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martedì 27 maggio 2025
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dimenticare i ?john wayne? ? possibile!
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Complimenti per la profonda e raffinata analisi del film, piena di centrati rimandi. Grazie per avermi aiutato ad apprezzare meglio un?opera che mi ? capitato di rivedere con immutato piacere.
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figliounico
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martedì 21 marzo 2023
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il mito del duo guerriero
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In Appaloosa Ed Harris ripropone il duo guerriero dell’epica omerica ed il mito dell’amicizia tra uomini dell’antica Grecia trasferito nel più classico dei western. I personaggi interpretati da Harris e Mortensen, Virgin Cole ed Everett Hitch, sono la rappresentazione moderna di Achille e Patroclo, sovrapponibili al duo formato dallo sceriffo Wyatt Earp e da Doc Holliday in Sfida all’O.K. Corral del ’57 di Sturges. Richiamano, inoltre, alla mente, per la dinamica del rapporto tra giovane ed anziano pistolero caratterizzato dalla devozione, Kevin Costner e Robert Duvall in Terra di confine del 2003. Il film si sviluppa secondo lo schema narrativo della fabula di Propp con i soliti protagonisti di sempre.
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In Appaloosa Ed Harris ripropone il duo guerriero dell’epica omerica ed il mito dell’amicizia tra uomini dell’antica Grecia trasferito nel più classico dei western. I personaggi interpretati da Harris e Mortensen, Virgin Cole ed Everett Hitch, sono la rappresentazione moderna di Achille e Patroclo, sovrapponibili al duo formato dallo sceriffo Wyatt Earp e da Doc Holliday in Sfida all’O.K. Corral del ’57 di Sturges. Richiamano, inoltre, alla mente, per la dinamica del rapporto tra giovane ed anziano pistolero caratterizzato dalla devozione, Kevin Costner e Robert Duvall in Terra di confine del 2003. Il film si sviluppa secondo lo schema narrativo della fabula di Propp con i soliti protagonisti di sempre. C’è l’eroe, Virgine Cole, il suo aiutante, Hitch, la principessa in pericolo, la pianista interpretata da Renèe Zellweger, e l’antagonista, il ricco mandriano fuorilegge, Jeremy Irons. Nulla di nuovo sotto il sole, nessuna deviazione dai canoni, tutto si svolge come nelle antiche favole fino alla punizione dell’antagonista ed al premio-ricompensa per l’eroe, che potrà finalmente coronare il suo sogno d’amore grazie al sacrificio del suo amico aiutante. L’unica protagonista femminile questa volta non è l’incarnazione della donna angelicata, che spesso appare nei primi western, in funzione salvifica o di supporto morale all’eroe, si pensi a Grace Kelly in Mezzogiorno di fuoco del 1952, ma è tratteggiato secondo il suo opposto, l’altro stereotipo maschilista, e definita, quasi antropologicamente, come una femmina primitiva a caccia del maschio alfa, volubile, inaffidabile, in preda ad un irrefrenabile impulso ad accoppiarsi con il capo branco di turno. Rientra nello schema mentale di Harris, retrivo e conservatore, anche lo stereotipo del nativo americano dipinto come un ignobile bandito, predatore e stupratore di donzelle bianche indifese. Nonostante tutto il film è godibile e ciò unicamente grazie agli straordinari attori del cast, primo fra tutti Viggo Mortensen.
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erika
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martedì 31 agosto 2021
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una vera fotografia dell''epoca
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L'ho trovato splendido. Harris & Mortensen un binomio perfetto. Irons un po' scontato come "cattivo" ma ci sta. Il bianco e il nero, il buono e il cattivo, per un film bello da vedere. I personaggi e la fotografia sono una vera fotografia dell'epoca. Quasi in bianco e nero. Di quella foto d'epoca impolverate dalla sabbia e dal vento del west. Godibilissimi i dialoghi. Harris geniale. Mortensen imbruttito per l'occasione ha il tipico volto scavato degli uomini dell'poca. L'ho rivisto più volte ed è sempre piacevole perdersi in quell'epoca che, per chi è cresciuto a pane e spaghetti western, fa tanta nostalgia.
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fabio
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venerdì 27 dicembre 2019
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classico western di onesta fattura
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Non dispiace questo Appaloosa: buona scrittura e bravi interpreti. Merita la visione se siete affamati del genere.
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lunedì 4 novembre 2019
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w il vero western
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D'accordissimo con il suo commento. Ho visto il film per la terza volta. Il genere western se viene diretto tenendo presenti le caratteristiche del periodo in cui si svolge e strizzando l occhio ai maestri del genere come Leone, è un filone ancora valido.
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penna e calamaio
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sabato 6 luglio 2019
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il buono ,il duro , la ninfomane
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Non mi è dispiaciuto ma siamo lontani dalle epiche emozioni dei western di Leone.
Il cast è di livello altissimo ,ed infatti le singole interpretazioni sono di gran pregio, tuttavia la sceneggiatura non è strutturata per entrare nell'Olimpo del cinema.
Il personaggio della Zellweger è molto fuori contesto e si attacca a qualsiasi" Gallo Cedrone" senza un vero perché, il Cattivo di turno si salva misteriosamente più volte solo perché utile nella parte finale, Virgin sembra fin troppo fermo nei suoi pensieri e complessivamente non ci sono scene che emozionano veramente.
L'unico personaggio veramente intenso è quello di Mortensen ma non basta ,almeno a mio avviso, per giustificare un voto alto alla pellicola.
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Non mi è dispiaciuto ma siamo lontani dalle epiche emozioni dei western di Leone.
Il cast è di livello altissimo ,ed infatti le singole interpretazioni sono di gran pregio, tuttavia la sceneggiatura non è strutturata per entrare nell'Olimpo del cinema.
Il personaggio della Zellweger è molto fuori contesto e si attacca a qualsiasi" Gallo Cedrone" senza un vero perché, il Cattivo di turno si salva misteriosamente più volte solo perché utile nella parte finale, Virgin sembra fin troppo fermo nei suoi pensieri e complessivamente non ci sono scene che emozionano veramente.
L'unico personaggio veramente intenso è quello di Mortensen ma non basta ,almeno a mio avviso, per giustificare un voto alto alla pellicola.
Molto belle le ambientazioni manca invece una colonna sonora degna del genere.
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albydrummer
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mercoledì 14 novembre 2018
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bello!!!
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adler
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lunedì 4 luglio 2016
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un western non cosi' scontato
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E' un film più che discreto.
Mortensen e Harris svolgono una parte difficile. Uso questo aggettivo poichè la tematica dei due "compari" nel genere western rischia spesso di cadere in banalita' strutturali o peggio ancora in un mancato approfondimento dei caratteri dei personaggi. Questo NON e' il caso del film in oggetto. Mortensen svolge un roulo di autorevole gregario -lo si apprezza nel primo duello nel saloon - dove non dice una parola; tiene tutti sotto tiro con la sua arma preferita a canna lunga trasudando sicurezza calma e professionalita' da tutti i pori ( I dont't scare easy !)mentre Harris svolge la parte da Marshall in pectore.
Il rapporto tra i due protagonisti si esplicita ulteriormente con lo svolgimento del film.
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E' un film più che discreto.
Mortensen e Harris svolgono una parte difficile. Uso questo aggettivo poichè la tematica dei due "compari" nel genere western rischia spesso di cadere in banalita' strutturali o peggio ancora in un mancato approfondimento dei caratteri dei personaggi. Questo NON e' il caso del film in oggetto. Mortensen svolge un roulo di autorevole gregario -lo si apprezza nel primo duello nel saloon - dove non dice una parola; tiene tutti sotto tiro con la sua arma preferita a canna lunga trasudando sicurezza calma e professionalita' da tutti i pori ( I dont't scare easy !)mentre Harris svolge la parte da Marshall in pectore.
Il rapporto tra i due protagonisti si esplicita ulteriormente con lo svolgimento del film.
La "donna" entra con prepotenza nella storia con un profilo psicologico solo aparentemente scontato.
Per cio' che riguarda il "cattivo" .....beh ...qui abbiamo l' originalita' del film. E' stato detto che si tratta di un profilo poco profondo o "imperfetto" o addirittura troppo buono per potere reggere il confronto con i due protagonisti......errato !! Irons svolge una delle parti piu' originali , non sto scherzando, della storia dei film western: un fuorilegge che non e' un fenomeno nell' arte del gun handling, ma che riesce a farla franca (almeno inizialmente ) grazie ad appoggi politici estremamente influenti(!).
Qualcuno ricorda una caratteristica simile in criminali in altri film western ?? Solitamente il cattivo e' cattivo per vicissitudini personali o per motivi ignoti( se le temaniche non vengono sviluppate adeguatamente).Il western ha sempre avuto piu' o meno una caratteristica... ossia quello di essere per cosi' dire meritocratico ; la meritocrazia risorge violentemente alla fine dell' opera.... quasi a ristabilire le vecchie regole del gioco.
Altre cose da non sottovalutare: il cameo di Lars Enriksen, la regia di Ed Harris (assolutamente onorevole)e le musiche (compresa la sigla di coda di Tom Petty). Metto 3 stelle. Se avessi la possibilita' sarebbe da 3 e mezzo.
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great steven
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martedì 25 agosto 2015
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la potenza espressiva del western non muore mai.
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APPALOOSA (USA, 2008) diretto da ED HARRIS. Interpretato da ED HARRIS, VIGGO MORTENSEN, RENEE ZELLWEGER, JEREMY IRONS, TIMOTHY SPALL
New Mexico, 1882: Virgil Cole, un self made man scontroso e riservato, e Everett Hitch, soldato congedato addestrato a West Point, cavalcano insieme nelle terre selvagge del Far West, riportando l’ordine e la sicurezza nelle città oppresse dai fuorilegge. La loro destinazione è Appaloosa, una piccola cittadina disarmata dall’arrogante e spietato Randall Bragg, ranchero col vizio dello scontro a fuoco. Dopo l’assassinio dello sceriffo di Appaloosa, ucciso insieme al suo vice, i due amici cavalieri vengono ingaggiati dal sindaco per difendere la città prendendo il posto delle due vittime e assicurare il colpevole Bragg alla giustizia.
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APPALOOSA (USA, 2008) diretto da ED HARRIS. Interpretato da ED HARRIS, VIGGO MORTENSEN, RENEE ZELLWEGER, JEREMY IRONS, TIMOTHY SPALL
New Mexico, 1882: Virgil Cole, un self made man scontroso e riservato, e Everett Hitch, soldato congedato addestrato a West Point, cavalcano insieme nelle terre selvagge del Far West, riportando l’ordine e la sicurezza nelle città oppresse dai fuorilegge. La loro destinazione è Appaloosa, una piccola cittadina disarmata dall’arrogante e spietato Randall Bragg, ranchero col vizio dello scontro a fuoco. Dopo l’assassinio dello sceriffo di Appaloosa, ucciso insieme al suo vice, i due amici cavalieri vengono ingaggiati dal sindaco per difendere la città prendendo il posto delle due vittime e assicurare il colpevole Bragg alla giustizia. Tutto sembra procedere in favore delle forze del bene, ma l’arrivo in stazione della smaliziata signorina Allison French, virtuosa pianista e appassionata frequentatrice di maschi, abbindolerà tanto gli eroi quanto i cattivi, e soprattutto metterà a repentaglio la profonda amicizia che lega Virgil ed Everett da tantissimi anni. È sempre più difficile mettere in piedi un western che non sia démodé, al giorno d’oggi, anche perché si tratta di un genere che, col passare inesorabile e irrefrenabile del tempo, ormai non racconta più il passato recente degli Stati Uniti d’America. E non c’è da stupirsi se quelle storie di indiani, carovane, pionieri, pistolettate e cavalcate sembrano ormai roba da spolverare solamente sui testi scolastici. Eppure c’è ancora qualche cineasta che sa rivitalizzare un albero che dà sempre meno frutti maturi: ci sono riusciti i fratelli Coen con la loro splendida versione de Il Grinta, e altrettanto ha fatto un Quentin Tarantino in stato di grazia col suo Django Unchained. Harris, alla sua seconda regia, ha effettuato un esperimento rinnovante che si può definire azzeccato e positivo quantomeno per la gestione efficace di un nutrito e famosissimo cast, per la ricchezza di spunti creativi nei dialoghi sempre accesi e vivaci, per la sapiente amministrazione di contributi tecnici quali il montaggio e la fotografia e, dato quest’ultimo da non prendere sottogamba, per il desiderio primordiale di non voler imitare nessuno. L’attore-regista, classe 1948, sceglie infatti di tentare una strada personale priva di emulazioni che sappia per l’appunto costruire di sana pianta un percorso autoriale che imbastisce le sue particolarità non soltanto per quegli elementi virili e potenti che, perlomeno in un western, colpiscono l’occhio e la sensibilità del pubblico maschile, ma anche per il gusto di una scampagnata equestre e agreste su territori che, in fin dei conti, non sono già stati esplorati completamente in lungo e in largo. Dunque parliamo di una fucina cinematografica che possiede ancora legna da ardere, e che ha bisogno di continuo carburante per funzionare a pieno vapore. E questa lezione Harris dimostra di averla appresa per il verso giusto. Al suo fianco, un irripetibile V. Mortensen non si limita a fargli da semplice spalla, ma assume un ruolo da deuteragonista deciso e accanito con una professionalità davvero impressionante, mentre R. Zellweger affascina col suo ammaliante alone di seduzione consapevole e birichina e J. Irons si impegna in un insolito (per le sue corde consuete) ruolo da villain che per giunta fuorvia anche dai canoni abituali del tipico antagonista stile XIX secolo degli USA occidentali, il che gli favorisce complimenti e gratificazioni ancora maggiori. Come accade spesso, il doppiaggio italiano aggiunge un tocco di serena bravura e raggiante vitalità alle performances degli interpreti originali. Ecco le voci: Luca Biagini (Harris); Pino Insegno (Mortensen), Giuppy Izzo (Zellweger), Francesco Pannofino (Irons), Renato Mori (Spall).
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floyd80
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lunedì 10 agosto 2015
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che attori!
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Un bellissimo western, secco, classico, senza sforature.
Bravissimi gli attori (Irons su tutti) e bellissima la fotografia...forse le musiche potevano essere realizzate meglio, non mi sono sembrate ispirate...ma è l'unico neo in una pellicola che si fa apprezzare. Applausi!
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