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missantropa
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domenica 22 febbraio 2026
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piacevole film
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Buon film, trama interessante che nonostante abbia risvolti drammatici, mantiene sempre toni leggeri. Può valere la visione.
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daniele ciavatti
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lunedì 10 marzo 2025
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una riflessione sull?anima dell?america.
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Captain Fantastic non è solo la storia di Ben e della sua famiglia, ma una riflessione profonda sull’essenza stessa dell’America. Il film esplora una caratteristica distintiva del popolo americano: la capacità di concepire un’utopia, realizzarla e perseguirla con coerenza assoluta, fino alle sue estreme conseguenze, senza compromessi.
L’utopia di Ben si ispira ai principi dell’Illuminismo, la stessa matrice culturale che ha dato vita alla Dichiarazione dei Diritti e alla Costituzione americana. La sua visione è razionale, fondata sulla conoscenza, sulla libertà di pensiero e sulla ricerca di un’esistenza autentica, lontana dalle distorsioni della società consumista.
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Captain Fantastic non è solo la storia di Ben e della sua famiglia, ma una riflessione profonda sull’essenza stessa dell’America. Il film esplora una caratteristica distintiva del popolo americano: la capacità di concepire un’utopia, realizzarla e perseguirla con coerenza assoluta, fino alle sue estreme conseguenze, senza compromessi.
L’utopia di Ben si ispira ai principi dell’Illuminismo, la stessa matrice culturale che ha dato vita alla Dichiarazione dei Diritti e alla Costituzione americana. La sua visione è razionale, fondata sulla conoscenza, sulla libertà di pensiero e sulla ricerca di un’esistenza autentica, lontana dalle distorsioni della società consumista. Tuttavia, il film ci mostra come qualsiasi utopia portata all’estremo possa rivelarsi insostenibile. È solo attraverso la morte della moglie e il grave incidente della figlia che Ben si confronta con i limiti della propria ideologia, dimostrando però un’incredibile capacità di mettersi in discussione e di adattare il suo modello di vita senza tradirne del tutto i valori.
L’America, in fondo, nasce da due utopie contrapposte: una religiosa, rappresentata dalle comunità perseguitate in Europa che fuggirono nel Nuovo Mondo, e una laica, radicata nell’Illuminismo, che avrebbe poi generato i principi fondanti della nazione. Il grande pregio dell’utopia illuministica è la sua capacità di evolversi, di accogliere il cambiamento attraverso la riflessione critica. Al contrario, l’utopia religiosa tende a irrigidirsi, trasformandosi in un dogma inamovibile e ideologico, incapace di riformarsi.
Il film contrappone con forza queste visioni, mostrando come l’America abbia saputo esportare sia modelli positivi – come la democrazia e il pensiero critico – sia regressivi, come il consumismo sfrenato o il fanatismo ideologico. Questa capacità di perseguire le proprie convinzioni con totale dedizione è il più grande pregio della nazione, ma anche il suo rischio maggiore: le ha permesso di essere pioniera in molti campi, ma l’ha anche spinta a sostenere con la stessa cieca determinazione progetti distruttivi e reazionari. In questo senso, l’ascesa di Donald Trump rappresenta il lato oscuro di quell’America che, con la stessa convinzione con cui ha difeso i diritti, può anche abbracciare il populismo e l’autoritarismo.
Quella di Ben è l’America che ci affascina, che ha conquistato il mondo con la sua cultura e il suo cinema, che ha portato avanti battaglie per la libertà e la giustizia. Ma il film ci ricorda che questa stessa nazione ha un’anima duplice, capace di oscillare tra progresso e regresso, tra apertura e chiusura.
Dal punto di vista cinematografico, Captain Fantastic si avvale di un’interpretazione straordinaria di Viggo Mortensen, intensa e sfumata, capace di restituire tutta la complessità del personaggio. Anche i giovani attori che interpretano i figli sono estremamente credibili e donano autenticità alla narrazione. Se già nel 2016 il film colpiva per la sua forza tematica, oggi appare ancora più attuale: l’America di Trump, con il suo culto della regressione, sembra incarnare l’altra faccia della medaglia, l’utopia negativa fondata su dogmi e interessi egoistici.
In questo senso il regista, Matt Ross, si è rivelato profetico, mettendo in luce la straordinaria capacità dell’America di immaginare e costruire nuovi mondi, ma anche il pericolo insito in questa caratteristica: quando un’utopia si irrigidisce, diventa ideologia, e quando l’ideologia si radicalizza, può trasformarsi in una gabbia.
Ciavatti Daniele
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daniele ciavatti
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lunedì 10 marzo 2025
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una riflessione sull?anima dell?america.
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Captain Fantastic non ? solo la storia di Ben e della sua famiglia, ma una riflessione profonda sull?essenza stessa dell?America. Il film esplora una caratteristica distintiva del popolo americano: la capacit? di concepire un?utopia, realizzarla e perseguirla con coerenza assoluta, fino alle sue estreme conseguenze, senza compromessi.
L?utopia di Ben si ispira ai principi dell?Illuminismo, la stessa matrice culturale che ha dato vita alla Dichiarazione dei Diritti e alla Costituzione americana. La sua visione ? razionale, fondata sulla conoscenza, sulla libert? di pensiero e sulla ricerca di un?esistenza autentica, lontana dalle distorsioni della societ? consumista. Tuttavia, il film ci mostra come qualsiasi utopia portata all?estremo possa rivelarsi insostenibile.
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Captain Fantastic non ? solo la storia di Ben e della sua famiglia, ma una riflessione profonda sull?essenza stessa dell?America. Il film esplora una caratteristica distintiva del popolo americano: la capacit? di concepire un?utopia, realizzarla e perseguirla con coerenza assoluta, fino alle sue estreme conseguenze, senza compromessi.
L?utopia di Ben si ispira ai principi dell?Illuminismo, la stessa matrice culturale che ha dato vita alla Dichiarazione dei Diritti e alla Costituzione americana. La sua visione ? razionale, fondata sulla conoscenza, sulla libert? di pensiero e sulla ricerca di un?esistenza autentica, lontana dalle distorsioni della societ? consumista. Tuttavia, il film ci mostra come qualsiasi utopia portata all?estremo possa rivelarsi insostenibile. ? solo attraverso la morte della moglie e il grave incidente della figlia che Ben si confronta con i limiti della propria ideologia, dimostrando per? un?incredibile capacit? di mettersi in discussione e di adattare il suo modello di vita senza tradirne del tutto i valori.
L?America, in fondo, nasce da due utopie contrapposte: una religiosa, rappresentata dalle comunit? perseguitate in Europa che fuggirono nel Nuovo Mondo, e una laica, radicata nell?Illuminismo, che avrebbe poi generato i principi fondanti della nazione. Il grande pregio dell?utopia illuministica ? la sua capacit? di evolversi, di accogliere il cambiamento attraverso la riflessione critica. Al contrario, l?utopia religiosa tende a irrigidirsi, trasformandosi in un dogma inamovibile e ideologico, incapace di riformarsi.
Il film contrappone con forza queste visioni, mostrando come l?America abbia saputo esportare sia modelli positivi ? come la democrazia e il pensiero critico ? sia regressivi, come il consumismo sfrenato o il fanatismo ideologico. Questa capacit? di perseguire le proprie convinzioni con totale dedizione ? il pi? grande pregio della nazione, ma anche il suo rischio maggiore: le ha permesso di essere pioniera in molti campi, ma l?ha anche spinta a sostenere con la stessa cieca determinazione progetti distruttivi e reazionari. In questo senso, l?ascesa di Donald Trump rappresenta il lato oscuro di quell?America che, con la stessa convinzione con cui ha difeso i diritti, pu? anche abbracciare il populismo e l?autoritarismo.
Quella di Ben ? l?America che ci affascina, che ha conquistato il mondo con la sua cultura e il suo cinema, che ha portato avanti battaglie per la libert? e la giustizia. Ma il film ci ricorda che questa stessa nazione ha un?anima duplice, capace di oscillare tra progresso e regresso, tra apertura e chiusura.
Dal punto di vista cinematografico, Captain Fantastic si avvale di un?interpretazione straordinaria di Viggo Mortensen, intensa e sfumata, capace di restituire tutta la complessit? del personaggio. Anche i giovani attori che interpretano i figli sono estremamente credibili e donano autenticit? alla narrazione. Se gi? nel 2016 il film colpiva per la sua forza tematica, oggi appare ancora pi? attuale: l?America di Trump, con il suo culto della regressione, sembra incarnare l?altra faccia della medaglia, l?utopia negativa fondata su dogmi e interessi egoistici.
In questo senso, il regista, Matt Ross, si ? rivelato profetico, mettendo in luce la straordinaria capacit? dell?America di immaginare e costruire nuovi mondi, ma anche il pericolo insito in questa caratteristica: quando un?utopia si irrigidisce, diventa ideologia, e quando l?ideologia si radicalizza, pu? trasformarsi in una gabbia.
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giulio andreetta
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lunedì 20 luglio 2020
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film che suscita profondi interrogativi
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Ci troviamo di fronte ad una pellicola significativa sotto molteplici aspetti. La realizzazione, sotto il profilo tecnico, è assolutamente impeccabile, ma a colpire è soprattutto il messaggio del film e l'altissima qualità della recitazione, in particolar modo dei bambini e dei ragazzi, autentici prodigi. Viggo Mortensen è concentratissimo, e offre un'interpretazione molto 'vissuta', partecipata e allo stesso tempo assolutamente credibile. Ma lo scopo del film è, a mio avviso, testimoniare un anelito di libertà nei confronti di una società che si percepisce come oppressiva, e ingiusta.
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Ci troviamo di fronte ad una pellicola significativa sotto molteplici aspetti. La realizzazione, sotto il profilo tecnico, è assolutamente impeccabile, ma a colpire è soprattutto il messaggio del film e l'altissima qualità della recitazione, in particolar modo dei bambini e dei ragazzi, autentici prodigi. Viggo Mortensen è concentratissimo, e offre un'interpretazione molto 'vissuta', partecipata e allo stesso tempo assolutamente credibile. Ma lo scopo del film è, a mio avviso, testimoniare un anelito di libertà nei confronti di una società che si percepisce come oppressiva, e ingiusta. Il mito del 'buon selvaggio' di Rousseau rivive in questa pellicola, a partire dal resoconto per immagini di un padre che alleva i suoi figli in mezzo ad una foresta, quasi al di fuori di qualunque contatto con la civiltà. E tuttavia, nei metodi educativi di questo padre c'è l'esaltazione del valore della cultura e dello studio, al punto da rendere i figli autentici prodigi, mediamente molto più istruiti dei coetanei che frequentano la scuola. Non siamo dunque di fronte ad una banale esaltazione della natura in contrapposizione alla cultura, ma al rivendicare il diritto ad una possibilità: la possibilità di potersi porre al di fuori di un meccanismo economico e sociale spersonalizzante. Il film non è esente dal rischio di una deriva un po' utopica e ideale, ma il suo pregio è senz'altro quello di far sorgere molte domande e dubbi nello spettatore in merito a molte nostre 'abitudini', che tutti o quasi tutti diamo per scontate. In conclusione, per la profondità delle tematiche trattate, ma anche per la realizzazione impeccabile, mi sbilancio ad assegnare 5 stelline.
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taxidriver
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domenica 31 maggio 2020
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non per forza un film di protesta
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Scrivo questa recensione soprattutto per controbattere l'opinione di Gabriele Niola, critico di MyMovies, che stronca il film. Niola parte dal presupposto che questo sia cinema "contro", anticonformista, ribelle. Perché partire da tale presupposto? Questo è un film che sicuramente mette in cattiva luce molti aspetti della "American way of life", contrapposta a una visione ecologista alla Thoreau addizionata a teorie marxiste (sebbene in modo molto superficiale) e pratiche estreme di addestramento fisico. Tuttavia il film mostra anche i limiti di questo stile di vita "alternativo", che si concretizzano soprattutto in una incapacità di socializzare e di esplorare il mondo tipica dell'età adolescenziale.
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Scrivo questa recensione soprattutto per controbattere l'opinione di Gabriele Niola, critico di MyMovies, che stronca il film. Niola parte dal presupposto che questo sia cinema "contro", anticonformista, ribelle. Perché partire da tale presupposto? Questo è un film che sicuramente mette in cattiva luce molti aspetti della "American way of life", contrapposta a una visione ecologista alla Thoreau addizionata a teorie marxiste (sebbene in modo molto superficiale) e pratiche estreme di addestramento fisico. Tuttavia il film mostra anche i limiti di questo stile di vita "alternativo", che si concretizzano soprattutto in una incapacità di socializzare e di esplorare il mondo tipica dell'età adolescenziale. Su tutto si staglia la figura di Mortensen, conteso tra autentico spirito libertario e crisi esistenziale. Un film intelligente che mescola abilmente dramma e commedia, senza essere goffamente pretenzioso o forzatamente "contro".
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fabio 3121
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lunedì 4 maggio 2020
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film americano sopravvalutato!
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il film narra le vicende di Ben (Viggo Mortensen) e dell’educazione impartita ai suoi 6 figli, stando lontani da ogni forma di civiltà e vivendo nei boschi della costa nord occidentale degli Stati Uniti. Alla morte della madre dei ragazzi, lontana dalla sua famiglia per curarsi il disturbo bipolare dell’umore, Ben e i 6 figli intraprenderanno un lungo viaggio per assistere al funerale della madre e dove affronteranno il mondo della realtà. E’ vero che si tratta soltanto di un film ma la trama è a dir poco inverosimile, in quanto tutti gli eventi narrati spaziano dal grottesco al demenziale. Nonostante i tanti premi e riconoscimenti che questa pellicola ha ricevuto, a me non è affatto piaciuta; lo ritengo un film lento, noioso e, pertanto, insufficiente.
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il film narra le vicende di Ben (Viggo Mortensen) e dell’educazione impartita ai suoi 6 figli, stando lontani da ogni forma di civiltà e vivendo nei boschi della costa nord occidentale degli Stati Uniti. Alla morte della madre dei ragazzi, lontana dalla sua famiglia per curarsi il disturbo bipolare dell’umore, Ben e i 6 figli intraprenderanno un lungo viaggio per assistere al funerale della madre e dove affronteranno il mondo della realtà. E’ vero che si tratta soltanto di un film ma la trama è a dir poco inverosimile, in quanto tutti gli eventi narrati spaziano dal grottesco al demenziale. Nonostante i tanti premi e riconoscimenti che questa pellicola ha ricevuto, a me non è affatto piaciuta; lo ritengo un film lento, noioso e, pertanto, insufficiente.
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giovanni
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giovedì 9 aprile 2020
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almeno fa pensare
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Divertente? Sì, e anche molto. Sincero? direi di no.
Però pone dei problemi, fa sorgere dubbi, e quindi fa pensare. Per un film non è poco, anzi!
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emanuele 1968
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giovedì 9 aprile 2020
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poco probabile ma forse neanche
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Non e cosi male la trama, era inguardabile Ben con la barba, però penso che il nonno per avere quell'immobile era un santo d'uomo, erano due uomini estremi, mentalità estreme, alcuni spunti discutibili.
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la camy
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venerdì 10 gennaio 2020
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controcorrente
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Una famiglia "fantastica" in tutti i sensi perché fantastico è il suo "capo".
Un esemplare Viggo Mortensen che ci racconta come potremmo crescere più edotti ed intraprendenti rispetto agli standard sociali se avessimo semplicemente il coraggio di andare controcorrente mettendo in pratica ciò che conosciamo e ciò in cui crediamo. Una storia fantasiosa che ti lascia quell ' illusione che potrebbe valer la pena abbandonare tutti gli orpelli e tornare a vivere come alle origini, in simbiosi con la Natura, come parte integrante di un sistema perfettamente funzionante.
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Una famiglia "fantastica" in tutti i sensi perché fantastico è il suo "capo".
Un esemplare Viggo Mortensen che ci racconta come potremmo crescere più edotti ed intraprendenti rispetto agli standard sociali se avessimo semplicemente il coraggio di andare controcorrente mettendo in pratica ciò che conosciamo e ciò in cui crediamo. Una storia fantasiosa che ti lascia quell ' illusione che potrebbe valer la pena abbandonare tutti gli orpelli e tornare a vivere come alle origini, in simbiosi con la Natura, come parte integrante di un sistema perfettamente funzionante.
Un film che induce con leggerezza a profonde riflessioni.
"....potere al popolo e abbasso il sistema" Cit.
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