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signorbagheri
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domenica 23 agosto 2026
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moraleggiante e misogino ma tecnicamente valido
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La sanguinaria, ispirato alle imprese criminali degli anni trenta della coppia Bonnie e Clyde, viene realizzato da Joseph H. Lewis due anni dopo La donna del bandito del 1948 di Nicholas Ray che ha un impianto narrativo simile e viene considerato il vero capostipite del sottogenere noir degli amanti in fuga. Azione e passione sono i binari su cui scorre veloce il plot, tra sparatorie, fughe rocambolesche in auto e promesse di amore eterno si snoda la nota vicenda dei due antieroi che giunge al tragico finale senza mai coinvolgere emotivamente. Puro spettacolo senza anima. I caratteri dei due protagonisti sono abbozzati alla meno peggio, lei quasi una macchietta senza spessore, eppure fornisce lo spunto per il titolo del film, in originale Deadly Is the Female ma quello italiano non appare da meno, in quanto simbolo della donna peccaminosa, incarnazione di Eva tentatrice, che conduce alla rovina il povero ingenuo ragazzotto di provincia con un unico difetto, in fondo perdonabile, di essere attratto fin da piccolo dalle armi da fuoco.
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La sanguinaria, ispirato alle imprese criminali degli anni trenta della coppia Bonnie e Clyde, viene realizzato da Joseph H. Lewis due anni dopo La donna del bandito del 1948 di Nicholas Ray che ha un impianto narrativo simile e viene considerato il vero capostipite del sottogenere noir degli amanti in fuga. Azione e passione sono i binari su cui scorre veloce il plot, tra sparatorie, fughe rocambolesche in auto e promesse di amore eterno si snoda la nota vicenda dei due antieroi che giunge al tragico finale senza mai coinvolgere emotivamente. Puro spettacolo senza anima. I caratteri dei due protagonisti sono abbozzati alla meno peggio, lei quasi una macchietta senza spessore, eppure fornisce lo spunto per il titolo del film, in originale Deadly Is the Female ma quello italiano non appare da meno, in quanto simbolo della donna peccaminosa, incarnazione di Eva tentatrice, che conduce alla rovina il povero ingenuo ragazzotto di provincia con un unico difetto, in fondo perdonabile, di essere attratto fin da piccolo dalle armi da fuoco. Il tono moraleggiante, misogino e bigotto tipico della produzione hollywoodiana di quei tempi si rivela in modo eclatante nel finale in cui il maschio si pente e si riscatta un minuto prima di essere attinto dai colpi letali, lei invece, destinata agli inferi, persiste nel male fino alla fine, diabolica e sanguinaria appunto. Tuttavia, a prescindere dai contenuti, la pellicola, pur datata, risulta ancora godibile con scene tecnicamente innovative e originali per quei tempi come quella della fuga in auto con la cinepresa montata in posizione rialzata sul sedile posteriore della spider a filmare la corsa sfrenata della macchina oppure quella del lungo piano sequenza della rapina in banca della durata di oltre tre minuti sempre con cinepresa sul sedile posteriore questa volta a livello dei due protagonisti.
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contrammiraglio
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lunedì 25 gennaio 2016
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doppiaggio da censura
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Gioiellino del noir, se solo non avesse quel doppiaggio tipico di quegli anni............, pure la V stella!
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il befe
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domenica 8 febbraio 2015
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ottimo lavoro
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davide_chiappetta
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sabato 24 luglio 2010
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il diavolo è donna
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la trama rispecchia tutti i percorsi del genere noir alla voce femme fatale alias dark lady, all'epoca non fu apprezzato cosi come non fu apprezzato detour di ulmer, ma il motivo è semplice perche è stato girato a budget ridotto e quindi non ha quella fotografia tagliente come ad esempio i film di huston di kubrick di wilder di preminger di aldrich etc con i loro direttori di fotografia di lucien ballard o james wong etc, e forse perche il personaggio interpretato da john dall è molto schematico e rigido, ma qui si vede il genio di lewis che con pochi soldi ha creato molte sequenze indimenticabili ed è uno dei pochi registi a far risaltare molto i personaggi secondari (lo sceriffo, il direttore del circo, la vecchia dipendente dell'azienda etc) ha fatto di necessità virtù, il film tocca anche temi (non so se era nelle intenzioni del regista poco incline a fare della sociologia) coem quell odell'amore per le armi, lui da ragazzo non fece mai fuoco sugli animali, lei pronta a uccidere qualsiasi cristiano, e qui avrei voluto fare una domanda al regista: basta un riformatorio, la società che ti schiaccia, lo stesso amore per le armi spingere un uomo a seguire una pazza assassina?.
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la trama rispecchia tutti i percorsi del genere noir alla voce femme fatale alias dark lady, all'epoca non fu apprezzato cosi come non fu apprezzato detour di ulmer, ma il motivo è semplice perche è stato girato a budget ridotto e quindi non ha quella fotografia tagliente come ad esempio i film di huston di kubrick di wilder di preminger di aldrich etc con i loro direttori di fotografia di lucien ballard o james wong etc, e forse perche il personaggio interpretato da john dall è molto schematico e rigido, ma qui si vede il genio di lewis che con pochi soldi ha creato molte sequenze indimenticabili ed è uno dei pochi registi a far risaltare molto i personaggi secondari (lo sceriffo, il direttore del circo, la vecchia dipendente dell'azienda etc) ha fatto di necessità virtù, il film tocca anche temi (non so se era nelle intenzioni del regista poco incline a fare della sociologia) coem quell odell'amore per le armi, lui da ragazzo non fece mai fuoco sugli animali, lei pronta a uccidere qualsiasi cristiano, e qui avrei voluto fare una domanda al regista: basta un riformatorio, la società che ti schiaccia, lo stesso amore per le armi spingere un uomo a seguire una pazza assassina?... si potrebbe parlare di fatalità, perche lui esce dal riformatorio e poi congedato dall'esercito, non ha il tempo di ambientarsi alal vita civile che ti si presenta questo diavolo vestito da donna, ma psicologia a parte nel film si trasuda erotismo, follia gangsterismo e senso della fatalità, gli stessi umori che saranno ripresi pari pari in "gangster story" e la "rabbia giovane".
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nicolò
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lunedì 18 agosto 2008
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splendido film noir
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non concordo con gli aspetti negativi che la recensione individua, e sopratutto con il valutare La Sanguinaria con due misere stelle, essendo il film un caposaldo assoluto del noir, nel periodo del suo massimo splendore! Bellissima la femme fatale di turno!!
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