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pedro navaja
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mercoledì 2 marzo 2011
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oscar a gary oldman
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Fatte già molte considerazioni su questo bel film, consigliato senza dubbio, forse ne manca una su Gary Oldman.
Per Oldman mai un premio. Mentre la sua piccola nemica Matilda, Natalie Portman, forse più congenita, almeno per origine, allo star system di Hollywood, ha appena ottenuto il più prestigioso, Oldman naviga come un buon e apprezzato caratterista.
Ma la parte del poliziotto cocainomane e psicopatico è certamente da Oscar come miglior attore non protagonista.
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weach
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martedì 22 febbraio 2011
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matilda e leon un duetto energetico
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Dice Stanley Kubrick di Besson."non è quello che io sono" .Tale dichiarazione resa nel 1997 lasciò tutti di stucco perché non aggiunse altro. Concediamo al grande maesto licenze di espresssione che ad altri non sarebbero cosentite .
Dice Luc Besson del suo "leon " : a volte l'intuizione è centrale in un progetto cinematografico,e questa mia intuizione mi ha consentito di mettere insieme un "duetto perfetto "; riconosco che nella vita a molte cose si realizzano per eventi impoderabili ed anche questo sodalizio di attori si è poi concretizzato perchè evidentemente doveva succedere così ".
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Dice Stanley Kubrick di Besson."non è quello che io sono" .Tale dichiarazione resa nel 1997 lasciò tutti di stucco perché non aggiunse altro. Concediamo al grande maesto licenze di espresssione che ad altri non sarebbero cosentite .
Dice Luc Besson del suo "leon " : a volte l'intuizione è centrale in un progetto cinematografico,e questa mia intuizione mi ha consentito di mettere insieme un "duetto perfetto "; riconosco che nella vita a molte cose si realizzano per eventi impoderabili ed anche questo sodalizio di attori si è poi concretizzato perchè evidentemente doveva succedere così ".
Dice Ermanno Olmi di Besson."gli riconosco doti innumerevoli in primis , "equilibrio estetico."
ll soggetto e la sceneggiatura sono entrambi di Luc Besson ..
Jean Reno fu prescelto nel ruolo di Leon dallo stesso regista; il ruolo di Maltilda, alla fine . fu affidato a Natalie Portman che la regia considerò perfetta per il ruolo, dopo averla vista in scena “in qualche piccolo frammento di recitazione.”
Un Karma negativo sembra proprio sopraffare i protagonisti ma c’è anche voglia di riscatto e di tentare di intercettare luce e speranza.
Il tentativo di rincorrere attimi di serenità, quasi sconosciuti per i due protagonisti prendono corpo e si riscopre così”uno spazio di essere “.
Il soggetto di Luc Besson viene sviluppato con una liricità sorprendente, con poesia, anche se questi due connotazioni sono immersi nel dolore , nel male che ha ancora profonde radici ovunque.
Matilda e Leon quando riescono ad emergere dal pantano del male atavico,cominciano a disegnare insieme una favola delicata , piena di sentimenti puliti, di complicità,di mutua assistenza,’d’amore assoluto che trascende la dimensioni di limitati corpi fisici divenendo storia spirituale, di energie sottili, che in risonanza profonda, realizzano un perfetto evento sincronico, oltre i limiti di spazio e forma , oltre le regole .
Ovunque esiste l’opposto e qui , dove c’è un assassino, c’è anche la forza di immolarsi per salvare ciò che deve e può resistere:Maltilda.
Dove c’è apparente fragilità emergono prorompenti energie insospettabili che prendono corpo grazie ad un contato realizzato con l’essenza profonda delle vita .
Matilda e Leon sono legati in profondità dal dolore accumulato, dall’indifferenza del mondo, che non sente , che nella falsità , non cerca più nulla.
Colpisce la scena finale dove lo zoom della regia intercetta la piantina difesa da entrambi, simbolo della continuità, dell’ unicità, della condivisione .
E’ film d’amore assoluto. Splendido dove la caratterizzazione dei personaggi , particolarmente azzeccata,fa viaggiare tutto al meglio , regalando una pagina di cinematografia superba,che resterà per sempre nelle nostre emozioni.
Concludo con una nota su Natalie Portman: nell’interpretare il ruolo di Matilda si è imposta per la sua interpretazione spregiudicata, al di fuori dagli schemi,libera, energetica, dissacratoria, l’imprevedibilità mentre nella vita reale è persona , oculata , controllata, rigidamente tradizionale, molto razionale.Una delusione ?No, significa solo che è una grande professionista , capace di impersonare ruoli che necessariamente non si rispecchiano in lei, ma che divengono occasione di espansione e di conoscenza.
Grazie
Weach illuminati
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weach
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domenica 20 febbraio 2011
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una favla pienadi sentimenti forti
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Il soggetto e la sceneggiatura sono entrambi di Luc Besson ..
Jean Reno fu prescelto nel ruolodi Leon dallo stesso regista; il ruolo diMaltilda, alla fine . fuaffidato aNatalie Portman che la regia considerò perfetta per il ruolo, dopo averla vista in scena “in qualche piccolo frammento di recitazione.”
Un Karma negativo sembra proprio sopraffare i protagonisti ma c’è anche voglia di riscatto e di tentare di intercettare luce e speranza.
Il tentativo di rincorrere attimi di serenità, quasi sconosciuti per i due protagonisti prendono corpo e si riscopre così”uno spazio di essere “.
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Il soggetto e la sceneggiatura sono entrambi di Luc Besson ..
Jean Reno fu prescelto nel ruolodi Leon dallo stesso regista; il ruolo diMaltilda, alla fine . fuaffidato aNatalie Portman che la regia considerò perfetta per il ruolo, dopo averla vista in scena “in qualche piccolo frammento di recitazione.”
Un Karma negativo sembra proprio sopraffare i protagonisti ma c’è anche voglia di riscatto e di tentare di intercettare luce e speranza.
Il tentativo di rincorrere attimi di serenità, quasi sconosciuti per i due protagonisti prendono corpo e si riscopre così”uno spazio di essere “.
Il soggetto di Luc Besson viene sviluppato con una liricità sorprendente, con poesia, anche se questi due connotazioni sono immersi nel dolore , nel male che ha ancora profonde radici ovunque.
Matilda e Leon quando riescono ad emergere dal pantano del male atavico,cominciano a disegnare insieme una favola delicata , piena di sentimenti puliti, di complicità,di mutua assistenza,’d’amore assoluto che trascende la dimensioni di limitati corpi fisici divenendo storia spirituale, di energie sottili, che in risonanza profonda, realizzano un perfetto evento sincronico, oltre i limiti di spazio e forma , oltre le regole .
Ovunque esiste l’opposto e qui , dove c’è un assassino, c’è anche la forza di immolarsi per salvare ciò che deve e può resistere:Maltilda.
Dove c’è apparente fragilità emergono prorompenti energie insospettabili che prendono corpo grazie ad un contato realizzato con l’essenza profonda delle vita .
Matildae Leon sono legati in profondità dal dolore accumulato, dall’indifferenza del mondo, che non sente , che nella falsità , non cerca più nulla.
Colpisce la scena finale dove lo zoom della regia intercetta la piantina difesa da entrambi, simbolo della continuità, dell’ unicità, della condivisione .
E’ film d’amore assoluto. Splendido dove la caratterizzazione dei personaggi , particolarmente azzeccata,fa viaggiare tutto al meglio , regalando una pagina di cinematografia superba,che resterà per sempre nelle nostre emozioni.
Concludo con una nota su Natalie Portman: nell’interpretare il ruolodiMatildasi è imposta per la sua interpretazione spregiudicata, al di fui dagli schemi,libera, energetica, dissacratoria, l’imprevedibilità, nella vita reale invece persona , oculata , controllata, rigidamente tradizionale, moto razionale.Una delusione ?No, significa solo che pè una grande professionista , che sa impersonare ruoli che necessariamente non si rispecchiano in lei, ma che divengono occasione di espansione e di conoscenza.
Grazie
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tizianastanzani
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martedì 11 gennaio 2011
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un film leale
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Non sarà certo una perla rara da annoverare nella hit parade della storia del cinema, eppure mi sento di tributare a Leon (e a Luc Besson) un omaggio, non tanto per la beffardaggine con la quale ci sbatte in faccia il perbenismo a tutti i costi, quanto per la coerenza e la semplicità con la quale ci mostra l'amore in una sua sfaccettatura particolare: l'adozione reciproca di due anime non contaminate dall'ipocrisia, che si trovano in una situazione critica, al confine tra la solitudine e il rispetto. Quindi, ai criticoni (maschi adulti), chiedo di guardarsi dentro e, in tutta onestà, di pensare solo per un attimo alle loro più intime fantasie. alle donne scandalizzate (perenni bambine) chiedo solo di ricordare la protezione che hanno ricercato (o avrebbero voluto ottenere) dal loro papà quando le tenevano sulle ginocchia.
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Non sarà certo una perla rara da annoverare nella hit parade della storia del cinema, eppure mi sento di tributare a Leon (e a Luc Besson) un omaggio, non tanto per la beffardaggine con la quale ci sbatte in faccia il perbenismo a tutti i costi, quanto per la coerenza e la semplicità con la quale ci mostra l'amore in una sua sfaccettatura particolare: l'adozione reciproca di due anime non contaminate dall'ipocrisia, che si trovano in una situazione critica, al confine tra la solitudine e il rispetto. Quindi, ai criticoni (maschi adulti), chiedo di guardarsi dentro e, in tutta onestà, di pensare solo per un attimo alle loro più intime fantasie. alle donne scandalizzate (perenni bambine) chiedo solo di ricordare la protezione che hanno ricercato (o avrebbero voluto ottenere) dal loro papà quando le tenevano sulle ginocchia. E' un film moto dolce e leale, con un brutto finale. Se Besson avesse voluto buttar via i soldi in nome della verità, Leon sarebbe andato a vivere con Matilda e noi non avremmo mai visto questo delicato film. La "morale" e la "ragionevolezza" ammazzano i sentimenti veri.
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weach
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mercoledì 15 settembre 2010
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risonanza sincronica di corpi energetici
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Jen Reno è Leon , Natalie Portman é Matilda, la storia è di sentimenti ,capolavoro indiscusso di Luc Besson.
E' l'incontro di due destini sincronici che vanno in risonanza generando amore ,complicità , condivisone ,oltre le convenzioni , senza le prigioni di regole che fanno male a tutto.
Una bella favola di due entità energetiche che si intrecciano in uno scambio di amore assoluto ,oltre i corpi che non possono inevitabilmente comunicare.
Ovunque esiste anche l'opposto e qui dove c'è un assassino c'è anche la forza di immolarsi per salvare ciò che può e deve resistere : Matilda
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Jen Reno è Leon , Natalie Portman é Matilda, la storia è di sentimenti ,capolavoro indiscusso di Luc Besson.
E' l'incontro di due destini sincronici che vanno in risonanza generando amore ,complicità , condivisone ,oltre le convenzioni , senza le prigioni di regole che fanno male a tutto.
Una bella favola di due entità energetiche che si intrecciano in uno scambio di amore assoluto ,oltre i corpi che non possono inevitabilmente comunicare.
Ovunque esiste anche l'opposto e qui dove c'è un assassino c'è anche la forza di immolarsi per salvare ciò che può e deve resistere : Matilda
.Dove c’è apparente fragilità compare forza e determinazione..
Matilda e Leon sono legati in profondità dal dolore accumulato, dall'indifferenza di un mondo che non sente e che ,nella falsità, non cerca più nulla.
Colpisce la scena finale dove lo zoom intercetta la piantina difesa da entrambi ,simbolo della continuità ,dell'unicità e della condivisione.
un film d'amore assoluto splendido.
caplavoro
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chriss
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lunedì 2 agosto 2010
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bellissimo leon...
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Intenso, profondo, drammatico, spietato, commovente. Un film completo e crudo allo stesso tempo. Notevole così come il regista l' ha fatto. Un film che lascia il segno, ma poca speranza se non per quella piantina di Leon che un giorno metterà le radici per merito di Matilda ( o Mathilda ). Un film dannatamente bello per non essere visto. Al pronti, partenza e via ho elencato solo pochi aggettivi per descrivere Leon, di Luc Besson, un capolavoro unico nel cinema che conta. Già dalle prime inquadrature su questo magnifico killer, si capisce con chi avremo a che fare. Jean Reno, qui nella sua migliore interpretazione, veste i panni sporchi di uno spietato sicario al servizio di un boss malavitoso ( Tony, un bravo Danny Aiello ) del quartiere Di Little Italy.
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Intenso, profondo, drammatico, spietato, commovente. Un film completo e crudo allo stesso tempo. Notevole così come il regista l' ha fatto. Un film che lascia il segno, ma poca speranza se non per quella piantina di Leon che un giorno metterà le radici per merito di Matilda ( o Mathilda ). Un film dannatamente bello per non essere visto. Al pronti, partenza e via ho elencato solo pochi aggettivi per descrivere Leon, di Luc Besson, un capolavoro unico nel cinema che conta. Già dalle prime inquadrature su questo magnifico killer, si capisce con chi avremo a che fare. Jean Reno, qui nella sua migliore interpretazione, veste i panni sporchi di uno spietato sicario al servizio di un boss malavitoso ( Tony, un bravo Danny Aiello ) del quartiere Di Little Italy. Leon è agile con la pistola, silenzioso e veloce come una freccia. Quando colpisce non conosce pietà o rimorso. Il suo compito, semplice per uno come lui, è le"fare le pulizie". Si avvicina furtivamente, agguanta la preda e poi sparisce come un' ombra nel buio. Fantastico! E non solo. Leon, che non sa leggere e scrivere e che come sua alleata ha solo una piantina da appartamento ( degradato oltretutto ), non dorme mai. O meglio, dorme con un occhio solo su una poltrona. Gli occhialetti tondi dalle lenti rosse e il cappello in testa per non prendersi un raffreddore, come dice lui, sono gli accessori ( oltre ad un vasto arsenale di armi ) in più con cui uccide. E' un solitario killer professionista che segue le sue regole. Una di queste è: niente donne, niente bambini...Ma la vita cambia, anche per il nostro amato sicario. Quando Matilda, ( la bravissima ninfetta Nathalie Portman ) una ragazzina dodicenne, dopo aver comprato il latte, bussa alla sua porta come per implorare aiuto, Leon esita. Pensa a sé stesso, alla sua vita. Tira fuori la pistola, ma poi la fa entrare. La ragazzina ha visto la sua famiglia sterminata da Stan ( un monumentale Gary Oldman, da Oscar per il suo contributo al film ) e dai suoi colleghi dell' antidroga ( la Dea ). Il padre di Matilda, infatti, che teneva la droga di Stan, l' ha tagliata del 10%. E' la fine per tutti. L' inferno sarà lì ad attendere con la bocca aperta i suoi condannati. Matilda entrerà nelle grazie del sicario e chiederà vendetta. Vendetta per la sua famiglia ( piena di problemi sociali ), specie per il fratellino. Vendetta per tanti altri validi motivi. Imparerà a sparare e stare alle regole come un vero sicario. Tutto questo in cambio di poco: tenere pulito l' appartamento, far imparare a Leon a leggere e scrivere. Nascerà qualcosa con lui: un' innocente storia d' amore; pulita e semplice come l' acqua. Una storia fatta di tenerezze che non sfocia mai nel volgare. Si formerà un legame fortissimo tra i due, più di padre e figlia. Il finale è qualcosa di incredibile. Rocambolesco direi. Ho fatto il tifo per Leon, ho sperato, ho lottato insieme a lui affinché vivesse. Ma questa è un' altra storia. Un film fantastico anche per una contraddizione: Leon è il cattivo che muore da buono; Stan è il buono che muore da cattivo. Ma è Stan il vero mostro. Leon uccide la peggior specie di uomini per vivere. E' il suo mestiere e forse è stato costretto a fare quel che fa. La chiave di lettura di Leon è soprattutto in ciò. C' è pure della filosofia, il che non guasta mai. Che dire se non che è un film geniale, tutto personalizzato, fatto apposta per Jean Reno. Ma anche gli altri attori sono bravi. Che bello Leon accidenti. Inquadrature, musiche, ( Eric Serra ), personaggi, trama, finale: tutto perfetto! Mai vista una roba simile in tutta la vita. Consiglio a tutti di vedere questo bellissimo Leon...
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lorix
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sabato 17 aprile 2010
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magnifico
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Un film che definirei quesi un capolavoro, unisce azione ed una storia d'amore molto particolare, senza mai diventare noioso o scontato, dalla prima all'ultima scena. Azzeccate le scelte degli attori: superbo Jean Reno nella parte di un killer freddo e spietato al di fuori ma dentro ancora un ragazzino, una Natalie Portman che pur essendo agli inizi mostra già di cosa è capace, il poliziotto pazzo interpretato magistralmente da Gary Oldman, che sembra veramente folle in certi tratti. Finale anch'esso molto valido, anche se triste.
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paolo-42
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domenica 14 marzo 2010
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ottimo
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Un ottimo film.... complimenti...
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jostein
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venerdì 12 febbraio 2010
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se capisci di cinema guarda léon
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Film bellissimo, commovente, con scene di violenza mai volgari, per piccolissimi tratti anche "divertente", mai noioso. Una vera lezione di cinema: da notare l'uso della colonna sonora (abbraccia le scene in maniera naturale e ne esalta le azioni), del montaggio, del tipo di sceneggiatura (bellissimo il rapporto che si crea tra i due protagonisti) e della scelta degli attori (Jean Reno, Natalie Portmanda e Gary Oldman sono da premio Oscar). Non racconto la trama e non dico nulla sulla caratterizzazione dei personaggi (tutto da scoprire). Un vero capolavoro l'ultima scena del film, dove si dimostra come creare azione e panico in un semplice appartamento. Grazie Besson.
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alitta80
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venerdì 12 febbraio 2010
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gran bel film
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Senza esagerare con grandi scene e scenografie, senza attori famosi e famosissimi (all'epoca), Luc Besson è riuscito a creare un Film inimitabile, che colpisce e rimane impresso a chi lo guarda. Le semplici emozioni contrapposte alle scene estreme, sono il segreto di questo Film.
Assolutamente da vedere!
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