Non sposate le mie figlie! |
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Un film di Philippe de Chauveron.
Con Christian Clavier, Chantal Lauby, Ary Abittan, Medi Sadoun.
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Titolo originale Qu'est ce-qu'on a fait au bon Dieu?.
Commedia,
Ratings: Kids+16,
durata 97 min.
- Francia 2014.
- 01 Distribution
uscita giovedì 5 febbraio 2015.
MYMONETRO
Non sposate le mie figlie! ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
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4 matrimoni misti che fan tanto tribolar due genit
di FlyantoFeedback: 104180 | altri commenti e recensioni di Flyanto |
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venerdì 13 febbraio 2015 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Film in cui si racconta di una coppia di genitori che ha tre figlie sposate con 3 uomini di razza e religione diversa dalla loro francese e cattolica. Essi, pur non essendo persone razziste ed avendo accolto con tanta buona volontà i tre generi musulmano, ebreo e cinese, per la quarta figlia, ancora nubile, desiderano ardentemente però un marito connazionale e di religione cattolica. Alla notizia che invece anche la quarta figlia convolerà presto a nozze con un uomo di colore proveniente dalla Costa d'Avorio essi, loro malgrado e dopo numerose vicende, dovranno rassegnarsi ed accettare la realtà e di avere così una famiglia multietnica.
Questa pellicola di Philippe de Chauveron è una commedia divertente ed ironica sull'integrazione razziale e sulle conseguenti problematiche o meno che da ciò derivano. Il regista affronta e descrive i rapporti di coppie miste in una società in cui ormai sempre di più è diventata comune la realtà di interagire e di unirsi a persone di razze e religioni differenti. In una maniera molto delicata ed intelligentemente spiritosa Chauveron affronta così il tema degli ovvi pregiudizi che sorgono spontanei nelle persone di fronte ad una realtà tanto nuova, peraltro pregiudizi e paure che il regista sottolinea essere presenti e ben ben radicati anche in coloro che appartengono a paesi e continenti diversi e rivelando che in fondo il modo di reagire e di pensare delle persone risulta uguale a tutto il genere umano. Pertanto lo spettatore si rispecchia e si immedesima un poco nel difficile e comprensibile ruolo dei genitori francesi di accettare "il diverso" o "lo sconosciuto" a cui ancora, nonostante la realtà globale non si è ancora del tutto pronti ad affrontare e conseguentemente accettare.
L'intero film in ogni caso è ben costruito e la trama, tra una situazione ironica ed un'altra, unite a dialoghi intelligenti e brillanti, scorre leggero, fine ed arguto decretando ed assicurando un sicuro e meritato successo tra il pubblico e confermando giustamente l'elevato incasso ottenuto in patria.
Da non perdere come puro e brioso divertissement.
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