gummo
|
sabato 18 gennaio 2014
|
un film che disturba "chi non ci crede"
|
|
|
|
La farsa della religione è messa in scena magistralmente da Bellocchio che sviscera il businnes dei Santi.
Il fastidioso e cadenzato rituale ecclesiastico ti accompagna per tutta la durata del film fino a farti uscire stravolto e nauseato.
Castellitto è "drammaticamente" nella sua parte migliore. Piera Degli Esposti è "viscidamente" superlativa.
|
|
[+] lascia un commento a gummo »
[ - ] lascia un commento a gummo »
|
|
d'accordo? |
|
mara65
|
martedì 9 agosto 2011
|
genialmente decadente
|
|
|
|
Andando a ritroso nella filmografia di Bellocchio, ci accorgiamo che L'ora di religione è l'ultimo capolavoro che il regista ha realizzato. I successivi film hanno perso la profondità dei contenuti. Il regista di matrimoni, è un paio di gradini sotto L'ora di religione. Ma è comunque un gran film. Vincere invece testimonia la fine della vena poetica e delle idee di un vecchio leone come lui(si appoggia a fatti già esistenti, senza scrivere cose sue). Sorelle mai è la rivisitazione di alcuni sui vecchi cortometraggi familiari.
C'è Sergio Castellitto e reggere un'impalcatura ed una suggestione, basata sull'aspetto religioso a cui Bellocchio, dichiara di tenere particolarmente: (mi pare che abbia qualche parente ecclesistico).
[+]
Andando a ritroso nella filmografia di Bellocchio, ci accorgiamo che L'ora di religione è l'ultimo capolavoro che il regista ha realizzato. I successivi film hanno perso la profondità dei contenuti. Il regista di matrimoni, è un paio di gradini sotto L'ora di religione. Ma è comunque un gran film. Vincere invece testimonia la fine della vena poetica e delle idee di un vecchio leone come lui(si appoggia a fatti già esistenti, senza scrivere cose sue). Sorelle mai è la rivisitazione di alcuni sui vecchi cortometraggi familiari.
C'è Sergio Castellitto e reggere un'impalcatura ed una suggestione, basata sull'aspetto religioso a cui Bellocchio, dichiara di tenere particolarmente: (mi pare che abbia qualche parente ecclesistico).
Castellitto è fantastico, sia ben chiaro. Come è stato (quasi) fantastico ne Il regista di matrimoni.
Tornando a L'ora di religione, possiamo dire che è un film che ha phatos, che ha suspence. La recitazione è ottima, grazie agli ottimi attori presenti nel cast. La storia è innovativa ed originale e non fa calare mai il ritmo (pur lento).
Dimostra in questa pellicola di essere un autore vero (come si cita nella recensione) un autore capace di inventare e di dare grossi contenuti e di saper leggere nell'animo umano.
[-]
|
|
[+] lascia un commento a mara65 »
[ - ] lascia un commento a mara65 »
|
|
d'accordo? |
|
faucau
|
venerdì 8 luglio 2011
|
quasi capolavoro o capolavoro mancato
|
|
|
|
quasi capolavoro o capolavoro mancato
il film è ottimo, ma manca di qualche cosa, soprattutto di natura cinematografica, perchè possa essere definito un capolavoro: Bellocchio c'è andato vicino. Ne emerge, non facilmente, l'intenzione di mostrare come il tema della religione e della fede, cristiana in particolare, di vitale importanza per ogni individuo razionale, meriterebbe un'attenzione ed una dedizione totale, scevra da bigottismi, fideistici o ateistici, di interessi poco o per nulla nobii, di attenzioni e disattenzioni troppo e pesantemente interessate, dalle reti di convenienze e mode che nulla hanno a che vedere con le fondamentali esigenze dell'uomo.
[+]
quasi capolavoro o capolavoro mancato
il film è ottimo, ma manca di qualche cosa, soprattutto di natura cinematografica, perchè possa essere definito un capolavoro: Bellocchio c'è andato vicino. Ne emerge, non facilmente, l'intenzione di mostrare come il tema della religione e della fede, cristiana in particolare, di vitale importanza per ogni individuo razionale, meriterebbe un'attenzione ed una dedizione totale, scevra da bigottismi, fideistici o ateistici, di interessi poco o per nulla nobii, di attenzioni e disattenzioni troppo e pesantemente interessate, dalle reti di convenienze e mode che nulla hanno a che vedere con le fondamentali esigenze dell'uomo. Anche i nostri commenti rischiano di partecipare allo spettacolo. Una moderna versione dell'epica della Torre di Babele costruita sulle rovine sempre rinascenti di una componente insopprimibile della natura umana. Fausto Carratu'
[-]
|
|
[+] lascia un commento a faucau »
[ - ] lascia un commento a faucau »
|
|
d'accordo? |
|
reservoir dogs
|
mercoledì 9 marzo 2011
|
coerenza nelle scelte
|
|
|
|
Ernesto Picciafuoco (Castellitto), pittore ateo, viene raggiunto dalla notizia che da tre anni è in corso il processo di beatificazione della madre, morta uccisa dal fratello, disturbato mentale (?) e bestemmiatore.
La (sagrada) familia, capeggiata dalla zia Maria (Degli Esposti), vede nell'evento un occasione di redenzione totale e tenta così di convertire Ernesto alla sua causa.
Tra una conversazione con il figlio "perseguitato" da Dio, l'insegnante di religione del piccolo (stranamente) bella, una serata fra vescovi e conti sognatori/sogni di nuove monarchie e visite discontinue di figure ecclesiastiche; Ernesto fedele al suo Credo del non credere, prosegue quella vita creduta in parte passata ma invece ancora presente in lui: il sorriso della madre riaffiora quotidianamente nel volto del figlio.
[+]
Ernesto Picciafuoco (Castellitto), pittore ateo, viene raggiunto dalla notizia che da tre anni è in corso il processo di beatificazione della madre, morta uccisa dal fratello, disturbato mentale (?) e bestemmiatore.
La (sagrada) familia, capeggiata dalla zia Maria (Degli Esposti), vede nell'evento un occasione di redenzione totale e tenta così di convertire Ernesto alla sua causa.
Tra una conversazione con il figlio "perseguitato" da Dio, l'insegnante di religione del piccolo (stranamente) bella, una serata fra vescovi e conti sognatori/sogni di nuove monarchie e visite discontinue di figure ecclesiastiche; Ernesto fedele al suo Credo del non credere, prosegue quella vita creduta in parte passata ma invece ancora presente in lui: il sorriso della madre riaffiora quotidianamente nel volto del figlio.
Ma la coerenza nelle proprie scelte può far accettare la vita, giusta o ingiusta che sia.
Bellocchio prosegue ipoteticamente il percorso iniziato ne "I pugni in tasca" nell'istituzione della famiglia e "Nel nome del padre" nell'educazione cattolica, mischiando sacro e profano in chiave grottesca aggirando così tutti i paletti altrimenti imposti dal Reale: l'insegnante e il conte Bulla sono figure reali oppure sono frutto della mente confusa di Ernesto?
Attraverso questo espediente, quasi onirico ma sempre rappresentante della realtà, Bellocchio affronta temi come l'ambiguità della Chiesa e l'agire secondo il proprio tornaconto.
[-]
[+] un questo forum, in questo gardino,
(di weach)
[ - ] un questo forum, in questo gardino,
|
|
[+] lascia un commento a reservoir dogs »
[ - ] lascia un commento a reservoir dogs »
|
|
d'accordo? |
|
tommaso landa
|
martedì 8 marzo 2011
|
annotazioni sul magnifico film
|
|
|
|
film immensamente bello...pieno di arte in ogni inquadratura.
Due annotazioni:
1)un piccolo e raro cameo del regista Bellocchio, che scambia alcune battute con Castellitto.
2)nella recensione di Daniela Azzola si legge che E.Picciafuoco è agnostico, in realtà bisogna essere corretti, il personaggio è ateo, cosa ben diversa.
|
|
[+] lascia un commento a tommaso landa »
[ - ] lascia un commento a tommaso landa »
|
|
d'accordo? |
|
weach
|
mercoledì 29 settembre 2010
|
un' industria dell'anima che sorprende
|
|
|
|
Lettura del 29-settembre 2010.
Recepiamo l’intervista a Marco Bellocci:”alcuni ambienti cattolici hanno reagito negativamente alle mie critiche espresse ne “l’ora di religione “ad un certo mercato dei santi;altri,invece lo hanno molto apprezzato e si sono sentiti molto coinvolti dal film”.
.Marco belloccio sa ascoltare ed interrompe il silenzio solo quando è necessario.
A volte si può non dire e lasciare il segno con il silenzio.
La profondità di una pausa comanda la storia dell’uomo
Questa opere matura di Belloccio ripropone dopo tranta anni il suo regolamento dei conti con la religione ,già espresso nell’opere giovanile “ nel nome del padre” del 1971 , questa volta con toni più moderati nella forma ma affatto accondiscendenti nella sostanza.
[+]
Lettura del 29-settembre 2010.
Recepiamo l’intervista a Marco Bellocci:”alcuni ambienti cattolici hanno reagito negativamente alle mie critiche espresse ne “l’ora di religione “ad un certo mercato dei santi;altri,invece lo hanno molto apprezzato e si sono sentiti molto coinvolti dal film”.
.Marco belloccio sa ascoltare ed interrompe il silenzio solo quando è necessario.
A volte si può non dire e lasciare il segno con il silenzio.
La profondità di una pausa comanda la storia dell’uomo
Questa opere matura di Belloccio ripropone dopo tranta anni il suo regolamento dei conti con la religione ,già espresso nell’opere giovanile “ nel nome del padre” del 1971 , questa volta con toni più moderati nella forma ma affatto accondiscendenti nella sostanza.
Ernesto (Sergio Castellitto) ci sorprende ,come ci sorprende la regia di Marco Bellocchio.
Così Ernesto risponde al prelato che da notizia di un procedimento di beatificazione a favore della mamma: “mi scusi ho le mani sporche”….la mia meraviglia è totale e giustificabile….Mia madre santa?Confesso di non averlo mai pensato “
Si parliamo appunto di una causa di beatificazione promossa dalla famiglia Picciafuoco , all’insaputa di Ernesto, per perorare la beatificazione della mamma.
Un pittore ateo, un regista laico come Marco Bellocchio si confrontano , come allo specchio, con se stessi ,nel contatto con la struttura ecclesiastica.
Il tocco della regia è silenzioso, dubbioso, sorpreso, mai irriverente , ma affatto conciliante.
Lo spettatore comprende subito la sostanziale indifferenza della regia verso questa la realtà religiosa,che appare , per certi aspetti business.
Un Castellitto ironico, brillante,sorpreso, incarna perfettamente la volontà della regia e ne esalta l’azione scenica.
Sembra dire la regia” forse bisogna confrontarsi anche queste cose “ ma solo per capire quanto sia giusta il personale cammino di conoscenza.
Un film splendido, decisamente intelligente ,originale ,che non avevo visto, ma di cui avevo sentito tanto parlare ed ora posso dire che trattasi di filmografia di livello pregiata.
[-]
|
|
[+] lascia un commento a weach »
[ - ] lascia un commento a weach »
|
|
d'accordo? |
|
weach
|
mercoledì 22 settembre 2010
|
il potere di un' indusria che sorprende!
|
|
|
|
Ernesto (Sergio Castellitto) ci sorprende ,come ci sorprende la regia di Marco Bellocchio.
Così Ernesto risponde al prelato che da notizia di un procedimento di beatificazione a favore della mamma: “mi scusi ho le mani sporche”….la mia meraviglia è totale e giustificabile….Mia madre santa?Confesso di non averlo mai pensato “
Si parliamo appunto di una causa di beatificazione promossa dalla famiglia Picciafuoco , all’insaputa di Ernesto, per perorare la beatificazione della mamma.
Un pittore ateo, un regista laico come Marco Bellocchio si confrontano , come allo specchio, con se stessi ,nel contatto con la struttura ecclesiastica.
[+]
Ernesto (Sergio Castellitto) ci sorprende ,come ci sorprende la regia di Marco Bellocchio.
Così Ernesto risponde al prelato che da notizia di un procedimento di beatificazione a favore della mamma: “mi scusi ho le mani sporche”….la mia meraviglia è totale e giustificabile….Mia madre santa?Confesso di non averlo mai pensato “
Si parliamo appunto di una causa di beatificazione promossa dalla famiglia Picciafuoco , all’insaputa di Ernesto, per perorare la beatificazione della mamma.
Un pittore ateo, un regista laico come Marco Bellocchio si confrontano , come allo specchio, con se stessi ,nel contatto con la struttura ecclesiastica.
Il tocco della regia è silenzioso, dubbioso, sorpreso, mai irriverente , ma affatto accondiscendente.
Lo spettatore comprende subito la sostanziale indifferenza della regia verso questa la realtà religiosa,che appare , per certi aspetti business.
Un Castellitto ironico, brillante,sorpreso, incarna perfettamente la volontà della regia e ne esalta l’azione scenica.
Sembra dire la regia” forse bisogna confrontarsi anche queste cose “ ma solo per capire quanto sia giusta il personale cammino di conoscenza.
Un film splendido, decisamente intelligente ,originale ,che non avevo visto, ma di cui avevo sentito tanto parlare ed ora posso dire che trattasi di filmografia di livello, pregiata
Weach Illuminati
[-]
|
|
[+] lascia un commento a weach »
[ - ] lascia un commento a weach »
|
|
d'accordo? |
|
kronos
|
domenica 7 marzo 2010
|
oltre la religione
|
|
|
|
Questo capolavoro di Marco Bellocchio è stato letto principalmente in chiave anticlericale, con le conseguenti polemiche e i rifiuti strumentali di taluni.
Certamente il film ha una forte carica eversiva nei confronti della chiesa (e del clero) vista come istituzione 'politica', però non è l'aspetto che mi ha colpito maggiormente.
L'insolita odissea di Castellitto/Picciafuoco è una chiara metafora sulla difficoltà a non venire a patti coi propri ideali, per facili tornaconti materiali, nel corso della vita.
Il pittore di scarso successo, circondato da familiari e amici voltagabbana che cercano in tutti i modi di coinvolgerlo (pensando al denaro) in qualcosa che, in fondo, tutti quanti aborriscono, racconta una storia che tanta gente ha vissuto o vivrà.
[+]
Questo capolavoro di Marco Bellocchio è stato letto principalmente in chiave anticlericale, con le conseguenti polemiche e i rifiuti strumentali di taluni.
Certamente il film ha una forte carica eversiva nei confronti della chiesa (e del clero) vista come istituzione 'politica', però non è l'aspetto che mi ha colpito maggiormente.
L'insolita odissea di Castellitto/Picciafuoco è una chiara metafora sulla difficoltà a non venire a patti coi propri ideali, per facili tornaconti materiali, nel corso della vita.
Il pittore di scarso successo, circondato da familiari e amici voltagabbana che cercano in tutti i modi di coinvolgerlo (pensando al denaro) in qualcosa che, in fondo, tutti quanti aborriscono, racconta una storia che tanta gente ha vissuto o vivrà.
E lo stile visionario, surreale che Bellocchio ha adottato conferisce al film una dimensione ambigua e quasi favolistica che toglie ogni possibile punta di didascalismo da film di 'denuncia'.
Non è diventato un cult come 'I pugni in tasca', ma la colpa non è certo di Bellocchio...
[-]
|
|
[+] lascia un commento a kronos »
[ - ] lascia un commento a kronos »
|
|
d'accordo? |
|
giorgio camisani
|
domenica 28 dicembre 2008
|
la forza dl cattolicesimo è nelle nostre coscienze
|
|
|
|
Il cattolicesimo ha influito in modo determinante sulle coscienze e sulle abitudini della maggior parte degli italiani, anche di coloro che hanno deciso di allontanarsi dalla Chiesa, che hanno magari cercato la propria religione nell’arte, nella pittura. Il passato non lo possiamo lasciare alle spalle: anche chi ha scelto l’ateismo, dopo un’educazione cattolica, non può non scontrarsi nuovamente con la Chiesa, nel momento in cui qualcuno, per interesse, vuole beatificare una persona cara, oppure, quando si deve decidere se far frequentare l’ora di religione a proprio figlio. Problemi o crisi morali? Niente di tutto ciò, le scelte sono già state compiute in passato. Ora non resta che affrontare gli ostacoli del presente ed accettare la sfida, anche se sembra trattarsi di un vero e proprio duello, per far valere i propri valori ed opporsi, anche con rabbia, ad un credo che spesso nasconde l’opportunismo e l’ipocrisia.
[+]
Il cattolicesimo ha influito in modo determinante sulle coscienze e sulle abitudini della maggior parte degli italiani, anche di coloro che hanno deciso di allontanarsi dalla Chiesa, che hanno magari cercato la propria religione nell’arte, nella pittura. Il passato non lo possiamo lasciare alle spalle: anche chi ha scelto l’ateismo, dopo un’educazione cattolica, non può non scontrarsi nuovamente con la Chiesa, nel momento in cui qualcuno, per interesse, vuole beatificare una persona cara, oppure, quando si deve decidere se far frequentare l’ora di religione a proprio figlio. Problemi o crisi morali? Niente di tutto ciò, le scelte sono già state compiute in passato. Ora non resta che affrontare gli ostacoli del presente ed accettare la sfida, anche se sembra trattarsi di un vero e proprio duello, per far valere i propri valori ed opporsi, anche con rabbia, ad un credo che spesso nasconde l’opportunismo e l’ipocrisia. Grande l’interpretazione di Castellitto. Bella la fotografia. Interessante il leit-motive dell’Altare della Patria. La costruzione del racconto è un aperto intersecarsi di scene oniriche e realistiche.
[-]
|
|
[+] lascia un commento a giorgio camisani »
[ - ] lascia un commento a giorgio camisani »
|
|
d'accordo? |
|
paride86
|
giovedì 2 ottobre 2008
|
un'ora e quaranta di non religione
|
|
|
|
Nonostante la maniera volutamente criptica in cui è girato, "L'ora di religione" è un film molto diretto nel suo messaggio.
Credere è facile perché toglie la necessità di farsi domande, come fa il tormentato protagonista; credere è necessario per ottenere qualcosa in cambio, sia pure un'assicurazione per la vita eterna, come pensano i parenti del protagonista; credere significa avere fede, anche se non se ne conosce bene il motivo, come avviene con la moglie del protagonista.
Non credere, invece, impone una serie di continue riflessioni e una necessità di coerenza, come accade al protagonista e al suo piccolo figlio.
Questo, a mio avviso, è il messaggio finale della pellicola, ma nonostante l'accurato lavoro del regista e dei suoi attori, non credo che il tema sia stato sviscerato del tutto.
[+]
Nonostante la maniera volutamente criptica in cui è girato, "L'ora di religione" è un film molto diretto nel suo messaggio.
Credere è facile perché toglie la necessità di farsi domande, come fa il tormentato protagonista; credere è necessario per ottenere qualcosa in cambio, sia pure un'assicurazione per la vita eterna, come pensano i parenti del protagonista; credere significa avere fede, anche se non se ne conosce bene il motivo, come avviene con la moglie del protagonista.
Non credere, invece, impone una serie di continue riflessioni e una necessità di coerenza, come accade al protagonista e al suo piccolo figlio.
Questo, a mio avviso, è il messaggio finale della pellicola, ma nonostante l'accurato lavoro del regista e dei suoi attori, non credo che il tema sia stato sviscerato del tutto.
[-]
|
|
[+] lascia un commento a paride86 »
[ - ] lascia un commento a paride86 »
|
|
d'accordo? |
|
|