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ateciufit15
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venerdì 8 agosto 2008
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ottimo il pagliaccio
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Ma come fate a dire che il clown è divertente?? Ho visto il film per la prima volta quando ero piccola e mi ha terrorizzata a vita..lo ammetto, nella seconda parte, quando IT racconda la barzelletta del giardiniere, ho riso un po' anch'io...ad ogni modo, è un peccato che un personaggio azzeccato come quello del pagliaccio sia stato insarito in un film che,tutto sommato, è una pagliacciata davvero (in assoluto la seconda parte)...
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pesciolina
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venerdì 25 luglio 2008
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film horror+comico=it
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il film èmoltoparticolare è horror ma nello stesso tmpo pauroso sopprattutto il pagliaccio mi appare simpatico ma appena mi fa ridere subito dopo ne combina una delle sue.la seconda parte è un pò noiosa rispetto alla prima.io ho visto il film e ora sto loeggendo illibro,devo dire che il libro ti da + emozioni rispetto al film.
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aras94
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venerdì 16 maggio 2008
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it
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nn ho visto il film ma ho letto il libro ed è un vero capolavoro di Stephen King!!!
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sarah
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venerdì 2 maggio 2008
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bah
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dopo aver letto il libro mi aspettavo decisamente molto di più.
il libro è un qualcosa di indescrivibilmente magico, che ti rapisce dalla prima all'ultima parola..mentre lo leggi non vedi l'ora di arrivare alla fine, di sapere come si evolve la storia, e quando arrivi alla fine vorresti tornare indietro perchè il finale non ti è piaciuto..la Paura, quella con la P maiuscola, è presente in ogni riga del libro.
il film è stata una delle delusioni più grandi della mia vita. considero It un libro senza tempo, semplicemente meraviglioso, uno dei migliori che abbia mai letto..ma il film..puah, uno schifo. il pagliaccio mi provocava attacchi di risa isteriche, il film mi ha annoiata e mi ha delusa la falsità della pellicola.
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dopo aver letto il libro mi aspettavo decisamente molto di più.
il libro è un qualcosa di indescrivibilmente magico, che ti rapisce dalla prima all'ultima parola..mentre lo leggi non vedi l'ora di arrivare alla fine, di sapere come si evolve la storia, e quando arrivi alla fine vorresti tornare indietro perchè il finale non ti è piaciuto..la Paura, quella con la P maiuscola, è presente in ogni riga del libro.
il film è stata una delle delusioni più grandi della mia vita. considero It un libro senza tempo, semplicemente meraviglioso, uno dei migliori che abbia mai letto..ma il film..puah, uno schifo. il pagliaccio mi provocava attacchi di risa isteriche, il film mi ha annoiata e mi ha delusa la falsità della pellicola..
davvero un film pessimo. fossi nei panni del Re, sarei estremamente disgustata e contrariata.
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alessandro/clochard
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venerdì 18 aprile 2008
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commento: it di stephen king
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it e' un film veramente bello che diverte e spaventa allo stesso tempo,poi di per se anche la trama e la sceneggiatura sono molto azzeccate,come i protagonisti, gli stessi sette ragazzini e dall'altra parte l' antagonista harry bauers con la sua banda che non lascia mai in pace i ragazzi.poi c'e pennywise il clown, divertente ma allo stesso tempo essere demoniaco che continua a uccidere i bambini della cittadina di derry.In conclusione questo e' un'ottimo film,non e' il miglior horror su piazza pero' merita.Chi non lo ha visto dovrebbe vederlo,l'unica cosa e' il finale del film che delude molto...per il resto visto che il film e' diviso in due parti,meglio la prima.
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alessandro pacella
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domenica 13 aprile 2008
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un'altra grande prova d'interpretazione di king.
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Qualcuno ha detto che It non è un buon film, per l'ingenuità delle interpretazioni e del soggetto: tutt'altro! La vicenda dei personaggi non prescinde dalla loro concezione fanciullesca della vita, sia nella loro prima esperienza con Pennywise, sia al loro ritorno a Derry. La paura e l'angoscia che lega i sette ragazzini alla figura dominante del clown sistemperano nell'inspiegabile logica che, nella mente di un bambino e solo in quella, ammette la possibilità di fermarsi a guardare in faccia il terrore, di razionalizzarlo e di sfidarlo. Questa è una forma di maturità che tutti attribuiamo all'individuo adulto, ma è una realtà che in IT viene del tutto rovesciata. E infatti gli adulti non sono affatto rappresentati come ciechi inconsapevoli, ma come vigliacchi (al punto di non far nulla neanche per proteggere i propri figli).
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Qualcuno ha detto che It non è un buon film, per l'ingenuità delle interpretazioni e del soggetto: tutt'altro! La vicenda dei personaggi non prescinde dalla loro concezione fanciullesca della vita, sia nella loro prima esperienza con Pennywise, sia al loro ritorno a Derry. La paura e l'angoscia che lega i sette ragazzini alla figura dominante del clown sistemperano nell'inspiegabile logica che, nella mente di un bambino e solo in quella, ammette la possibilità di fermarsi a guardare in faccia il terrore, di razionalizzarlo e di sfidarlo. Questa è una forma di maturità che tutti attribuiamo all'individuo adulto, ma è una realtà che in IT viene del tutto rovesciata. E infatti gli adulti non sono affatto rappresentati come ciechi inconsapevoli, ma come vigliacchi (al punto di non far nulla neanche per proteggere i propri figli). Questa situazione è un paradosso, che sconvolge le psico-logiche dell'infanzia? Sì, forse. Ma poi il piccolo Bill Denbrough mette giù la maschera della forza a ogni costo, la maschera del leader "per carisma", maledice il suo nemico e focalizza l'odio sulla perdita del fratellino; poi, piangendo, chiede agli amici di aiutarlo a "vendicarsi". Non a fare giustizia, ma a vendicarsi. E questo non è per niente paradossale. Nel film è costantemente presente la dialettica fra le due identità della persona; il bambino e l'uomo. It finisce con l'essere non più l'entità malvagia e soprannaturale in cui l'umanità s'imbatte senza mezzi e senza ragioni di fondo, ma l'immagine di qualcosa che esiste nella nostra vita ogni giorno: la paura. Di qualsiasi cosa. A soccombere è sempre chi la ignora o la nega, perché non ci si può opporre a niente nel buio. E non ci si può opporre a niente nella solitudine, come ognuno di quei sette ragazzini ha modo di sperimentare, nei loro individuali incontri con Pennywise, perché solo il confronto con altri modi di concepire la stessa paura ti mette davanti alla soluzione, illuminando le dinamiche su cui si regge il suo manifestarsi. Bill, Beverly, Ben, Stan, Eddie, Mike e Richie: in ognuno di loro il tormento del male si è insinuato sfruttandone il personale vissuto; ma il sangue continuerà a inondare il bagno di Beverly finché tutti e sette insieme non l'avranno pulito. Il male ha sette facce, ma un unico cuore: ed è forse troppo pensare che la scelta del gigantesco ragno, in sostituzione del drago del romanzo, rappresenti proprio, con le sue diverse zampe e il monoblocco del corpo, questo duplice volto di un unico ente? E guarda caso, Eddie muore schiacciato tra quelle zampe, schiacciato dalla paura vissuta nella solitudine o negata ("Non credo che tu esista!"), finché Bev colpirà il "monoblocco", indebolendolo. Nella lotta dei sette bambini, l'idea di sconfiggere il male con una spruzzata d'acido muriatico può garantire un'esorcismo della paura che esso infonde, e può anche farla dimenticare per anni, ma non dona l'esorcismo del male in sé; rimasto solo davanti al male, Eddie-adulto commette l'errore di rifuggiarsi ancora una volta nella negazione, ma a distanza di 30 anni essa non è più solo inutile, ma deleteria. Diverso è per Bev, che nel suo io bambino intuisce il punto debole del male che la opprime, e riesce a minarne le fondamenta già con il suo "piccolo" orecchino d'argento, per poi affrontarlo a mani nude. Ma ancora divero è per Stan, personaggio destinato a fallire perché ha soffocato in una maturità innaturale l'età in cui l'uomo scopre il coraggio, consumandosi e morendo di paura.
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(di alessandro pacella)
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roberto
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lunedì 7 aprile 2008
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lo vorrei tanto vedere
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il film 4 stelle perchè ho visto alcuni video,chi mi a dire come vederlo online gratis? e i bambini che hanno 10 anni potrebberlo vederlo?(ho 2 figli)
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enrico
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mercoledì 2 aprile 2008
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it va lasciato così com'è.
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A mio avviso è un horror fantastico che non va lasciato così com'è.
Alla fine l'horror classico si divide in 2 sottogeneri: psicologico e splatter. Ovviamente molti film non rientrano esclusivamente nell'una o nell'altra categoria, ma IT rientra decisamente nel prima. Ed è tra i migliori del genere. I suoi punti di forza di carisma sono proprio quelli che lo portano agli antipodi dello splatter. Vuoi perchè è geniale l'idea del male che perdura nel tempo, del terrore impersonificato nel simbolo dei desideri dei più piccini (il clown colorato) o di una entità che sa sempre come spaventarci perchè sa vedere dentro di noi. E proprio su questo, alla domanda "che paura fa un uccellino appena nato?" Rispondo: esistono diverse sfaccettature di emozioni più vicine tra loro rispetto ad altre: paura, terrore, angoscia, senso, disgusto.
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A mio avviso è un horror fantastico che non va lasciato così com'è.
Alla fine l'horror classico si divide in 2 sottogeneri: psicologico e splatter. Ovviamente molti film non rientrano esclusivamente nell'una o nell'altra categoria, ma IT rientra decisamente nel prima. Ed è tra i migliori del genere. I suoi punti di forza di carisma sono proprio quelli che lo portano agli antipodi dello splatter. Vuoi perchè è geniale l'idea del male che perdura nel tempo, del terrore impersonificato nel simbolo dei desideri dei più piccini (il clown colorato) o di una entità che sa sempre come spaventarci perchè sa vedere dentro di noi. E proprio su questo, alla domanda "che paura fa un uccellino appena nato?" Rispondo: esistono diverse sfaccettature di emozioni più vicine tra loro rispetto ad altre: paura, terrore, angoscia, senso, disgusto... E ognuna di loro viene attivata su persone diverse da spinte soggettive diverse.
Insomma ciò che a te non fa nessuna paura a me potrebbe fare angoscia o disgusto. ad altri potrebbe causare terrore per motivi che nemmeno immaginiamo.
Forse superata una certa età questo film potrebbe perdere di efficacia, ma farne un remake non cambierebbe nulla.
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[+] bella recensione!
(di piero)
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ludi
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lunedì 28 gennaio 2008
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ittolo
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(di chuckskywalker)
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somaldo
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lunedì 10 dicembre 2007
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90
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Guardate che non sono i ragazzini che scendono nelle fogne a risvegliare la forza del male, la svoglia si sveglia da sola ogni 30 anni.
[+] vero!
(di alessandro pacella)
[ - ] vero!
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