Il prigioniero coreano

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Un film di Kim Ki-Duk. Con Ryoo Seung-Bum, Lee Won-Geun, Choi Gwi-Hwa, Jo Jae-Ryong, Won-geun Lee, Young-min Kim.
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Titolo originale Geumul. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 114 min. - Corea del sud 2016. - Tucker Film uscita giovedý 12 aprile 2018. MYMONETRO Il prigioniero coreano * * * - - valutazione media: 3,48 su 22 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
lbavassano martedý 5 marzo 2019
un film politico che fa riflettere Valutazione 4 stelle su cinque
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 Chi ha conosciuto Kim Ki-duk attraverso il giustamente celebre "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera" resterà probabilmente sorpreso da "Il prigioniero coreano", un film molto lontano dalle atmosfere rarefatte, filosofiche, che ci hanno allora incantato. Un film fortemente politico, anche violentemente politico, ma non di parte, che anzi trova nella rappresentazione speculare delle due Coree la propria ragion d'essere, che ci fa pienamente comprendere come non esistano un meglio ed un peggio, un inferno e un paradiso, ma come l'identificazione del nemico nel proprio vicino dia comunque origine alle forme più abiette e meschine di violenza. [+]

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stefanocapasso lunedý 26 novembre 2018
la famiglia al centro delle lottte di potere Valutazione 3 stelle su cinque
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Nam Chul-woo vive sulle sponde di un fiume che collega il suo paese la Corea del Nord con quella del Sud.
Ogni mattina lascia la sua umile casa e va con la sua barca a pescare, ma un giorno il motore della barca si rompe e alla deriva finisce nell’odiato paese nemico. Viene preso dai militari e interrogato diverse volte perché sospettato di essere una spia. Il suo è un calvario, viene sottoposto a diversi trattamenti per farlo confessare o in alternativa disertare, ma Nam resiste con la ferma intenzione di tornare dalla sua famiglia. Tornato al nord questa volta è ritenuto colpevole di aver vissuto il capitalismo e di essersene innamorato. Esausto si ribella contro tutti. [+]

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fabio venerdý 7 settembre 2018
deludente Valutazione 2 stelle su cinque
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Quando si parla di Kim Ki-Duk le aspettative sono comprensibilmente elevate. Sfortunatamente questo film risulta abbastanza noioso: lungagini, dialoghi scialbi, poco ritmo e recitazione scarsa.
Lodevole l'intento, di fare un film che accenda la luce sulla questione Coreana, ma non giustifica le quasi due ore della durata del film.

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pierangelobucci venerdý 4 maggio 2018
un film sul potere Valutazione 4 stelle su cinque
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La paranoia e l'oppressione del potere e le sue diverse ma speculari rappresentazioni proiettate sulle due Coree. Un film bello, intenso, che deve scontentare tutti.

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zarar mercoledý 2 maggio 2018
senza scampo Valutazione 3 stelle su cinque
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  Nam Chul-woo, un povero pescatore nord-coreano, passa casualmente il confine con la Corea del Sud a causa di un guasto della sua barchetta a motore, ed è catturato dalla polizia. [+]

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camillalavazza martedý 1 maggio 2018
uguaglianza degli opposti Valutazione 4 stelle su cinque
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Ne Il prigioniero coreano Kim Ki-Duk firma, oltre alla sceneggiatura e alla regia, anche la fotografia, come aveva già fatto in altre sue precedenti opere, rispetto alle quali si nota forse una dose inferiore di violenza fisica, compensata da un’estenuante e claustrofobica sensazione di impotenza.
L’impotenza dell’uomo comune che desidera solo vivere la sua vita, per quanto povera, che crede in quello che gli hanno insegnato, perché è tutto ciò che conosce, che spera solo di passare inosservato, perché sa che nulla di buono può venirgli dall’essere al centro dell’attenzione dei potenti.
Ma al centro dell’attenzione ci finisce, e noi siamo portati a chiederci se abbia il benché minimo senso dare tanta importanza ad un confine arbitrariamente posto in mezzo all’acqua, elemento fluido che scorre comunque da una parte all’altra (l’acqua e le barche, due temi ricorrenti nella filmografia di Kim Ki-duk) ed al fatto di oltrepassarlo senza alcuna intenzione, trascinati dalla corrente. [+]

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flyanto mercoledý 18 aprile 2018
quanto non paga l'onestÓ di comportamento e di ide Valutazione 4 stelle su cinque
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In questi giorni ritorna felicemente nelle sale cinematografiche italiane il regista coreano Kim Ki-Duk con il suo ultimo film "Il Prigioniero Coreano".
Il protagonista di questa pellicola è un semplice pescatore di un villaggio della Corea del Nord posto al confine con quella del Sud, il quale ogni mattina si reca al fiume con la sua barca per pescare e procacciare un misero pasto alla sua famiglia composta da una moglie ed una bambina. [+]

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kimkiduk martedý 17 aprile 2018
buono ma non eccelso Valutazione 3 stelle su cinque
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Dare solo tre stelle a Kim per me, che penso si capisca lo ammiro, è triste.
Purtroppo lo ammiro ma non posso che criticarlo ricordando il livello dei suoi capolavori.
Credo sia difficile restare a quei livelli, ma non riesce ancora ad essere quello di anni fa.
E' anche vero che, escludendo Pietà, era veramente sceso tanto con film quasi pessimi tipo Moebius, Amen o One on One.
Altra grossa sfortuna per Kim è che i film asiatici sono massacrati dal doppiaggio di serie B, con voci e molto probabilmente traduzioni diverse dall'originale.
E qui si supera l'orrendo, con voci e doppiatori inadatti.
La storia ha un significato importante; il momento post Olimpiadi sembra fatto apposta; il messaggio della speranza dell'unificazione delle due Coree è sicuramente presente adesso nel mondo, anche per escludere o abbassare il rischio e la paura della follia della Corea del Nord. [+]

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lunedý 16 aprile 2018
pesante
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La macro storia Ŕ bella ma Ŕ ridondante, non chiede nulla allo spettatore. Il film Ŕ insopportabile, i dialoghi sono forzati e malcelano l'intento pedagogico. I personaggi sono tagliati con l'accetta, i cattivi nauseantemente cattivi e i buoni nauseantemente buoni. Curata male la scenografia con un posacenere di plastica sempre pulito che quando cade alla fine suona come fosse di vetro.

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manuelazarattini domenica 15 aprile 2018
la libertÓ non garantisce la felicitÓ Valutazione 5 stelle su cinque
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E' la frase pronunciata dal poliziotto della Corea del sud parlando con lo sfortunato pescatore della Corea del nord sconfinato casualmente.
Ma come dimostra questa storia tragica e intensa aggiungerei: la felicitÓ senza libertÓ non pu˛ esistere.

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