taniamarina
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venerdì 22 agosto 2008
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la divina pellicola...
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Bellocchio dipinge i personaggi e le atmosfere di un oscurantismo religioso che sembra più attuale di quando lo stesso film ha visto la luce. Ossessiva e rivelatrice è la severità con cui si cerca di far impedire di ridere il pittore, protagonista interpretato magistralmente da Castellitto; come se il potere occulto del Vaticano affondasse ancora su raduci antiche degne de "il nome della rosa". Per non parlare della maestra di religone, presenza femminea tentatrice sfruttata dal perbenismo ecclesiastico per ammaliare ed ammorbidire e convertire gli animi atei, così da assicurarsi il pieno regime in terra. Il sospetto e l'inquetudine sono onnipresenti nella pellicola, e sfociano nel calcolo e nei sussurri dei protagonisti tutti intenti a trarre giovamento dalla futura beatificazione della madre del protagonista.
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Bellocchio dipinge i personaggi e le atmosfere di un oscurantismo religioso che sembra più attuale di quando lo stesso film ha visto la luce. Ossessiva e rivelatrice è la severità con cui si cerca di far impedire di ridere il pittore, protagonista interpretato magistralmente da Castellitto; come se il potere occulto del Vaticano affondasse ancora su raduci antiche degne de "il nome della rosa". Per non parlare della maestra di religone, presenza femminea tentatrice sfruttata dal perbenismo ecclesiastico per ammaliare ed ammorbidire e convertire gli animi atei, così da assicurarsi il pieno regime in terra. Il sospetto e l'inquetudine sono onnipresenti nella pellicola, e sfociano nel calcolo e nei sussurri dei protagonisti tutti intenti a trarre giovamento dalla futura beatificazione della madre del protagonista. Da non dimenticare le "urla silenziose" del fratello matricida che cerca di bestemmiare il nome di dio invano, esempio di come l'italiano, forse quello più lungimirante, ha coscienza che dio è imposto dappertutto, ovunque, senza tregua, e che la religione da esempio di fratellanza, può diventare strumento di sospetto e utilitarismo spietato. Capolavoro coraggiosissimo, dato (chissà perchè) poche volte in televisione.
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kobayashi
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domenica 29 giugno 2008
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lucido, penetrante, visionario
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Può essere un film lucido e visionario al contempo? Sì. Può rivelarsi di una lucida visionarietà, come questo. Un'opera dell'ingengno. Un maquillage filosofico. Una velata, ma durissima e sarcastica critica al mondo cattolico e alle famiglie cattoliche. Castellitto SUPERBO come poi sarà anche ne "Il regista di matrimoni" del 2004. Recitazione minimale e penetrante, che manda messaggi chiarissimi al pubblico senza sprecare parole e senza enfasi. I dialoghi sono sempre sottotono, ma arrivano al pubblico come fendenti. Ognuno può riconoscere nella famiglia Picciafuoco la propria famiglia italiana: cattolica, falsa, perbenista, anacronistica e perchè no vaticanista. Una di quelle che crede nei miracoli e in Padre Pio, per intendersi.
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Può essere un film lucido e visionario al contempo? Sì. Può rivelarsi di una lucida visionarietà, come questo. Un'opera dell'ingengno. Un maquillage filosofico. Una velata, ma durissima e sarcastica critica al mondo cattolico e alle famiglie cattoliche. Castellitto SUPERBO come poi sarà anche ne "Il regista di matrimoni" del 2004. Recitazione minimale e penetrante, che manda messaggi chiarissimi al pubblico senza sprecare parole e senza enfasi. I dialoghi sono sempre sottotono, ma arrivano al pubblico come fendenti. Ognuno può riconoscere nella famiglia Picciafuoco la propria famiglia italiana: cattolica, falsa, perbenista, anacronistica e perchè no vaticanista. Una di quelle che crede nei miracoli e in Padre Pio, per intendersi. Una famiglia ricca di guai sepolti sotto tonnellate di false coscienze e di fede. Un fratello fatto impazzire dalla madre, inadatta ad approcciarsi ai suoi problemi. Un'altro un paraculo che aspetta l'eredità e si aspetta vantaggi per la propria carriera dalla beatificazione della madre, della quale però non gli frega nulla. Il pittore, Castellitto, ateo pessimista convinto, ma l'unico ad avere la vera coscienza di cosa abbia rappresentato ralemente la figura della madre per la propria famiglia e capace di provare sentimenti veri a riguardo della donna scomparsa. L'amore critico, l'amore distaccato e vero: "Io mia madre l'ho sempre trovata una stupida", dice al monsignore incaricato della "ispezione" prima dell'inizio del processo di beatificazione, "da piccoli ci chiedeva sempre: cosa vuoi?. Mai, cos'hai?" .. "Ai bambini non si chiede cosa vuoi". Se avete problemi, alla superficie della vostra coscienza, questo film ve li laverà via stimolando la riflessione e il dialogo interiore. E' una cannonata.
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tommaso landa
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giovedì 13 marzo 2008
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film superno
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Questo è assolutamente un capolavoro....Chiunque abbia visto il film ha tenuto a mente almeno una delle scene, il che significa che non è un film effimero, né un film "di cassetta" alla Vanzina, né un film insignificante: è esattamente l'opposto di tutto ciò. La storia tocca i temi della religiosità più viscerale, quella meno evangelica ma più "marchettara"...il prestigio della madre santa agli occhi degli altri supera il dolore fraterno per un povero squilibrato (tra i 4 fratelli Picciafuoco ce n'è uno che bestemmia ed è chiuso in un istituto psichiatrico) che faceva soffrire la madre. Il film riesce a darci una vaga idea anch di tutte le "etiquette" insite nella religione cristiana; al solo pensiero di un'improvvisa popolarità, Castellitto rivede vecchi parenti creduti scomparsi e pure una sorta di miracolato che si fa chiamare Filippo Argenti (personaggio presente nell'Inferno di Dante) ma che va a prostitute e si fa pure derubare.
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Questo è assolutamente un capolavoro....Chiunque abbia visto il film ha tenuto a mente almeno una delle scene, il che significa che non è un film effimero, né un film "di cassetta" alla Vanzina, né un film insignificante: è esattamente l'opposto di tutto ciò. La storia tocca i temi della religiosità più viscerale, quella meno evangelica ma più "marchettara"...il prestigio della madre santa agli occhi degli altri supera il dolore fraterno per un povero squilibrato (tra i 4 fratelli Picciafuoco ce n'è uno che bestemmia ed è chiuso in un istituto psichiatrico) che faceva soffrire la madre. Il film riesce a darci una vaga idea anch di tutte le "etiquette" insite nella religione cristiana; al solo pensiero di un'improvvisa popolarità, Castellitto rivede vecchi parenti creduti scomparsi e pure una sorta di miracolato che si fa chiamare Filippo Argenti (personaggio presente nell'Inferno di Dante) ma che va a prostitute e si fa pure derubare....L'interpretazione generale è ai massimi livelli: dal primo all'ultimo attore tutti regalano una prova degna. Tra i vari interpreti, Piera degli Esposti rende idea del suo talento senza strafare o caricare troppo l'interpretazione.Da vedere e rivedere.
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caravaggio
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sabato 1 marzo 2008
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grande marco
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un marco bellocchio decisamente ispirato in un film potente ed ispirato con castellitto bravissimo e la grande piera degli esposti al meglio della forma
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lou
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mercoledì 30 gennaio 2008
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il sorriso della madre di bellocchio
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I pugni in tasca, La Cina è vicina, Discutiamo discutiamo, Nel nome del padre, Sbatti il mostro in prima pagina, Matti da slegare - Nessuno o tutti, erano dei capolavori assoluti. Marcia trionfale, Il gabbiano, Salto nel vuoto, Gli occhi la bocca, Enrico IV, Diavolo in corpo, La visione del sabba, La condanna, Il sogno della farfalla, Il principe di Homburg, erano davvero delle porcherie. Con quest'ultimo L'ora di religione Bellocchio torna alla ribalta con un film anticlericale e laico. Certo, al giorno d'oggi, a sinistra, tutti sono laici e progressisti, e Bellocchio è contento di far parte di una maggioranza, e va bene. Mi dispiace però molto che tradisca la sua giovanile idea di ribellione in favore di una più adulta e moderata.
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I pugni in tasca, La Cina è vicina, Discutiamo discutiamo, Nel nome del padre, Sbatti il mostro in prima pagina, Matti da slegare - Nessuno o tutti, erano dei capolavori assoluti. Marcia trionfale, Il gabbiano, Salto nel vuoto, Gli occhi la bocca, Enrico IV, Diavolo in corpo, La visione del sabba, La condanna, Il sogno della farfalla, Il principe di Homburg, erano davvero delle porcherie. Con quest'ultimo L'ora di religione Bellocchio torna alla ribalta con un film anticlericale e laico. Certo, al giorno d'oggi, a sinistra, tutti sono laici e progressisti, e Bellocchio è contento di far parte di una maggioranza, e va bene. Mi dispiace però molto che tradisca la sua giovanile idea di ribellione in favore di una più adulta e moderata.
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nathanael
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sabato 22 dicembre 2007
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complimenti
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Complimenti, veramente un discorso di alto livello... Ti ha educato Giuliano Ferrara?
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piernelweb
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sabato 10 novembre 2007
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la religione di bellocchio
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Sebbene eccessivamente enfattizzato dalla critica nazionale, spesso troppo benevola nei confronti del cinema d'autore elitario, il film di Bellocchio è sicuramente un film riuscito e va annoverato tra le opere più interessanti del panorama italiano degli ultimi anni. Nell"ora di religione" l'ateismo pessimista e incerto del protagonista contrasta con l'ipocrisia religiosa della sua famiglia che rincorre una nuova via per la popolarità. Più che un attacco all'integrità della chiesa e delle sue istituzioni un monito per tutti coloro che si professano credenti: la fede è cosa seria e davanti ad essa non ci si può porsi soltanto per convenienza. Al contempo Bellocchio attraverso i tentennamenti di Ernesto mette in dubbio le certezze degli atei per convenzione da distinguersi dai non credenti per convinzione.
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Sebbene eccessivamente enfattizzato dalla critica nazionale, spesso troppo benevola nei confronti del cinema d'autore elitario, il film di Bellocchio è sicuramente un film riuscito e va annoverato tra le opere più interessanti del panorama italiano degli ultimi anni. Nell"ora di religione" l'ateismo pessimista e incerto del protagonista contrasta con l'ipocrisia religiosa della sua famiglia che rincorre una nuova via per la popolarità. Più che un attacco all'integrità della chiesa e delle sue istituzioni un monito per tutti coloro che si professano credenti: la fede è cosa seria e davanti ad essa non ci si può porsi soltanto per convenienza. Al contempo Bellocchio attraverso i tentennamenti di Ernesto mette in dubbio le certezze degli atei per convenzione da distinguersi dai non credenti per convinzione. Molto riusciti gli escursus surreali e le sequenze più mistiche ben accompagnate da una colonna sonora che mescola armonie sacre al sond di Vinicio Capossela. Castellito si conferma il miglior attore Italiano del dopo Mastroianni.
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roby
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martedì 8 maggio 2007
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il sacro e profano in bellocchio...
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Bellocchio conferma la sua grande maestria; un film che ha al centro il rapporto dell'uomo moderno con la religione, un tema più volte trattato in altri suoi film, ma che qui viene mostrato ancora una volta in maniera lucida, sorprendente e spietata. Belle le inquadrature che mostrano i silenzi dell'animo umano, silenzi carichi di significato, silenzi che nascondono dubbi e sorprese; come la sorpresa, per un pittore ateo, di sapere dell'imminente santificazione della madre, dei suoi pensieri che cominciano ad avvolgerlo pian piano e che gli fanno rivivere i difficili rapporti della madre in famiglia, con i suoi fratelli, la religiosità della madre che lo ha fatto allontanare da lei e che, forse, ha sviluppato il suo senso ateo della vita e dell'arte.
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Bellocchio conferma la sua grande maestria; un film che ha al centro il rapporto dell'uomo moderno con la religione, un tema più volte trattato in altri suoi film, ma che qui viene mostrato ancora una volta in maniera lucida, sorprendente e spietata. Belle le inquadrature che mostrano i silenzi dell'animo umano, silenzi carichi di significato, silenzi che nascondono dubbi e sorprese; come la sorpresa, per un pittore ateo, di sapere dell'imminente santificazione della madre, dei suoi pensieri che cominciano ad avvolgerlo pian piano e che gli fanno rivivere i difficili rapporti della madre in famiglia, con i suoi fratelli, la religiosità della madre che lo ha fatto allontanare da lei e che, forse, ha sviluppato il suo senso ateo della vita e dell'arte. Tutto questo in un accostamento sapiente di sacro (per esempio la fotografia gigantesca della madre) e il profano (il fratello che, dopo anni di repressione da parte della madre, si sfoga in una bestemmia rabbiosa e liberatoria); solo Bellocchio poteva fare un grande film come questo.
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alex
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giovedì 19 aprile 2007
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il miglior bellocchio di sempre
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IL MIGLIOR FILM DI MARCO BELLOCCHIO E UNO DEI PIù BEI FILM ITALIANI DEGLI ULTIMI ANNI. LUCIDO E PROFETICO. IMPERDIBILE
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rael
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domenica 11 marzo 2007
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ecco un film "superno"
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Questo è assolutamente un capolavoro....Chiunque abbia visto il film ha tenuto a mente almeno una delle scene, il che significa che non è un film effimero, né un film "di cassetta" alla Vanzina, né un film insignificante: è esattamente l'opposto di tutto ciò. La storia tocca i temi della religiosità più viscerale, quella meno evangelica ma più "marchettara"...il prestigio della madre santa agli occhi degli altri supera il dolore fraterno per un povero squilibrato (tra i 4 fratelli Picciafuoco ce n'è uno che bestemmia ed è chiuso in un istituto psichiatrico) che faceva soffrire la madre. Il film riesce a darci una vaga idea anch di tutte le "etiquette" insite nella religione cristiana; al solo pensiero di un'improvvisa popolarità, Castellitto rivede vecchi parenti creduti scomparsi e pure una sorta di miracolato che si fa chiamare Filippo Argenti (personaggio presente nell'Inferno di Dante) ma che va a prostitute e si fa pure derubare.
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Questo è assolutamente un capolavoro....Chiunque abbia visto il film ha tenuto a mente almeno una delle scene, il che significa che non è un film effimero, né un film "di cassetta" alla Vanzina, né un film insignificante: è esattamente l'opposto di tutto ciò. La storia tocca i temi della religiosità più viscerale, quella meno evangelica ma più "marchettara"...il prestigio della madre santa agli occhi degli altri supera il dolore fraterno per un povero squilibrato (tra i 4 fratelli Picciafuoco ce n'è uno che bestemmia ed è chiuso in un istituto psichiatrico) che faceva soffrire la madre. Il film riesce a darci una vaga idea anch di tutte le "etiquette" insite nella religione cristiana; al solo pensiero di un'improvvisa popolarità, Castellitto rivede vecchi parenti creduti scomparsi e pure una sorta di miracolato che si fa chiamare Filippo Argenti (personaggio presente nell'Inferno di Dante) ma che va a prostitute e si fa pure derubare....L'interpretazione generale è ai massimi livelli: dal primo all'ultimo attore tutti regalano una prova degna. Tra i vari interpreti, Piera degli Esposti rende idea del suo talento senza strafare o caricare troppo l'interpretazione.Da vedere e rivedere.
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