccate e gli attori bravi , qualcuno , Bale bravissimo . La Storia è interessante se poi come dicono ispirata alla realtà sorprendente . Il regista è tecnicamente bravo , qualche volo pindarico ma la cinepresa la sa usare .Poi il modo di raccontare la storia è qualche volta un po' confuso ma non importa perchè le sorprese tengono lo spettatore vigile e curioso e non mancano . Se poi verso la fine l,attenzione ha qualche crepa ci pensa De Niro a chiuderla con la solita classe . Insomma se dico che penso di rivedere la prima parte per capire momenti che non mi sono stati molto chiari , vuol dire che il regista ha costruito un racconto che vale la pena di approfondire .
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La prima impressione è che il film è visivamente intrigante , gli ambienti , i costumi , le musiche più che azzeccate e gli attori bravi , qualcuno , Bale bravissimo . La Storia è interessante se poi come dicono ispirata alla realtà sorprendente . Il regista è tecnicamente bravo , qualche volo pindarico ma la cinepresa la sa usare .Poi il modo di raccontare la storia è qualche volta un po' confuso ma non importa perchè le sorprese tengono lo spettatore vigile e curioso e non mancano . Se poi verso la fine l,attenzione ha qualche crepa ci pensa De Niro a chiuderla con la solita classe . Insomma se dico che penso di rivedere la prima parte per capire momenti che non mi sono stati molto chiari , vuol dire che il regista ha costruito un racconto che vale la pena di approfondire .
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drenkart@gmail.com
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mercoledì 24 gennaio 2024
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un grido d''allarme sottovalutato
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Il Business Plot non è mai avvenuto come raccontato nel film, ma poco importa. David O' Russel ha riassunto in "Amsterdam" una certa America aliena dai valori costituzionali e più propensa a valutare solo il denaro e il potere al punto da mettere in discussione addirittura il concetto stesso della democrazia. In un film fantasioso, brillante, interpretao da un cast planetario, si vede lo spettro di Trump. La Commissione dei 5 sembra una sorta di Tea Party ante litteram e i personaggi complottisti da un momento all'altro potrebbero assaltare il Campidoglio.
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Il Business Plot non è mai avvenuto come raccontato nel film, ma poco importa. David O' Russel ha riassunto in "Amsterdam" una certa America aliena dai valori costituzionali e più propensa a valutare solo il denaro e il potere al punto da mettere in discussione addirittura il concetto stesso della democrazia. In un film fantasioso, brillante, interpretao da un cast planetario, si vede lo spettro di Trump. La Commissione dei 5 sembra una sorta di Tea Party ante litteram e i personaggi complottisti da un momento all'altro potrebbero assaltare il Campidoglio. Bisogna usare questa chiave di lettura per assaporare l'ironia a volte fanciullesca della pellicola che entra negli avvenimenti reali accaduti negli anni trenta, forzando la realtà come monito. L'interpretazione degli attori, da Cristian Bale e Margot Robbie a John David Washington, con cammei preziosi di star hollywoodiane, è fantastica.
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xerox
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mercoledì 15 marzo 2023
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troppo lungo....
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... troppo logorroico, pasticciato, noioso, e con la brutta sensazione che il film ricominci da capo ogni quarto d'ora senza sapere dove vuole andare a parare...
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luca
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sabato 3 dicembre 2022
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una discreta delusione
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Vera o non c'era la storia alle spalle del film, al cinema quello che importa è come la si racconta, e in Amsterdam la scelta su cosa raccontare è lasciata al pubblico che può scegliere tra il dramma dei reduci della prima guerra mondiale, la dipendenza da droghe, l'amicizia, il nazismo e perché no, il classismo di una società perbenista o l'amore.
In ultima istanza il film rimane un'idea personale che non prende una direzione, scivolando ddosso senza lasciare traccia.
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luca
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martedì 29 novembre 2022
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troppe idee per dare un'identità al film
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Una buona idea scagliata nel mucchio di molte altre idee, resta un'idea, qualcosa di non sviluppato, un'idea appunto! Bene Bale
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fabrizia da re
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lunedì 28 novembre 2022
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bella storia, bella idea, confezionata male
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Originale ed interessante racconto da un punto di vista inedito sul fronte guerra e ricadute sulla società.
Cast eccezionale, recitato benissimo, ambientazioni e costumi altrettanto perfetti.
Ma la sceneggiatura eccessivamente intricata e i dialoghi logorroici appesantiscono e rovinano l insieme.
Peccato per gli ottimi interpreti ed i momenti brillanti.
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samanta
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domenica 13 novembre 2022
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una storia inconcludente
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Amsterdam è stato preceduto da un notevole "battage" pubblicitario, peraltro i risultati sono stati modesti anzi deludenti: non solo una critica perplessa o negativa ma un grosso "flop" commerciale con una perdita tra i 60 e gli 80 milioni di $. Il tema del film circa il reducismo che starebbe alla base negli U.S.A. del 1933 di un colpo di stato per instaurare una dittatura come il fascismo in Italia, non sta in piedi, gli Stati Uniti avevano inviato in Europa 1 milione di soldati con una popolazione di 100 milioni, in Italia 4 milioni di soldati furono arruolati con una popolazione di 35 milioni, l'impatto sociale dei reduci e dei mutilati erano incomparabile e così la situazione in Germania.
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Amsterdam è stato preceduto da un notevole "battage" pubblicitario, peraltro i risultati sono stati modesti anzi deludenti: non solo una critica perplessa o negativa ma un grosso "flop" commerciale con una perdita tra i 60 e gli 80 milioni di $. Il tema del film circa il reducismo che starebbe alla base negli U.S.A. del 1933 di un colpo di stato per instaurare una dittatura come il fascismo in Italia, non sta in piedi, gli Stati Uniti avevano inviato in Europa 1 milione di soldati con una popolazione di 100 milioni, in Italia 4 milioni di soldati furono arruolati con una popolazione di 35 milioni, l'impatto sociale dei reduci e dei mutilati erano incomparabile e così la situazione in Germania. Il film erroneamente afferma che la storia del complotto ha un fondamento reale, ma si basa su una fake news, nel 1933 il generale Butler affermò che i reduci intendevano rovesciare il governo di Roosevelt, tale notizia venne considerata allora da tutti i media come una "grossa bufala".
La trama: siamo nella New York del 1933 due amici Burt (Christian Bale) medico chirurgo plastico che cura la ricostruzione degli arti di reduci della I guerra mondiale, l'avvocato nero Harold (John D. Washington) che combatterono nel 1918 insieme sul fronte della Somme, vengono coinvolti da Liz figlia del generale Meekms morto durante durante il viaggio di ritorno dall'Europa, la ragazza chiede un'autopsia perché teme un omicidio, l'autopsia conferma che è stato avvelenato e subito dopo la ragazza è uccisa. Con un flashback di 15 anni si ritorna indietro di 14 anni ad Amsterdam dove i 2 erano stati curati da un'infermiera americana Valerie Vose (Margot Robbie) che colleziona macabri trofei dei morti o operati, i 2 vengono da lei messi in contatto con 2 suoi amici: Paul (Mike Myers) e Henry (Michael Shannon) in realtà dei servizi segreti inglese e americano che parlano di un complotto mondiale per dominare il mondo. Burt e Harold da un accenno di Liz a Tose vanno da Valerie che vive con fratello e cognata e vengono coinvolti in una girandola di avvenimenti che portano alla scoperta di un tentativo di colpo di stato dei nazisti che vogliono coinvolgere i reduci e il loro capo il generale Dillenbeck (Robert De Niro) che non ci sta e con l'aiuto di Valerie e dei 2 amici riesce a sventate il tutto.
Il film ha uno svolgimento che vuole essere grottesco, ma è noioso anche se cerca di trattare l'argomento con una vena comica che non fa neppure sorridere. Il film sembra una parodia del nazismo fatta in malo modo senza quell'intelligenza creativa che c'è ad esempio in Indiana Jones e l'Arca dell'Alleanza (lasciamo stare Il Grande Dittatore), il film è condito da pistolotti sul salvataggio della democrazia (dai servizi segreti: figuriamoci!). La parte finale riguardante un evento radio diffuso che deve dare inizio al colpo di stato con l'intervento di Dillenbeck, dura mezzora di balli canzoni, "discorsa" direbbe Totò, con pistolotto finale del generale.Un film troppo lungo che necessitava di tagli, la recitazione dei 3 protagonisti è discreta, Margot Robbie non espone le sue grazie e ha imparato a recitare, Robert De Niro recita ingessato il volto rassegnato "chi me lo ha fatto fare?". La regia come la sceneggiatura di David O. Russel (Il lato positivo) sono carenti e frammentarie non riuscendo a creare uno spettacolo di livello.
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mariofilm
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sabato 12 novembre 2022
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ma si può dire...?
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E' un film INGUARDABILE, era da un po' che non vedevo spettatori usciure dalla sala.....
[+] mamma mia
(di gigioncino)
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eugenio
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giovedì 10 novembre 2022
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pasticciotto insipido
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Che pasticciotto l’ultimo film Amsterdam di David O’Russel con l’ex Batman nei panni di un medico reduce di guerra con tanto di occhio di vetro, area gigionesca e sguardo da impasticcato dell’ultimo quarto d’ora!
Un pasticciotto di crime, noir, commedia, dramma che nelle sue due ore e venti di durata stordisce e ci fa sorridere in fondo che è cosa importante (seppur con un lieve filo di noia). Crime storico della New York del 1933, con tanto di bei costumi d’epoca, è la vicenda di due reduci della Prima guerra mondiale, uno ora medico, Burt -quello con l’occhio di vetro- e l’altro, l’avvocato di colore Harold (John David Washington) che si trovano contro la loro volontà, sospettati di un caso di omicidio perpetrato a danni del loro ex comandante, generale Meekins, il loro responsabile sul fronte europeo.
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Che pasticciotto l’ultimo film Amsterdam di David O’Russel con l’ex Batman nei panni di un medico reduce di guerra con tanto di occhio di vetro, area gigionesca e sguardo da impasticcato dell’ultimo quarto d’ora!
Un pasticciotto di crime, noir, commedia, dramma che nelle sue due ore e venti di durata stordisce e ci fa sorridere in fondo che è cosa importante (seppur con un lieve filo di noia). Crime storico della New York del 1933, con tanto di bei costumi d’epoca, è la vicenda di due reduci della Prima guerra mondiale, uno ora medico, Burt -quello con l’occhio di vetro- e l’altro, l’avvocato di colore Harold (John David Washington) che si trovano contro la loro volontà, sospettati di un caso di omicidio perpetrato a danni del loro ex comandante, generale Meekins, il loro responsabile sul fronte europeo.
E Amsterdam che c’entra? È la località in cui Burt e Harold conobbero l’infermiera di guerra Valery (Margot Robbie) di cui il secondo finirà per innamorarsi e che ritroveranno nella potente villa dei Voze, con un disturbo nervoso ereditario come aiuto “insperato” di un’intricata vicenda.
Tra false piste e tipini ben poco raccomandabili nella cornice buonista dell’antirazzismo si muovono, come in Vizio di forma di Anderson, femme fatale, musicanti, giornalisti venduti al potere, con il consueto approccio ludico ed esibizionistico tipico di O’Russel, in cui tantissimi personaggi compaiono senza realmente portare a nulla se non a tendere ad una disperante anomalia confusa.
Sta però in Christian Bale aver innalzato l’asticella della qualità. Occhio di vetro e impermeabile stropicciato, si mette a indagare scoprendo intrighi di potere dietro l’antico mondo cameratesco, insinuandosi in aristocratiche comunelle e vecchi commilitoni, generali compresi (con tanto di De Niro in grande spolvero), con un taglio che ci fa divertire e al tempo stesso sorridere amaramente nel marcio mondo malato che, non molto velatamente, si nasconde ancora oggi in sordidi complotti oligarchici.
Facilone ma sintomatico di quell’aria di totalitarismo che si tradurrà nella Seconda guerra mondiale di lì a poco, Amsterdam ha il sapore di un pasticciotto ben cucinato privo, tuttavia, di quella spezia di qualità che avrebbe maggiormente insaporito il costoso artefatto.
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