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coaster
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martedì 3 novembre 2009
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bello e gia visto
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bel film tutto sommato,
seppure le idee non sono del tutto innovative
come qualcun'altro cito film come hostel,descent,the american chainsaw massacre..e altri ancora..
qui riadattato in una desolata campagna al confine fra francia e benelux...
ha comunque una gran bella fotografia
e alcune scene mi sono rimaste impresse per parecchio tempo...
da vedere,e non solo per la violenza estrema...
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dian71cinema
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giovedì 20 agosto 2009
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una copiatura mal riuscita
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DISPIACE MOLTO (COME IN MARTYRS) VEDERE OTTIMI ATTORI CHE ACCETTANO DI INTERPRETARE FILMS DI QUESTO GENERE. IN QUANTO INNALZANO IL LIVELLO DEL FILM CHE ALTRIMENTI AVREBBE DELLE VALUTAZIONI GRAVEMENTE INSUFFICIENTI.
L'IDEA DI RICREARE UNA FAMIGLIA FOLLE E SANGUINARIA (GIA' VISTA E RIVISTA IN NON APRITE QUELLA PORTA E IN SUCCESSIVI SEQUEL E RIVISITAZIONI USA E NON) ED UNENDOCI PER AVERE LA PRESUNZIONE DI ESSERE ORIGINALI UNA RAPINA IN BANCA IN UNA SOCIETA' ORMAI DOVE LA VIOLENZA DOMINA ED UN FOLLE EX ESPONENTE NAZISTA (CORRENTE POLITICA CHE FORTUNATAMENTE EBBE VITA BREVE SEPPUR CON TERRIBILI CONSEGUENZE) APPARE DAVVERO DI CATTIVO GUSTO..SEPPUR IN UNA SOCIETA' TECNOLOGICA COME LA NOSTRA DOVE LA VIOLENZA ANCORA ESISTE SOTTO SVARIATE FORME.
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DISPIACE MOLTO (COME IN MARTYRS) VEDERE OTTIMI ATTORI CHE ACCETTANO DI INTERPRETARE FILMS DI QUESTO GENERE. IN QUANTO INNALZANO IL LIVELLO DEL FILM CHE ALTRIMENTI AVREBBE DELLE VALUTAZIONI GRAVEMENTE INSUFFICIENTI.
L'IDEA DI RICREARE UNA FAMIGLIA FOLLE E SANGUINARIA (GIA' VISTA E RIVISTA IN NON APRITE QUELLA PORTA E IN SUCCESSIVI SEQUEL E RIVISITAZIONI USA E NON) ED UNENDOCI PER AVERE LA PRESUNZIONE DI ESSERE ORIGINALI UNA RAPINA IN BANCA IN UNA SOCIETA' ORMAI DOVE LA VIOLENZA DOMINA ED UN FOLLE EX ESPONENTE NAZISTA (CORRENTE POLITICA CHE FORTUNATAMENTE EBBE VITA BREVE SEPPUR CON TERRIBILI CONSEGUENZE) APPARE DAVVERO DI CATTIVO GUSTO..SEPPUR IN UNA SOCIETA' TECNOLOGICA COME LA NOSTRA DOVE LA VIOLENZA ANCORA ESISTE SOTTO SVARIATE FORME.
IN OGNI CASO LA SCENEGGIATURA NON RAPPRESENTA NIENTE DI NUOVO, IL FILM SI DILUNGA SULLA STESSA TONALITA' FIN QUASI A DIVENTARE NOIOSA E SENZA GROSSI SALTONI SULLA SEDIA (SEMMAI VIENE VOGLIA DI GIRARE LO SGUARDO PER LA CRUDELTA' DI CERTE SCENE SPLATTER). UNA MEGALOMANIA CHE SI AVVERTE UN PO' IN TUTTO IL FILM ED ANCHE NEL FINALE.. CON QUALCHE CIAK QUA' E LA PIUTTOSTO ILLOGICO CHE SAREBBE STATO MEGLIO ELIMINARE. VOTO 5 (7 PER L'INTERPRETAZIONE)
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shining
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giovedì 11 giugno 2009
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complimenti
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un alto tasso di scene splatter e una storia tristissima sono gli ingredienti di questo piccolo capolavoro francese. comunque, gia tutto visto: non aprite quella porta, hostel, the descent sono stati sviscerati, saccheggiati e omaggiati ma sapientemente ricuciti in un lungometraggio che merita davvero un'occhiatina. il film è una critica contro il partito francese di estrema destra (all'inizio vi sono scontri tra la polizia locale e coloro che non approvano il governo estremista, mentre successivamente i protagonisti si imbatteranno su una famiglia nazista, ahimè pure loro sono di estrema destra!!) La famigliola nonapritequellaportiana è composta da 6 pazzi, tutti bravissimi nei ruoli (soprattutto il Padre Von Geisler, interpretato dal bravo jean pierre jorris, che ogni volta che parla di "zangue puro" mette i brividi!!) in questa pellicola la violenza è portata a livelli estremi è la protagonista jasmine (karina testa) recita in maniera impeccabile, rendendo realistico anche l'irreale.
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un alto tasso di scene splatter e una storia tristissima sono gli ingredienti di questo piccolo capolavoro francese. comunque, gia tutto visto: non aprite quella porta, hostel, the descent sono stati sviscerati, saccheggiati e omaggiati ma sapientemente ricuciti in un lungometraggio che merita davvero un'occhiatina. il film è una critica contro il partito francese di estrema destra (all'inizio vi sono scontri tra la polizia locale e coloro che non approvano il governo estremista, mentre successivamente i protagonisti si imbatteranno su una famiglia nazista, ahimè pure loro sono di estrema destra!!) La famigliola nonapritequellaportiana è composta da 6 pazzi, tutti bravissimi nei ruoli (soprattutto il Padre Von Geisler, interpretato dal bravo jean pierre jorris, che ogni volta che parla di "zangue puro" mette i brividi!!) in questa pellicola la violenza è portata a livelli estremi è la protagonista jasmine (karina testa) recita in maniera impeccabile, rendendo realistico anche l'irreale. frontiers è gia visto, frontiers è una storia tutta nuova
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damned soul
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lunedì 27 aprile 2009
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carino.. tanto sangue!!!:)
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direi che è un film più che discreto.. la scna in cui sono tutti riuniti a pranzare e brindano al sangue puro mi f rabbrividire!! vorrei essere li col vecchio e ucciderlo io!!!! anche gli attori non sono male! 3 stelle..
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dony64
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lunedì 6 aprile 2009
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un horror ben fatto
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Film horror da *** stelle interpretato da attori poco noti ma bravi nel ruolo.La trama e' buona anche se un po'scontata ma nell'insieme il film regge.Nel complesso piu' che discreto, adatto agli amanti del genere.Voto 6+
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vittorio
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venerdì 3 aprile 2009
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film di serie b!!!
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Non ho trovato questo film così violento come tanti dicono....ne ho visti molto di peggio......Il solito senza storia, che cerca di colpire la gente con qualche scena di splatter e poco altro.....
RIDATEMI PROFONDO ROSSO!!!!
Da vedere se siete curiosi....ma aspettatevi poco....
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nathanael
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lunedì 16 marzo 2009
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ma vi rendete conto?
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Ma perchè continuate a cadere nella trappola? Ma perchè cercate valori e ideologie politiche in un film splatter? Perchè certo i vari frontiers e hostel non sono film horror, ma solo pura e bassa macelleria.
Vi devo forse spiegare che il terrore in un vero film horror si deve annusare...percepire...senza quasi vederlo? Deve restarti dentro...anche per anni?
Certi film li definirei: "masturbazione visiva". Chi li regge o è un sadico malato o un ragazzetto che vuole mettersi alla prova per vedere sino a che punto arriva il suo limite di sopportazione..
Non cercate il senso recondito in filmacci fatti solo per puro guadagno...!
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angelo moroni
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venerdì 13 marzo 2009
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un film epico
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Credo che Frontiers. Ai confini dell’Inferno meriti di entrare negli annali della cinematografia horror, ma direi della storia del Cinema in generale, anche perché, dopo questo capolavoro franco-svizzero, credo sia ora di finirla di confinare il genere in una nicchia, in una specie di club per collezionisti di feticci sui generis, come se non fosse solo e semplicemente ‘cinema’. Frontiere, appunto, nicchie, confini della cinematografia che il film di Xavier Gens deliberatamente si pone l’obiettivo di rompere in modo violento e corrosivo, trasmettendo un messaggio chiaro e tondo al mondo del cinema (forse in particolare a quello statunitense), e non solo agli attoniti spettatori. Attoniti perché Gens dilata i canoni del genere horror a tal punto da superare le “normali aspettative” di un’amante di questo filone.
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Credo che Frontiers. Ai confini dell’Inferno meriti di entrare negli annali della cinematografia horror, ma direi della storia del Cinema in generale, anche perché, dopo questo capolavoro franco-svizzero, credo sia ora di finirla di confinare il genere in una nicchia, in una specie di club per collezionisti di feticci sui generis, come se non fosse solo e semplicemente ‘cinema’. Frontiere, appunto, nicchie, confini della cinematografia che il film di Xavier Gens deliberatamente si pone l’obiettivo di rompere in modo violento e corrosivo, trasmettendo un messaggio chiaro e tondo al mondo del cinema (forse in particolare a quello statunitense), e non solo agli attoniti spettatori. Attoniti perché Gens dilata i canoni del genere horror a tal punto da superare le “normali aspettative” di un’amante di questo filone. Lo spettatore si sente come trasportato in un universo parallelo, in un’altra dimensione, allestita in modo preciso e certosino, facendo un uso sempre sapiente della fotografia, delle luci, del suono e delle musiche, del ritmo narrativo, nonché dello stile recitativo degli attori. La fotografia di Laurent Bares avvolge l’occhio come un velluto seduttivo e non lo lascia andare fino alla fine, costringendolo però a guardare in questo universo parallelo e inquietante in cui il regista ci proietta senza chiederci il permesso. E si tratta nientemeno della dimensione quasi-irrapresentabile della disumanità insita nell’umano. Non a caso infatti Gens fa ricorso a figure storiche definite come il “nazismo”, obbligandoci paradossalmente anche a un esercizio etico e di memoria di ciò che siamo, delle origini disumane e maligne dell’Europa. Non sono per niente d’accordo, infatti, con quei recensori che trovano collegamenti di varia natura tra questo film e altri come Hostel o la serie di Saw. Solo una lettura banalizzante e superficiale può consentire un tale accostamento. Frontiers possiede una profondità epica tutta particolare, imparagonabile a qualsiasi altro film horror che abbia potuto vedere finora. E la scelta coraggiosa e senza mezzi termini di Gens, di produrre un film senza alcuna censura rispetto alla violenza spaventosa e alla repellenza delle scene, non fa che aumentare il suo talento e la sua maestria. Forse solo il Tobe Hooper di Texas Chainsaw Massacre (1974) e la sua capacità rivoluzionaria di farci toccare con mano la tragicità dolente e terrorizzante della ben nota famiglia di Leatherface, possono essere indicati come eventuali elementi ispiratori. Ma anche in questo caso si tratta solo di un rimando, di uno spunto, sul quale poi Gens produce invenzioni del tutto personali, che raggiungono livelli di raffinata poesia visiva horror-splatter (basti pensare solo a una delle scene iniziali in cui la vecchia nonna della famigliola cannibale viene “amorevolmente” imboccata; segue subito inquadratura della gola della nonna, dalla cui tracheotomia fuoriesce un vomitevole roseo liquame). “Frontiers” è un film da vedere proprio perché spaventa, inchioda alla poltrona ed espone a qualcosa di eccessivo che è dentro di noi, dentro la nostra umanità di spettatori. Se non volete guardarvi allo specchio, e sentirvi per questo spiazzati e sconvolti dalla vostra immagine, state a casa a leggere un buon libro. In caso contrario Frontiers vi aspetta sul confine.
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(di vedelia)
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luca '68
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martedì 10 marzo 2009
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discreto
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si sa gli horror francesi non hanno mezze misure e questo film lo conferma: torture e sangue a volontà.
Buona l'interpretazione della protagonista e pure quella del vecchio nazi veramente fuori di testa!
Certo il film non è proprio innovativo ma sazierà la vostra fame di splatter.
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