Spider-Man: Homecoming

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Un film di Jon Watts. Con Tom Holland, Marisa Tomei, Zendaya, Robert Downey Jr., Michael Keaton.
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Titolo originale Spider-Man: Homecoming. Fantastico, Ratings: Kids+13, durata 133 min. - USA 2017. - Warner Bros Italia uscita giovedý 6 luglio 2017. MYMONETRO Spider-Man: Homecoming * * 1/2 - - valutazione media: 2,95 su 43 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   

Potere e responsabilitÓ? Si ma della produzione! Valutazione 3 stelle su cinque

di Sca


Feedback: 210 | altri commenti e recensioni di Sca
martedý 8 agosto 2017

 Potere e Responsabilità: il limite di ogni adolescente. Con Spiderman Homecoming dalla regia di Jon Watts ci troviamo di fronte a qualcosa di completamente rivoluzionario, sia per quanto riguarda la tradizionale storia di Spiderman, sia per quanto riguarda una regia che si può considerare “l’esordio” di Watts che prima di Homecoming aveva diretto solo tre film di cui il più conosciuto è il lungometraggio “Clown” (uscito tra l’altro con un ritardo di due anni). Novità, quindi, sembra essere la parola chiave di questo nuovo film siglato Marvel: un nuovo Spiderman, un nuovo costume, un nuovo attore (nonché il bambino prodigio Tom Holland), Spiderman finalmente considerato negli Avengers ed infine, rivoluzionario, è certamente il modo di raccontare la storia di Spiderman, trita e ritrita nel tempo si presenta ora alle origini. Infatti siamo ben lontani dalla storia di Peter Parker che viene morso dal ragno e deve fare i conti con i suoi nuovi poteri, anzi questo Peter seppur anagraficamente più piccolo è già consapevole delle sue capacità, ed ecco l’ennesima originalità.
Pensato, scritto e costruito interamente con l’idea di attrarre un pubblico di età dai dieci ai vent’anni, l’inizio del film ci catapulta nelle abitudini delle nuove generazioni attraverso go-pro, video-diari e la scuola, punto centrale dell’intero film e proprio l’insistenza delle situazioni giovanili: feste in casa, la scuola, le lezioni, gli amici, il ritiro della classe di decathlon e molte altre situazioni che quindi rendono il film scorrevole, prettamente Usa-made e quasi “banale” a livello di sceneggiatura (ad un certo punto del film infatti i ragazzi iniziano a chiamarsi con lo slang tipico: “Hei Zio!”) leggermente scontato anche a livello di montaggio, con una leggero sforzo per il colpo di scena finale. (Che detto sinceramente non stupisce neanche così tanto). Il tema del film, come ogni film di Spiderman, perché legato alla sua natura di supereroe, è quindi la responsabilità, non per niente l’Uomo Ragno è forse l’unico supereroe che subisce la sua trasformazione da adolescente, deve fare i conti con una volontà superiore (nel suo caso la Zia May ma più che altro Tony Stark), viene preso in giro da compagni di classe ed è un gran secchione ed è quindi uno degli eroi in cui è più facile immedesimarsi.
Nel film sono inseriti anche dei personaggi di contorno, a mio parere, piuttosto inutili: per prima l’amica Michelle Jones (alias Zendaya) che sì per quanto possa essere un elemento “comico” risulta essere ininfluente a livello di trama, il motivo di introduzione nel cast si ritrova nella sua popolarità tra gli adolescenti degli Stati Uniti. In egual modo il personaggio di Zia May, altro elemento comico inserito però superficialmente, le uniche cose che apprendiamo sulla zia, derivano da commenti altrui che si fermano solo al “mm che bona tua zia”.
Uno degli elementi sicuramente positivi del film è la figura di Iron Man (un Robert Downey Jr. sempre più giovane e in forma quasi “the real Benjamin Button”) che funge da personaggio “responsabilizzante”, una sorta di sostituto a quello che finora era lo zio Ben dei film precedenti. Sorprendente è senz’altro il personaggio di Michael Kaeton (alias l’avvoltoio), collegato in modo originale agli Avengers grazie al materiale alieno di cui si impossessa dopo il disastro dell’ultimo film degli Avengers: Age of Ultron. Un antagonista anomalo, che non ha stranamente, l’obbiettivo di conquistare il mondo; è infatti paragonabile per lo più ai mercenari di armi illegali, ma che si incastra perfettamente nella vita di Peter Parker, che dovrà scegliere tra ciò che realmente desidera e ciò che è giusto fare. Ritornando così al tema ciclico del: Da un grande potere derivano grandi responsabilità. Le scene di azione, sempre molto apprezzabili e necessarie quando si parla di un film “Marvel” sono marcate forse con troppa insistenza, anche se è sempre bello vedere Spiderman in azione.  
Nello standard, invece, è l’interpretazione di Tom Holland, che prima ho definito “bambino prodigio” considerato il suo esordio niente di meno che nel film “The Impossible” al fianco di Naomi Watts. Sicuramente sufficiente la sua interpretazione ma decisamente nella norma se pensiamo al personaggio che doveva interpretare, Spiderman è infondo un ragazzino invasivo ed intrapredente, due caratteristiche base per qualsiasi attore. Un riconoscimento è sicuramente per l’impegno a livello fisico di Holland, che ha passato molto tempo tra palestra e prove in produzione per raggiungere la forma fisica perfetta di Spiderman. Degna di nota è inoltre l’interpretazione di Micheal Keaton che riesce ad essere spietato ma anche incredibilmente comprensivo (vedi cut finale del film). Infine una piccola menzione dev’essere dedicata anche a Jon Favreau, che in pochi minuti a lui dedicati di film, la cui maggior parte con i video amatoriali iniziali, è uno degli elementi comici senz’altro più efficaci.
Nel complesso quindi Spiderman Homecoming si può considerare senza dubbio un film straordinariamente scorrevole e ben raccontato. Una completa immedesimazione nell’ambiente adolescenziale con tutte le difficoltà che ne derivano: il bullismo, le necessità superiore di un eroe, la cotta adolescenziale e i “cazziatoni”, elementi efficaci per un film che però, non va al di là delle sue capacità (e neanche ci prova). Una produzione Marvel che mira ad essere solo l’inizio di molte altre, l’obbiettivo infatti è quello raccontare uno Spiderman adolescente e irresponsabile per farlo crescere progressivamente nei sequel, diventando l’eroe preferito delle generazioni che cresceranno con lui. Riuscirà quindi Homecoming ad essere il primo film di una lunga serie?
 

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